Archivio mensile:Marzo 2013

ENERGIA: dal 1° ottobre elettricità +15,6%, gas +11,4%

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Rialzo storico per le tariffe del mercato tutelato: +15,6% per la luce (+70 euro su base annua), +11,4% per il gas (96 euro annui).

Roma, 29 settembre 2020 – Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° ottobre la bolletta dell’elettricità, per le famiglie rimaste nel mercato tutelato, registrerà un aumento del 15,6% mentre quella del gas dell’11,4%.

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2020 al 30 settembre 2021 nell’ipotesi di prezzi costanti), 70 euro in più per la luce e 96 euro in più per il gas. Una maggior spesa complessiva, quindi, pari a 166 euro.

“Una stangata record, che non ha precedenti. Un primato assoluto. Mai, da quando ci sono gli aumenti trimestrali stabiliti dall’Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ci aspettavamo, come al solito, che, con la riaccensione dei caloriferi si infiammassero anche i prezzi, soprattutto del gas. Ma non a questi livelli da primato! Una pessima notizia per le famiglie già in difficoltà per le conseguenze dell’emergenza Covid. Per questo avevamo proposto all’inizio della pandemia di ridurre l’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali come è attualmente e di intervenire una volta per tutte per risolvere il problema degli Oneri Generali di Sistema che gravano, in maniera impropria, soprattutto sulle sulle bollette dell’elettricità” prosegue Vignola.

“Una ragione in più che conferma la bontà della scelta di aver avviato il nostro primo gruppo d’acquisto Luce e Gas. Su base annua, se i prezzi restassero costanti, il risparmio per chi ha aderito al gruppo e attivato le forniture rispetto a chi sta nel mercato tutelato, dopo questi aumenti record, sarebbe, per una famiglia tipo, pari a 99 euro per la luce e a 35 per il gas, per un totale nei dodici mesi pari a 134 euro” conclude Vignola.

Antitrust: istruttoria contro Ryanair e altre

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro procedimenti istruttori (e altrettanti sub-procedimenti cautelari) nei confronti delle compagnie aeree Ryanair, Blue Panorama, Easyjet e Vueling, dopo avvii analoghi nei confronti di Alitalia e Volotea dello scorso luglio ed in base ad un crescente numero di segnalazioni da parte dei consumatori.

Oggetto dei procedimenti è la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi. In particolare, adducendo come motivo della cancellazione l’emergenza per la pandemia, BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato, in possibile violazione dei diritti dei passeggeri previsti dal Reg. (CE) n. 261/2004. Inoltre, le compagnie aeree non hanno informato i consumatori sui diritti loro spettanti in caso di cancellazione.

A Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling viene anche contestato di aver predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti ad utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile.

L’Unc esprime soddisfazione per le istruttorie che confermano la tesi dell’associazione, che aveva subito denunciato che i voucher obbligatori erano illegali e contrari alla normativa europea, al Reg. (CE) n. 261/2004. A maggior ragione, dopo la fine dell’emergenza Covid. Ma nonostante la procedura di infrazione contro l’Italia aperta dall’Europa, il richiamo di Art, Enac e Antitrust, nulla è cambiato. Ora si attende la conclusione dei 4 procedimenti ed il rimborso dei consumatori, pena lezioni legali a raffica.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 29 settembre 2020

Verbale multa lasciato al portiere

Il verbale di contravvenzione è stato lasciato al portiere del condominio, senza che ne fossi avvertito: la notifica è regolare?

No: la legge prevede che dell’avvenuta notifica nelle mani del portiere si debba dare necessariamente successivo avviso all’interessato tramite raccomandata a.r.

Peraltro, ai sensi dell’art. 139, III comma, c.p.c., la consegna del documento al portiere è ammessa solo nell’ipotesi in cui né il destinatario stesso né una persona di famiglia o addetta alla casa siano state reperite. Spesso, invece, i vigili urbani omettono di effettuare tale verifica limitandosi (per comodità) a lasciare gli atti nelle mani del portiere.

