Archivio mensile:Marzo 2013

CORONAVIRUS: jogging o non jogging? Questo è il problema

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il ministero degli Interni si contraddice sul jogging. Ammesse invece passeggiate con i bimbi.

Roma, 31 marzo 2020 – “La confusione regna sovrana. Il ministero degli Interni durante questa emergenza nelle sue circolari esplicative ha spesso detto cose diverse, più restrittive, rispetto a quanto scritto nella norma di riferimento. Anche le Faq del Governo dicono spesso cose differenti rispetto al testo letterale del decreto varato. Ma adesso si è toccato il fondo. Mentre la Circolare appena emanata dice che non si può fare jogging, una nota stampa sembra riammetterlo. Insomma siamo ad un dilemma amletico: jogging o non jogging? Questo è il problema!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori

“Ci domandiamo come possono essere multati i cittadini che, in perfetta buona fede, non capiscono cosa possono o non possono fare” prosegue Dona.

La circolare dice: “si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)“. Quindi non si può fare jogging.

La nota stampa, che non ha alcuna valore legale, dice: “la circolare evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa soltanto come equivalente all’attività sportiva (jogging)“. Quindi si può fare.

Ai posteri l’ardua sentenza!

 

UNC: vittoria all’Antitrust, Mercedes Benz cambia messaggio

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Grazie all’intervento di Unc, l’Antitrust invita l’azienda a maggiore trasparenza nei messaggi pubblicitari. 

Roma, 30 marzo 2020 – “Il prezzo di vendita deve sempre indicare l’Iva”, è quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente di Unione Nazionale Consumatori, rendendo nota la recente vittoria dell’associazione contro Mercedes Benz Italia spa, indotta a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della propria pratica commerciale, dopo l’esposto all’Antitrust di Unc e il conseguente “invito” dell’Authority alla casa automobilistica. Si trattava dei messaggi diffusi sul sito internet www.smart-italia.com relativi alla Smart EQ fortwo modello parisblue ed, in particolare, al mancato conteggio dell’Iva nel prezzo complessivo del servizio di noleggio. “Canone mensile a partire da 190,00 € (IVA esclusa) per 24 mesi” era il messaggio. 

Ma per l’Unione Nazionale Consumatori è ingannevole un prezzo di vendita indicato in modo parziale e non comprensivo dell’Iva e di ogni altra imposta, così come prescrive la definizione di “prezzo di vendita” di cui all’art. 13, comma 1, lettera a), del Codice del Consumo (D.Lgs n. 206/2005). L’Antitrust, quindi, riscontrato che Mercedes ha rimosso i profili di possibile scorrettezza della pratica, riportando, come richiesto dell’associazione, i canoni mensili comprensivi di Iva, ha proceduto all’archiviazione del procedimento per moral suasion. 

“E’ importante che il consumatore sia sempre correttamente informato del prezzo che deve pagare. La trasparenza è alla base della concorrenza ed un prezzo indicato in modo chiaro facilita il confronto delle offerte più convenienti e aiuta a risparmiare” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Coronavirus: posso richiedere il rimborso della retta scolastica?

Tra i reclami più frequenti che l’Unione Nazionale Consumatori riceve in questo periodo di emergenza, molti riguardano i servizi scolastici per i quali gli istituti richiedono che si prosegua con il pagamento delle rette. I genitori dal canto loro, considerato che le Scuole sono chiuse per Decreto, vorrebbero interrompere (o quantomeno ridurre) i versamenti. E in parte hanno ragione: infatti, sebbene non si tratti di un “disservizio” imputabile all’Istituto, tuttavia le regole del diritto prevedono che se un fornitore non sia più in grado, per impossibilità sopravvenuta, di offrire la prestazione, questi abbia l’onere di rimborsare (in tutto o in parte) il pagamento ricevuto.

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Questo in teoria, perché poi molte famiglie sono già ai ferri corti con la scuola. Il problema è che, tra i provvedimenti adottati finora dal Governo, manca una disposizione esplicita che preveda la sospensione del pagamento delle rette scolastiche, dei servizi di mensa o delle quote relative agli asili nido privati. Nel Decreto “Cura Italia” si rinviene una disposizione (art. 101, 5 comma) che si occupa delle Università, prevedendo espressamente che, qualora siano in grado di sostituire i corsi frontali con iniziative a distanza, queste “sono valide ai fini del computo dei crediti formativi universitari, previa attività di verifica dell’apprendimento nonché ai fini dell’attestazione della frequenza obbligatoria”. Dunque, se l’ente universitario fornisce servizi adeguati, il consumatore non può opporsi alla prosecuzione del contratto e quindi al pagamento dei relativi oneri.

Ma sulle scuole il Governo non ha emanato provvedimenti specifici, lasciando divampare il contenzioso. Proprio per questo, l’Unione Nazionale Consumatori, considerate le molte segnalazioni ricevute dai cittadini provati dalle difficoltà economiche conseguenti all’emergenza, ha chiesto al Governo di adottare misure straordinarie di sostegno anche sul versante dell’istruzione. Tanto per le famiglie (si pensi, in particolare, a quanti risiedono in aree del Paese dove gli asili nido pubblici sono pochi o inesistenti), che per gli istituti che a loro volta devono pagare i dipendenti, gli affitti, etc.

