Archivio mensile:Marzo 2013

CORONAVIRUS: no a rialzi dei prezzi fino al triplo

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

No a sospensione rimborsi per vacanze consumatori, Governo chiarisca. Si ad aiuti a tour operator, ma no a scapito del consumatore.

Roma, 29 febbraio 2020 – E’ un no, quello dell’Unione Nazionale Consumatori, al decreto del Governo sull’emergenza Coronavirus, laddove interviene per prevenire speculazioni sui prezzi.

“Fissare una soglia così alta, superiore al triplo del prezzo di listino, prima di poter considerare una pratica commerciale come scorretta, vuol dire chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati!” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non solo si considera come normale raddoppiare i prezzi di una mascherina in un momento di emergenza, come se fosse etico e tollerabile approfittare di una situazione di difficoltà, ma di fatto si impedisce all’Antitrust di intervenire fino al superamento di quella soglia, rischiando di cadere dalla padella nella brace” prosegue Dona.

“Insomma, l’idea di considerare per legge che gli incrementi ingiustificati dei prezzi sono pratiche commerciali scorrette, è un passo avanti molto importante, che chiedevamo da anni. E’ assurdo, infatti, che oggi siano rigidamente regolamentate le vendite sottocosto mentre non ci sia nessun divieto di speculazione che impedisca ricarichi eccessivi. Ma, oltre alla soglia troppo alta, il problema è che il decreto le limita a prodotti attinenti alla salute e all’approvvigionamento di beni di prima necessità e in situazioni di allarme sociale, mentre dovrebbe valere sempre, anche in concomitanza di scioperi, maltempo ed altri eventi del genere” prosegue Dona.

“Quanto ai pacchetti turistici, chiediamo chiarimenti al Governo su cosa intenda quando nel comunicato di ieri parla di specifiche forme di compensazione. Sarebbe inaccettabile ed intollerabile un blocco dei rimborsi che la legge, il Codice del turismo, prevedere che in questi casi debbano essere dati al consumatore entro 14 giorni. Nulla vieta di dare la facoltà al consumatore di accettare voucher in alternativa al rimborso, da utilizzare entro un anno, ma deve essere chiaro che non può essere un obbligo. Nulla vieta al Governo di far accedere i tour operator ad un fondo statale per evitare loro problemi di liquidità. Insomma, il Governo è libero di aiutare, giustamente, i tour operator in qualunque modo, salvo a scapito del consumatore. Sarebbe una beffa” conclude Dona.

CORONAVIRUS: Astoi e Assoviaggi chiedono deroghe su rimborsi

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Proposta vergognosa ed intollerabile. I consumatori hanno diritto al rimborso entro 14 giorni dal recesso.

Roma, 28 febbraio 2020 – “La proposta di Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto di chiedere al Governo di sospendere i rimborsi che sono tenuti a corrispondere ai consumatori è vergognosa ed intollerabile” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Capiamo possano chiedere al Governo un aiuto, magari a livello di fiscalità, ma non certo a scapito dei consumatori che hanno un sacrosanto diritto riconosciuto dal Codice del Turismo. I soldi devono essere ridati entro 14 giorni dal recesso, senza se e senza ma” conclude Dona.

Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto hanno chiesto al Governo, in ragione della fase emergenziale e vista la difficoltà – in alcuni casi impossibilità – di recuperare le somme già versate da tour operator e Agenzie ai fornitori turistici, di adottare un provvedimento normativo in deroga, che consenta di sospendere i termini dei rimborsi e conceda la restituzione delle sole somme ricevute dai fornitori. Per quanto concerne le somme residue, le associazioni chiedono di istituire un Fondo a beneficio dei consumatori richiedenti o, in alternativa, misure compensative come un credito di imposta o similari, immediatamente utilizzabili dagli stessi clienti.

SPORT: Juventus diffidata a rimborsare tifosi

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Impegno del club bianconero non basta. Pronte le azioni legali a tutela dei tifosi.

