Archivio mensile:Marzo 2013

ANTITRUST: sanzione di 10 milioni a Apple per iPhone resistente all’acqua

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ingannevole il messaggio che alcuni iPhone sono impermeabili all’acqua e la garanzia doveva coprire i danni provocati da liquidi.

Roma, 30 novembre 2020 –  “Bene, ottima notizia! Non si può ingannare il consumatore, illudendolo circa le caratteristiche del prodotto, mostrando il dispositivo immerso nell’acqua come se fosse resistente e impermeabile e poi neanche applicare la garanzia per i danni provocati da liquidi. Una doppia beffa che ha portato giustamente l’Antitrust ad una doppia sanzione, la massima possibile” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la sanzione da 10 milioni di euro comminata dall’Antitrust alla Apple per due distinte pratiche commerciali scorrette. Sotto accusa i messaggi promozionali sulla capacità di resistenza all’acqua di diversi modelli di Iphone.

“Purtroppo, per una tale colosso, sarebbe stato utile superare il tetto di 5 milioni di euro per pratica scorretta. Da anni chiediamo di togliere il tetto alle multe di tutte le Authority e di prevedere che le sanzioni siano sempre, per legge, superiori all’illecito guadagno, altrimenti non potranno avere un reale effetto deterrente” conclude Dona.

A finire nel mirino dell’Antitrust, la diffusione di messaggi promozionali di diversi modelli di iPhone (iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 pro Max) in cui veniva esaltata la caratteristica di risultare resistenti all’acqua per una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro a seconda dei modelli e fino a 30 minuti.

Secondo l’Autorità, però, nei messaggi non si chiariva che questa proprietà è riscontrabile solo in presenza di specifiche condizioni, per esempio durante specifici e controllati test di laboratorio con utilizzo di acqua statica e pura, e non nelle normali condizioni d’uso dei dispositivi da parte dei consumatori.

Inoltre, è stata ritenuta idonea a ingannare i consumatori l’indicazione “La garanzia non copre i danni provocati da liquidi”, visti gli enfatici vanti pubblicitari di resistenza all’acqua.

Infine, l’Antitrust ha ritenuto una pratica commerciale aggressiva il rifiuto da parte di Apple, nella fase post-vendita, di prestare assistenza in garanzia quando quei modelli di iPhone risultavano danneggiati a causa dell’introduzione di acqua o di altri liquidi, ostacolando in tal modo l’esercizio dei diritti ad essi riconosciuti dalla legge in materia di garanzia ossia dal Codice del Consumo.

Black Friday: come evitare un “bidone”

Con la pandemia Covid-19 che sta cospargendo di zone rosse sempre più regioni d’Italia, quello in programma venerdì 27 novembre sarà inevitabilmente un Black Friday soprattutto all’insegna dello shopping online. Nelle settimane degli sconti, che in alcuni casi sono partiti già dallo scorso 20 novembre per poi concludersi il 4 dicembre, è l’e-commerce a farla da padrone rispetto ai negozi fisici. Considerato che ormai l’ultimo week-end di novembre dedicato agli sconti è diventato una tradizione anche per i consumatori italiani in cerca dell’affare, saranno in tanti a provare a sfruttare questa ampia finestra di prezzi convenienti per acquistare comodamente da casa i primi regali di Natale, oppure comprare piccoli e grandi elettrodomestici risparmiando. Approfittarne in alcuni casi può risultare molto conveniente, ma è fondamentale farlo con senso critico, senza farsi attrarre più dallo sconto che da quello che si sta acquistando!

LE TRUFFE DEL MOMENTO

Tra le fregature più in voga negli ultimi tempi c’è l’utilizzo degli hashtag sui social media. Dietro post contenenti parole chiave particolarmente diffuse come #giveaway, #blackfriday e #sconti potrebbero infatti celarsi dei truffatori. È bene quindi prestare la massima attenzione quando si seguono su Facebook, Instagram, Twitter e sugli altri social network i trend del momento. E pensarci su due volte prima di cliccare post in cui magari si è stati taggati: potrebbero contenere dei link malevoli. È inoltre importante prestare la massima attenzione anche ai messaggi che circolano su WhatsApp. Anche i gruppi delle chat considerati abitualmente sicuri, perché frequentati da amici, conoscenti o colleghi, possono infatti essere facilmente “infiltrati” da malintenzionati e infettati con l’invio di link che, con pochi click, possono indurre ad esempio ad acquisti inconsapevoli o rendere accessibili informazioni sensibili come i dati della propria carta di credito. Soprattutto in queste settimane di acquisti frenetici, ci sono almeno altri tre consigli utili da seguire: eliminare tutti i messaggi promozionali considerati sospetti o che provengono da account che non si conoscono, respingendo così al mittente i tentativi di phishing o altre frodi informatiche; scegliere una password diversa ogni volta che si cambia sito di acquisti; non connettersi mai a un wi-fi pubblico se si sta per fare un acquisto sul web.

