Archivio mensile:Marzo 2013

TRASPORTI: Autorità avvia azioni contro Trenitalia e Trenord

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Carte dei servizi devono rispettare le delibere dell’Autorità dei trasporti. Possibili indennizzi per i consumatori.

Roma, 10 dicembre 2019 – “Ottima notizia! Un procedimento sacrosanto. Bene che queste società siano sanzionate, se le loro Carte dei servizi non rispettano le delibere dell’Autorità dei trasporti in materia di indennizzi. Solo se conoscono i propri diritti, gli utenti possono farli valere” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia secondo la quale l’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha avviato procedimenti sanzionatori per violazione delle misure di regolazione sui diritti e gli indennizzi dovuti ai passeggeri del trasporto pubblico nei confronti, tra gli altri, di Trenitalia e Trenord.

“Attendiamo l’esito del procedimento, ma è evidente fin da subito che se gli indennizzi previsti da Trenitalia e Trenord non risulteranno corrispondenti a quelli obbligatori previsti dalle delibere dell’Authority, scatterà il diritto al risarcimento dei passeggeri” prosegue Dona

“I pendolari viaggiano troppo spesso come sardine e sono trattati come sudditi. I loro diritti sono troppo spesso violati. Ora si potrà fare un po’ di  luce” conclude Dona.

L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha avviato procedimenti sanzionatori nei confronti di 15 gestori di servizi ferroviari e stazioni: Trenitalia, Ente Autonomo Volturno, Ferrotramviaria, Ferrovie del Gargano, Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici, Ferrovie Emilia-Romagna, Ferrovienord, Gruppo Torinese Trasporti, La Ferroviaria Italiana, Sistemi Territoriali, Società Ferrovie Udine-Cividale, Società Unica Abruzzese di Trasporto, TPER, Trasporto Ferroviario Toscano e Trenord.

Mali di stagione: per difenderci nutriamo il sistema immunitario

Come rafforzare il sistema immunitario con l’arrivo del grande freddo? Innanzitutto scegliendo la giusta alimentazione, perché è grazie ad alcuni specifici nutrienti che il sistema immunitario riesce a intervenire in modo tempestivo ed efficace.

Nella sua azione di difesa della nostra salute, il sistema immunitario ha una fedele e folta truppa al suo servizio: sono i milioni di batteri che costituiscono il microbiota intestinale e che, tra i tanti compiti che assolvono, hanno anche quello di “guidare” le cellule immunitarie nel distinguere i batteri “buoni” da quelli “cattivi” (i patogeni). Per questo il microbiota viene considerato un organo endocrino mentre l’apparato gastrointestinale rappresenta il più esteso “contact point” tra il sistema immunitario e gli stimoli esterni.

Ma, in concreto, di cosa hanno bisogno i batteri e le cellule intestinali per fare il loro dovere e rafforzare le nostre difese immunitarie? Di un pool di nutrienti, come gli acidi grassi a catena corta, che nutrono le cellule intestinali e riequilibrano il microbiota, producendo così effetti antinfiammatori. Il più importante è l’acido butirrico, il preferito dai batteri del colon: lo si trova in grandi quantità nei formaggi stagionati, come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Pecorino. C’è un altro valido motivo per cui questi formaggi stagionati sono efficaci nella dieta contro i mali di stagione. È la loro ricchezza di altri due elementi-chiave per “nutrire” il sistema immunitario: lo zinco e la cistina, indispensabili per sviluppare e mantenere attive le cellule che lo compongono.

Anche i fermenti probiotici sono importanti per difendersi dai mali di stagione. E non solo perché sono in grado di migliorare la microflora intestinale ma anche perché, come si è scoperto di recente, svolgono un ruolo positivo sulla barriera immunologica dell’intestino. Il modo più gustoso e sano per introdurli in modo regolare nell’alimentazione è consumare prodotti che ne contengano ceppi diversi, perché la sinergia stimola in modo più efficace il sistema immunitario. È quello che accade consumando yogurt, latti fermentati e formaggi freschi in versione probiotica, come stracchino e crescenza.

A beneficiare del miglioramento della risposta immunitaria determinata dal consumo di formaggi probiotici sono soprattutto gli anziani: inserendo nella colazione una fetta di pane e formaggio probiotico vedono aumentare tutte le difese immunitarie, come ha dimostrato uno studio pubblicato su “FEMS Immunology & Medical Microbiology”.

Autore: Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Assolatte
Data: 9 dicembre 2019

Acquisti: la top ten dei regali di Natale

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sulle spese di Natale, stimando la top ten delle vendite natalizie 2019.