Roma, 28 febbraio 2020 – “Abbiamo diffidato ieri la Juventus, intimandogli di rimborsare integralmente il singolo titolo di accesso e la quota parte dell’abbonamento. Se non lo farà scatteranno le azioni legali a tutela dei tifosi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“La nota emanata ieri sera dai bianconeri non basta, è troppo generica. Non c’è alcun impegno preciso e concreto ma si limitano, peraltro ribadendo la validità delle loro clausole contrattuali, oggetto in realtà di un procedimento istruttorio in materia di clausole vessatorie da parte dell’Antitrust, ad impegnarsi a valutare iniziative a favore degli acquirenti. Quali? Quando? I tifosi vanno rimborsati integralmente senza se e senza ma, non vogliono le elemosina, ma che siano riconosciuti i loro sacrosanti diritti” conclude Dona.

Dì seguito la nota della Juventus: “Juventus-Inter, in programma alle 20:45 di domenica 1° marzo all’Allianz Stadium, si giocherà a porte chiuse. Lo ha comunicato la Lega Serie A, in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ferma restando la validità delle previsioni che disciplinano l’acquisto dei titoli di accesso la società – vista la peculiarità della situazione nazionale – sta valutando iniziative a favore degli acquirenti degli stessi.

CORONAVIRUS: ispezioni Guardia di Finanza per prezzi mascherine

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ottima notizia! E’ una vergogna speculare sulla pelle degli italiani. No a mascherine farlocche.

Roma, 26 febbraio 2020 – “Bene, ottima notizia! E’ una vergogna nazionale speculare sulla pelle degli italiani” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che la Guardia di Finanza di Milano ha effettuato acquisizioni di documenti e dati nelle sedi di Amazon e eBay nell’ambito dell’inchiesta su “manovre speculative” nelle vendite di mascherine, gel disinfettanti e altri prodotti sanitari, aperta dalla Procura di Milano sulla base di un’autonoma iniziativa.

“Una situazione inaccettabile che deve cessare indipendentemente da eventuali reati. Peraltro il problema non è solo il prezzo stellare dei prodotti, ma anche la vendita di mascherine farlocche che non hanno alcuna efficacia nemmeno se indossate da persone contagiate, visto che non sono mascherine Ffp3” conclude Dona.

ANTITRUST: provvedimento cautelare per Sixthcontinent

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Dopo la denuncia di Unc, l’Autorità Antitrust ha aperto un procedimento cautelare nei confronti di Sixthcontinent Europe S.r.l. a causa delle proteste dei consumatori che non riescono ad utilizzare le shopping card acquistate. 

Roma, 26 marzo 2020 – “Ottima notizia, una nostra vittoria a tutela dei consumatori!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori che ha segnalato Sixthcontinent Europe S.r.l. all’Autorità Antitrust.

“Una vicenda che durava da troppo tempo! Lo slogan era Fai shopping con i crediti Sixth Continent. Peccato che erano troppi quelli che continuavano a protestare e che contattavano i nostri sportelli per segnalare che, dopo aver acquistato la shopping card, erano impossibilitati ad utilizzare il proprio credito” prosegue Dona.”Per non parlare del problema di ottenere il rimborso di quanto pagato per acquistare queste shopping card” prosegue Dona.

“Bene, quindi, la decisione di sospendere il blocco degli account dei consumatori e ogni attività diretta a impedire l’utilizzo delle Shopping Card da loro acquistate e pagate” conclude Dona.

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L’esperto risponde su… sim cellulare

Ho acquistato 2 schede sim per cellulare in un punto vendita, ma non soddisfano le mie richieste. E’ vero che posso recedere entro 14 giorni ottenendo il rimborso dell’acquisto effettuato?

Purtroppo no. Se si acquista nei locali commerciali non si ha diritto al diritto di recesso. Il diritto di recesso è previsto solo per i contratti a distanza (per esempio quelli stipulati al telefono).

Autore: Maria Roberta De Robertis
Data: 26 febbraio 2020

Rimborso per partite a porte chiuse?