Ecco in sintesi i dieci consigli per lo shopping online in sicurezza, validi per tutte le stagioni, ma ancor di più in questo periodo… e per dormire sogni tranquilli approfittando delle promozioni senza incorrere in fregature, è disponibile online la nostra guida e-commerce con tanti preziosi consigli prima-durante e dopo l’acquisto online.

SCARICA QUI LA GUIDA
E-COMMERCE: GUIDA PRATICA AGLI ACQUISTI ONLINE”

DIECI CONSIGLI PER ACQUISTI ON-LINE IN SICUREZZA

  1. acquistate solo su siti protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo;
  2. confrontate le varie offerte prima di procedere all’acquisto, cercando anche online maggiori dettagli sulla reputazione del venditore;
  3. non fatevi prendere dalla fretta o dall’ansia; molti siti giocano su una comunicazione emotiva (timer che scadono, avvisi che indicano che l’articolo è in esaurimento, etc.) ma è il caso di ignorarla;
  4. diffidate dalle offerte estremamente vantaggiose (potrebbero essere siti che “giocano” con l’iva o che mettono in vendita merce di incerta provenienza);
  5. non fatevi attrarre dallo sconto, ma chiedetevi sempre se state acquistando quello di cui realmente avete bisogno;
  6. controllate il prezzo finale comprensivo di spese di spedizione e altri costi aggiuntivi;
  7. controllate la data di consegna per scongiurare il rischio che il vostro acquisto non arrivi per tempo, se si tratta di un regalo o venga consegnato in un periodo in cui siete in vacanza;
  8. stampate sempre una copia dell’ordine e della pagina contenente l’offerta per conservarla in vista di future contestazioni;
  9. scegliete pagamenti con carta di credito prepagate o paypal (meglio evitare il bonifico) e non comunicate mai i riferimenti o altri dati personali via email (a riguardo leggi anche “Pagamenti on-line, quale scegliere?“)
  10. ricordate che comprando on-line vale il diritto di recesso (da esercitare qualora abbiate cambiato idea comunicandolo entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto).

GUARDA IL VIDEO DI MASSIMILIANO DONA “5 CONSIGLI PER IL BLACK FRIDAY”

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? CHIAMACI ALLO SPORTELLO E-COMMERCE

Autore: Simona Volpe
Data: 11 novembre 2020
Aggiornamento: 30 novembre 2020

Pagamenti digitali, come evitare le truffe

Gli strumenti innovativi di pagamento e l’accesso ai servizi bancari attraverso i più svariati sistemi digitali rappresentano un’opportunità per i consumatori sia in termini di comodità che di accessibilità. Il periodo storico che stiamo vivendo con la pandemia che sta cambiando molte delle nostre abitudini ha sicuramente velocizzato alcuni processi di digitalizzazione anche nei pagamenti, il che rende ancora più urgente garantire, da una parte standard di sicurezza elevati, dall’altra maggiore empowerment  dei consumatori in modo che si interfacciano ai pagamenti digitali e ai servizi bancari con la giusta dose di consapevolezza.

L’Unione Nazionale Consumatori da sempre è impegnata per fornire ai consumatori gli strumenti adatti per vivere serenamente il rapporto con la banca; nell’ambito di Noi&UniCredit, il programma di parnership fra UniCredit e 14 Associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale a cui UNC collabora attivamente dal 2005,  già nei mesi scorsi abbiamo prodotto una guida ai pagamenti digitali in sicurezza con l’obiettivo di dare ai consumatori un quadro completo delle opportunità e i rischi dei nuovi sistemi di pagamento e di accesso ai servizi bancari.

Nell’ultime pagina della guida, dopo gli approfondimenti sui servizi bancari, l’e-commerce, le truffe e l’opinione degli esperti, risultano molto utili le 10 regole per tutelare il proprio conto bancario: dall’importanza di monitorare i pagamenti consultando il conto corrente online all’attivazione delle notifiche delle operazioni effettuate, ma anche accorgimenti per consultare in  sicurezza il proprio conto online, sono alcuni dei consigli del vademecum.

Ma non solo!  Sono disponibili  sul canale Youtube Unione Nazionale Consumatori e sulla nostra pagina Facebook UNConsumatori anche quattro video dedicati a : E-banking,  Mobile Payment, Truffe informatiche Sicurezza in rete.

Guarda la playlist dedicata ai pagamenti digitali in sicurezza.

Autore: Simona Volpe
Data: 30 novembre 2020

Disinfettanti, igienizzanti, detergenti: cosa c’è da sapere?