I giocattoli sono al primo posto degli acquisti natalizi, come vuole la tradizione. Al secondo posto ci sono i prodotti per la cura della persona come i profumi, i cosmetici, creme viso-corpo, trousse trucchi.

Al terzo posto, ma sempre sul podio, gli elettrodomestici: televisori, tostapane, caffetterie elettriche, sbattitori elettrici, robot da cucina, planetaria, rasoi elettrici, radiosveglie.

In quarta posizione, prodotti di cartoleria e libri (calendari, penne, agende…), poi, pochissimo distanziati, smartphone e computer, ed, in sesta posizione, i generi casalinghi (utensili da cucina, cristalleria da tavola, porcellane, ceramiche).

Più staccati, gioielli, orologi, cornici, oggetti d’oro o argento, fiori e piante, poi, in ottava posizione, abbigliamento (guanti e cinture non in pelle, cravatte), ed infine, in nona, foto-ottica e strumenti musicali (binocoli, microscopi, telescopi…).

In decima posizione, ultimi della top ten, gli alimentari e le bevande. La voce include sia l’aumento di spesa che si registra per il pranzo di Natale sia i regali a base di cibo, come panettoni, pandori, dolciumi, spumanti.

Le calzature, articoli in pelle e da viaggio (valige, borse, portafogli …), sono solo in undicesima posizione, fuori dalla classifica. Bisogna, comunque,  tenere presente che gli acquisti di abbigliamento e calzature sono anche influenzati dall’imminente arrivo dei saldi.

“La nostra non è la classifica dei regali più graditi ma di quelli che vengono normalmente fatti. Non sappiamo, cioè, se ricevere il classico profumo o dopobarba, piuttosto che un libro, inaspettatamente al quarto posto, sia poi apprezzato da chi lo riceve, anche se lo speriamo. Quello che è certo è che sono molto donati, forse anche perché sono regali facile da fare, che non richiedono grandi sforzi di immaginazione e hanno prezzi abbordabili per tutte le tasche. Rispetto al primo posto in classifica, i bambini sono sempre i protagonisti del Natale, come è giusto che sia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Lo studio analizza l’aumento delle vendite che si registra a dicembre rispetto ai mesi precedenti, stilando la classifica dei prodotti che segnano il maggior incremento di spesa.

Guarda la tabella con la classifica dei regali di Natale

Posizione Prodotti
1 Giochi, articoli per lo sport ed il campeggio (esclusi giochi elettronici)
2 Prodotti di profumeria (cosmetici, creme, trousse trucchi, ecc…)
3 Elettrodomestici: tostapane, caffetterie elettriche, rasoi elettrici, radiosveglie…
4 Prodotti di cartoleria, libri (calendari, penne, agende, cartoline…)
5 Smartphone, cordless, computer, stampanti, giochi elettronici, ecc…
6 Casalinghi
7 Gioielli, orologi, cornici, oggetti d’oro o argento, fiori e piante, ecc…)
8 Abbigliamento (anche guanti e cinture non in pelle, cravatte)
9 Foto-ottica e strumenti musicali (binocoli, microscopi, telescopi, ecc…)
10 Alimentari

Autore: Mauro Antonelli
Data: 10 dicembre 2019

Antitrust: istruttoria su Poste Italiane

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato di avviare un procedimento istruttorio nei confronti della società Poste Italiane S.p.A. per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate, in possibile violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo.

L’ipotesi è che il cliente/mittente che decida di rivolgersi a Poste per inviare una Raccomandata potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate.

Si assume, del resto, quanto al tentativo di recapito della corrispondenza, che l’avviso di giacenza del plico raccomandato verrebbe spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’invio senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio. Costringendo quindi il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato.

Poste, inoltre, avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo.