Del resto i dati sono preoccupanti: nel 2019 (secondo un’indagine condotta da Up Research e Norstat per Facile.it) meno di 1 famiglia su 3 ha avuto accesso ad una struttura pubblica e il 31,7% ha dovuto ricorrere ad una struttura privata. Considerevoli i costi: per il nido privato nel 2019 gli italiani hanno speso, in media, 531 euro al mese con importi che variano dai 639 euro mensili nelle regioni del Nord Ovest ai 430 euro/mese nel Meridione.

Sul punto abbiamo richiesto anche un intervento della Ministra dell’IstruzioneLucia Azzolina che, proprio durante il question time del 25 marzo, ha precisato che, mentre per le scuole pubbliche le rette non vengono versate poiché il servizio non viene erogato, per le scuole private “non rientra nelle competenze del Ministero  stabilire l’esenzione dal pagamento di tali rette la cui entità, come noto, è determinata dalla singola istituzione scolastica”. 

Insomma, delle scuole private il Governo se ne lava le mani, mentre farebbe bene a intervenire in modo esplicito, riconoscendo ex lege l’impossibilità sopravvenuta (come fatto per i pacchetti turistici) per tutte le strutture scolastiche, siano comunali o in concessione, fino agli istituti privati: rimuovendo così l’inaccettabile disparità di trattamento tra utenti di scuole pubbliche e private. Ci risulta anche che alcuni genitori stiano raccogliendo sottoscrizioni per una petizione al Governo per chiedere la detraibilità integrale delle rette versate dalle famiglie nei mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. Ma a nostro avviso non può bastare!

Resta il fatto che (almeno alcune) famiglie stanno subendo grossi disagi, cosa che -come detto- pone la questione della rimodulazione dei costi e, nei casi più gravi, dell’interruzione dei pagamenti con richiesta di restituzione delle somme versate in anticipo (oppure di storno sulle successive mensilità, quando il servizio sarà ripristinato).

Facciamo degli esempi: per gli asili nido e forse anche per le scuole di prima infanzia il sevizio -per ovvie ragioni- non può essere sostituito dalla didattica a distanza (DAD). Per quanto riguarda, invece i bambini più grandi, a partire dalla scuola primaria, alcuni istituti sostengono che l’interruzione dei pagamenti non sarebbe prevista nei contratti sottoscritti dai consumatori, ma è bene precisare una volta ancora che le regole generali del diritto prevalgono su eventuali clausole contrattuali (che sarebbero vessatorie, quindi nulle), regolamenti o circolari della scuola, ivi comprese quelle che dovessero stabilire decadenze o interessi di mora.

Dal punto di vista giuridico, almeno in astratto, l’attuale situazione rientra, come detto, nell’impossibilità sopravvenuta: in particolare, si tratterebbe dell’impossibilità temporanea di cui art. 1256, comma 2 c.c. (o  parziale ex art. 1464 c.c.). Di fatto, le scuole non sono chiuse e la sospensione della didattica frontale (o “in presenza”, che dir si voglia) non dovrebbe impedire teoricamente una formazione a distanza, il contatto con allievi e l’assegnazione di compiti a casa. Insomma, a ben vedere, la prestazione non è interrotta, ma prosegue con modalità diverse (il discorso del numero di ore lamentato da alcuni genitori resta purtroppo irrilevante e assorbito nei limiti in cui lo Stato dichiara che la prestazione didattica e l’obbligo di frequenza sono comunque soddisfatti e l’anno non viene perso). Sappiamo tutti che la scuola non è un posto dove si intrattengono i bambini (a parte i più piccoli, dei quali dirò dopo), ma dove si garantisce la loro formazione. Questo è il punto: a cominciare dalla scuola primaria, se la scuola ha messo in campo strumenti di didattica a distanza, dobbiamo valutare la “consistenza” di queste alternative, anche se -come detto- il profilo non è facilmente sindacabile, visto che non esiste un parametro condiviso per stabilirlo, essendo rimessa la didattica alla loro discrezionalità (si veda, ad esempio, Miur Nota 388 del 17 marzo 2020).

Resta (ed è grave) il problema per quelle famiglie che non hanno la strumentazione adatta a “ricevere” la didattica a distanza (in molti ci segnalano di non avere computer o connessioni internet adeguate). Per queste situazioni, come fare? Si tratta di un tema non trascurabile: ancora il 26 marzo la Ministra Azzolina (questa volta in Senato) ha comunicato che “il 67% delle scuole ha attivato la didattica a distanza, che prevede per essa specifiche forme di valutazione; attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto, attraverso mezzi diversi, da attività didattiche a distanza”. Sono dati del monitoraggio condotto dal Ministero dell’Istruzione in queste settimane: ma se in Italia i ragazzi che non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni e, come detto, solo 6,7 milioni possono accedere alla didattica online, restano senza formazione a distanza 1,6 milioni di ragazzi!

Per tutti coloro che non siano dotati di apparecchiatura tecnica in grado di ottenere la prestazione erogata con modalità online, riteniamo che la scuola debba in qualche modo provvedere, offrendo alternative (ad esempio, mettendo a disposizione un “pacchetto didattico cartaceo” da ritirare da parte dei genitori o da spedire per posta?) altrimenti un parziale rimborso pro rata temporis è senz’altro dovuto. 