Secondo pacifica giurisprudenza della Corte di Cassazione la mancata ricerca delle persone abilitate a ricevere l’atto deve essere indicata nella relata di notifica, al fine di giustificare la consegna dell’atto al portiere, altrimenti la notifica è nulla (Cass. Civ. n. 5706/1999; Cass. Civ. n. 4739/1998; Cass. Civ. n. 1387/1995; Cons. Stato n. 1037/1995).

Autore: Avv. Valentina Greco
Data: 29 settembre 2020

Carne del bollito e brodo

La domanda dei consumatori: è vero che la carne del bollito è poco nutriente mentre il brodo lo è molto?

 

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

Questa convinzione è falsa, ed anzi i termini della questione possono essere addirittura ribaltati. Infatti durante il processo della bollitura i costituenti fondamentali della carne rimangono quasi completamente nel prodotto stesso, e solo una piccola parte passa nell’acqua di cottura che costituisce il brodo. Per l’esattezza passano solo piccole quote delle sostanze che riescono ad uscire senza difficoltà dalle cellule dei tessuti carnei: un po’ di minerali (potassio, fosfati, ecc.) e di vitamine idrosolubili, sostanze aromatiche e anche pochi grassi e poche sostanze di natura proteica (peptidi, creatina, ecc.). 

La quantità di proteine che passa nell’acqua di cottura durante la lessatura dipende dal tipo di proteine presenti e da come viene condotta la cottura. Se il prodotto proteico (carne, pesce, ecc.) viene introdotto nell’acqua già a bollore, il brusco contatto con una temperatura così elevata provoca la coagulazione degli strati superficiali dell’alimento, con la formazione di un sottile strato isolante che fa sì che siano ben poche le proteine solubili che riescono a sciogliersi nell’acqua. In questo modo avremo un buon lesso ed un brodo povero. Se al contrario, come spesso accade, si immerge l’alimento in acqua fredda non salata, man mano che il riscaldamento procede si avrà un maggior passaggio di proteine solubili nell’acqua di cottura: quest’ultima quindi si arricchirà in proteine mentre la carne (o il pesce) ne risulteranno parzialmente impoveriti, fino ad ottenere un brodo più nutriente, oltre che più ricco di aromi e sapori. Se poi la carne che si utilizza viene suddivisa in piccoli pezzi, il passaggio di sostanze nutritive nel brodo sarà ovviamente maggiore, a causa del moltiplicarsi della superficie di contatto fra prodotto e acqua

È soprattutto negli ultimi due casi che il passaggio di proteine solubili nell’acqua di cottura può portare a perdite apprezzabili di valore nutritivo (da parte della carne) e al raggiungimento di un potere nutritivo e calorico di un certo significato (da parte del brodo), brodo che, di conseguenza, deve essere utilizzato e non scartato. Si tratta pur sempre di un trasferimento di nutrienti piuttosto limitato. Infatti in ogni caso il valore nutritivo del brodo, che non è in senso stretto un vero e proprio alimento, rimane sostanzialmente trascurabile: pochi grammi di grassi e di proteine ogni 100 grammi, per una trentina circa di calorie. Dati che ridimensionano drasticamente il “mitico” valore del brodo quale “ricostituente”, un ruolo che forse il brodo può rivendicare solo per una certa azione di stimolo all’appetito e per le sue caratteristiche toniche di prodotto nervino, capace di stimolare blandamente il sistema nervoso e lontanamente paragonabile, sotto questo profilo, a caffè e thè. Al contrario, ricordiamolo ancora, la carne bollita conserva la maggior parte del suo patrimonio originale, al pari delle carni cotte secondo altri procedimenti.

 


Vuoi saperne di più sull’alimentazione? Anche tu ti trovi davanti ai grandi dilemmi della tavola? Vuoi leggere tutti i luoghi comuni sul cibo? Li trovi nel libro di Marcello Ticca: Miraggi alimentari, 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo

 

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “nutrizionista”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

 

 

 

 

 

Soccorso agli animali vittime di incidenti stradali: a chi spetta?

