Archivio mensile:Marzo 2013

CALL CENTER: stop alle chiamate indesiderate, Unc lancia una petizione

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Con la campagna #nondisturbarmi, Unc lancia una raccolta firme per chiedere che la riforma sul telemarketing entri subito in vigore. Da più di tre anni nonostante abbiamo una legge contro i call center molesti continuano a fare il bello e cattivo tempo.   

Roma, 26 febbraio 2021 – “E’ il momento di dire basta ai call center molesti che chiamano a tutte le ore del giorno proponendo offerte irrinunciabili. Da oltre tre anni esiste una legge che metterebbe un freno al telemarketing selvaggio ma non si capisce perché non sia ancora entrate in vigore”. ‘E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, lanciando la campagna #nondisturbarmi per chiedere al Governo che la  legge n. 5 dell’11 gennaio 2018 entri immediatamente in vigore.   

“I consumatori sono esasperati da chi chiama a tutte le ore incurante della privacy e spesso con atteggiamenti aggressivi e insistenti per vendere qualcosa o proporre un cambio di contratto” afferma l’avvocato Dona, che aggiunge: “purtroppo a chi ci scrive per lamentarsi della maleducazione di certi call center, oggi possiamo dare ben poche certezze. La legge, a cui abbiamo contribuito sollevando il problema già nel 2016 con una prima campagna, è in standby da quando è stata approvata. Non possiamo più accettarlo, soprattutto in un momento come questo in cui le persone sono più fragili psicologicamente ed emotivamente”, conclude Massimiliano Dona.  

Ecco in sintesi i punti chiave legge n. 5 dell’11 gennaio 2018 che prevede la riforma del Registro pubblico delle opposizioni: 

  • I consumatori possono revocare tutti i consensi precedentemente espressi. 
  • E’ possibile iscrivere anche i numeri di cellulare. 
  • Le società che commissionano le telefonate ai call center sono considerate responsabili in caso di violazioni della privacy di questi ultimi. 

Firma la petizione e seguici su Facebook e Twitter attraverso l’hashtag #nondisturbarmi 

Truffa del sì, di cosa si tratta e come difendersi

Immagine di un operatore di un call center

La truffa del sì è semplice e ben ideata e, purtroppo, a cadere nel tranello sono moltissimi consumatori ai nostri sportelli. Funziona così: un call center vi chiama e facendovi rispondere a una domanda che nulla ha a che vedere con l’attivazione di un contratto (ad esempio: “salve il signor Rossi?”), verrà registrata la fatidica parola “sì” che accuratamente montata e quindi rimossa dal contesto originale, sarà utilizzata per l’attivazione di un contratto per la fornitura di luce e gas ad esempio (molte segnalazioni in questo campo). Si tratta naturalmente di un’attivazione contro la vostra volontà e senza che vi abbiano domandato esplicitamente nulla sulla questione.

Aumentano i casi con la fine del mercato tutelato?

Molti dei casi della truffa del sì riguardano il settore dell’energia. Si registra un aumento di consumatori truffati con il “sì” imputabile, secondo alcuni, alla fine del mercato tutelato per l’energia prevista per gennaio 2023: è in atto, infatti, una vera e propria corsa da parte degli operatori del settore per accaparrarsi il maggior numero possibile di clienti, con ogni mezzo.

A partire da quella data, salvo proroghe, i prezzi del mercato energetico non saranno più calmierati e, quindi, starà al consumatore decidere a quale operatore affidarsi per la fornitura di luce e gas: i numeri parlano di circa 15 milioni di utenti e microimprese che ancora non hanno aderito ad una tariffa tra le molte che già sono in circolazione.

Un bacino di utenti che fa gola alle aziende, le quali, anche attraverso i call center, ci presenteranno con sempre maggiore frequenza (e insistenza?) le offerte del loro listino, sollecitandoci all’attivazione.

Come difendersi?

Il rischio di incappare in delle vere e proprie truffe è quindi alto. Ecco alcuni consigli per evitare spiacevoli inconvenienti:

  • mai concedere i propri dati anagrafici;
  • non fornite mai il vostro codice POD e/o PDR, questi infatti sono i codici univoci che identificano il vostro impianto per il prelievo dell’energia elettrica o del gas;
  • non indicate mai il vostro codice fiscale, è un dato sensibile che non vi deve essere richiesto telefonicamente;
  • così come, non deve essere fornito il vostro codice IBAN, a meno che non siate certi del vostro interlocutore;
  • e, come, ovvio, non pronunciate mai, la fatidica parola “sì”. A chi vi domanda se siete la famiglia Rossi, un chiaro e semplice “siamo noi” sarà più che sufficiente.

Cosa fare se si è vittima della truffa del “sì”?

Il truffato, spesso, si accorge di essere rimasto vittima di un raggiro, quando arriva la prima bolletta da un operatore a cui però, non ricorda di aver fornito nessun consenso.

Qualora il consumatore si trovasse in questa situazione, la prima cosa da fare è quella di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno per “disconoscere il contratto”. In ogni caso i nostri esperti attraverso gli sportelli in home page sono a disposizione per aiutare i consumatori che si trovassero in questa situazione.

Call center molesti, è ora di dire stop!

Purtroppo la truffa del sì capita sempre più spesso a causa dell’aggressività di alcuni call center. Naturalmente non tutti i call center operano illegalmente approfittando dell’utente, ma tutti purtroppo lo fanno con insistenza a tutte le ore del giorno. Per dire stop ai call center molesti, stiamo raccogliendo le firme per chiedere al Governo che la legge che dovrebbe disciplinare il settore entri subito in vigore. 

