Archivio mensile:Marzo 2013

Stangata scuole materne e primarie: ecco le città e regioni più rincarate

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat dell’inflazione di settembre, stilando la classifica delle città o delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda le scuole materne ed elementari (la voce include la scuola dell’infanzia e l’istruzione primaria, pubblica e privata).

In testa alla classifica delle città più rincarate (tabella n. 1) c’è Macerata che registra un rialzo record rispetto a settembre 2019 del 13,2%. Al secondo posto Cosenza con un incremento del 10%, al terzo Belluno, +8,1% l’aumento annuo. Seguono Venezia al quarto posto, +6,2%, Ascoli Piceno (+6,1%), al sesto Bolzano (+6%), poi Cagliari  (+5,8%) e Trento (+4,8%).

Un dato presumiamo legato anche all’emergenza Covid e alla necessità di dover rispettare i vari protocolli in materia di distanziamento e sanificazione, ma che purtroppo finisce per gravare sulle famiglie già in difficoltà. Se a questo si aggiunge che in molti istituti è spuntata l’illegittima clausola Covid, ossia le famiglie, pena l’esclusione, hanno dovuto firmare un contratto nel quale si impegnano a pagare l’intero anno anche qualora la scuola dovesse chiudere per nuove emergenze sanitarie, il quadro è completo.

Nella parte bassa della classifica, la città più virtuosa è Lecco, dove c’è un ribasso del 2%, segue Ancona, -1,4% e al terzo posto Bergamo, -1,3%. Solo 4 città sono in deflazione (Sassari, -0,2%).

In media nazionale i prezzi della Scuola dell’infanzia ed istruzione primaria salgono dell’1,6%.

A livello regionale, la regione peggiore, tanto per cambiare, è il Trentino, +5,9% il rincaro dal settembre 2019, segue la Calabria, +5,3% e sul gradino più basso del podio le Marche, +4,8%.

Le regioni migliori, con una variazione nulla, Abruzzo e Basilicata.

 

Tabella n. 1: Classifica delle città più rincarate per la scuola dell’infanzia ed istruzione primaria – mese di settembre

N Città Inflazione annua di settembre
1       Macerata 13,2
2       Cosenza 10
3       Belluno 8,1
4       Venezia 6,2
5       Ascoli Piceno 6,1
6       Bolzano 6
7       Cagliari 5,8
8       Trento 4,8
9       Vicenza 4,5
10       Forlì-Cesena 4
11       Catanzaro 3,9
12       Rimini 3,8
13       Modena 3,6
14       Vercelli 3,4
15       Perugia 3,1
15       Avellino 3,1
17       Cuneo 2,9
18       Genova 2,8
19       Grosseto 2,5
20       Ravenna 2,4
20       Arezzo 2,4
22       Pavia 2,2
22       Verona 2,2
22       Treviso 2,2
22       Udine 2,2
26       La Spezia 1,8
27       Cremona 1,7
27       Ferrara 1,7
  ITALIA 1,6
29       Pordenone 1,6
30       Trapani 1,4
31       Torino 1,3
31       Rovigo 1,3
33       Varese 1,1
33       Siracusa 1,1
35       Roma 1
36       Brescia 0,9
36       Mantova 0,9
38       Padova 0,8
39       Lodi 0,7
39       Firenze 0,7
41       Bari 0,5
42       Bologna 0,4
43       Novara 0,3
43       Terni 0,3
45       Biella 0,2
45       Siena 0,2
47       Milano 0,1
48       Alessandria 0
48       Gorizia 0
48       Trieste 0
48       Parma 0
48       Reggio nell’Emilia 0
48       Lucca 0
48       Pistoia 0
48       Livorno 0
48       Viterbo 0
48       Pescara 0
48       Benevento 0
48       Napoli 0
48       Potenza 0
48       Reggio di Calabria 0
48       Palermo 0
48       Messina 0
48       Caltanissetta 0
48       Catania 0
66       Sassari -0,2
67       Bergamo -1,3
68       Ancona -1,4
69       Lecco -2

 

 

Tabella n. 2: Classifica delle regioni più rincarate per la scuola dell’infanzia ed istruzione primaria – mese di settembre