In questa situazione di emergenza per la diffusione del Coronavirus, il Governo ha preso provvedimenti sugli eventi e le competizioni sportive, consentendo lo svolgimento dei match solo “a porte chiuse” (purché nei Comuni diversi da quelli della zona rossa del contagio, dove invece lo stop è totale). 

E’ bene ricordare che se un evento sportivo viene rinviato, il tifoso in possesso di un biglietto ha diritto al rimborso del singolo titolo di accesso (cosa che non vale per l’abbonato in quanto potrà usare il suo diritto di accesso nella data in cui l’evento si svolgerà effettivamente). Se invece per l’evento si stabilisce lo svolgimento a porte chiuse, allora non solo va rimborsato il singolo biglietto, ma anche per il tifoso abbonato scatta il diritto alla restituzione di una quota parte dell’abbonamento stesso.

Il fatto che la decisione sia stata presa dal Governo, fa sì che non scatti anche il diritto al risarcimento del danno, essendo tale situazione non imputabile agli organizzatori, ma certo i tifosi hanno diritto ad essere rimborsati del prezzo del biglietto. Per evitare confusione, è bene ribadire che l’Autorità Antitrust ha avviato, già in data 7 gennaio 2020, nove procedimenti istruttori nei confronti delle società di calcio di serie A Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Cagliari Genoa e Udinese, “colpevoli” di non riconoscere nelle loro condizioni generali di contratto (disponibili sui siti internet) il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello stadio.
Su queste basi l’Unione Nazionale Consumatori sta richiedendo alle società di calcio il rimborso di quanto spettante ai tifosi: chi fosse interessato è pregato di scriverci alla casella di posta: sos@consumatori.it.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 25 febbraio 2020

Contatori di luce e gas: ecco cosa c’è da sapere!

contatori

Nelle bollette di luce e gas che periodicamente riceviamo nelle nostre case ci vengono fatturati, e fatti pagare, kWh (kilowattora) di elettricità e metri cubi di gas: ma l’azienda di vendita come sa quanto abbiamo consumato e, quindi, quanto dobbiamo pagare? Grazie alla misurazione dei consumi che viene effettuata attraverso i contatori!

PROBLEMI DI LUCE E GAS?
SCRIVICI ALLO SPORTELLO ENERGIA

Il contatore è quindi uno strumento indispensabile che è necessario conoscere e saper utilizzare. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su questo importante argomento!

  • Chi è il proprietario dei contatori di luce e gas?

I distributori locali che si occupano di gestire la rete elettrica e quella del gas. Per ogni territorio esiste un distributore di elettricità ed un distributore di gas che hanno il compito di manutenere le reti, occuparsi degli interventi tecnici ordinari e in caso di emergenza, di eseguire gli allacci e le operazioni di voltura e, infine, di occuparsi della rilevazione delle letture che verranno poi fatturate dal venditore scelto dal consumatore

  • E i dati sulle letture e sui consumi raccolti dal distributore di chi sono?

Sono del consumatore! Questo è un aspetto molto importante perché se, da un lato, lo strumento (il contatore) è di proprietà del distributore i dati raccolti sono di proprietà esclusiva del consumatore ed il distributore può comunicarli esclusivamente ai soggetti con cui il consumatore sottoscrive un contratto ed esclusivamente per il periodo di fornitura.

  • Il contatore ha un costo? Se lo sostituiscono saranno addebitati dei costi aggiuntivi in bolletta o dovrò pagare direttamente al tecnico?

La sostituzione dei contatori non ha costi! Questo significa che non ci saranno né voci di costo in bolletta né, a maggior ragione, il tecnico che sostituisce il contatore potrà richiedere dei pagamenti in contanti. Il contatore, o meglio il servizio di rete, viene pagato in bolletta attraverso una voce specifica: Spesa per il trasporto e la gestione del contatore presente in tutte le bollette indipendentemente dal mercato (Tutela o Libero) e dal venditore.

  • Se si cambia fornitore il contatore viene sostituito?

Assolutamente no! Il contatore non è di proprietà del venditore ma del distributore che, in caso di cambio fornitore, ha il compito di comunicare al venditore uscente ed al venditore entrante la data e la lettura di passaggio.