Insomma in questo quadro, attendiamo il necessario intervento del Governo, non essendo accettabile che tutte le scuole (in tutta Italia) pretendano sic et simpliciter il pagamento delle rette! Forse è il caso di fermarci a discuterne, non credete? E intanto non restare mani in mano: il consiglio per i genitori è di formulare una richiesta di rimodulazione dei costi. A questo scopo abbiamo preparato un “modulo di rimodulazione” da inviare alla Direzione dell’Istituto (per email o pec) così da formalizzare per iscritto una contestazione, con richiesta (per chi ne fruiva) anche del rimborso per mensa e per le eventuali attività supplementari.

Trovate anche un secondo “modulo di rimborso” da utilizzare per asilo nido e scuola della prima infanzia. I nostri esperti saranno poi disponibili a valutare insieme l’eventuale replica della Scuola così da consigliare la migliore strategia.

Autore: Massimiliano Dona
Data: 27 marzo 2020
Aggiornamento: 30 marzo 2020

CORONAVIRUS: il vademecum per la spesa alimentare

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Come fare acquisti in questo periodo di restrizioni negli spostamenti: le regole ed i consigli.

Roma, 28 marzo 2020 – In questo periodo di restrizioni negli spostamenti, fare la spesa è diventato molto più complicato del solito. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di fare un vademecum per gli acquisti alimentari. Di seguito i consigli:

Divieti di legge. Non è più possibile fare la spesa, neanche se necessaria, dove volete. Il Dpcm 22 marzo 2020, nel ribadire quanto già scritto nell’ordinanza del ministero della Salute, sempre del 22, ha vietato di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui ci si trova, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute“. Quindi gli spostamenti per situazioni di necessità, ossia quelli tra i quali rientra la spesa alimentare, sono ancora possibili, ma solo all’interno del proprio comune. Il Governo, nelle Faq, alla domanda “È possibile fare la spesa in un Comune diverso da quello in cui si abita?” ha chiarito che gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si ha la residenza o il domicilio sono vietati e che sono possibili solo 2 eccezioni a questa regola generale: se dove abitate non ci sono punti vendita, se è necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio. Difficile, però, immaginare un’assoluta urgenza per l’acquisto di un prodotto alimentare. E’ stata eliminata una terza eccezione, prima presente, ossia quando il punto vendita più vicino a casa propria si trova effettivamente nel Comune limitrofo.

A nostro avviso, escludere la possibilità di potere andare persino nel supermercato o nel centro commerciale più vicino a casa dove si è sempre andati a fare acquisti (lo può provare la tessera punti del supermercato) è un errore, considerato che molti abitano in piccoli comuni. Infatti, dove ci sono solo piccoli negozi, è più difficoltoso mantenere la distanza di un metro all’interno dell’esercizio, si rischiano code maggiori e ripetute, visto che si è costretti a fare la coda prima dal panettiere, poi dal macellaio e infine dal fruttivendolo. Considerato che mentre uno viaggia in auto non può contagiare nessuno, mentre se fa 3 code invece di una il rischio sale, non capiamo perché non si consenta almeno di andare nel centro commerciale più vicino alla propria residenza. Inoltre, si creano situazioni di monopoli di fatto, con il rischio di incrementi di prezzo, senza contare che, in questo momento di minori entrate per le famiglie, i negozi tradizionali hanno comunque prezzi già maggiori anche del 30% rispetto ad un grande supermercato. Però questa è la regola e fino a che non sarà modificata, speriamo molto presto, va rispettata, pena la sanzione minima di 400 euro (sempre che il fatto non costuisca reato). 

Andate da soli. E’ un suggerimento che abbiamo sempre dato. Infatti, è comunque sbagliato andare a fare la spesa con tutta la famiglia come se fosse una scampagnata. Più persone ci sono, più si spende. Per questo nei centri commerciali trovate sempre giostre per i bimbi, per invogliarvi ad andare con tutta le famiglia. Le tentazioni per i bambini, ad esempio, sono molte. Dolcetti e cioccolatini sono posti vicino alle casse dove siete costretti a sostare a lungo in attesa del vostro turno. Come fate a dirgli di no?

Ora, però, è diventato un obbligo di legge, che si deduce dal fatto che, siccome per uscire deve ricorrere una situazione di necessità, non essendo necessario andare in due a fare la spesa, di fatto non è più consentito. E’ possibile, però, andare con un figlio, se non è possibile lasciarlo a casa con l’altro genitore e non è sufficientemente grande. Ricordatevi che, anche in auto, va sempre rispettata la distanza di un metro, quindi il figlio andrà nel sedile posteriore, non dietro al guidatore.