Il soccorso agli animali vittime -purtroppo- d’incidenti stradali, a chi spetta? Chi se ne deve occupare? Facciamo chiarezza: il Codice della strada, dopo la modifica avvenuta con Legge n. 120/2010, prevede l’obbligo di prestare soccorso agli animali (da compagnia, da reddito o comunque protetti) vittime d’incidenti stradali.

Fin dalla sua formulazione, questa norma ha creato difficoltà interpretative, che hanno portato alcuni utenti della strada o altre persone coinvolte in incidenti, ad attivarsi per garantire il soccorso con modalità che si sono poi rivelate per loro particolarmente onerose dal punto di vista economico.

L’ultimo esempio in merito, di cui si è avuta notizia, riguarda un caso accaduto nello scorso mese di maggio e divenuto oggetto di rilevante attenzione sociale e mediatica, al punto da sollecitare la presentazione di un’interrogazione parlamentare. Motivo scatenante è stato il costo delle cure veterinarie che si erano rese necessarie per la cura di un cane, investito accidentalmente da un automobilista sull’autostrada (il cane era risultato precedentemente abbandonato, legato al guard rail).

L’automobilista si era fermato per prestare soccorso all’animale e aveva poi deciso di portarlo personalmente in una struttura veterinaria privata, la quale gli aveva regolarmente presentato il preventivo di spesa, per la visita e il successivo intervento clinico e strumentale.

La notizia che la prestazione veterinaria sarebbe dovuto essere pagata dal responsabile dell’incidente aveva indotto quest’ultimo a rivolgersi alla stampa, evidenziando l’ingiustizia di doversi accollare i costi del soccorso prestato, nonostante questo fosse un atto a suo parere “dovuto”, in ottemperanza alla normativa vigente.

Dal clamore che ne era conseguito, è derivata la decisione di procedere con l’interrogazione parlamentare, rivolta al Ministero della Salute, per chiedere l’istituzione per legge di un apposito fondo per le cure da garantire agli animali vittime di violenze e maltrattamenti.

LA LEGGE SUL SOCCORSO STRADALE : OBBLIGHI E CRITERI DI APPLICAZIONE

Come sopra ricordato, il nuovo Codice della strada impone a chiunque causi un incidente a danno di animali di fermarsi e garantire il soccorso; quest’ultimo obbligo è previsto anche per le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali, senza averlo causato.

Tali soggetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Significa che bisogna attivarsi perché il soccorso sia prestato, ma non che lo si debba prestare personalmente. Può, cioè, essere sufficiente chiamare un organo qualificato, preoccupandosi di attenderne l’arrivo e, nel frattempo, se possibile, di evitare che l’animale subisca altri danni.

Non si richiede di occuparsi direttamente dell’intervento di soccorso in sé (anche per non creare peggioramenti della situazione, non avendo le giuste competenze).

Questa interpretazione è stata avvalorata dalla Corte di Cassazione, che, con la sentenza n. 29543 (Sezione III penale, 22 luglio 2011) ha stabilito che un automobilista che ometta, senza giustificazione alcuna, di soccorrere un animale domestico dopo averlo accidentalmente investito, e per di più impedisca ad altre persone di prestare all’animale le dovute cure, può essere chiamato a rispondere del reato di maltrattamento di animali.

È, infatti, riconducibile a tale fattispecie criminosa ogni condotta, non solo commissiva ma anche omissiva, posta in atto da chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagioni una lesione a un animale e la sanzione prevista è aggravata se l’animale poi muore.

In sintesi, la legge impone l’obbligo di fermarsi e chiamare aiuto, favorendo attivamente il soccorso dell’animale investito (pena il rischio di ricevere la sanzione amministrativa prevista dal Codice della strada e, potenzialmente, di incorrere perfino nella pena prevista per il reato di mal- trattamento di animali), ma non prescrive di provvedere personalmente all’intervento di soccorso in sé.

CHI PAGA PER IL SOCCORSO?