  • Nel caso ci sia un guasto sulla rete (elettrica o del gas) come ci si deve comportare?

Nel caso si riscontri un guasto sulla rete è importantissimo rivolgersi immediatamente all’emergenza guasti. Il servizio è, ovviamente, gestito dal distributore che è contattabile attraverso il numero verde che è obbligatoriamente presente in tutte le bollette! Ovviamente anche in questo l’intervento non ha costi!

  • Se si hanno dubbi sul corretto funzionamento del contatore o se ci sono problemi sull’indicazione della lettura (ad esempio blocco dei tamburi o display guasto) che bisogna fare?

Innanzi tutto, prima di richiedere una verifica metrologica, può essere utile rivolgersi ad un tecnico di fiducia per scongiurare che ci siano guasti o perdite sull’impianto. Se continuano ad esserci dei dubbi sul corretto funzionamento del contatore, si può richiedere una verifica metrologica. Questa va fatta al proprio venditore secondo le modalità da lui previste e, una volta informato il cliente sugli eventuali costi e avuta conferma della volontà di procedere, il venditore dovrà trasmettere la richiesta al distributore che dovrà effettuare la verifica e trasmettere i risultati.

  • Cosa può avvenire a seguito della verifica?

Nel caso la verifica dimostri che il contatore funziona correttamente il costo verrà addebitato al cliente, in caso contrario non solo il contatore dovrà essere sostituito ma dovrà essere effettuata una ricostruzione dei consumi per la restituzione di quanto, eventualmente, fatturato in eccedenza.

  • E i dati sulle letture e sui consumi raccolti dal distributore di chi sono?

Sono del consumatore! Questo è un aspetto molto importante perché se, da un lato, lo strumento (il contatore) è di proprietà del distributore i dati raccolti sono di proprietà esclusiva del consumatore ed il distributore può comunicarli esclusivamente ai soggetti con cui il consumatore sottoscrive un contratto ed esclusivamente per il periodo di fornitura. L’ARERA (l’Autorità di regolazione del settore) ha sviluppato un portale in cui ognuno di noi può verificare i dati di letture, i consumi e le caratteristiche sia tecniche che commerciali delle proprie utenze di luce e gas: Il Portale Consumi raggiungibile a questa pagina.

Vediamo ora gli aspetti caratteristici dei contatori di elettricità e gas.

CONTATORI ELETTRICI

  • Quali informazioni fornisce il contatore?

I contatori elettronici forniscono, a differenza dei vecchi contatori ellettromeccanici a rotella che indicavano solo il crescere del consumo, molte informazioni in particolare:
– Data e ora
– Potenza istantanea assorbita in kW (alcuni contatori non la mostrano)
– La lettura dei consumi nelle tre fasce orarie (A1, A2 e A3 oppure F1, F2 e F3) e della potenza massima registrate dal contatore (P1, P2 e P3)

  • Ogni quanto deve essere rilevata la lettura?

In caso di contatore tradizionale o elettronico non ancora telegestito il distributore deve compiere, per i clientio domestici (quelli con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW) un tentativo di lettura una volta ogni 4 mesi. Se il contatore non è accessibile e non si riesce a rilevare la lettura per due volte consecutive è previsto un ulteriore tentativo di lettura In caso di contatore elettronico già attivato per rilevare i consumi per fasce orarie, il distributore è tenuto ad effettuare una rilevazione mensile.

CONTATORI GAS

  • Quali informazioni fornisce il contatore?

Anche per quanto riguarda il gas dobbiamo distinguere i vecchi contatori meccanici a tamburo dai nuovi elettronici. Nei vecchi l’unico valore riportato è l’avanzamento della lettura dei consumi sui nuovi elettronici invece sono solitamente riportate molte informazioni tra cui:
– Il consumo di gas
– Il codice PDR
– Lo stato della valvola
– La portata massima
– La segnalazione di problemi

  • Ogni quanto deve essere rilevata la lettura?