Uno strumento fondamentale per impedire la diffusione delle malattie infettive in generale, incluso quindi Covid- 19, è rappresentato dal mantenimento ottimale delle condizioni igieniche degli ambienti e della persona. Occorre quindi che gli ambienti in cui si vive siano puliti in modo adeguato e che ci siano sufficienti ricambi di aria.

 Leggi a riguardo l’articolo: Coronavirus, come sanificare dentro e fuori casa.

Un aiuto fondamentale per mantenere buone condizioni igieniche, può arrivare dall’uso di prodotti disinfettanti o di detergenti (anche identificati come igienizzanti, i due termini sono sinonimi) e di disinfettanti o igienizzanti (questi ultimi sono cosmetici) per uso personale. Cerchiamo di fare chiarezza con questo approfondimento realizzato con l’Istituto Superiore di sanità, nell’ambito del progetto #InformarePerProteggere.

Detergere, sanificare, disinfettare.

I disinfettanti, prodotti valutati e autorizzati prima di metterli a disposizione sul mercato, hanno l’efficacia  dimostrata di eliminare la gran parte dei microrganismi presenti, quali virus, batteri e funghi, ma non lo fanno in modo selettivo.

In pratica eliminano sia i microrganismi potenzialmente patogeni, che fortunatamente sono una minoranza, sia quelli saprofiti che invece sono utili. Inoltre, i microrganismi che presentano “resistenze” possono sopravvivere, come anche le spore.

Gli igienizzanti , a parità di composizione quali-quantitativa (vale a dire con gli stessi componenti e stesse concentrazioni di quelli dei disinfettanti), possono essere ugualmente efficaci anche se  non è stata dimostrata la loro efficacia prima di renderli disponibili all’utilizzatore. Per questo motivo non possono vantare in etichetta l’efficacia contro batteri, lieviti e virus.

L’utilizzazione dei disinfettanti autorizzati come biocidi o presidi medico-chirurgici- PMC, deve essere quindi fatta con cautela, tenendo presente le possibili controindicazioni.

La sanificazione è un processo che comprende le fasi della pulizia e/o della disinfezione. La pulizia (o detergenza) consiste nella rimozione di “materiali” indesiderati sia mediante una azione fisica, sia mediante l’impiego di detergenti. I prodotti che si usano per la pulizia sono di libera vendita e non richiedono una autorizzazione ministeriale.

Con la disinfezione si riduce la carica microbica (cioè si distruggono e/o si inattivano gli agenti patogeni quali virus, batteri, funghi). A tale scopo per avere la certezza di disinfettare, si devono impiegare prodotti che siano stati registrati dal Ministero della Salute come biocidi o PMC. Come complemento alla pulizia, ma solo da parte di personale specializzato, si possono adoperare cloro attivo, ozono e acqua ossigenata vaporizzata. Come agente fisico è possibile impiegare la luce ultravioletta.

La scelta dei prodotti.

Quando si vuole acquistare un prodotto “disinfettante”  occorre per prima cosa verificare se in etichetta sia indicata o meno l’autorizzazione del Ministero della Salute.

Il Ministero autorizza la commercializzazione soltanto di quei prodotti che contengono ingredienti (principi attivi) che sono inseriti (autorizzati) in liste “positive” predisposte dall’Unione Europea. Tale inserimento avviene a seguito della verifica delle caratteristiche chimico fisiche, di sicurezza e di efficacia di ogni singolo principio attivo.

Le aziende interessate alla produzione di disinfettanti possono quindi allestire delle “formulazioni” per i singoli prodotti, basate su tali principi attivi

Una volta messo a punto il formulato (prodotto), le stesse aziende debbono verificare con esami di laboratorio ed, eventualmente, con prove “di campo” la reale efficacia del disinfettante.

I risultati ottenuti sono fondamentali per poter richiedere al Ministero l’autorizzazione alla commercializzazione come disinfettante. La procedura prevede infatti che l’azienda interessata faccia domanda di autorizzazione al Ministero della Salute allegando il “dossier” con tutti gli studi.

Tale dossier deve pervenire anche all’Istituto Superiore di Sanità che lo valuta ed esprime un parere. Se il parere è favorevole il Ministero può concedere l’autorizzazione.

Sulla base delle informazioni ottenute attraverso gli esami di laboratorio effettuati, si allestiscono le etichette, dove sono indicate con precisione le modalità di impiego, il campo di applicazione, gli organismi bersaglio (es. batteri, virus) e le indicazioni che ne descrivono l’eventuale pericolosità e quindi le precauzioni per l’uso.