N Regione Inflazione annua di settembre
1     Trentino Alto Adige 5,9
2     Calabria 5,3
3     Marche 4,8
    Nord-est 3,2
4     Veneto 3,1
5     Emilia-Romagna 2,6
5     Sardegna 2,6
7     Liguria 2,5
8     Umbria 1,9
  Italia 1,6
9     Valle d’Aosta 1,6
    Centro 1,5
10     Piemonte 1,4
10     Friuli-Venezia Giulia 1,4
12     Lazio 1
    Isole 0,9
    Sud 0,8
13     Toscana 0,7
   Nord-ovest 0,6
14     Puglia 0,4
15     Campania 0,3
16     Lombardia 0,2
16     Sicilia 0,2
18     Abruzzo 0
18    Basilicata 0

Sicurezza digitale, importanti novità per l’Italia

L’Italia, nei giorni scorsi, ha compiuto un significativo passo avanti in tema di sicurezza digitale e tutela dei dati. Infatti, il 21 ottobre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il DPCM (decreto del presidente del Consiglio) che traccia i confini e i parametri di tutti quegli asset, ritenuti strategici dal Governo, che da ora rientreranno nel Perimetro di sicurezza cibernetica nazionale.

Il tema ci riguarda tutti

Il Governo ha schierato un sistema di difesa assolutamente all’avanguardia che potrà così tutelare la sicurezza e l’integrità dei nostri sistemi informatici: dalla sanità arrivando alle pensioni, tutto è stato ormai digitalizzato e un possibile attacco hacker ai nostri sistemi potrebbe voler dire la fuoriuscita di informazioni sensibili riguardanti centinaia di migliaia di cittadini.

Il Dpcm firmato dal Premier allarga, ben oltre gli standard europei, i parametri delle aziende poste sotto protezione nel Perimetro di sicurezza cibernetica nazionale, portando l’Italia, dopo anni di ritardi, avanti rispetto a molti altri paesi UE.

In caso di attacco informatico

Nel caso di un attacco hacker, quindi, l’azienda appartenente alle 150 sotto tutela (l’elenco è -e resterà- segreto), è tenuta a informare, entro massimo 6 ore, il Csirt (Computer securty incident Response team), il gruppo di esperti istituito presso il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS).

Se si tratta di un’intrusione ritenuta grave, il Nucleo per la sicurezza cibernetica, propone al presidente del Consiglio delle possibili risposte all’attacco subito e coordina inoltre il ripristino del servizio nel minor tempo possibile.

Il tetto massimo di 6 ore entro le quali va comunicato l’attacco hacker porta l’Italia ad avere standard ben più rigidi rispetto alla normativa europea, che fissa invece l’obbligo di notifica entro le 24 ore successive all’intrusione.
Inoltre, quelle aziende che, nel Perimetro, non comunichino per tempo l’intrusione rischiano multe fino a un milione e mezzo di euro.

Un importante passo avanti ?

Ogni giorno nel mondo gli attacchi informatici superano gli 11 milioni, questo vuol dire 186 tentativi d’intrusione al secondo.

Gli operatori inseriti nella lista del Perimetro di sicurezza cibernetica nazionale, verranno scelti da vari ministeri che andranno a selezionare i soggetti, pubblici e privati, ritenuti essenziali per lo Stato.

Secondo alcuni esperti per incentivare le aziende ad adattarsi ai nuovi standard potrebbero essere stanziati fino a 2 miliardi e mezzo di euro, che potranno essere reperiti anche con il Recovery Fund.

Questo denaro porterebbe il sistema Paese all’integrazione di asset tecnologici di cui al momento non disponiamo (costringendoci quindi a rivolgerci a paesi stranieri) come ad esempio, un servizio di cloud nazionale o un sistema antivirus interamente progettato e sviluppato da imprese italiane.

Non ci resta che attendere per vedere i risultati di questa iniziativa!

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 27 ottobre 2020

Premio Vincenzo Dona 2020: What’s next

Si è svolta in diretta streaming dagli studi televisivi di Sky TV, la quattordicesima edizione del nostro Premio Vincenzo Dona, appuntamento promosso dall’Unione Nazionale Consumatori per ricordare il fondatore nel 1955 della nostra organizzazione. 

Quest’anno la pandemia sta cambiando radicalmente il nostro modo di vivere e di lavorare e anche il nostro appuntamento è chiamato a cambiare stile: ci siamo salutati l’anno scorso nella splendida cornice del Teatro Argentina, ma non volevamo esser da meno. Considerata l’esigenza di trasmettere in streaming verso un pubblico non più in sala, ma forzatamente a distanza, abbiamo cercato di ripensare completamente l’evento trasformandolo in una “produzione televisiva” con la collaborazione di un partner leader nel broadcasting:  Sky Italia.