Quanto acquistare. Non potete fare come la casalinga di Voghera, ossia uscire tutte le mattine a fare la spesa, per avere pane, frutta e verdura fresca tutti i giorni. Non rientra nelle situazioni di necessità uscire per acquistare solo la carotina che vi manca per fare un brodino e, quindi, si tratta di una violazione delle regole sugli spostamenti. Al tempo stesso non fatevi cogliere dal panico di rimanere senza cibo e senza scorte. Non c’è alcun pericolo. Come chiarisce il Governo nelle Faq, “si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili“. Insomma, al massimo ci saranno chiusure durante i giorni festivi e riduzioni di orario, che noi, salvo per esigenze di tutela della salute dei lavoratori, abbiamo contestato, dato che meno i negozi restano aperti, più ci saranno code, aumentando le occasioni di possibile contagio. Tra fare una spesa anti carestia, come se stessimo rischiando di morire di fame, e uscire tutti i giorni, il suggerimento è di trovare un giusto equilibrio e, dato che ci viene consigliato di uscire il meno possibile, cercate di fare una spesa che possa durare almeno una settimana. Ridurrete, così, anche lo stress connesso all’uscita di casa (vedasi autocertificazione). Certo, dato che bisogna andare da soli a fare la spesa, acquistare un carico maggiore di prodotti rappresenta un problema in più, oltre al fatto che gli ingressi scaglionati costringono a restare di fatto all’interno del negozio per un tempo limitato che non ci consente la calma necessaria per fare una spesa ragionata.

Come comperare. E’ ancor più valido, quindi, il consiglio di sempre: preparate a casa una lista dettagliata delle cose da acquistare, così non dimenticare nulla di quello che vi serve, sfruttare al meglio il poco tempo che potrete passare all’interno del supermercato, contenere l’ansia che potrebbe portarvi ad arraffare prodotti del quali non avete in realtà bisogno e che riempirebbero inutilmente un carrello che rischia di essere già troppo pieno.

Quando comperare? Compatibilmente con gli impegni di lavoro (casalingo) e di famiglia, bisognerebbe andare a fare la spesa, specie per la frutta e la verdura fresca, quando sono arrivati nel negozio i nuovi rifornimenti, così da avere più scelta e prodotti più freschi. Ai mercati ortofrutticoli all’ingrosso, la merce arriva il lunedì mattina, ma poi il tempo per arrivare sugli scaffali dipende da molte variabili.

Cosa comprare? Si deve uscire poco e, quindi, scatolame, legumi secchi o in scatola, uova, latte a lunga conservazione, farina, lievito, lievito di birra, mozzarelle, pasta, riso, fette biscottate, biscotti, pelati, pizza in scatola, affettati e formaggi confezionati, ma anche verdura e pesce surgelati vanno molto bene. I problemi maggiori per frutta e verdura fresca: non fate scorte di prodotti che “durano poco” e preferite patate, mele, frutta secca, e quelli che si conservano più a lungo. Inutile comperare un’intera rete di limoni o di cipolle, per poi buttarli. Anche la frutta sciroppata può essere una soluzione. Se non è più che indispensabile, forse dovreste evitare di riempire il carrello con l’acqua, riducendo così anche la fatica del trasporto e l’ingombro di pesanti casse da caricare in auto e portare in casa, tornando a bere l’acqua del rubinetto.

Per il pane fresco, se è davvero fresco e non di origine congelata, potete congelarlo. Altrimenti prendete anche il pane confezionato.

Riscoprite i biscotti della nonna. Molti italiani stanno giustamente riscoprendo i prodotti più semplici e naturali, stanno cambiando le loro abitudini alimentari, anche grazie al maggiore tempo disponibile che si deve trascorrere in casa. Così, invece delle merendine confezionate, ricche di creme e farciture, ossia con troppi grassi, sono tornati ai più validi e più buoni biscotti della nonna, pane e marmellata, crostate, torte fatte in casa. La farina è tornata ad essere un bene rifugio molto desiderato e gli italiani, anche per ingannare il tempo, hanno pensato di tornare a fare pizza e pane in casa.

E’ un’occasione d’oro per abituare i vostri figli a non prendere bevande gassate, costose, meno dissetanti dell’acqua e comunque meno salutari e ricche di vitamine di una bella spremuta o di un frullato.

Dove comperare. Va sempre bene il vecchio consiglio di diversificare i luoghi di acquisto. Certo il supermercato vi consente di trovare tutti i prodotti insieme, ma talvolta le code sono esagerate. Provate a far visita anche ai negozi di quartiere dove si trova un po’ di tutto, che magari hanno meno file all’ingresso. Ma quando parliamo di diversificazione ci riferiamo anche alla possibilità di “alternare” i punti vendita tradizionali con gli acquisti online, particolarmente utili a condizione, ovviamente, che il servizio funzioni. Di questi tempi ci segnalano che i siti di alcuni supermercati sono particolarmente affollati e difficili da contattare. Esistono, comunque, anche siti “specializzati” su determinate merceologie del food che consentono di fare ordini recapitati con puntualità.

In particolare, online si consiglia di comprare olio e vini su siti specializzati, ma anche tutti gli altri prodotti decisamente ingombranti e che renderebbero difficoltosa la spesa fatta da una persona sola: prodotti della carta (come rotoli e carta igienica), ma anche prodotti per l’igiene personale (come shampoo, saponi, bagno schiuma, deodoranti) o della casa (detersivi vari), conserve, salse, pasta e prodotti sott’olio, acqua (se proprio dovete). Anche i prodotti della farmacia si trovano facilmente sui siti delle parafarmacie online dove si possono trovare i farmaci da banco senza dover fare la fila in farmacia. In generale, on line è meglio acquistare prodotti confezionati dei quali conoscete già la qualità, e non prodotti freschi che non potete vedere, odorare e toccare.

