Archivio mensile:Marzo 2013

TRASPORTI: Istat, incidenti stradali in calo nel 2019

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ma non basta. Il 78,9% delle multe sono per ztl e divieto di sosta, poche quelle per le infrazioni gravi.

Roma, 23 luglio 2020 – “Bene, ma non basta!” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat secondo i quali nel 2019 sono calati sia gli incidenti stradali che i morti. In particolare, nel 2019 sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in lieve calo rispetto al 2018 (-0,2%), con 3.173 vittime, in diminuzione rispetto al 2018 (-161, pari a -4,8%),

“Purtroppo i dati di oggi dimostrano che si potrebbe fare molto di più se i Comuni, ad esempio, invece di dare l’80% delle loro multe per sosta vietata e ztl, si concentrassero anche sulle infrazioni più pericolose, che determinano più incidenti” prosegue Dona.

“Le multe elevate dai vigili nei comuni capoluoghi per divieto di sosta (art. 157 e 158 Cds) sono pari a 3,5 mln (3.527.685) su un totale di 17,3 mln (17.381.283), il 20,3%, mentre quelle per le ztl  (art. 7 Cds) sono oltre 10 mln (10.179.804), pari al 58,6%, per un totale pari al 78,9%. Multe facili da dare, specie quelle delle ztl, considerato che la segnaletica è incomprensibile, troppo piccola per poter essere letta da qualunque automobilista” prosegue Dona.

“Le multe per le infrazioni gravi, invece, sono troppo poche. Quelle per il mancato rispetto della distanza di sicurezza (art. 149 Cds), che determina, sempre secondo i dati di oggi, il 9% degli incidenti, sono lo 0,025%, 4.376 multe. Le multe date dai vigili per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (art. 187) sono 837, lo 0,005%, per guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186) sono 5.620, lo 0,032%, prosegue Dona.

“Insomma, invece di avere ausiliari della sosta che danno multe facili per fare cassa, servono più vigili nelle strade, che fanno più controlli per le infrazioni realmente pericolose” conclude Dona.

UNC: esposto su bonus vacanze

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust a seguito delle numerose segnalazioni di consumatori impossibilitati ad utilizzare il bonus vacanze previsto dal “Decreto Rilancio” (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) per via dell’imposizione di vari ostacoli per la sua fruizione posti da diverse strutture ricettive sparse sul territorio nazionale.

Dalle segnalazioni pervenute agli sportelli dell’UNC, emerge che alcune strutture concedono di fruire del bonus solo se si spende almeno il doppio del valore del bonus stesso oppure una somma minima previamente stabilita a discrezione della struttura, ad esempio 900 euro o, ancora, solo su determinate sistemazioni per il soggiorno, anche in questo caso scelte discrezionalmente dall’operatore. In altri casi, si applicano tariffe base diverse a seconda che il richiedente abbia o non abbia diritto al bonus vacanze, con prezzi maggiorati per questi ultimi.

L’Unc ha chiesto all’Antitrust di accertare se queste pratiche commerciali configurano violazioni del Codice del Consumo, in quanto idonee a limitare la libertà di scelta dei consumatori attraverso l’imposizione di ostacoli al legittimo utilizzo di un beneficio direttamente previsto dalla legge.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 29 luglio 2020

L’esperto risponde su… assegno bancario

Quanto dura un assegno bancario?

Gli assegni sono un titolo di pagamento ancora molto in uso tra i risparmiatori, anche se spesso gli vengono favoriti i bonifici bancari. Una recente ordinanza della Cassazione ha confermato quanto già previsto dalla legge di riferimento (art. 32 del Rd n. 1736/1933), ovvero il periodo di tempo entro il quale è possibile recarsi in banca, assegno alla mano, e caricare l’importo del titolo sul conto o ritirarlo in contanti.