Dentix, scrivici per problemi con i finanziamenti delle cliniche dentali

problemi con Dentix

Ancora disagi per i consumatori che nei mesi scorsi avevano acceso un finanziamento per dei trattamenti nelle cliniche dentali Dentix chiuse dopo l’emergenza COVID-19. Molti pazienti, dunque, si sono ritrovati senza la possibilità di concludere le cure e con i finanziamenti attivi.

L’Unione Nazionale Consumatori sta seguendo diversi consumatori in difficoltà chiedendo la risoluzione del contratto di finanziamento ed il rimborso della quota parte di lavori non eseguiti da Dentix. Tutti coloro che hanno bisogno di assistenza in materia di finanziamento possono contattare i nostri esperti scrivendo una email alla casella dedicata (sos@consumatori.it) descrivendo la situazione dei pagamenti effettuati e lo stato di avanzamento delle cure.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 10 giugno 2020
Aggiornamento: 28 ottobre 2020

Chewing gum e calorie

La domanda dei consumatori: il chewing gum fa ingrassare ed è pericoloso se inghiottito?

 

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

Non ci sono problemi: anche chi segue una dieta o comunque vuole evitare di ingrassare può tranquillamente masticare chewing gum.

Infatti le gomme da masticare contengono quantità molto ridotte di zucchero e di conseguenza apportano ben poche calorie: circa 10-20 per ogni lastrina o confetto. Ci sono inoltre altre considerazioni da fare. Masticare una gomma riduce, entro certi limiti, il senso di fame, soprattutto di quella nervosa, anche perché il suo sapore dolce stimola fortemente i centri cerebrali preposti a riconoscere appunto tale gusto, traendoli in un certo senso in inganno e inviando segnali non troppo dissimili da quelli relativi alla ingestione di cibo.

Questo vale anche per le diffusissime varietà di gomme nelle quali lo zucchero è sostituito da dolcificanti ipocalorici, alcuni dei quali (lo xilitolo, ad esempio), oltre a ridurre ulteriormente l’apporto calorico della gomma (circa 4 calorie per unità), sembra provato esercitino effetti preventivi nei confronti della carie dentaria in quanto provocano sensibili riduzioni nel numero dei microrganismi presenti nel cavo orale. Infatti questi ultimi, che sono corresponsabili dell’avvio del processo carioso in quanto fermentano facilmente i carboidrati determinando la formazione di acidi che attaccano la superficie dei denti, utilizzano come substrato nutritivo proprio gli zuccheri e non riescono invece a fare la stessa cosa con i dolcificanti sostitutivi. In sostanza, mentre dolciumi e caramelle senza zucchero diminuiscono il rischio di carie in modo passivo, ossia solo sostituendosi ad uno spuntino più cariogeno, il consumo di gomme da masticare prive di zucchero sembra possa dare vantaggi più consistenti: infatti sia il già citato xilitolo che altri polialcoli hanno dimostrato di avere la capacità, se utilizzati invece dello zucchero in alimenti, in bevande e anche nelle gomme da masticare, di mantenere la mineralizzazione dei denti e quindi di ostacolare l’erosione dei denti stessi. È per questi motivi che le gomme da masticare contenenti xilitolo sono da considerare in un certo senso “alimenti funzionali”, come segnalato dalle indicazioni che vengono apposte sulle confezioni, relative appunto alle loro proprietà benefiche per la salute dentaria.

Va comunque anche ricordato che, dato che ogni volta che deglutiamo ingeriamo anche aria (circa 3-5 millilitri perfino quando la deglutizione riguarda la sola saliva), masticare a lungo e spesso chewing gum significa anche aumentare notevolmente le quantità di gas che sono già fisiologicamente presenti nell’apparato gastrointestinale. Il che può provocare sensazioni fastidiose e disturbi quali frequenti eruttazioni, flatulenza, eccessiva distensione addominale fino a dolore persistente ed anche qualche problema di iperacidità gastrica derivante da un aumento della secrezione acida legato alla pronunciata distensione delle pareti dello stomaco. Per quanto riguarda poi la ingestione accidentale di un chewing gum, neanche questo evento, che pure tanti timori istintivi suscita, deve preoccupare. Infatti le sostanze usate per la produzione della gomma da masticare derivano dalla gomma arabica, prodotto naturale e del tutto innocuo per l’apparato digerente. Tutto si risolve, insomma, con una sensazione sgradevole.