Alcuni consigli

Ecco alcune regole da seguire per un impiego efficace e sicuro dei prodotti disinfettanti/biocidi o igienizzanti per la cute e detergenti per le superfici

  • verificare, qualora si intenda acquistare un disinfettante, che nell’etichetta del prodotto sia riportata l’autorizzazione del Ministero della Salute (deve essere riportato il numero di registrazione)
  • negli acquisti “on line” dei disinfettanti verificare prima dell’ordine che si tratti di un prodotto autorizzato con relativo numero. In caso di dubbio astenersi dall’acquisto. Se viene recapitato un prodotto illegale (es. prodotto che riporta la dicitura di disinfettante o vanta azione battericida, virucida etc. senza numero di registrazione o di autorizzazione) inviare una comunicazione alle competenti Autorità di controllo (ASL, Dipartimenti di Prevenzione, NAS, GdF);
  • anche se gli ingredienti dei prodotti disinfettanti possono essere relativamente facili da reperire e sono disponibili ricette per preparare tali prodotti, è sconsigliabile il “fai da te” per evitare il rischio di andare incontro a esposizione a prodotti pericolosi e incidenti per la persona e l’ambiente;
  • seguire scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta.

Per saperne di più scarica:

Vademecum sui disinfettanti.

Disinfettanti, Igienizzanti, Detergenti: usali in sicurezza.

Definizioni utili:

  • Disinfettanti sostanze chimiche capaci di eliminare batteri, funghi, o virus, usate per la disinfezione di oggetti, per il trattamento delle acque, per la disinfezione della cute dell’uomo o per applicazioni in ambito veterinario. Tutti i prodotti che rivendicano un’azione disinfettante sono autorizzati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) o biocidi dal Ministero della Salute, previa valutazione della loro efficacia e sicurezza da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. 
  • Igienizzanti prodotti che servono a pulire una superficie o un oggetto o la cute, eliminando sostanze nocive (sporco) ed in parte anche i microorganismi presenti. Gli igienizzanti per cute rientrano nei prodotti immessi sul mercato come cosmetici.
  • Detergenti prodotti composti da sostanze chimiche in grado di togliere depositi indesiderati (sporco) da una superficie (vestito, stoviglia ecc.). Mediante la sola azione meccanica, possono rimuovere parte dei microrganismi presenti sulla superficie trattata. 
  • Cosmetici sono prodotti da applicare alle superfici esterne del corpo umano quali pelle, capelli unghie, bocca, labbra, denti, per pulire, profumare, migliorare l’aspetto, proteggere e mantenere in buono stato, correggere gli odori corporei.

GUARDA IL VIDEO “COME SCEGLIERE I PRODOTTI DISINFETTANTI GIUSTI?”

Articolo realizzato nell’ambito del progetto #informareperproteggere di Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità. 

Autore: Agostino Macrì in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità
Data: 26 novembre 2020

La classifica delle città con gli alberghi meno rincarati

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati dell’inflazione di ottobre resi noti questa settimana dall’Istat, stilando la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i maggiori ribassi annui per quanto riguarda i servizi di alloggio.

Prosegue ininterrotto il crollo delle tariffe alberghiere. Dopo la caduta dei prezzi di agosto e settembre, precipitano anche all’inizio dell’autunno i servizi di alloggio. Ad andare male sono ancora le città d’arte come Venezia e Firenze, rispettivamente al 2° e 3° posto e alcune città note per i loro eventi fieristici, convegni e convention, come Bologna, in 4° posizione, e Milano, in quinta.

Al primo posto della classifica nazionale Ascoli Piceno, con una frenata dei prezzi, rispetto ad ottobre 2019, del 23,1%. Segue Venezia, con una flessione su base annua del 21,3%, mentre sul gradino più basso del podio Firenze, con una riduzione delle tariffe dei servizi di alloggio del 17%. Al 4° posto Bologna, -16,5%, al 5° Milano, -15,2%. Seguono, distanziate, La Spezia con -10,8% e, al settimo posto, Roma, con -10,2%, ultima città a registrare un calo a due cifre.

In media nazionale, a ottobre i prezzi degli alberghi scendono su base annua del 3,8%.

Non si arresta la deflazione record per gli alberghi. Dopo la discesa delle tariffe durata tutta l’estate, per via del minore afflusso di turisti, anche in autunno, nonostante in ottobre non fossero ancora scattate le misure restrittive del Dpcm del 3 novembre, i servizi alberghieri registrano, nelle principali città italiane, un crollo a due cifre. Il bonus vacanze ha ormai esaurito la sua funzione. Senza fiducia nel futuro, nessun consumatori farà ulteriori richieste. Sarebbe bene, quindi, pensare ad altro.

Dall’altra parte della classifica, i rialzi annui più alti per Pescara (+18,2%) Trapani (+15,5%) e, in netta controtendenza con tutte le altre grandi città italiane, Genova, che, per via del Salone Nautico e del suo spostamento di data da settembre a ottobre, segna un +15,4%.

Insomma, Genova dimostra, se ce ne fosse bisogno, che, essendo i prezzi degli alberghi collegati alla domanda di camere, se gli eventi ripartono ed il pubblico ritorna, i prezzi risalgono e la crisi finisce. Tra Genova e Milano c’è una differenza di oltre 30 punti percentuali, 30,6 per la precisione. Una voragine! 