Per quanto riguarda l’assegno bancario tradizionale esistono dei tempi di scadenza entro i quali occorre provvedere all’incasso dell’importo previsto. Il beneficiario del titolo, detto anche prenditore, ha tempo fino a otto giorni dalla data di emissione per effettuare la procedura qualora il Comune specificato sull’assegno sia il medesimo di quello della banca di riferimento del prenditore.In questo caso si dice che l’assegno è su piazza

Nel caso in cui, invece, il Comune della banca del prenditore differisca da quello in cui stato emesso l’assegno, il tempo limite sale a quindici giorni. In questo caso si parla di assegno fuori piazza.

Se tali limiti di tempo non vengono rispettati, e la relativa riscossione non avviene, il soggetto che lo ha emesso ha la facoltà di revocare l’ordine di pagamento alla banca.

Può procedere prima in tal senso nelle casistiche che prevedono l’eventuale furto e smarrimento del titolo di pagamento.

Autore: Avv. Prof. Stefano Cherti
Data: 29 luglio 2020

Riaperture delle università da settembre

Le università sembrano pronte a riaprire. E’ pur vero che le lezioni non si sono mai fermate, salvo nella fase iniziale della pandemia, grazie alla didattica a distanza che ha permesso a tutti (o quasi, come si legge nel nostro comunicato “SCUOLA: 12,7% studenti senza didattica a distanza”) gli studenti di continuare nel loro percorso di studi pur restando in casa.

Ora però sembra arrivato il momento di tornare in aula.

Quando riaprono 

Sulle tempistiche del rientro per gli studenti italiani, le voci che si sono susseguite nel corso di questi mesi sono state in parte confermate dal Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha annunciato che gli studenti potranno rientrare in aula già da settembre per potere svolgere gli esami della sessione autunnale.

Ad ogni università, nell’ambito della rispettiva autonomia, sarà permesso indicare una data diversa a seconda delle esigenze.

 

Come riapriranno

Le modalità di ingresso e permanenza negli atenei sono in linea con quelle del resto delle attività che hanno riaperto dopo il lockdown: obbligo di mascherina, misurazione della temperatura all’ingresso, vietati gli assembramenti.

Nello specifico, le università del nostro paese stanno programmando gli spazi a disposizione così da poter permettere agli studenti di fare gli esami in presenza senza costituire un rischio né per loro né per i docenti.

Verranno utilizzate quindi le aule più spaziose possibili così da poter posizionare ogni studente a distanza di sicurezza.

 

Chi rientrerà per primo in aula

Da quello che emerge a rientrare per primi in aula potrebbero essere gli studenti che si immatricoleranno quest’anno: ad influenzare questa decisione il fatto che non entrino in aula da marzo e che non hanno mai avuto a che fare con il metodo d’insegnamento universitario (decisamente differente rispetto a quello delle scuole superiori).

Previste inoltre delle deroghe alla presenza in aula per gli studenti e i professori che, per motivi legati alla pandemia, non potranno spostarsi per raggiungere l’ateneo.

 

Didattica a distanza addio anzi, arrivederci

Ufficialmente conclusa quindi la fase della didattica a distanza per gli studenti italiani? Non proprio. Infatti, in caso di impossibilità ad accogliere tutti gli studenti mantenendo le distanze di sicurezza, si sta già pensando ad un modello di didattica misto. Alcuni studenti quindi potrebbero continuare a seguire le lezioni da casa mentre altri in presenza. Tutto dipenderà, come detto, dagli spazi a disposizione degli atenei ma anche dall’andamento epidemiologico nel nostro Paese.

 

Qualcuno ha già riiniziato

Alcune università come La Sapienza di Roma o l’Università di Palermo, già in questi mesi, sono state ripopolate dagli studenti. Alcuni atenei infatti hanno riaperto le loro porte per permettere di sostenere in sede gli esami di laurea. Distanziamento sociale, presenze contingentate e mascherina obbligatoria sono stati alcuni dei tratti caratteristici di questo tentativo di ripartenza per il sistema universitario italiano.

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 29 luglio 2020

Coronavirus, come sanificare dentro e fuori casa

Il Gruppo di lavoro dei biocidi dell’Istituto superiore di sanità ha pubblicato un Rapporto sulle procedure da seguire nella attuale emergenza Covid-19 per sanificare ambienti “non sanitari” quali superfici, ambienti interni e abbigliamento.