Il Codice della strada  non prevede un fondo statale per gli animali accidentati; una Circolare del Ministero della Salute del 4 agosto 2010, quindi diffusa poco dopo la modifica del Codice della strada, aveva sottolineato l’inderogabile necessità che tutte le Amministrazioni competenti assicurassero il servizio di reperibilità e pronto soccorso per gli animali incidentati, coinvolgendo, di fatto, i Servizi veterinari pubblici nell’applicazione della norma. Competenza ora confermata nei nuovi Lea: dal 2017, la riforma dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ha disposto che il soccorso agli animali incidentati passasse allo Stato.

In ogni caso, la spesa veterinaria non è mai accollata alle strutture veterinarie private che erogano la prestazione, su richiesta del soccorritore.

Si comprende, dunque, l’obiettivo dell’interrogazione, di ottenere un fondo per il sostegno economico dell’attività di cura degli animali che subiscono il danno.

In attesa che ciò avvenga, le spese per il recupero, il trasporto e le cure dell’animale devono ritenersi, in linea generale, a carico del soccorritore.

Per questo, l’utente della strada, che sia la causa o anche che sia rimasto coinvolto nell’incidente stradale, nel momento in cui decide di svolgere il compito di “soccorritore” richiedendo direttamente e personalmente una prestazione veterinaria in emergenza, deve essere consapevole che si sta facendo carico anche di sopportare anche le spese relative alla stessa.

Si potrebbe osservare che tale prospettiva rischia di disincentivare il rispetto del Codice della strada.

Non bisogna dimenticare, però, che ogni evento potrà essere reso oggetto di accertamenti che potranno consentire di stabilire e confermare, di volta in volta, come e su chi dovrà ricadere o eventualmente essere distribuito l’onere economico derivante.

Autore: Paola Fossati in collaborazione con Animalidacompagnia.it
Data: 4 dicembre 2018
Aggiornamento: 29 settembre 2020

Lavatrice: gli errori da evitare per risparmiare in bolletta

lavatrice

La lavatrice è senza dubbio uno degli elettrodomestici più utilizzati nelle case di tutti noi. Uno strumento che però può rappresentare una delle voci più significative nella bolletta. Ecco allora alcuni consigli per non rinunciare alla comodità della lavatrice strizzando però un occhio al portafogli.

 

Attenzione alla fascia oraria

In determinati giorni della settimana, in precisi orari, si registra una consistente crescita nella richiesta di energia elettrica da parte degli utenti. È per questa ragione che sono state istituite delle fasce di costo che, a parità di consumo di energia, possono determinare una considerevole differenza di spesa:

  • La fascia F1, tra il lunedì e il venerdì dalle 8 alle 19, è quella in cui si registrano i prezzi più alti per il consumo di energia;
  • nella fascia F2, dalle 19 alle 8 dal lunedì al venerdì, il consumo diventa più conveniente;
  • infine, nella fascia F3, che comprende il sabato e la domenica e i giorni festivi, il risparmio è considerevole rispetto alle precedenti opzioni.

 

Molto dipende dal contratto di fornitura

Molti consumatori scelgono di sottoscrivere dei contratti di fornitura per avere una differenziazione di costi in base alle proprie esigenze, il mercato ne offre diversi:

  • monorario, ideale per chi utilizza un gran numero di elettrodomestici durante l’intero arco della giornata. Grazie a questo tipo di contratto il costo della fornitura elettrica è lo stesso a prescindere dalla fascia oraria;
  • il contratto biorario rappresenta invece una valida opzione per chi utilizza la lavatrice e gli altri elettrodomestici solo la sera. Infatti, sono previsti dei costi da F1 durante il giorno e da F2 o F3 la sera e nei weekend;
  • multiorario, prevede tre fasce orarie: la principale (con costi più alti) che va dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19; l’intermedia (con un maggiore risparmio) dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 e il sabato dalle 7 alle 23; e “fuori punta” (la più conveniente) comprendente il consumo dal lunedì al sabato da 23 alle 7 e tutte le domeniche e i giorni festivi.