Per quanto riguarda il gas la frequenza di rilevazione dei consumi dipende dal volume consumato, in particolare il distributore deve compiere un tentativo di lettura:
– almeno una volta l’anno per i clienti con consumi fino a 500 Smc/anno;
– almeno 2 volte l’anno, per i clienti con consumi superiori a 500 Smc/anno e fino a 1.500 Smc/anno;
– almeno 3 volte l’anno, per i clienti con consumi superiori a 1.500 Smc/anno e fino a 5.000 Smc/anno;
– almeno una volta al mese per i clienti con consumi superiori a 5.000 Smc/anno.

Se il contatore non è accessibile ed il cliente è assente, il distributore lascia un avviso in cui informa di essere passato senza successo e invita il cliente a contattare il suo venditore di gas per comunicare l’autolettura.

Per approfondire l’argomento è possibile trovare informazioni a questi due link:

Contatori elettrici

Contatori gas

Per segnalare problemi e ricevere assistenza su tematiche relative ai contatori (malfunzionamenti, errori nella comunicazione dei dati, ritardi sugli interventi tecnici, ecc.:

SCRIVI ALLO SPORTELLO ENERGIA

Autore: Marco Vignola
Data: 8 novembre 2018
Aggiornamento: 25 febbraio 2020

ISTAT: paniere, scende peso abitazione

Nella struttura di ponderazione del paniere NIC del 2020 si segnalano l’aumento del peso della divisione di spesa Trasporti, da 14,4119% del 2019 al 14,956% del 2020 e il calo di quella Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, da 11,0312% a 9,9537%, -1,0775 punti percentuali. E’ quanto rende noto l’Istat. La divisione di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche continua ad avere il peso maggiore nel paniere (16,2085%), seguita da Trasporti, Servizi ricettivi e di ristorazione (11,9468), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Altri beni e servizi (9,6496%), Servizi sanitari e spese per la salute (8,7672%), Ricreazione, spettacoli e cultura (7,83%) e Mobili, articoli e servizi per la casa (7,1792%).

Come di consueto, è possibile distinguere un effetto spesa ascrivibile alle differenze tra quanto le famiglie hanno destinato all’acquisto di beni e servizi e un effetto rivalutazione, dovuto all’infla-zione registrata da ciascun prodotto tra il 2018 e dicembre 2019. Quest’anno, in conseguenza della revisione generale dei dati effettuata dalla Contabilità Nazionale, avvenuta in coordinamento con Eurostat e con gran parte dei paesi Ue, che ha riguardato anche le spese per consumi del 2017, l’effetto spesa è dovuto anche a questa revisione. È quindi possibile calcolare un effetto spesa complessivo, dovuto al sommarsi dell’effetto spesa derivante dai dati di Contabilità Nazionale senza le revisioni e dell’effetto revisione.

Il calo dell’Abitazione è dovuto in larga parte alla revisione dei dati effettuata dalla Contabilità Nazionale; questa diminuzione è inoltre rafforzata dall’effetto rivalutazione che incide in modo particolare sui Beni energetici regolamentati, largamente rappresentati e i cui prezzi a dicembre hanno registrato, rispetto alla media del 2018, un abbassamento del 7,8%.

L’Unc è molto preoccupata per la riduzione record del peso della divisione Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, che scende del 9,8%. Un crollo che non si comprende. Al di là della motivazione addotta dall’Istat, si tratta di spese obbligate difficilmente comprimibili che mandano in tilt i bilanci delle famiglie e che ora avranno meno voce in capitolo nel calcolo finale dell’inflazione. Incomprensibili, ad esempio, le riduzioni del peso dell’acqua (-21%) e della raccolta rifiuti (-16,4%), che non hanno subito diminuzioni delle tariffe, o dell’energia elettrica (-10,3%) e gas (-21,8%), viste le dimensioni di queste flessioni che superano di gran lunga l’effetto rivalutazione.