A livello regionale, la regione più in deflazione è il Lazio, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 9,4%, poi la Toscana (-7,6%) e al terzo posto la Lombardia (-6,5%).

Alzano i prezzi, invece, in Liguria, con un rincaro record del 9,5%, sempre per via del Salone Nautico, al 2° posto la Calabria con +9,2% e al 3° il Trentino, +2,5%.

Di seguito le tabelle con le classifiche delle città (tabella n. 1) e delle regioni (tabella n. 2) più in deflazione per i servizi di alloggio.

Tabella n. 1: Classifica delle città più in deflazione per i servizi di alloggio – mese di ottobre (in ordine crescente per inflazione)

N Città Inflazione annua di ottobre
1       Ascoli Piceno -23,1
2       Venezia -21,3
3       Firenze -17
4       Bologna -16,5
5       Milano -15,2
6       La Spezia -10,8
7       Roma -10,2
8       Modena -9,6
9       Siena -8,7
10       Ferrara -8,3
11       Palermo -7,7
12       Pistoia -6
13       Siracusa -5,9
14       Verona -5,7
15       Napoli -5
16       Bari -4,5
17       Belluno -4,4
18       Padova -4
18       Ravenna -4
18     Marche -4
  ITALIA -3,8
21       Catania -3,5
22       Lodi -3,3
22       Pordenone -3,3
24       Varese -3,2
25       Macerata -3
26       Reggio nell’Emilia -2,7
27       Lecco -2,3
27       Arezzo  

La “microbiota revolution”

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera rivoluzione del microbiota, intesa come lo studio approfondito delle comunità microbiche presenti su tutte le superfici mucose, in primis il tratto gastrointestinale. Queste nuove informazioni ci hanno fatto scoprire specie sconosciute fino a pochi decenni fa, creando molte domande sulle possibili funzioni, sulle interazioni tra microbi e tra microbi e ospite (l’essere umano) e su come queste comunità siano correlate al nostro stato di salute e di malattia. Il microbiota intestinale, di fatto, contiene la parte variabile del nostro genoma, che ci rende possibile quindi l’adattamento alle perturbazioni esterne. Il genoma umano possiede un’identità del 99.9% tra diversi individui, mentre il microbioma intestinale ha una diversità tra individui che arriva all’80-90%. Per questa caratteristica, il microbioma potrà essere molto più utile nell’ambito di una medicina personalizzata[1]. Il microbioma, unico per ognuno di noi, è influenzato da tante variabili, alcune legate alla genetica dell’ospite, ma, la maggior parte, legate all’ambiente in cui siamo nati e cresciuti: la modalità del parto, il tipo di allattamento e le modalità di svezzamento, la dieta, la presenza di animali domestici, ecc. È fondamentale quindi che tutte le specie microbiche siano in armonia relativa tra di loro per garantire uno stato di eubiosi e quindi di salute.

GUARDA IL VIDEO “SALUTE: LA MICROBIOTA REVOLUTION”

Le funzioni del microbiota

L’alterazione dello stato fisiologico del microbiota (disbiosi) porta a un’alterazione di tutta la barriera, configurando quello che viene chiamato “leaky gut” cioè un intestino iperpermeabile, che lascia “filtrare” più di quanto dovrebbe, esponendo le cellule del nostro sistema immunitario e, in generale, l’ospite a un maggior contatto con frammenti microbici o derivanti dal cibo che possono essere la base di molti stati patologici[2]. Il microbiota e la barriera intestinale svolgono anche funzione di stimolazione del nostro sistema immunitario, che è fondamentale per un corretto sviluppo delle difese e ci protegge da possibili patogeni.  Tuttavia è importante che la nostra risposta immune si interrompa al momento opportuno. Pensiamo ad esempio al carico di antigeni che introduciamo con il cibo: una regolazione adeguata del sistema immunitario è fondamentale affinché li riconosciamo come innocui. Non solo, il microbiota ha anche funzione di sintesi e in particolare produce, oltre ad alcune vitamine, anche gli acidi grassi a catena corta che sono la principale fonte di nutrimento per le cellule del colon e hanno inoltre un ruolo nella regolazione del sistema immunitario. Anche la sensazione di fame e sazietà, così come il metabolismo glucidico, sono regolati in parte dal microbiota e, secondo recenti studi, il microbiota sarebbe persino in grado di influenzare il nostro comportamento grazie all’interazione dell’asse intestino-cervello. Considerate tutte queste funzioni, è chiaro come la disbiosi possa essere alla base di molte e diverse malattie che non coinvolgono solo il tratto gastrointestinale.