 

 


Vuoi saperne di più sull’alimentazione? Anche tu ti trovi davanti ai grandi dilemmi della tavola? Vuoi leggere tutti i luoghi comuni sul cibo? Li trovi nel libro di Marcello Ticca: Miraggi alimentari, 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo

 

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “nutrizionista”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

 

 

 

 

 

L’esperto risponde su… acquisto online

Ho fatto un ordine online. Oggi mi contatta il negozio dicendomi che purtroppo nell’ordine di un articolo il prezzo agganciato era di un altro articolo che costa 40 euro di meno, per cui vogliono restituirmi tutto l’importo dell’ordine a meno che io non voglia procedere con il prezzo giusto che è di 40 euro di più. Posso pretendere l’ordine così come l’ho effettuato?

Buongiorno, se il contratto è concluso e ha pagato il prezzo dell’articolo, l’errore sul prezzo esposto, (se non facilmente riconoscibile con l’ordinaria diligenza) non può essere opposto al consumatore ai fini dell’annullamento dell’ordine. Infatti, nelle offerte al pubblico il venditore online, deve rispettare il prezzo pubblicizzato e dunque, in caso di errore, dovrà accollarsi la perdita economica.

E’ però bene tenere a mente che la regola generale sui contratti è che entrambe le parti devono comportarsi secondo buona fede. Quindi, a fronte del dovere del venditore di spedire quanto richiesto, nei tempi concordati e al prezzo pattuito, sta quello dell’acquirente di non abusare di errori palesemente riconoscibili. 

Autore: Anna Antico
Data: 24 luglio 2019
Aggiornamento: 28 ottobre 2020

CosmesiAmo, quattro dirette social dedicate alla cosmesi

Per il quinto anno consecutivo i consumatori incontrano il mondo della cosmesi grazie a CosmesiAmo, l’evento di Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia dedicato alla bellezza, al benessere e alla cura di sé. Dopo aver girato l’Italia con le edizioni di Roma, Milano, Bari e Torino, quest’anno l’incontro si sposta sul web e si fa in quattro: tutti i giovedì di novembre, infatti il Presidente Massimiliano Dona ha raccontato in diretta social, attraverso la voce dei protagonisti, le diverse sfumature di un settore che sta affrontando le ripercussioni dell’emergenza sanitaria, continuando però a garantire prodotti e servizi indispensabili per l’igiene e la cura di sé.

Le dirette di CosmesiAmo sono ancora disponibili sulla pagina Facebook UNConsumatori e sulla pagina Facebook CosmeticaItaliaAssociazione.

Primo appuntamento giovedì 5 novembre con un’intervista ad Antonio Stocchi (acconciatore e presidente Camera Italiana dell’Acconciatura) e Fabio Berchi (imprenditore e presidente del Gruppo Cosmetici per l’Estetica di Cosmetica Italia) per provare a capire le sfide dei saloni professionali all’indomani del nuovo Dpcm, le richieste degli italiani rispetto ai servizi di acconciatura ed estetica prima e dopo il lockdown, le preoccupazioni e le speranze per il futuro. Guarda il video della diretta

Il secondo appuntamento è stato giovedì 12 novembre con La Forza e il Sorriso onlus l’associazione che si occupa di aiutare le donne in trattamento oncologico attraverso la cosmesi. Hanno partecipato alla diretta, moderata da Benedetta Boni (Responsabile comunicazione di Cosmetica Italia): Anna Segatti – Presidente La forza e il sorriso Onlus, Giacomina Moro – Dirigente Medico Breast Unit ASST Santi Paolo e Carlo – Milano, Vera Mariani – Psicologa e psicoterapeuta ed Elisa Bonandini – Beauty & Style Coach. Guarda il video della diretta.

Il rapporto tra scienza e cosmetica è stato protagonista della terza diretta: tra gli ospiti  Stefano Manfredini – Docente universitario e Direttore del Master di II livello in Scienza e Tecnologia Cosmetiche dell’Università degli Studi di Ferrara, Beatrice Mautino – Divulgatrice scientifica e autrice del blog “La ceretta di Occam”, Benedetta Suardi – Comitato tecnico Cosmetica Italia. Guarda il video della diretta di giovedì 19 novembre.