L’aumento più elevato in termini assoluti è quello della divisione di spesa Trasporti (+0,5441 punti percentuali), interamente dovuto all’effetto spesa complessivo (in cui l’effetto revisione ha un ruolo determinante). Anche il rialzo del peso di Altri beni e servizi (+0,3472 punti percentuali) risente principalmente dell’effetto revisione, mentre su quello dei Servizi sanitari e spese per la salute (+0,2388) e dei Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,1059) oltre all’incremento delle spese, incide in maniera significativa anche l’aumento dei prezzi. La crescita del peso di Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,0364) e quello dell’Istruzione (+0,0299, pari a 1,0401%) sono invece esclusivamente determinati dall’effetto rivalutazione. I rialzi dei pesi di Bevande alcoliche e tabacchi (+0,0169, pari a 3,0742%) e di Abbigliamento e calzature (+0,004, pari a 7,0425%) sono determinati dall’incremento della spesa per il primo e da quello dei prezzi per il secondo.

La diminuzione del peso dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1236) è dovuto interamente all’effetto spesa complessivo che invece ha un’influenza marginale sul calo del peso della divisione Comunicazioni (-0,1154 punti percentuali, pari a 2,3522%) determinato principalmente dell’effetto rivalutazione.

Considerando la struttura di ponderazione per tipologia di prodotto, i beni pesano il 53,59% (da 53,53% del 2019) mentre i servizi il 46,41% (da 46,47%).

Tra i prodotti distinti per frequenza di acquisto aumenta il peso di quelli acquistati con alta frequenza dai consumatori (+0,6908 punti percentuali), pari al 40,4465% e, in misura più contenuta, di quelli acquistati con bassa frequenza (+0,3312 punti percentuali), pari al 41,2733%; diminuiscono invece i pesi dei prodotti a media frequenza (-1,0220 punti percentuali) che si attestano al 41,2733%.

Per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ossia il carrello della spesa, il peso scende dal 19,6354% del 2019 al 19,5117% del 2020.

Per il resto si segnala l’ampliamento dell’utilizzo dei prezzi registrati alle casse mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data) a nuovi canali distributivi del commercio al dettaglio della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Si tratta, con riferimento ai beni alimentari confezionati e ai beni per la cura della casa e della persona, dei discount, delle piccole superfici di vendita e degli specialist drug che si aggiungono così a ipermercati e supermercati.

Nel paniere del 2020 utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.681 prodotti elementari (1.507 nel 2019), raggruppati in 993 prodotti, a loro volta raccolti in 410 aggregati.

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) si utilizza invece un paniere di 1.700 prodotti elementari (1.524 nel 2019), raggruppati in 1.012 prodotti e 414 aggregati.

L’aggiornamento dei beni e servizi compresi nel paniere tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.

Per l’ingresso di nuovi prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie, sono da segnalare: tra i mezzi di trasporto, le Automobili elettriche e ibride elettriche e il Monopattino elettrico e, tra i servizi di ristorazione, il Sushi take away e la Consegna pasti a domicilio. Entrano poi nel paniere il Servizio di barba e baffi, i Trattamenti estetici per uomo e gli Apparecchi acustici. Ad arricchire la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati, sono inclusi nel paniere il servizio di Lavatura e stiratura camicia (tra i Servizi di lavanderia abiti) e l’Applicazione dello smalto semipermanente (tra i Trattamenti di bellezza).

Nessuno prodotto esce dal paniere nel 2020 poiché tutti quelli già presenti non mostrano segnali di obsolescenza tali da motivarne l’esclusione.

L’ampliamento dell’utilizzo degli scanner data e alcune innovazioni nella metodologia di calcolo degli indici, fanno sì che nel 2020 siano circa 30 milioni le quotazioni di prezzo provenienti ogni mese dalla GDO utilizzate per stimare l’inflazione. Delle restanti 577mila quotazioni, 384mila sono raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica, 121mila direttamente dall’Istat e quasi 72mila dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico.

Nel 2020, sono 80 i comuni che contribuiscono alla stima dell’inflazione per il paniere completo (79 nel 2019); la copertura territoriale dell’indagine è pari all’83,2% in termini di popolazione provinciale. La copertura territoriale sale al 90,3% per un sottoinsieme di prodotti (tariffe e alcuni servizi locali), il cui peso sul paniere NIC è del 5,6%, per i quali altri 12 comuni effettuano la rilevazione dei prezzi.