Si tratta di un documento molto completo che prende in considerazione i prodotti  e le procedure efficaci per “sanificare” strutture, ambienti e vestiti, potenzialmente contaminate con il Covid-19.

Viene subito chiarito che i “biocidi” sono i prodotti in grado di inattivare  i microrganismi, mentre i “presidi medico chirurgici” sono dei preparati la cui produzione industriale deve essere autorizzata dal Ministero della Salute.

In entrambi i casi  la commercializzazione può avvenire soltanto a seguito di una valutazione tecnico scientifica sulla loro efficacia e sicurezza d’uso per l’uomo, gli animali e l’ambiente.

Tutti i prodotti disponibili debbono essere adeguatamente etichettati e se utilizzati conformemente a quanto previsto non ci sono pericoli significativi per i consumatori.

Il virus responsabile del Covid-19 può trovarsi nelle vie respiratorie delle persone ammalate ed essere emesso con gli sternuti, inglobato in goccioline (droplets) che possono diffondersi nell’ambiente e anche essere depositate su oggetti, alimenti, superfici, vestiti, ecc.

Per evitare la diffusione della malattia è necessario “sanificare” tutte le possibili fonti di contagio.

Il virus, in funzione delle condizioni ambientali in cui si trova, può sopravvivere da poche ore a qualche giorno. E’ sufficiente una temperatura di 56 °C per distruggerlo in pochi minuti.

Un nemico del virus è la pulizia; la polvere o altri materiali gli consentono di essere “inglobato” e di sopravvivere a lungo.

Le principali sostanze chimiche efficaci per la disinfezione e che troviamo in commercio nei vari preparati sono l’etanolo, i sali d’ammonio quaternario , l’acqua ossigenata e l’ipoclorito di sodio (meglio conosciuto come varecchina). 

Seguendo le indicazioni che troviamo in etichetta si ottengono degli ottimi risultati e non si corrono rischi particolari. Il rapporto dell’ISS raccomanda di non miscelare tra loro i vari preparati; si potrebbe diminuire l’efficacia dei singoli prodotti con altri effetti non prevedibili.

Un’altra raccomandazione è quella di evitare di trattare oggetti di pregio con prodotti in grado di sviluppare cloro per la possibilità di corrosioni.

Efficaci per i trattamenti degli ambienti sono il cloro, l’ozono e i raggi ultravioletti.

Il cloro viene generato da macchine in grado di “elettrolizzare” il cloruro di sodio con la produzione di ioni “ipoclorosi”, “ipocloriti” e “cloro”. Il trattamento risulta molto efficace, ma pericoloso per le persone che dovessero venire a contatto.

L’ozono è un gas anch’esso generato da macchine. Ha una stabilità di poche ore, ma sufficiente per una efficiente disinfezione ambientale. Contrariamente a quanto si può pensare è un prodotto tossico e addirittura cancerogeno e mutageno. Ovviamente queste proprietà scompaiono quando l’ozono viene degradato.

I raggi ultravioletti sono anch’essi molto efficaci perché inattivano i virus attraverso la distruzione degli acidi nucleici e nel caso del Covid-19 bastano cinque minuti di esposizione per distruggere quello contenuto nei “droplets”.

La sporcizia rallenta molto l’attività antimicrobica.

Deve essere però evitata l’esposizione umana perché gli UV possono provocare cheratite, congiuntivite, eritemi, invecchiamento della pelle e anche tumori.

I trattamenti con ozono, cloro e/o raggi ultravioletti possono essere fatti soltanto da personale specializzato in grado di evitare esposizioni pericolose per la salute.   

Le informazioni riportate nel rapporto sono state riassunte in due utilissime tabelle denominate “Vademecum sulla Sanificazione” e “Schema della  Procedura per la Sanificazione” sotto riportate.

Vademecum per la sanificazione

 

Schema: procedura per la sanificazione.