 

Un utilizzo corretto della lavatrice

Per riuscire a risparmiare quando si usa la lavatrice è necessario tenere presente alcuni altri fattori che potrebbero far lievitare i costi:

  • la classe energetica, è importante infatti, se possibile, in fase di acquisto dell’elettrodomestico tenere presente che modelli più nuovi con classi come A, A+, A++, A+++ consumano molto meno dei loro modelli precedenti;
  • caricare la lavatrice eccessivamente potrebbe, prima di tutto affaticare oltre modo il motore (costringendo prima o poi ad una manutenzione straordinaria); e poi aumentare il rischio di trovare alcuni panni non perfettamente puliti obbligando così ad un secondo lavaggio. Il senso è di caricare ma non troppo;
  • evitare il prelavaggio, salvo biancheria eccessivamente sporca o puzzolente che necessità quindi un’intensità di pulizia maggiore rispetto al solito;
  • volendo però, il prelavaggio può essere sostituito da una fase di “ammollo fai da te”, in cui si fa riempire il cestello di acqua e poi si spegne la lavatrice fino a quando, dopo circa un’ora, non si avvia il lavaggio vero e proprio;
  • è buona prassi poi separare il bucato in base al tipo di tessuto e di sporco così da rendere il carico il più uniforme possibile;
  • seguire rigorosamente le istruzioni contenute sulle etichette dei nostri capi ci permetterà di avere vestiti perfettamente puliti evitando sprechi;
  • evitare programmi di lavaggio che prevedono temperature troppo elevate. Lavare a 90 gradi solo la biancheria veramente molto sporca;
  • su molti modelli di lavatrice c’è la possibilità di scegliere programmi “ECO” che permettono un risparmio anche del 30-40% di energia;
  • una pulizia regolare dell’elettrodomestico, infine, ci consentirà di adoperarlo sempre al meglio delle sue possibilità rinfrancando così il bilancio familiare.

In tempo di smart working, il conseguente aumento nel consumo di energia ha fatto crescere, e molto, le spese per le bollette, ecco allora alcuni consigli per risparmiare senza cambiare (troppo) le proprie abitudini.

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 29 settembre 2020

ANTITRUST: istruttoria su voucher contro Ryanair, Blue Panorama, Easyjet e Vueling

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Vittoria dei consumatori sui voucher: ora vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica.

Roma, 25 settembre 2020 – “Vittoria per i consumatori. Ottima notizia. Finalmente un po’ di giustizia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che l’Antitrust ha avviato quattro procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling per aver offerto solo il voucher e non anche il rimborso del biglietto.

“Avevamo subito denunciato che i voucher obbligatori erano illegali e contrari alla normativa europea, al  Reg. (CE) n. 261/2004. A maggior ragione, dopo la fine dell’emergenza Covid. Ma nonostante la procedura di infrazione contro l’Italia aperta dall’Europa, il richiamo di Art, Enac e Antitrust, nulla era cambiato” prosegue Dona.

“Ora vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica” conclude Dona.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato i quattro procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, dopo avvii analoghi nei confronti di Alitalia e Volotea dello scorso luglio.

Oggetto dei procedimenti è la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi. In particolare, adducendo come motivo della cancellazione l’emergenza per la pandemia, BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato, in possibile violazione dei diritti dei passeggeri previsti dal Reg. (CE) n. 261/2004. Inoltre, le compagnie aeree non hanno informato i consumatori sui diritti loro spettanti in caso di cancellazione.
A Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling viene anche contestato di aver predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti ad utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile.

TELEFONIA: Consiglio di Stato rinvia a Corte Ue sulle bollette a 28 giorni

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Un deciso passo indietro sulle bollette a 28 giorni. Cds rinvia alla Corte Europea sui poteri delle Authority di imporre la fatturazione mensile.

Roma, 24 settembre 2020 – “Rimettere il giudizio alla Corte di Giustizia Europea è un deciso passo indietro. Un ennesimo rinvio che contraddice precedenti pronunce” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il fatto che il Consiglio di Stato ha emesso oggi l’ordinanza sul ricorso promosso dalle principali compagnie telefoniche sul caso delle bollette a 28 giorni, rimettendo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione della sussistenza in capo alle autorità nazionali del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo contrattuale e di fatturazione.