Scadenza dei prodotti. Dovendo fare la spesa più velocemente, non potrete dare un’occhiata alla scadenza di tutti i prodotti. Fatelo, però, almeno per i prodotti freschi, quindi prima di mettere nel carrello (che sia fisico o virtuale) dieci confezioni di yogurt chiedetevi quando questi andranno in scadenza. Se c’è un alternativa a lunga scadenza, ad esempio per il latte, meglio prediligerla.

Rinviate i consumi superflui.

Comprate le ricariche (detergenti, saponi liquidi …): la confezione più semplice consente un risparmio.

Comprate le confezioni più grandi. A parità di prodotto, solitamente, si risparmia. Meglio, quindi, una confezione grande che non due piccole. Sempre, però, che vi serva…

Attenti ai rincari. Attenzione a chi se ne approfitta. In caso di aumenti ingiustificati dei prezzi, segnalatelo alle forze dell’ordine o ai nostri sportelli. A fronte di un intensificarsi della domanda, c’è il rischio che qualcuno speculi, come già accaduto per i prezzi delle mascherine o dei disinfettanti.

Precauzioni sanitarie. Sulla mascherina non vogliamo intervenire, il punto richiederebbe un articolo a parte, mentre consigliamo di usare guanti monouso per fare la spesa e di lavarsi le mani non appena si rientra a casa, seguendo le istruzioni del ministero della Salute. Mantenete sempre la distanza di almeno un metro. La lunghezza del carrello, i vostri avambracci e le indispensabili distanze per evitare di calpestare chi vi precede, di fatto vi consentono il rispetto del metro. Il problema può sorgere quando incrociate qualcuno lungo un corridoio: state il più possibile sulla vostra destra. Se l’altro consumatore non lo fa e sta invadendo il vostro spazio, restando sempre sulla destra, potete spostare leggermente il carrello alla vostra sinistra così da invogliare l’altro a spostarsi. Evitate comunque di diventare paranoici e sono certo da evitare inutili litigi. Mantenere la calma è diventato un obbligo morale.

Code. Mai come ora, la scelta dell’orario e del giorno giusto possono ridurre il tempo di attesa in coda. Purtroppo ci sono troppe variabili in gioco e le abitudini cambiano a seconda di dove si abita. Impossibile, quindi, dare un’indicazione univoca, anche se di solito gli orari più scomodi sono i migliori: ore pasti e verso sera (attenti però a fare i calcoli giusti tra viaggio, coda, tempo per fare la spesa e orario di chiusura dell’esercizio). Anche il brutto tempo può giocare a vostro favore, anche se talvolta tutti fanno la stessa bella pensata (accadeva spesso quando gli italiani con il sole potevano fare una bella gita, ora è meno probabile). Proprio per ridurre le code, abbiamo suggerito a Federdistribuzione e Federfarma di adottare quelle App che consentono di eliminare le code.

Conservare bene gli alimenti. Una volta fatta la spesa, mai come ora è bene conservare con cura gli alimenti. Per questo serve un decalogo ad hoc, reperibile sul nostro sito www.consumatori.it. Ricordiamo solo cinque consigli:

  1. Sappiate che i prodotti con scadenza non tassativa, ossia “da consumarsi preferibilmente entro”, possono essere consumati anche dopo la data indicata, visto che non si tratta di una indicazione a tutela della tua salute come “da consumarsi entro“, ma solo di una indicazione sulla qualità.
  2. Ogni prodotto dovrebbe essere riposto nel giusto scompartimento del frigorifero ad una precisa temperatura per conservare le sue caratteristiche e evitare che vada a male troppo presto. A differenza di quel che si crede, anche quando il congelatore è posto in alto, nel frigorifero l’aria più calda va in alto e quella più fredda in basso. Insomma, è nella mensola più bassa che la temperatura è minore, salvo per il cassetto della frutta.
  3. Gli alimenti, una volta scongelati, devono essere consumati, non possono essere nuovamente ricongelati. Però, se li cuocio, allora possono essere ricongelati.
  4. Alcuni alimenti come banane, pomodori, fagiolini, cetrioli, zucchine, peperoni non hanno bisogno di essere messi in frigorifero.
  5. Conservazione della frutta; alcuni tipi producono un gas che ha la capacità di accelerare il ciclo vitale di altri tipi. Ad esempio, per mantenere più a lungo frutta e vegetali, evitate di metterli insieme a banane mele e pomodori.

CORONAVIRUS: serve moratoria su prestiti e bollo auto

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Cura Italia deve prevedere sospensione prestiti contratti per acquisti a rate e blocco bollo auto.

Roma, 27 marzo 2020 – “Chiediamo che, oltre ai mutui, nel Cura Italia sia inserita anche una moratoria per i prestiti contratti per gli acquisti a rate di beni e servizi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“L’art. 54 del decreto Cura-Italia, infatti, prevede la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, ma non interviene sul credito al consumo. Serve un’estensione anche ai finanziamenti chiesti per l’acquisto di auto, mobili, smartphone, elettrodomestici e così via. E’ una misura che serve a immettere liquidità nel sistema, considerato che molti italiani hanno contratto questi debiti prima che l’emergenza Coronavirus riducesse le loro entrate. Una sospensione delle rate che dovrebbe durare, così come previsto per i mutui, per nove mesi, così da dare alle famiglie la possibilità di recuperare la capacità di spesa perduta” prosegue Dona.