Come  rafforzare il microbiota

La dieta è in grado di modificare in maniera profonda il microbiota, ma altre possibilità di modulazione sono costituite dall’uso di prebiotici, probiotici, simbiotici, antibiotici e, recentemente, dal trapianto di microbiota fecale. L’utilizzo di probiotici per modulare il microbiota si basa sulla teoria che la specie probiotica introdotta interagisca con i microrganismi residenti nel nostro intestino, cooperando per il mantenimento dell’eubiosi in condizioni più o meno fisiologiche, come ad esempio durante l’assunzione di antibiotici, o ripristinandola in seguito a una condizione di disbiosi.

Alcuni ceppi possono svolgere un’azione di barriera, impedendo la colonizzazione da parte di patogeni; altri possono anche rafforzare la normale funzione della nostra barriera stimolando la produzione di muco. Inoltre, i probiotici sarebbero in grado di interagire con le cellule del nostro sistema immunitario, da un lato stimolandolo, ma dall’altro inducendo una attività anti-infiammatoria indispensabile per il mantenimento della fisiologica risposta immunitaria[3]. Tuttavia, questi effetti non sono tutti contemporaneamente presenti negli stessi ceppi probiotici. Per quanto riguarda l’utilizzo di probiotici in soggetti sani, una recente revisione della letteratura, che ha incluso studi pubblicati dal 1990 al 2017, ha concluso che la supplementazione con probiotici negli adulti sani può portare a un aumento nel microbiota intestinale della concentrazione di quello specifico probiotico somministrato ma solo in modo transitorio, senza indurre quindi cambiamenti persistenti nel microbiota intestinale.

Anche se oggi il mondo scientifico ha ancora molto da dirci sui probiotici che sono disponibili sul mercato, la ricerca ha già ampliato gli orizzonti e il futuro si apre a nuovi scenari. Grazie alle tecniche di bioingegneria sarà possibile modificare ceppi probiotici attuali in modo da renderli veicoli di molecole utili a svolgere uno specifico obiettivo. Continueremo in parte ad utilizzare i ceppi probiotici disponibili oggi sul mercato, ma con maggiore consapevolezza e, probabilmente, riusciremo a combinarli al meglio per sfruttare il massimo degli effetti dalla sinergia dei diversi ceppi.

La strategia di integrazione probiotica del futuro, quindi, comporterà una profonda conoscenza del microbiota e delle tecniche diagnostiche ad esso associate da cui deriverà la competenza necessaria per una integrazione mirata e personalizzata. Sarà quindi opportuno lo sviluppo di vere e proprie “cliniche del microbiota” dove diversi specialisti -tra i quali il microbiologo, il gastroenterologo e il nutrizionista- collaborino per definire una integrazione sempre più personalizzata e dai risultati migliori per la nostra salute.

Bibliografia

  1. Guettierez CAaB. The Microbiome has Multiple Influences on Human Health. Research & Reviews: Journal of Microbiology and Biotechnology 2018; 7:
  2. Wells JM, Brummer RJ, Derrien M et al. Homeostasis of the gut barrier and potential biomarkers. Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol 2017; 312: G171-G193
  3. Gareau MG, Sherman PM, Walker WA. Probiotics and the gut microbiota in intestinal health and disease. Nat Rev Gastroenterol Hepatol 2010; 7: 503-514
  4. Guarner F SM, Eliakim R, et al. Probiotics and prebiotics. World Gastroenterology Organisation Global Guidelines. In; 2017
  5. Khalesi S, Bellissimo N, Vandelanotte C et al. A review of probiotic supplementation in healthy adults: helpful or hype? Eur J Clin Nutr 2019; 73: 24-37

Autore: Dr.ssa Lucrezia Laterza e Prof. Antonio Gasbarrini, Reparto di Medicina Interna e Gastroenterologia del Policlinico Gemelli di Roma
Data:  19 novembre 2020

Phishing: come difendersi

truffa phishing

Con l’avvicinarsi del Black Friday sono purtroppo in aumento i casi di phishing. Di che si tratta e come difendersi?

Innanzitutto è bene sapere che il phishing è una truffa, una  frode informatica ideata allo scopo di rubare i dati personali, come il numero di carta di credito o le chiavi di accesso al servizio di home banking. Il phishing viene attuato da truffatori che inviano false e-mail apparentemente provenienti da una banca o da una società emittente di carte di credito. Le e-mail utilizzano il logo, il nome e il layout tipico dell’azienda imitata, invitando il destinatario a collegarsi tramite un link ad un sito Internet del tutto simile a quello della banca e ad inserirvi, generalmente attraverso una finestra pop-up che si apre dallo stesso link, le informazioni riservate. Grazie ai dati ottenuti con l’inganno, il truffatore può effettuare transazioni bancarie a nome della vittima o sfruttare la sua carta di credito.