Infine, ultimo spazio, giovedì 26 novembre con un’intervista al dermatologo Antonino Di Pietro con preziosi consigli per la cura della pelle durante la stagione invernale, ma anche con riferimento a questo periodo particolare in cui la mascherina è diventata accessorio irrinunciabile a strettissimo contatto con il viso. Guarda il video della diretta di giovedì 26 novembre.

Autore: Simona Volpe
Data: 27 ottobre 2020
Aggiornamento: 26 novembre 2020

ANTITRUST: vittoria sul product placement del video di Rovazzi

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Antitrust ha chiuso con accettazione di impegni il procedimento sul videoclip “Senza pensieri” costringendo il cantante ad esplicitare l’inserimento di marchi a fini promozionali. 

Roma, 27 ottobre 2020 – Vittoria dell’Unione Nazionale Consumatori per il videoclip “Senza pensieri” del cantante Fabio Rovazzi.

L’Antitrust ha comunicato la chiusura del procedimento con accettazione di impegni, costringendo il cantante (che ha anche scritto, diretto e montato la clip musicale) non solo a modificare le informazioni sulla pubblicità contenuta nel video, ma anche a farsi carico, d’ora in poi, per le future produzioni artistiche, di rendere palese l’inserimento di marchi a fini promozionali, pena, in caso di inottemperanza, la sanzione pecuniaria da 10 mila a 5 mln di euro.

“Una vittoria importante. Grazie alla nostra segnalazione si chiude l’ennesimo procedimento sul fenomeno degli influencer e della pubblicità occulta scoperchiato dalla nostra associazione, che in questo caso si estende per la prima volta ai video musicali” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Siamo contenti -prosegue l’avvocato Dona- che il cantante Rovazzi si reputi soddisfatto per il risultato visto che d’ora in poi sarà obbligato ad assicurare una maggiore trasparenza verso tutti i suoi fan; resta da capire perché abbia dichiarato di volersi ‘togliere un sassolino dalla scarpa’ polemizzando con noi! L’artista ha dichiarato che le nostre accuse erano pretestuose e infondate, ma se il nostro esposto fosse stato infondato l’Antitrust lo avrebbe archiviato e non avrebbe costretto Rovazzi, come invece ha fatto, a modificare la sua condotta (punto sul quale, peraltro, era intervenuto anche l’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria IAP su nostra sollecitazione)”.

Come attesta l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato nelle sue valutazioni conclusive, nel video era inserito a fini promozionali il brand del colosso dell’elettronica LG, una presenza di un partner commerciale “non esplicitata in modo adeguato“. Rovazzi aveva collocato meri ringraziamenti in sezioni esterne al video, di consultazione solo eventuale. Ma ciò, secondo l’Antitrust, non può bastare ad informare correttamente i suoi fan.

In conclusione della lunga istruttoria, l’Autorità, visto l’impegno del cantante ad aggiungere al video “Senza pensieri” opportuni richiami alle finalità pubblicitarie e anche grazie all’impegno a rendere palese l’inserimento di marchi a fini promozionali anche nei futuri videoclip, ha stabilito che gli impegni assunti dai professionisti sono “idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale” e, quindi, ha chiuso il procedimento senza accertare l’infrazione.

“C’è da augurarsi -conclude il presidente Dona- che questa vicenda serva a rendere l’industria musicale (e quella degli influencer) maggiormente consapevoli dell’importanza del ruolo che i personaggi più amati dal pubblico hanno nel rendere chiare e trasparenti le sponsorizzazioni che devono essere presentate ai fan con adeguati strumenti informativi, senza che ciò leda in alcun modo il valore artistico o la fruibilità di questi contenuti”.

ANTITRUST: voucher, Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama ora rimborsano

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ma non basta. Ora le condanne e via i voucher senza se e senza ma.

Roma, 23 ottobre 2020 – “Bene, ottima notizia ma non basta” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che l’Antitrust non ha preso misure cautelari contro Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama, dato che ora offrono il rimborso dei biglietti in caso di cancellazione dei voli.

“Da un lato, infatti, attendiamo le sanzioni pecuniarie nei procedimenti principali. Dall’altro, serve il superamento della politica dei voucher, senza se e senza ma, anche in caso sia veritiera la cancellazione del volo per la causale della pandemia” prosegue Dona.