“Inoltre, va sospeso in tutta Italia il pagamento del bollo auto. Alcune Regioni hanno già deliberato il rinvio del versamento per i prossimi 3 mesi, ma purtroppo molte mancano all’appello. Per questo, pur essendo una tassa regionale, deve intervenire lo Stato in considerazione della situazione eccezionale verificatesi nel Paese” conclude Dona.

ENERGIA: bollette, dal 1° aprile elettricità -18,3%, gas -13,5%

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Risparmio di 237 euro: -97 euro per luce e -140 per il gas. Governo sospenda bioraria e oneri di sistema.

Roma, 26 marzo 2020 – Secondo quanto stabilito da Arera, l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, dal 1° aprile, per la famiglia-tipo, nel mercato tutelato, la bolletta dell’elettricità registrerà un calo del 18,3% mentre quella del gas scenderà del 13,5%.

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere, su base annua, 97 euro in meno per la luce e 140 euro per il gas. Un risparmio complessivo pari, quindi, a 237 euro.

“Ottima notizia, si tratta di un calo storico sia per la luce che per il gas, anche se quest’ultimo è solo teorico, visto che dal 15 aprile i caloriferi saranno spenti in quasi tutta Italia. Gli oneri di sistema per la luce, però, sono rimasti invariati a 4,18 centesimi per kilowattora e sono pari al 26% della bolletta. Chiediamo, quindi, al Governo, per aiutare ancor di più le famiglie in questo momento di difficoltà, di inserire nel Cura Italia la sospensione della tariffa bioraria e degli oneri generali di sistema ” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per famiglia tipo si intende una famiglia che ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW e, per il gas, con consumi pari a 1.400 metri cubi annui.

Coronavirus: spostarsi solo per urgenze con autocertificazione

MODULO AGGIORNATO IL 17 MARZO 2020

Secondo l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio per l’emergenza Coronavirus, tutta Italia è in zona protetta, il che significa che gli spostamenti sono possibili solo per comprovati motivi di lavoro, necessità o salute.

Non è facile chiarire cosa si possa fare e cosa no e se ci possa muovere all’interno del proprio Comune di Residenza; in generale:  “è vietata ogni forma di assembramento” anche all’aperto; sono chiusi ovunque cinema, teatri, palestre, matrimoni, funerali e nel weekend anche i centri commerciali, ma è garantita l’apertura di negozi di alimentari e farmacie: si può uscire di casa per fare la spesa. I bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18. Chi ha più di 37,5 di febbre deve stare a casa.

Per spostarsi sul territorio, per comprovate necessità urgenti, è necessaria un’autocertificazione. ATTENZIONE: per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all’arresto.

SCARICA LA NUOVA AUTOCERTIFICAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI URGENTI-CORONAVIRUS

Per aiutare i cittadini a capire meglio cosa prevede il Decreto “Io resto a casa”, il Governo ha pubblicato alcune delle domande più frequenti di questi giorni in tema di spostamenti. Le riportiamo di seguito per cercare di fare chiarezza:

Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare?

Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro  o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti.

È previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

Leggi anche CORONAVIRUS: come disdire viaggi, scuole e palestre?

Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?

Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?

In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n.  1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

Come si devono comportare i transfrontalieri?

I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq precedente).

Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura?

Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?

Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili?

Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

È consentito fare attività motoria?

Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.

ATTENZIONE: il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha chiarito in una conferenza stampa che anche chi esce a piedi deve portare l’autocertificazione.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?

Si, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).

Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti?

Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

Esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea?

No. Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio taxi e di ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

Bar e ristoranti possono aprire regolarmente?

È consentita l’attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande?

Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia attività?

Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura?

Ne è prevista la chiusura al pubblico su tutto il territorio nazionale.

Cosa prevede il decreto per le scuole?

Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli?

Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti religiosi?

Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica.

Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo?

Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio.

Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.

Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive?

Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar anche nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza di cui al dpcm dell’8 marzo.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 10 marzo 2020
Aggiornamento: 26 marzo 2020

Antitrust, vittoria UNC contro Sixthcontinent

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori e all’avvio di un procedimento istruttorio e di un successivo sub-procedimento cautelare, ha adottato un provvedimento cautelare nei confronti della società Sixthcontinent Europe S.r.l., attiva nella vendita di carte (Shopping Card) che consentono ai consumatori di acquistare a prezzi scontati prodotti e servizi offerti e che danno diritto ad usufruire di una serie di vantaggi in termini di sconti, punti ed altre utilità.

Le evidenze acquisite e la documentazione ispettiva hanno confermato le tesi dell’UNC, ossia che Sixthcontinent ha bloccato un elevato numero di account di consumatori e/o ritardato e ostacolato l’utilizzo di un rilevante volume di Shopping Card già acquistate.

L’Autorità ha quindi adottato un provvedimento cautelare con cui ha disposto che Sixthcontinent: a) sospenda il blocco degli account, in assenza di puntuale specificazione delle motivazioni, con contestuale rimborso di quanto versato e del corrispettivo delle altre utilità maturate; b) si astenga da ogni attività diretta a impedire o limitare l’utilizzo delle Shopping Card già acquistate secondo le modalità di attivazione e fruizione originariamente previste.