Autore: Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità
Data: 29 luglio 2020

 

Vacanza sicura: i nostri consigli

vacanze rovinate consumatori

Per quest’estate riuscirete a godervi qualche giorno di vacanza? Se avete prenotato un pacchetto tutto compreso, ecco a cosa prestare attenzione per evitare brutte sorprese…

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO TURISMO-VIAGGI

PRIMA DI PARTIRE

• richiedere copia del contratto che si sottoscrive, accertando che faccia chiaro riferimento alle offerte contenute nel catalogo informativo (in questo caso le indicazioni fornite da depliants e brochures saranno vincolanti per l’organizzatore);
• se si sottoscrive una polizza di assicurazione, leggere attentamente le condizioni contrattuali (attenzione alla previsione di franchigie, spese non rimborsabili, etc.);
• qualora la destinazione sia un paese straniero, verificare la necessità di adempimenti burocratici o sanitari (documenti di espatrio, visto di ingresso, vaccinazioni, etc.);
• opporsi, per iscritto, ad eventuali richieste di ulteriori esborsi da parte dell’agenzia quando mancano meno di venti giorni alla partenza (entro tale termine la legge vieta qualsiasi maggiorazione del prezzo e se l’aumento eccede il 10% del costo complessivo del pacchetto, il consumatore potrà comunque recedere dal contratto);

DURANTE LA VACANZA

• il soggiorno deve svolgersi esattamente come previsto (ogni modifica del programma o della sistemazione alberghiera legittimano il consumatore al rimborso del prezzo per la prestazione non goduta oltre al risarcimento del danno);
• rivolgersi ai rappresentanti dell’organizzazione sul posto per segnalare ogni difformità rispetto al contratto di viaggio (è utile precostituire la prova scritta delle lamentele inoltrate);
• documentare gli eventuali disagi tramite fotografie, dichiarazioni sottoscritte da altri turisti, fatture di spesa (saranno indispensabili per ottenere dal Giudice il risarcimento dei danni).

AL RIENTRO

• entro 10 giorni dal rientro, nel caso di difformità o disservizi, formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a.r. indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza all’Unione Nazionale Consumatori;
• conservare, in ogni caso, il catalogo, la documentazione di viaggio e la documentazione comprovante l’eventuale inadempimento del tour operator.
L’Unione Nazionale Consumatori offre ogni anno assistenza a migliaia di consumatori che ci segnalano danni da vacanza rovinata.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO TURISMO-VIAGGI

Ma non solo! Non perdere il video di Angelo, il simpatico protagonista della nostra mini-serie, tradotta in lingua dei segni e dedicata ai più comuni problemi di consumo. Guarda il video e scopri cosa fare se la vacanza si è volatilizzata!

Video realizzato nell’ambito del progetto “Quello che le persone non dicono, un’inclusione possibile” finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’art. 72 del CTS annualità 2017 e realizzato dall’Unione Nazionale Consumatori in partnerariato con U.Di.Con.

Autore: Anna Antico
Data: 29 ottobre 2019
Aggiornamento: 29 luglio 2020

I ladri non vanno in vacanza

Purtroppo i ladri non vanno in vacanza. Anzi, in vacanza fanno gli straordinari. E’ per loro, infatti, il momento “lavorativo” migliore. Cosa c’è di più bello di una casa disabitata e abbandonata. Attenzione, però, perché anche gli arrivi e le partenze sono un’occasione ghiotta. Quando si parte per le ferie si portano più contanti e cose preziose, inoltre è più facile distrarsi, sia per la stanchezza sia perché ci sono sempre tante cose da fare, sia perché si frequentano luoghi affollati, come stazioni ed autogrill, dove è più facile approfittare della confusione e della calca. I ladri, sfortunatamente per noi, lo sanno e se ne approfittano. Ecco perché mentre si è in viaggio bisogna prestare maggiore attenzione ad eventuali borseggi. Alcuni consigli, allora, per evitare di cadere nel mirino dei ladri, rovinandosi subito le vacanze:

  1. Soldi in viaggio. Stabilite prima quanto vi serve per il viaggio e tenete questi soldi separati dagli altri, così da non dover aprire il portafoglio pieno di euro davanti a tutti, in luoghi a rischio come le biglietterie. Non fate mai notare quanto avete con voi: quando pagate tenete aperto il borsellino solo per lo stretto necessario a togliere i soldi.
  2. Contanti.  Non portate in vacanza troppo denaro contante. Utilizzate carte di credito e bancomat.
  3. Soldi, ma dove? Dividete il denaro in più tasche, possibilmente interne all’abito. Non portate il denaro in borsetta. Al limite utilizzate borse a tracolla chiuse. Chiudete sempre le borse. Non tenete il portafoglio nella tasca posteriore dei pantaloni. 
  4. Dove andate?  Camminate contromano rispetto al senso di marcia, in modo da vedere chi vi viene incontro. Evitate gli angoli nascosti e le zone buie ed isolate. Nei sottopassaggi attenti al contatto fisico di sconosciuti. Nelle stazioni pretendere appuntamenti chiari: non girate a vuoto per incontrare qualcuno, attirereste l’attenzione su di voi.
  5. Bagagli, dove? Portate la borsetta dalla parte del muro, tenendola a tracolla e stretta al fianco. Sui mezzi o quando siete in coda tenetela davanti a voi. Se avete un trolley controllate che nessuno vi stia dietro. Nelle stazioni utilizzate i carrelli che vi consentono di trasportare i bagagli senza fatica, avendoli tutti sotto controllo.
  6. Bagagli, come? Utilizzate bagagli rigidi, con combinazione. Gli oggetti preziosi, se possibile, portateli in un bagaglio che potete portare sempre con voi (in aereo il bagaglio a mano). Se avete una valigia di tessuto chiudetela con un lucchetto. Nei bagagli non tenete mai oggetti di valore a vista.
  7. Abito. Il vestito fa il monaco. Per il viaggio mettete capi comodi e poco appariscenti ed evitate di fare sfoggio di preziosi: gioielli e orologi costosi sono da evitare, richiamereste l’attenzione.
  8. Zone a rischio. Fate attenzione alle zone gremite di gente. Attenti quando si forma ressa per salire o scendere dal mezzo di trasporto. Controllate le persone che vi premono e spingono. Le file davanti agli sportelli, poi, sono un’occasione imperdibile per il borseggio.
  9. Attenzione. Non distraetevi. Guardate le persone. Controllate, in particolare, che nessuno vi segua e se qualcuno vi viene incontro controllate che poi non si fermi per poi seguirvi. State attenti a chi vi urta.
  10. Diffidate. Diffidate dei venditori improvvisati, di chi vuole raccontare qualcosa, di ragazzini non accompagnati dai genitori, di persone che vogliono trattenervi e distrarvi: un complice potrebbe essere pronto ad intervenire. Non fermatevi in strada con sconosciuti che vi fermano con una scusa, come la richiesta dell’ora o indicazioni stradali, specie se in quel momento avete già aperto la vostra auto o state caricando i bagagli: ad un complice bastano pochi secondi per rubarvi una borsa mentre siete girati di spalle. Per nessuna ragione estraete il portafoglio in strada, né per elemosine né se vi chiedono il cambio di una banconota. I borseggiatori possono distrarvi anche con finti malori o finte liti. Non accettate di portare i bagagli od oggetti di vostri occasionali compagni di viaggio, in particolare al passaggio dei controlli doganali.

In particolare:

Aereo. Controllate sempre lo stato del bagaglio al momento del ritiro e, se manomesso, presentate immediatamente, una denuncia dettagliata.La constatazione dell’evento deve essere effettuata, prima di lasciare l’area riconsegna bagagli, presso gli uffici Lost and Found dell’aeroporto di arrivo, utilizzando gli appositi moduli comunemente denominati PIR (Property Irregularity Report).

Auto. Attenti durante le operazioni di carico e scarico a non abbandonare l’auto o i bagagli. Anche per una sosta brevissima, assicuratevi della chiusura dei vetri laterali e del cofano. Negli autogrill parcheggiate l’auto in modo che sia bene in vista e, di notte, in piena luce, evitando i self-service isolati. Scendendo non nascondete cose sotto i sedili, non fareste altro che attirare l’attenzione dei malviventi appostati. Non lasciate mai sola l’auto con un carico in vista nell’abitacolo, ad esempio borse e oggetti sui sedili posteriori o sul cruscotto. Arrivando o partendo date un’occhiata in giro in modo da evitare nel parcheggio spiacevoli incontri. Non avvicinatevi a chi davanti ai bagni fa il gioco delle tre carte, neanche per vedere, rischiate solo di farvi abbindolare e truffare. Attenzione a chi vi chiede le elemosina attorniato da bambini che vi circondano.