“Al di là del fatto che, per fortuna, ora la cadenza mensile è stata fissata anche dal legislatore, e quindi è, almeno per il momento, intoccabile, è assurdo che si metta anche solo in dubbio la possibilità dell’Authority delle Comunicazioni di prevederla a tutela dei consumatori ed in nome della trasparenza informativa” conclude Dona.

Si legge nell’ordinanza di oggi che si sollevano i seguenti ulteriori quesiti pregiudiziali:

“c) se la corretta interpretazione ed applicazione del principio di proporzionalità,  (…) osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”;

“d) se la corretta interpretazione ed applicazione dei principi di non discriminazione e di parità di trattamento, (…)  osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”.

CODICE STRADA: no a durata del giallo a 3 secondi e altre modifiche pericolose

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Unc esprime apprezzamento per il rinvio in Commissione del testo del nuovo Codice della strada. Vanno ripensate norme che aumentino la sicurezza stradale.

Roma, 23 settembre 2020 – “Meno male che la Camera ha rinviato in commissione Trasporti il testo di modifica al Codice della strada! Speriamo che ora non si pensi a norme ideologiche ma solo a rafforzare la sicurezza stradale. Il test.o unificato va stracciato, dato che avrebbe prodotto un vero e proprio disastro, come la legalizzazione della durata del giallo pari ad appena 3 secondi, un tempo che sarebbe servito solo a provocare incidenti e a far fare cassa ai comuni con i semafori vampiri, visto che in realtà ci vorrebbero minimo 4 secondi per un incrocio sicuro, 5 nel caso sia presente un semavelox o il limite di velocità sia di 70 km/h e oltre” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione ricorda che il tempo di reazione per un conducente attento e pronto è di circa un secondo, durante il quale, se uno viaggia anche solo a 50 Km/h, percorre già 15 metri, portandosi quindi in prossimità del semaforo. Poi bisogna aggiungere lo spazio di frenatura, per un totale 28 metri. E’ evidente, quindi, che se il giallo durasse solo 3 secondi molti automobilisti sarebbero costretti a passare con il rosso, non avendo il tempo di fermarsi in condizioni di sufficiente sicurezza come prescrive l’art. 41, comma 10, del Cds.

“Vanno riviste anche le norme appena entrate in vigore con il blitz del Dl Semplificazioni, come la possibilità di autovelox fissi sulle strade urbane, introdotto senza la garanzia da noi chiesta di un vero e proprio controllo da parte del Prefetto, a cominciare dalla fissazione di un limite di velocità congruo per il tipo di strada” prosegue Dona.

“Invece di aumentare i vigili, si introducono nuove figure tipo gli ausiliari della sosta, ossia vigili di serie B privi delle giuste competenze per dare le multe che servono per sanzionare le infrazioni realmente pericolose. Per non parlare delle inutili norme ideologiche, come quella assurda di consentire ai ciclisti di guidare contromano” conclude Dona.

L’associazione ricorda che secondo il loro recente studio, che ha elaborato i dati Istat-Aci, le multe per il mancato rispetto della precedenza (art. 145 Cds), che produce il 13% degli incidenti totali, sono pari ad appena lo 0,18%,  quelle per il mancato rispetto della distanza di sicurezza (art. 149 cds), che determina il 9% degli incidenti, sono lo 0,07%, per i sorpassi pericolosi (art. 148 Cds) lo 0,17%, per l’uso del cellulare (art. 173 Cds) lo 0,8%, per l’uso del casco lo 0,32%.

A fare il pieno, invece, sono le multe che ora il nuovo testo del Cds intende rafforzare, ossia quelle per divieto di sosta (art. 157 e 158 Cds), pari al 17,64% (20,3% per i vigili), per le ztl (art. 7 Cds), pari al 50,48% (58,57% per i vigili), per un totale pari al 68,12% (78,87% per la polizia locale), consentendo di dare le multe non solo a imprecisati dipendenti comunali ma anche a società private che gestiscono la sosta di superficie regolamentata e/o dei parcheggi.