Pubblicità scorretta: il ruolo dello IAP

Cosa fare se si ritiene  scorretta una pubblicità? Molti consumatori rivolgono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori questa domanda; ne parliamo con Vincenzo Guggino, Segretario generale dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria- IAP che “da oltre 50 anni fissa i parametri per una comunicazione commerciale ‘onesta, veritiera e corretta’ a tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra le imprese. Lo fa con un Codice di Autodisciplina a cui aderiscono i principali operatori del settore.”

FLESSIBILITÀ E TEMPISMO

 Il Codice di Autodisciplina è costantemente aggiornato per essere vicino alle reali esigenze del settore e sempre sintonizzato con l’evoluzione della società, mantenendo la flessibilità necessaria per cogliere rapidamente mutamenti e nuove istanze, come, ad esempio, quelle poste dalla comunicazione digitale e in particolare dall’influencer marketing. Lo IAP ha infatti varato il Regolamento Digital Chart al fine di mappare le più diffuse forme di comunicazione commerciale digitale e per ciascuna di esse indicare le modalità per rendere trasparente la loro finalità commerciale. Si tratta del primo e finora unico testo di riferimento per il settore in Italia.

INDIPENDENZA, COMPETENZA E TRASPARENZA

Il Codice di Autodisciplina è applicato da due organi indipendenti: il Comitato di Controllo, che agisce a tutela dei cittadini-consumatori e il Giurì, l’organo giudicante. Entrambi assicurano autonomia e imparzialità di giudizio in quanto costituiti da esperti qualificati esterni al mondo della comunicazione commerciale. La sanzione, in caso di accertata non conformità al Codice, è l’immediata cessazione del messaggio. Per garantire la massima trasparenza tutte le decisioni sono pubblicate sul sito www.iap.it.

RAPIDITÀ E CHIAREZZA PER IL CONSUMATORE

Il Codice di Autodisciplina utilizza formulazioni chiare e comprensibili applicate con procedure libere da formalismi, assicurando tempi rapidi di intervento (in genere i casi più complessi sono esaminati e risolti in 8-12 giorni lavorativi). Anche il singolo consumatore può segnalare gratuitamente un messaggio ritenuto improprio. Oltre il 90% delle decisioni riguarda la tutela del cittadino.

UN GIUDIZIO CHE FA GIURISPRUDENZA

Direttive, documenti comunitari, leggi e sentenze dei giudici italiani riconoscono da tempo all’Autodisciplina pubblicitaria il ruolo e il valore di sistema di giustizia alternativo a quello statuale, in grado quindi di alleviarne compiti ed oneri, senza costi per lo Stato. Un’efficace e rappresentativa Autodisciplina scongiura inoltre il ricorso a norme legislative di dettaglio, talvolta ingiustificatamente penalizzanti.

TUTTI POSSONO FARE UNA SEGNALAZIONE

Se il consumatore, dunque, ritiene che una pubblicità sia offensiva, ingannevole, violenta o volgare può segnalarlo allo IAP compilando e inviando il modulo per le segnalazioni.

Autore: Vincenzo Guggino_Segretario generale IAP
Data: 24 marzo 2020
Aggiornamento: 25 marzo 2020

Aspirapolvere: quale scegliere?

Negli ultimi anni il mercato degli aspirapolvere si è ampliato in modo notevole in termini di prodotti specifici per la pulizia domestica. In commercio si possono infatti trovare sempre più apparecchi in grado di garantire un’aspirazione efficace su diverse superfici e dotate di un livello tecnologico sempre più avanzato. Oltre ai classici aspirapolvere a traino e alle scope elettriche con filo, il settore ha visto l’uscita di scope elettriche cordless estremamente compatte e performanti, ma anche di robot aspirapolvere capaci di mappare la casa ed effettuare pulizie intelligenti ed efficaci (cfr. n. 277). Per scegliere un modello adatto alle proprie esigenze occorre quindi prendere in considerazione alcuni aspetti importanti quali la dimensione dell’appartamento da pulire, la potenza di aspirazione di cui si ha bisogno e la frequenza di utilizzo dell’apparecchio. Attraverso la collaborazione con Qualescegliere.it abbiamo analizzato le principali tipologie di prodotti che si trovano attualmente in commercio, mettendone in evidenza vantaggi e punti critici e concentrandoci sulle caratteristiche tecniche più rilevanti ai fini di una scelta consapevole.

ASPIRAPOLVERE A TRAINO

È il più classico degli apparecchi per l’aspirazione domestica. La sua struttura è composta di un corpo macchina più o meno ingombrante e di una spazzola collegata a un tubo metallico solitamente estendibile. I modelli più datati dispongono di un sacco usa e getta per la raccolta dello sporco, mentre quelli di ultima generazione possono vantare una tecnologia ciclonica, ovvero presentano un serbatoio con una capienza variabile che deve essere svuotato e pulito periodicamente. Questo genere di aspirapolvere è generalmente più potente della maggior parte delle scope elettriche e dei robot aspirapolvere in commercio e si presta perciò sia alle pulizie ordinarie che a quelle straordinarie. Tuttavia, può risultare poco pratico soprattutto in appartamenti con molto mobilio oppure su più piani, poiché il trasporto è senza dubbio meno agevole rispetto ad altri apparecchi disponibili sul mercato. Il raggio d’azione è inoltre fondamentale, specialmente per chi abita in una casa con stanze molto ampie. La maggior parte degli aspirapolvere a traino ha un raggio d’azione tra i 7 e i 9 metri, ma alcuni modelli di fascia alta offrono una libertà di movimento persino maggiore. Gli apparecchi di fascia alta possono essere dotati di una o più spazzole per la pulizia sia di superfici dure sia di moquette e tappeti, ma quelli di fascia medio-bassa hanno solitamente una spazzola standard con pulsante per modificare la posizione delle setole e adattarle al tipo di pavimento.