Ecco un esempio di email di phishing:
“Gentile utente, durante i regolari controlli sugli account non siamo stati in grado di verificare le Sue informazioni. In accordo con le regole di … abbiamo bisogno di confermare le Sue reali informazioni. E’ sufficiente che Lei completi il modulo che Le forniremo. Se ciò non dovesse avvenire saremo costretti a sospendere il suo account”.

Cosa fare per proteggersi dal phishing?
• Diffidate di qualunque e-mail che vi richieda l’inserimento di dati riservati riguardanti codici di carte di pagamento, chiavi di accesso al servizio home banking o altre informazioni personali. La vostra banca non richiederà tali informazioni via e-mail.

• E’ possibile riconoscere le truffe via e-mail con qualche piccola attenzione, generalmente queste e-mail:
non sono personalizzate e contengono un messaggio generico di richiesta di informazioni personali per motivi non ben specificati (es. scadenza, smarrimento, problemi tecnici);
fanno uso di toni “intimidatori”, ad esempio minacciando la sospensione dell’account in caso di mancata risposta da parte dell’utente;
– non riportano una data di scadenza per l’invio delle informazioni.

• Non cliccate sui link presenti in e-mail sospette, in quanto questi collegamenti potrebbero condurvi a un sito contraffatto, difficilmente distinguibile dall’originale. Anche se sulla barra degli indirizzi del browser viene visualizzato l’indirizzo corretto, non vi fidate: è possibile infatti per un hacker visualizzare nella barra degli indirizzi del vostro browser un indirizzo diverso da quello nel quale realmente vi trovate.

• Diffidate inoltre di e-mail con indirizzi web molto lunghi, contenenti caratteri inusuali. Quando inserite dati riservati in una pagina web, assicuratevi che si tratti di una pagina protetta: queste pagine sono riconoscibili in quanto l’indirizzo che compare nella barra degli indirizzi del browser comincia con ‘‘https://’’ e non con ‘‘http://’’ e nella parte in basso a destra della pagina è presente un lucchetto.

Ricordiamo che per avere assistenza è possibile contattare i nostri consulenti attraverso lo sportello Generico sul nostro sito

Autore: Giuseppe Mermati
Data: 26 febbraio 2019
Aggiornamento: 25 novembre 2020

L’esperto risponde su… pompe di calore

Cosa sono e a cosa servono le pompe di calore? Si possono installare anche in sostituzione dei tradizionali impianti di riscaldamento?

Il sistema attualmente più diffuso per il riscaldamento delle nostre abitazioni è l’impianto con termosifoni e caldaia (alimentata a gasolio o a gas) autonoma o centralizzata, dove i locali delle case vengono riscaldati facendo circolare nei termosifoni l’acqua riscaldata dalla caldaia.

Attualmente esistono però soluzioni più vantaggiose che si stanno diffondendo rapidamente: si tratta di impianti basati sul principio della “pompa di calore”, che permettono di ottenere con lo stesso impianto il riscaldamento invernale ed il condizionamento estivo.

Questi impianti sono composti da un apparecchio esterno e da uno o più elementi interni, che vengono installati nei locali da climatizzare. A differenza delle soluzioni “tradizionali”, le pompe di calore, con un consumo energetico inferiore, permettono, oltre al riscaldamento dell’ambiente, anche il condizionamento estivo e la deumidificazione dell’aria. Inoltre, la particolarità di questi sistemi è che vengono alimentati con energia elettrica e non con metano o gasolio.

La ragione della loro efficienza e del loro vantaggio è che, per ogni unità di energia elettrica consumata, le pompe di calore producono circa quattro unità di energia termica. In caso di sostituzione della caldaia tradizionale con un sistema di riscaldamento e condizionamento a pompa di calore, una famiglia può ridurre la propria bolletta energetica anche fino al 40%, oltre a poter deumidificare e raffrescare gli ambienti nella stagione estiva.

La loro convenienza aumenta ancora di più quando è possibile abbinarle ed alimentarle con un impianto fotovoltaico: in questo caso, un impianto correttamente dimensionato, può portare a livelli minimi la bolletta energetica della famiglia per il riscaldamento ed il condizionamento estivo.

Naturalmente, prima di decidere di sostituire l’impianto di riscaldamento tradizionale con un impianto a pompe di calore in un edificio già esistente, è fortemente consigliato affidarsi ad un tecnico esperto o ad un Organismo indipendente per una Analisi Energetica dell’abitazione, in modo da valutare correttamente i costi/benefici, l’entità dell’investimento occorrente, il tempo di ritorno delle spese sostenute e gli incentivi a cui si può accedere.