Poste Italiane, stupita per l’istruttoria, ha replicato, con fermezza, che le proprie condotte commerciali sono improntate a principi di correttezza e trasparenza per la piena tutela dei clienti e si riserva di dimostrarlo nel corso dell’istruttoria. E’ priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi di aver posto in essere azioni che ingannino i clienti in merito alle caratteristiche del prodotto raccomandata. E’ assoluto interesse dell’azienda, in termini di efficienza e controllo dei costi, che la consegna delle raccomandate avvenga sin dal primo tentativo di recapito presso il domicilio del destinatario, poiché, riconsegnare presso l’ufficio postale le cosiddette inesitate rappresenta una chiara inefficienza economica a tutto danno dell’impresa anche alla luce del fatto che il ritiro presso l’ufficio postale, di corrispondenza non consegnata a domicilio, è totalmente gratuito per il destinatario. Nel corso del 2019 sono state consegnate oltre 120 milioni di raccomandate, ricevendo, nel medesimo periodo, meno di 1000 reclami relativi agli avvisi di giacenza, pari allo 0,000008% del totale delle raccomandate regolarmente gestite. Inoltre, opera un incessante controllo ispettivo sulla qualità del servizio, superando gli standard tradizionalmente previsti in materia, con regolari e accurate verifiche sull’intera filiera organizzativa, adottando, ove si riscontrino irregolarità, i più rigorosi provvedimenti disciplinari. Il servizio di recapito delle raccomandate rientra negli obblighi di servizio universale con specifici standard di qualità che l’azienda assicura puntualmente e che sono oggetto di costante e formale verifica da parte del regolatore di settore Agcom. Altrettanto infondata risulta l’ipotesi di aver veicolato messaggi ingannevoli, infatti, come ampiamente documentabile, ogni strumento informativo, cartaceo o digitale, riporta in evidenza le condizioni del servizio peraltro assolutamente gratuito, opzionale e non alternativo rispetto alle tradizionali modalità di recapito. Dunque, l’ipotesi di una strategia ingannevole verso i clienti è del tutto infondata e lesiva dell’immagine dell’azienda.

L’UNC attende l’esito del procedimento. Esprime, comunque, apprezzamento per l’apertura dell’istruttoria, ritenendo importante far luce sul servizio delle raccomandate, decisamente troppo caro. Ad esempio va chiarito se, come promesso sul sito di Poste, la Raccomandata 1, ben più costosa di quella semplice, 6,90 contro 5,40, arriva davvero in un giorno lavorativo oltre a quello di spedizione e i due tentativi di consegna garantiti sono effettivi. Ovvio, infatti, che se il consumatore accetta di pagare di più, ben il 27,8% in più, ha poi diritto al servizio promesso. Non sarebbe accettabile se il destinatario non fosse cercato nei dovuti modi e, per accelerare i tempi, e quindi i costi, della consegna, si lasciasse sistematicamente l’avviso di giacenza in casella, costringendo il consumatore a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta.

Al ristorante senza sprechi

Un terzo della produzione mondiale di cibo, secondo la FAO, finisce ogni anno nella spazzatura, un dato spaventoso se pensiamo che basterebbe a risolvere il problema della fame e malnutrizione del mondo. Senza contare che l’eccedenza di cibo ha delle conseguenze terribili per l’ambiente in termini di utilizzo di risorse ed emissioni di CO2 necessarie per produrre e smaltire gli alimenti.

Negli ultimi anni, il tema è diventato centrale per l’intera filiera che si è impegnata in una politica di riduzione degli sprechi; lo stesso consumatore è molto più sensibile al tema, sia tra le mura domestiche che quando va a mangiare al ristorante.

Ne abbiamo parlato con Milvia Panico, Responsabile Comunicazione e CSR di METRO Italia che ci ha dato alcuni numeri del fenomeno tratti dalla survey Metronomo 2019, condotta da METRO Italia in collaborazione con l’Istituto Green Bocconi: per quanto stimare con esattezza lo scarto alimentare sia molto complesso, un locale getta in media due sacchi standard da cucina di rifiuti organici, al cui interno ci sono parti di prodotto non riutilizzabili ed eventuali avanzi o eccedenze”.

I ristoratori sarebbero ben lieti di ridurre gli sprechi e le azioni da mettere in campo sono diverse: la nostra ricerca -afferma la dottoressa Panico- mette a fuoco l’importanza di sviluppare menù parlanti, ovvero sempre più chiari e dettagliati, nonché la possibilità di avere accesso a porzioni di dimensioni diverse. Un’altra azione fondamentale, seppur complessa per il ristoratore, è donare a enti benefici le eccedenze della cucina o i prodotti prossimi alla scadenza. Ultimo, ma non meno utile per il consumatore, è poter trovare nei locali contenitori da asporto, per recuperare i suoi eventuali avanzi.”

Insomma, se fino a ieri chiedere la doggy bag con gli avanzi del pasto era quasi una vergogna, oggi, perlomeno in alcune zone d’Italia, sta diventando una consuetudine: “i ristoratori -spiega la Responsabile Comunicazione di METRO Italia lavorano molto bene sulla loro filiera, minimizzando lo spreco nelle cucine e ottimizzando la gestione delle proprie dispense, mentre hanno maggiore difficoltà a trasferire il loro impegno sul consumatore finale. Una significativa differenza emerge sull’adozione e la proposta della doggy bag, che è abbastanza frequente nei locali del Nord Est, ma ancora poco presente al Sud.”