“I voucher obbligatori, anche se legati al Covid, sono illegali e contrari alla normativa europea, al  Reg. (CE) n. 261/2004, non a caso l’Europa ha già aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Vanno, quindi, cancellati definitivamente” conclude Dona.

L’Antitrust ha deciso di non adottare alcuna misura cautelare a conclusione di quattro sub-procedimenti nei confronti di Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama, mentre nel frattempo proseguono i procedimenti principali per accertare eventuali pratiche commerciali scorrette.

I sub-procedimenti erano stati avviati a fine settembre per sospendere la vendita di biglietti per voli poi cancellati unilateralmente, offrendo in cambio ai consumatori soltanto i voucher. La cancellazione era motivata con la diffusione del contagio da Covid-19, sebbene i servizi si riferissero a un periodo e a destinazioni senza i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi.

A seguito dell’intervento dell’Autorità, le compagnie hanno limitato l’utilizzo della causale per la pandemia Covid ai soli casi in cui non è stato oggettivamente possibile operare il volo a causa di restrizioni ai trasferimenti di persone.

Inoltre, i vettori hanno previsto la possibilità di richiedere il rimborso pecuniario con tempi certi e attraverso procedure automatizzate. L’eventuale scelta di richiedere il voucher è lasciata solo al consumatore. Vueling, EasyJet, Blue Panorama e Ryanair hanno anche rafforzato le misure di assistenza ai consumatori predisponendo strumenti di contatto gratuiti e attraverso un significativo incremento degli addetti ai call center.

Banche e assicurazioni: la classifica delle città e regioni più rincarate

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat dell’inflazione di settembre resi noti venerdì, stilando la classifica delle città o delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda le banche (servizi finanziari) e le assicurazioni, che comprende l’RC auto, i servizi assicurativi per la salute e l’abitazione.

In testa alle classifica delle banche più rincarate (tabella n. 1) c’è il Friuli Venezia Giulia (il dato si riferisce sia alla regione che a tutte le province del Friuli), che registra un rialzo record rispetto a settembre 2019 del 13,8%.

Al secondo posto il Piemonte (con tutte le sue province) con un incremento dell’8,7%, al terzo le Marche (con Ancona, Macerata e Ascoli), +7,3% l’aumento annuo. Seguono l’Umbria (+5,5%) e al quinto posto la Lombardia (+4,7%).

Un dato già grave, considerato che si tratta di una spesa obbligata, ma che diventa ancor più insopportabile se si pensa che a settembre l’Italia, per via dell’emergenza Covid, era in deflazione, con un ribasso generale dei prezzi dello 0,6%. Ma evidentemente per le banche l’Italia e gli italiani non sono in crisi. Eppure alcune regioni sono state virtuose, il che dimostra che gli aumenti non erano giustificati.

Nella parte bassa della classifica, infatti, la regione più virtuosa è la Sardegna e le sue province Cagliari e Sassari, che segnano un rincaro annuo solo dello 0,2%. Segue la Liguria (con Genova e La Spezia), +1,2% e al terzo posto il Trentino (con Bolzano e Trento), +2,1%.

In media nazionale i servizi finanziari salgono del 4,5%.

Per quanto riguarda le assicurazioni (tabella n. 2), in testa alle città più rincarate Lucca, al 1° posto con +7,6%, al 2° posto Perugia, +5,3%,  al 3° Cuneo, +5,2%, al 4° Torino, +4,7%.

Dall’altra parte della classifica, i risparmi maggiori per Belluno, -11%, Pordenone (-7,4%) e al terzo posto Roma, -4,9% il ribasso annuo.

Incredibili le disparità sul territorio, dal +7,6% di Lucca al -11% di Belluno sono 18,6 punti percentuali. Va considerato che, almeno per l’rc auto, i prezzi avrebbero dovuto precipitare per via del lockdown. Invece, in media nazionale i servizi assicurativi nel loro insieme scendono solo dello 0,4%. Se si considera che gli italiani sono rimasti fermi per ben 69 giorni, dal 10 marzo al 17 maggio compresi, ossia fino a quando non si sono consentiti gli spostamenti liberi in regione, allora l’importo dell’rc auto sarebbe dovuto calare su base annua del 18,9%, contro il -5,4% segnalato dall’Ivass nell’ultimo bollettino. D’altronde che i prezzi potevano scendere ce lo dicono le regioni più virtuose, come il Lazio, -4,5%.