Questi impianti, che possono essere installati sia in una villa che in un appartamento condominiale, a tutt’oggi rientrano nei casi di applicabilità della detrazione fiscale sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Autore: Marco Vignola
Data: 12 novembre 2019
Aggiornamento: 25 novembre 2020

CosmesiAmo, giovedì in diretta con il dermatologo Di Pietro

Ultimo appuntamento di CosmesiAmo, giovedì 26 novembre alle ore 9.00 in diretta Facebook (sulla pagina Facebook UNConsumatori e sulla pagina Facebook CosmeticaItalia Associazione).

Il Presidente Massimiliano Dona intervisterà il Prof. Antonino Di Pietro – Medico Chirurgo specialista in dermatologia in una diretta interamente dedicata al benessere della pelle. L’incontro con il dermatologo è stato uno degli appuntamenti più seguiti nelle cinque edizioni di CosmesiAmo realizzate in presenza, quest’anno grazie ad un format completamente digitale, il professor Di Pietro potrà rispondere alle domande di un pubblico ancora più ampio.

Dagli accorgimenti per preservare la pelle durante la stagione più fredda ai consigli per chi usa la mascherina sul viso per tutto il giorno, ma anche il rapporto con il dermatologo in questo periodo di pandemia e alcuni dei luoghi comuni più diffusi da sfatare: saranno questi alcuni degli argomenti che il Professor Di Pietro tratterà, ma come in tutte le altre dirette di questo mese di novembre dedicate alla cosmetica, non mancherà lo spazio per le domande di chi ci segue.

Per saperne di più non resta che seguirci giovedì alle ore 9.00 sulla pagina Facebook UNConsumatori e CosmeticaItalia Associazione.

Riguarda la prima diretta con Antonio Stocchi (acconciatore e presidente Camera Italiana dell’Acconciatura) e Fabio Berchi (imprenditore e presidente del Gruppo Cosmetici per l’Estetica di Cosmetica Italia) per raccontare le sfide dei saloni professionali all’indomani del nuovo Dpcm.

Riguarda la seconda diretta con La forza e il sorriso Onlus sull’importanza della cosmetica per le donne che stanno affrontando dei trattamenti oncologici.

Riguarda la terza diretta con Stefano Manfredini – Docente universitario e Direttore del Master di II livello in Scienza e Tecnologia Cosmetiche dell’Università degli Studi di Ferrara, Beatrice Mautino – Divulgatrice scientifica e autrice del blog “La ceretta di Occam”, Benedetta Suardi – Comitato tecnico Cosmetica Italia.

Autore: Simona Volpe
Data: 24 novembre 2020

ANTITRUST: vittoria Unc su vendite per prodotti anti-Covid

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Antitrust ha chiuso il procedimento per le mascherine vendute a prezzi stellari sulla piattaforma eBay.

Roma, 24 novembre 2020 – “Una vittoria importante. Grazie alla nostra segnalazione si chiude un procedimento di grande rilievo. Troppi prodotti venivano venduti sulla piattaforma di eBay  a prezzi stratosferici, senza contare che per alcuni si sosteneva che erano in grado di fronteggiare efficacemente la diffusione del virus. Oltre ai prezzi stellari dei prodotti, 20 volte il prezzo consueto, c’era stata anche la vendita di prodotti farlocchi che non avevano alcuna efficacia” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia che l’Antitrust ha chiuso il procedimento con accettazione di impegni da parte di eBay, pena, in caso di inottemperanza, la sanzione pecuniaria da 10 mila a 5 mln di euro.

“Ora l’Antitrust ha stabilito un principio sacrosanto, ossia che eBay, nella sua qualità di titolare di una piattaforma di marketplace, è responsabile delle vendite effettuate sulla propria piattaforma ed è pertanto tenuta, con diligenza professionale, ad adottare misure volte ad evitare fenomeni di speculazione. Insomma, non può lavarsene le mani, scaricando la responsabilità sul venditore. Inoltre, deve impedire e prevenire l’utilizzazione di claim e diciture che inducono i consumatori in errore rispetto alla caratteristiche del prodotto e che vengono presentati come indicati per limitare la diffusione del Coronavirus” prosegue Dona.

“C’è da dire che, dopo il nostro intervento e l’apertura del procedimento, eBay ha rimosso un elevato numero di inserzioni, tra 300 e 400 mila. Giusto, quindi, che non ci sia stata una condanna pecuniaria e che il procedimento si sia chiuso con impegni, impegni che però costituiscono un importante precedente” conclude Dona.

eBay, in particolare, si è impegnata, tra le altre cose, a:

1) mantenere attivo un sistema di filtraggio per bloccare inserzioni contenenti un uso improprio di keyword legate al Covid-19;

2) adottare una procedura speciale, ad integrazione della vigente policy in materia di prezzi, la c.d. price gouging, per rimuovere inserzioni di prodotti commessi al Covid che registrano un aumento anomalo del prezzo medio rispetto al prezzo medio del mese precedente;

3) adozione di una white list con i venditori autorizzati a inserire offerte per mascherine e gel igienizzanti.