Proprio per sensibilizzare i consumatori in tal senso, la nostra associazione, nell’ambito del progetto “All you need is food, realizzato in partenariato da UNC e U.Di.Con. e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ai sensi dell’art. 72 DL del 03/07/2017 n.117 e S.M.I., annualità 2018), si propone di promuovere attività di recupero delle eccedenze alimentari per contribuire a porre fine ad ogni forma di povertà e di sviluppare programmi di educazione alimentare.

Tra le altre cose, distribuiremo su tutto il territorio nazionale circa 50 mila save bag e per incentivarne l’uso sarà promossa una campagna e un concorso che premierà chi le chiederà al ristorante.

Continuate a seguirci per saperne di più!

Autore: Simona Volpe
Data: 10 dicembre 2019

BOLLETTE: bene i rimborsi previsti in manovra per fatture pazze

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Un emendamento alla manovra prevede rimborsi non inferiori a 100 euro e pari al 10% delle bollette pazze.

Roma, 10 dicembre 2019 – “Ottima notizia! Finalmente un provvedimento che, a fronte dei tanti disservizi, disagi, soprusi, pratiche commerciali scorrette ed aggressive perpetuate dai diversi fornitori di servizi essenziali, come luce, gas e telefonia, sta dalla parte dei consumatori, mirando a risarcirli in modo automatico in caso di bollette pazze” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia di un emendamento alla manovra che prevede, per chi riceve bollette pazze per luce, gas, acqua, servizi telefonici, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il diritto a ricevere una somma pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro.

“Speriamo che l’emendamento resti nella manovra finale e venga definitivamente approvato” conclude Dona.

TELEFONIA: sanzione a Wind Tre e Vodafone

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Antitrust ha irrogato sanzioni per 10 milioni di euro a Wind tre e Vodafone per offerte poco chiare.

Roma, 6 dicembre 2019 – “Bene, ottima notizia. Le compagnie telefoniche, imperterrite, si ostinano a non essere trasparenti, a omettere tutti i costi legati alle loro offerte, a non chiedere il preventivo consenso del consumatore nei modi dovuti” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia della sanzione irrogata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Wind Tre e a Vodafone.

“Purtroppo il legislatore dovrebbe consentire all’Authority di comminare sanzioni ancora più pesanti, specie per le compagnie telefoniche, considerato quanto sono recidive. Ora attendiamo ulteriori sanzioni anche per la vicenda delle bollette da 28 giorni” conclude Dona.

L’Antitrust ha irrogato sanzioni per un importo di 4,3 milioni di euro a Wind Tre e di 6 milioni di euro a Vodafone. Da giugno 2018, infatti, non hanno fornito informazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte “personalizzate” di winback (le offerte per riconquistare un cliente perduto) per i servizi di telefonia mobile rivolte ad ex clienti, contattati prevalentemente tramite sms, limitandosi ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo e traffico incluso ed omettendo nel messaggio, viceversa, di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte. Una condotta ritenuta idonea ad indurre in errore il consumatore medio in ordine al contenuto della proposta e a fargli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

Inoltre, nella fase di adesione dei consumatori a tutte le offerte di telefonia mobile, Wind Tre e Vodafone hanno pre-attivato diversi servizi e/o opzioni aggiuntivi rispetto all’offerta principale, con aggravio di costi, senza il preventivo ed espresso consenso del consumatore.

ACQUISTI: Natale, vendite ridotte per effetto Black Friday

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

A Natale meno vendite per via delle vendite del Black Friday, che sono spesso regali di Natale anticipati.

Roma, 5 dicembre 2019 – Come lo scorso anno, anche nel 2019 si attendono a Natale meno vendite del solito per via dell’effetto Black Friday.

L’Unione Nazionale Consumatori, infatti, ha analizzato i dati delle vendite dello scorso anno e quei prodotti che avevano avuto un boom delle vendite a novembre, sono poi calati a dicembre. Una dimostrazione del fatto che le vendite del Black Friday sono nella gran parte dei casi regali di Natale anticipati e non determinano un reale aumento delle vendite complessive.

Così, ad esempio, gli elettrodomestici, radio, tv e registratori che, stando ai vecchi dati pubblicati dall’Istat, a novembre dello scorso anno avevano registrato il record delle vendite, +11,7%, a dicembre poi calarono dello 0,9%. Le calzature, al secondo posto delle vendite annue di novembre con un +4,3%, poi nel mese di Natale scesero del 2,5%.