Treno. Non lasciate nella valigia denaro contante. Meglio una valigia grande che tante piccole mal portate. Non disperdete mai i vostri bagagli, così da averli tutti sotto controllo. Non abbandonate nello scompartimento oggetti di valore nemmeno per andare alla toilette. Se viaggiate di notte o pensate di addormentarvi non lasciate borse o giacche alla portata di chiunque. Tenete i valori in posti non facilmente accessibili. Ad esempio non dormite proni, lasciando il portamonete nella tasca posteriore. Di notte chiudete bene lo scompartimento. Se appendete giacche o borse non lasciate al loro interno oggetti di valore. Non tenete i biglietti di andata e ritorno nello stesso posto, male che vada potrete almeno tornare a casa.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 24 luglio 2019
Aggiornamento: 29 luglio 2020

TRASPORTI: Authority, è passeggero a scegliere tra voucher e rimborso

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Autorità di regolazione dei trasporti boccia i voucher. Vittoria dei consumatori, min. Franceschini si dimetta.

Roma, 24 luglio 2020 – “Una bocciatura clamorosa ed una vittoria dei consumatori. Ora il ministro Franceschini, il fautore dei voucher, si deve dimettere” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la dichiarazione del presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) Andrea Camanzi,  secondo il quale la scelta tra voucher e rimborso, in caso di cancellazione del viaggio, è nella esclusiva disponibilità del passeggero.

“Anche l’Autorità dei trasporti, esattamente come l’Antitrust, ha dichiarato che interverrà per garantire la concreta applicazione dei diritti di fonte europea disapplicando, ove necessario, la norma nazionale in contrasto. Un conflitto istituzionale senza precedenti, che vede le Authority, Antitrust ed Art, da una parte e Governo e Parlamento dall’altro. Per non parlare dell’apertura di una procedura d’infrazione dell’Ue. Insomma, peggio di così non si può” prosegue Dona.

“Era evidente fin dall’inizio che la normativa italiana, per quanto ritenuta impropriamente di applicazione necessaria, non poteva derogare a quella europea. Per questo, fin dal 4 marzo, abbiamo scritto al ministro del Turismo, chiedendogli di rivedere questa regola assurda dei voucher, controproducente per le stesse agenzie di viaggio, visto che nessuno prenota un viaggio non obbligatorio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi. Ma non c’è stato verso! Ora, il ministro Franceschini dovrebbe prendere atto di questo autogol e rassegnare le sue dimissioni” conclude Dona.

CALCIO: Antitrust, istruttorie contro Brescia e Lecce

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ottima notizia, confermata bontà nostro contro Juventus per rimborsi con voucher.

Roma, 20 luglio 2020 – “Ottima notizia. Una vittoria per i consumatori ed una conferma della bontà delle nostre tesi. Per questo, abbiamo provveduto a ripresentare un esposto contro la Juventus, nonostante fosse già in corso un procedimento dell’Antitrust contro il club bianconero” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che l’Antitrust ha avviato due nuovi procedimenti istruttori in materia di clausole vessatorie nei confronti delle società di calcio di serie A, Brescia e Lecce.

“La Juventus, infatti, settimana scorsa ha comunicato ai suoi abbonati che, per le partite non fruite, saranno rimborsati con l’emissione di un voucher e non con la restituzione della quota parte dell’abbonamento non fruito. Una tesi che, come conferma oggi l’Antitrust, contrasta con il diritto del consumatore “ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento sia per fatti imputabili alla società che di impossibilità sopravvenuta della prestazione, che comportino la chiusura totale o parziale dello stadio“, impossibilità come la chiusura degli stadi dovuta all’emergenza Covid” prosegue Dona.