A livello regionale (tabella n. 3), la regione peggiore è l’Umbria, +5,1% il rincaro dal settembre 2019, segue il Piemonte, +3,2% e al terzo al Calabria, +1,6%. Le regioni migliori, in deflazione, sono il Lazio, -4,5%, il Friuli, -3,5% e la Valle d’Aosta, -3,4%.

 

Tabella n. 1: Classifica delle regioni più rincarate per i servizi bancari– mese di settembre

N Regione Inflazione annua di settembre
1     Friuli-Venezia Giulia 13,8
2     Piemonte 8,7
3     Marche 7,3
4     Umbria 5,5
5     Lombardia 4,7
  ITALIA 4,5
6     Lazio 4,5
6     Puglia 4,5
8     Valle d’Aosta 3,7
8     Veneto 3,7
8     Sicilia 3,7
11     Campania 3,6
12     Emilia-Romagna 3,3
13     Calabria 2,9
14     Abruzzo 2,8
14     Basilicata 2,8
16     Toscana 2,3
17     Trentino Alto Adige 2,1
18     Liguria 1,2
19     Sardegna 0,2

 

 

Tabella n. 2: Classifica delle città più rincarate per i servizi assicurativi– mese di settembre

N Città/Regioni Inflazione annua di settembre
1       Lucca 7,6
2      Perugia 5,3
3       Cuneo 5,2
4       Torino 4,7
5       Terni 4,5
6       Ravenna 4,4
6       Forlì-Cesena 4,4
8       Lodi 4
9       Cosenza 3,8
10       Palermo 3,2
11       Biella 3
12       Ascoli Piceno 2,9
12       Catania 2,9
14       Verona 2,8
14       Venezia 2,8
16       Grosseto 2,7
17       Bolzano / Bozen 2,2
18       Genova 1,6
19       Pavia 1,2
19       Bologna 1,2
21       Cremona 1,1
22       Pescara 0,8
22       Potenza 0,8
22       Reggio di Calabria 0,8
25       Viterbo 0,5
26       Rovigo 0,1
26       Ancona 0,1
26       Caltanissetta 0,1
29       Alessandria 0
29       Brescia 0
29       Reggio nell’Emilia 0
29       Siena 0
29       Benevento 0
29       Napoli 0
29       Bari 0
36       La Spezia -0,1
36       Parma -0,1
36       Pistoia -0,1
39       Mantova -0,3
39       Trento -0,3
39       Trieste -0,3
42 ITALIA -0,4
43       Trapani -0,5
44       Macerata -0,6
45       Varese -0,7
46       Vicenza -0,8
46       Arezzo -0,8
46       Sassari -0,8
49       Modena -0,9
50       Treviso -1
50       Messina -1
50       Siracusa -1
53       Cagliari -1,1
54       Vercelli -1,2
55       Rimini -1,3
56       Catanzaro -1,6
57       Avellino -1,7
58       Bergamo -1,9
59       Milano -2,2
59       Lecco -2,2
61       Livorno -2,3
62       Udine -2,4
63       Novara -3
63       Firenze -3
65       Padova -3,2
66       Aosta -3,4
67       Ferrara -3,7
68       Gorizia -3,8
69       Roma -4,9
70       Pordenone -7,4
71       Belluno -11

 

 

Tabella n. 3: Classifica delle regioni più rincarate per i servizi assicurativi– mese di settembre

N Regioni Inflazione annua di settembre
1     Umbria 5,1
2     Piemonte 3,2
3     Calabria 1,6
4     Sicilia 1,5
5     Liguria 1,2
6     Trentino Alto Adige 1
    Isole 0,9
7     Basilicata 0,8
8     Marche 0,4
9     Emilia-Romagna 0,3
    Nord-ovest 0,1
10     Toscana 0
    Sud -0,2
11     Campania -0,2
12     Veneto -0,3
  ITALIA -0,4
    Nord-est -0,4
13     Puglia -0,7
14     Lombardia -1
15     Sardegna -1,2
    Centro -1,6
16     Abruzzo -1,8
17     Valle d’Aosta -3,4
18     Friuli-Venezia Giulia -3,5
19     Lazio -4,5

Autore: Mauro Antonelli
Data: 21 ottobre 2020