L’associazione di consumatori, quindi, ha sommato le vendite di novembre e di dicembre 2018, per verificare se, grazie al Black Friday, si registrava un reale incremento delle vendite complessive e non un mero spostamento da dicembre a novembre.

Ebbene, le vendite non alimentari segnano solo un +0,3%. Solo due gruppi di prodotti riportano un rialzo rilevante delle vendite totali: Elettrodomestici, radio, tv e registratori con + 4,4% e Dotazioni per l’informatica, la telefonia e le telecomunicazioni con +1,6%.

Le calzature, che pure erano al secondo posto degli incrementi di novembre 2018, finiscono, aggiungendo dicembre, con un incremento totale dello 0,7% soltanto, mentre per l’abbigliamento il rialzo è appena dello 0,1%.

L’esperto risponde su… mercato luce e gas

Ma è vero che chi oggi è cliente nei Mercati di Tutela per la luce e il gas è obbligato al passaggio al Mercato Libero?

Assolutamente no! Fino a quando (1° gennaio 2022) esisterà il Mercato di Tutela sarà sempre possibile aderire a questo tipo di offerte.

Per saperne di più leggi Fine del mercato di tutela di luce e gas: 10 cose da sapere

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Autore: Marco Vignola
Data: 4 gennaio 2020

Istat: un bimbo su quattro in eccesso di peso

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima siano oltre 340 milioni i bambini e gli adolescenti di 5-19 anni in eccesso di peso. La condizione di obesità tra i bambini è riconosciuta come predittiva dell’obesità in età adulta. È infatti stimato che almeno un terzo dei bambini e circa la metà degli adolescenti in sovrappeso rimangano in questa condizione da adulti. Attualmente le condizioni di vita più diffuse tra i ragazzi durante l’età della crescita sono spesso caratterizzate da un ambiente cosiddetto “obesogeno” in cui c’è continua disponibilità di cibi grassi e ricchi di zuccheri e di bevande gassate e/o zuccherate; a questo si associa di frequente un ridotto dispendio energico dovuto a bassi livelli di attività fisica che porta a un pericoloso circolo vizioso.

L’Italia tra i paesi europei con i livelli più alti di obesità tra i bambini di 7-8 anni.

Nei paesi dell’Ue, in media, è obeso quasi un bambino su otto tra i 7 e gli 8 anni. Cipro (20%), Italia (18%), Spagna (18%), Grecia e Malta (17%) mostrano i valori più elevati; Danimarca (5%), Norvegia (6%) e Irlanda (7%)3 quelli più bassi.

Tra il 2007-2008 e il 2015-2017 il tasso di obesità tra i bambini di 7-8 anni risulta in diminuzione in diversi paesi dell’Ue, in particolare in Portogallo, Slovenia, Grecia e Italia (-4 punti percentuali); tuttavia in Grecia e Italia i livelli rimangono ancora elevati.

In Italia è in eccesso di peso un minore su quattro. Nel biennio 2017-2018, in Italia circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti di 3-17 anni sono in eccesso di peso, pari al 25,2% (28,5% nel 2010-11). Emergono forti differenze di genere con una più ampia diffusione tra i maschi (27,8% contro 22,4%).

L’eccesso di peso è più frequente tra i bambini di 3-10 anni, età in cui si raggiunge il 30,4%. Al crescere dell’età, il sovrappeso e l’obesità diminuiscono, fino a toccare il valore minimo tra i ragazzi di 14-17 anni (14,6%).

L’eccesso di peso tra i minori aumenta significativamente passando da Nord a Sud (18,8% Nord-ovest, 22,5% Nord-est, 24,2% Centro, 29,9% Isole e 32,7% Sud). Le percentuali sono particolarmente elevate in Campania (35,4%), Calabria (33,8%), Sicilia (32,5%) e Molise (31,8%).

I comportamenti poco salutari dei genitori possono influenzare quelli dei figli. I bambini e i ragazzi che vivono in famiglie in cui almeno uno dei genitori è in eccesso di peso tendono a essere anche loro in sovrappeso o obesi. Se entrambi i genitori sono in sovrappeso o obesi anche i figli lo sono nel 37,6% dei casi contro il 18,8% di chi ha entrambi i genitori normopeso.

Tendono a essere maggiormente in sovrappeso o obesi i bambini e ragazzi che vivono in famiglie con risorse economiche scarse o insufficienti o in quelle in cui il livello di istruzione dei genitori è più basso. La quota di bambini in eccesso di peso è infatti pari al 19% tra quanti vivono in famiglie con genitori laureati ma raggiunge il 30,1% se i genitori non sono andati oltre la scuola dell’obbligo.