“Insomma, mentre per i concerti gli organizzatori sfruttavano l’art. 88 del Cura Italia, per quanto l’articolo sia già stato ritenuto illegittimo sia dalla Commissione Ue che dall’Antitrust, nel caso del calcio non c’è nemmeno un appiglio legale a supporto. Nulla giustifica che ai tifosi non siano restituiti i soldi, senza se e senza ma” conclude Dona.

Telemarketing: multa da 17 milioni di euro a WindTre

Continua l’attività di controllo del Garante per la protezione dei dati personali nei confronti degli operatori telefonici anche a seguito delle centinaia di segnalazioni e reclami che settimanalmente pervengono per lamentare casi di “marketing selvaggio”.

L’Autorità ha sanzionato WindTre Spa per circa 17 milioni di euro (16.729.600 euro) per numerosi trattamenti illeciti di dati, legati prevalentemente ad attività promozionali. Per analoghe violazioni, la società era già stata destinataria di un provvedimento inibitorio e prescrittivo quando era ancora in vigore il vecchio Codice privacy.

Gli utenti lamentavano la ricezione di contatti promozionali indesiderati, effettuati senza consenso tramite sms, e-mail, fax, telefonate e chiamate automatizzate. In numerosi casi, inoltre i segnalanti dichiaravano di non esser stati messi in grado di poter esercitare il proprio diritto di revoca del consenso o di opposizione al trattamento dei loro dati per finalità di marketing (anche a causa di imprecisioni nell’indicazione dei canali di contatto presenti nell’informativa). In altri casi veniva lamentata la pubblicazione di dati personali negli elenchi telefonici pubblici nonostante l’opposizione (a volte reiterata) degli interessati.

Dall’istruttoria è inoltre emerso che le app MyWind e My3 erano impostate in maniera tale da obbligare l’utente a fornire, ad ogni nuovo accesso, una serie di consensi per diverse finalità di trattamento (marketing, profilazione, comunicazione a terzi, arricchimento e geolocalizzazione), salvo poi consentire di revocarli trascorse 24 ore.

Al di là di queste lacune “di sistema”, gli accertamenti del Garante hanno messo in luce diversi gravi illeciti nella filiera dei partner commerciali di Wind Tre, anche con impropria attivazione di contratti. Per queste violazioni, uno dei partner del gestore telefonico – che aveva sub affidato (peraltro senza alcun atto giuridico) intere fasi dei trattamenti a call-center che raccoglievano i dati illecitamente – è stato multato per 200mila euro dal Garante e si è visto imporre il divieto di utilizzare i dati raccolti e trattati da agenti presenti sul territorio nazionale (denominati “procacciatori”) in totale spregio delle norme in materia di protezione dati.

Le argomentazioni portate a propria difesa da WindTre e la serie di misure correttive implementate dalla società, anche riguardo alla centralizzazione delle campagne promozionali, non sono state ritenute adeguate dal Garante, che ha vietato a Wind il trattamento dei dati acquisiti senza consenso e le ha ordinato di adottare misure tecniche e organizzative per un effettivo controllo della filiera dei partner, nonché procedure per rispettare la volontà degli utenti di non essere disturbati.

Nel corso della stessa riunione, il Garante ha preso in esame anche le risultanze degli accertamenti disposti nei confronti di un altro gestore telefonico, Iliad, che è stato trovato carente sotto altri profili, in particolare in merito alle modalità di accesso dei propri dipendenti ai dati di traffico e che per tali ragioni, è stato sanzionato per 800.000 euro.

L’Unc esprime apprezzamento per le sanzioni che il Garante sta comminando per le attività illecite di telemarketing e teleselling. Dopo Eni gas e luce e Tim è la volta di Wind tre. Purtroppo il problema è, però, ancora irrisolto. Il nuovo regolamento sul funzionamento del Registro pubblico delle opposizioni, varato il 17 gennaio 2020 dal Consiglio dei Ministri con incredibile ritardo rispetto ai tempi previsti dalla Legge n. 5 dell’11 gennaio 2018, non diventerà operativo prima del 1° dicembre 2020.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 22 luglio 2020