SCOPA ELETTRICA CON FILO

Le scope elettriche con filo sono molto più compatte degli aspirapolvere a traino e anch’esse si dividono in modelli con sacco e modelli con serbatoio. I prodotti più recenti appartengono perlopiù a quest’ultima categoria e presentano delle caratteristiche tecniche che li rendono maneggevoli e pratici da utilizzare. Così come per gli aspirapolvere tradizionali, la lunghezza del cavo è un aspetto da valutare attentamente perché incide direttamente sulla possibilità di muoversi agevolmente all’interno della casa. Molto importante è anche l’impugnatura, che deve poter consentire una presa comoda e salda nonché rendere il trasporto pratico in fase di inattività. Anche le scope elettriche possono disporre di accessori in grado di rendere il prodotto versatile e capace di pulire diverse superfici, ma a differenza degli aspirapolvere a traino hanno un serbatoio meno capiente che deve essere svuotato più frequentemente. La scopa elettrica con filo è quindi perfetta per coloro che hanno poco spazio in casa e desiderano un apparecchio poco ingombrante e particolarmente comodo da utilizzare. Un ulteriore punto di forza sono i consumi ridotti: in media consumano meno rispetto ai classici aspirapolvere a traino.

SCOPA ELETTRICA SENZA FILI

Tra gli apparecchi per l’aspirazione più tecnologici e in fase di sviluppo ci sono sicuramente le scope elettriche cordless. Negli anni recenti questi modelli sono diventati estremamente compatti e performanti, garantendo delle prestazioni in alcuni casi persino superiori a quelle delle scope elettriche con filo. I principali miglioramenti sono stati apportati in termini di durata della batteria e di capacità di aspirazione. Questi aspetti sono infatti determinanti e devono essere considerati attentamente al momento dell’acquisto. In particolare, il dato relativo all’autonomia rivela se un apparecchio è adatto o meno alla pulizia della propria casa. Le scope elettriche senza filo di fascia medio-alta sono in grado di operare da un minimo di 25 minuti a un massimo di circa 1 ora, ovvero un tempo sufficiente per pulire appartamenti di dimensioni medio-grandi. Anche dal punto di vista della versatilità questi apparecchi sono spesso migliori delle scope elettriche con filo. Benché il numero di accessori e più in generale la praticità d’uso dipendano dalla fascia di prezzo del prodotto, sul mercato si possono trovare numerosi modelli cordless 2 in 1, che dispongono di un aspirabriciole integrato. Altri possono invece trasformarsi facilmente in un pratico aspirapolvere manuale per aspirare in tutta comodità sui divani e all’interno della propria automobile.

ROBOT ASPIRAPOLVERE

La novità più significativa nel settore degli apparecchi per la pulizia domestica è costituita dai robot aspirapolvere. Si tratta di dispositivi dotati di una tecnologia intelligente che consente loro di aspirare in modo efficace appartamenti di diverse dimensioni. In commercio si possono trovare modelli che dispongono di sensori ottici capaci di fare una mappatura delle stanze e individuare gli ostacoli per evitare gli urti. In termini di potenza aspirante i robot aspirapolvere non possono garantire le stesse prestazioni delle scope elettriche con o senza filo o degli aspirapolvere a traino. Tuttavia, questi dispositivi sono ideali per le pulizie ordinarie poiché spesso permettono una programmazione su base giornaliera o settimanale. Naturalmente il numero di funzioni disponibili varia in base alla fascia di prezzo di appartenenza e soltanto i prodotti di fascia alta mettono a disposizione dell’utente la possibilità di controllo tramite un’apposita applicazione per smartphone.

CONCLUSIONI

Gli apparecchi per l’aspirazione domestica che si possono trovare sul mercato sono quindi numerosi e variano per caratteristiche tecniche e prezzo. Ad esempio, chi ha bisogno di un prodotto per le pulizie ordinarie ma ha poco tempo a disposizione può optare per un robot aspirapolvere, mentre chi ha necessità di effettuare pulizie rapide in un piccolo appartamento può scegliere una scopa elettrica senza fili compatta. Per scegliere il modello ideale è perciò importante valutare nel dettaglio le proprie esigenze in termini di frequenza di utilizzo, tipologia di pavimento e spazio disponibile in casa, senza dimenticare fattori significativi quali i consumi, il sistema di filtrazione e il numero di accessori forniti in dotazione.

Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta fra oltre 300 categorie di prodotti.

Vuoi dire la tua sul tema? Commenta nello spazio sottostante oppure scrivici all’indirizzo info@consumatori.it. La tua opinione per noi è importante!

Autore: Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Qualescegliere.it
Data: 
17 ottobre 2018
Aggiornamento: 25 marzo 2020