Tra punti vendita, imprese e istituzioni sono circa 43mila le unità di rilevazione presenti nei comuni, e circa 8mila le abitazioni presso le quali sono rilevati i canoni d’affitto.

Per quanto riguarda la rilevazione dei prezzi effettuata direttamente dall’Istat anche mediante tecniche di scarico automatico dei dati (web scraping) dalla rete Internet o attraverso la raccolta di informazioni da grandi fornitori di dati, nel 2020 i prodotti coinvolti rappresentano, in termini di peso, circa il 22,7% del paniere.

Gli scanner data provenienti dai diversi canali della GDO sono riferiti a un campione di quasi 4mila punti vendita, appartenenti a 25 grandi catene della distribuzione al dettaglio e rappresentativi dell’intero territorio nazionale.

Seggiolini auto: quali sono le regole?

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Per trasportare i bambini in auto è fondamentale attenersi alle regole del Codice della Strada per garantire la loro incolumità ed evitare le multe.

Cosa prevede la legge

Secondo l’articolo 172 del codice della strada, i bambini che in altezza non superano i 150 cm devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta che sia adeguato al loro peso ed omologato.

Il regolamento europeo ECE R44/04 prevede diversi tipi di seggiolino che variano a seconda del peso del piccolo passeggero:

  • Gruppo 0: per bambini di peso inferiore a 10 kg. In questo gruppo rientrano le cosiddette navicelle omologate per auto, che permettono al bambino di viaggiare disteso.
  • Gruppo 0+: per bambini di peso inferiore a 13 kg. In questo gruppo sono inclusi i cosiddetti “ovetti“, che si agganciano al sedile posteriore sfruttando le cinture di sicurezza dell’auto (a volte ha un proprio dispositivo da fissare anche con sistema Isofix) e deve essere montato in posizione opposta al senso di marcia. Possono essere posizionati anche sul sedile anteriore del passeggero, sempre in senso contrario di marcia, disattivando l’airbag.
  • Gruppo 1: per bambini tra 9 e 18 kg.
  • Gruppo 2: per bambini tra 15 e 25 kg.
  • Gruppo 3: per bambini tra 22 e 36 kg.
  • Occorre tenere presente che esistono in circolazione modelli che hanno una doppia classificazione: per esempio, un prodotto di classe 0 + 1 va bene per un bimbo fino a 18 Kg; il Gruppo 1/2/3 va bene per un bimbo da 9 a 36 kg.

Il posizionamento

seggiolini dei bambini più piccoli (gruppo 0+) vanno posti in senso contrario a quello di marcia, meglio se sul sedile anteriore e con l’airbag lato passeggero disinserito. La posizione migliore per trasportare i seggiolini auto dei gruppi 1, 2 e 3 è invece quella posteriore centrale, che mette al riparo il bambino da eventuali urti laterali. Nel caso però si decida di far viaggiare il bambino sul sedile davanti (la legge lo consente), il seggiolino è meglio posizionarlo fronte marcia con sedile completamente all’indietro e airbag disinserito.

Sanzioni previste

L’articolo 172 del codice della strada, sopra citato, prevede anche una serie di sanzioni per coloro i quali non facciano viaggiare i bambini in completa sicurezza, infatti:

  • per chi non fa uso di dispositivi di ritenuta per bambini, è previsto il pagamento di 81€ oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente;
  • In caso di reiterazione della violazione nell’arco temporale di due anni, insieme alla sanzione pecuniaria è stata prevista la sospensione della patente per un periodo che va dai 15 giorni ai 2 mesi
  • Invece, per chi ostacola od altera il funzionamento dei seggiolini la sanzione sarà di 40€ con la decurtazione di 5 punti dalla patente.

Notizia di quale tempo fa l’introduzione dell’obbligo di istallare sistemi anti abbandono in qualsiasi veicolo trasporti bambini di età inferiore ai quattro anni, per maggiori informazioni leggi Dispositivi anti abbandono: legge, sanzioni e soluzioni.

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 24 febbraio 2020