FIRMA LA PETIZIONE #NONDISTURBARMI

Dal 2018 abbiamo una legge approvata grazie alla nostra campagna contro le chiamate indesiderate che, ancora oggi, non si capisce perché, non è stata attuata. Ecco cosa prevedrebbe la legge n. 5 dell’11 gennaio 2018 di cui chiediamo l’immediata entrata in vigore: 

  • I consumatori possono revocare tutti i consensi precedentemente espressi. 
  • E’ possibile iscrivere anche i numeri di cellulare. 
  • Le società che commissionano le telefonate ai call center sono considerate responsabili in caso di violazioni della privacy di questi ultimi. 

call center molesti

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 2 gennaio 2020
Aggiornamento: 26 febbraio 2021

ENERGIA: slitta a 1° gennaio 2023 lo stop mercato tutelato

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Vittoria per i consumatori! Il Milleproroghe, diventato ora legge, ha spostato la fine del mercato tutelato di luce e gas dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023.

Roma, 25 febbraio 2020 – “Evviva! Vittoria per i consumatori! Accolte le nostre denunce” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando l’approvazione del Milleproroghe, diventato quindi legge, che rinvia di un anno, dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023, lo stop del mercato di maggior tutela per luce e gas.

“Non ci può essere un mercato davvero libero fino a che i primi cinque operatori detengono l’82,5% del settore domestico per la luce e i primi tre gruppi controllano il 44,3% del mercato del gas. Sono ancora troppi, poi, i clienti nel mercato tutelato, il 45% dei clienti domestici del settore elettrico e il 44% per il gas” prosegue Vignola.

“Ora speriamo che il legislatore si dia una bella svegliata e invece di passare, all’italiana, da una proroga all’altra, creando incertezza per i mercati e i consumatori, faccia quello che serve per creare le premesse di un mercato davvero libero, colmando ad esempio il vuoto normativo sul destino da riservare ai clienti che non effettueranno alcuna scelta entro il 1° gennaio 2023, prevedendo aste competitive e introducendo un serio albo dei venditori” conclude Vignola.

HAI UN PROBLEMA DA RISOLVERE? SCRIVI ALLO SPORTELLO ENERGIA

ENERGIA: bonus sociali automatici… da luglio

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bonus automatici per le bollette di luce, gas e acqua, ma solo da luglio. Serve regime transitorio.

Roma, 25 febbraio 2020 – “Non basta! Le famiglie in difficoltà non possono attendere il bonus fino a luglio, anche se poi riceveranno gli arretrati da gennaio” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il comunicato stampa di oggi di Arera, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e l’acqua che ha ricordato che dal 1° gennaio 2020 era previsto in automatico il riconoscimento dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, ma che, nella fase di prima applicazione, le verifiche funzionali all’ammissione alle agevolazioni (bonus 2021) saranno avviate solo da luglio.

“Dato che non si è ancora pronti per far partire questo automatismo, serve un regime transitorio” prosegue Vignola.

“Le famiglie sono rimaste nella terra di nessuno. Non possono più presentare domanda, dato che è previsto l’automatismo, ma il bonus arriverà solo a luglio. Ma 7 mesi sono troppi per chi ha un Isee di appena 8.265 euro. Per questo serve con urgenza un regime provvisorio in cui si possa tornare a presentare la richiesta presso i Comuni o i Caf, in attesa dell’assegnazione automatica in bolletta e, per chi già riceveva il bonus, sia prolungato oltre la scadenza dei 12 mesi, in modo che possa continuare a percepirlo, salvo conguaglio successivo” conclude Vignola.

L’Authority ha ricordato che in ogni caso gli aventi diritto, per ottenere la prevista riduzione sulla spesa sostenuta per le forniture di elettricità, gas naturale e acqua, dovranno comunque compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ai fini dell’ISEE.

I bonus sociali sono previsti per le famiglie in stato di disagio economico (con Isee non superiore a 8.265 euro), circa 2,6 milioni di famiglie.

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Stop ai call center molesti, firma la petizione #nondisturbarmi

Stop Chiamate IndesiderateOggi le chiamate pubblicitarie in Italia (il cosiddetto “TELESELLING”) rappresentano un problema sociale: come consumatori siamo disturbati ad ogni ora del giorno delle telefonate moleste.

L’attuale regolamentazione è del tutto insufficiente e il Registro pubblico delle opposizioni non consente di iscrivere i numeri cellulari.

Vogliamo chiedere il tuo aiuto per cambiare la legge!

Aderisci alla petizione!

AGCM sanziona Facebook per 7 milioni

L’Antitrust ha sanzionato per complessivi 7 milioni di euro Facebook Ireland Ltd. e la sua controllante Facebook Inc., per non aver attuato quanto prescritto nel provvedimento emesso nei loro confronti nel novembre 2018. La vicenda nasce dalla segnalazione dell’Unc che nel marzo 2018 aveva segnalato all’Antitrust la pratica commerciale adottata da Facebook di consentire ai fornitori di servizi sulla piattaforma di accedere ai dati degli utenti iscritti, chiedendo se fosse corretta ai sensi del Codice del Consumo, ottenendo la prima condanna nel novembre 2018. Ora la nuova sanzione da 7 milioni per non aver ottemperato alla diffida di rimuovere la pratica scorretta sull’utilizzo dei dati degli utenti e non hanno pubblicato la dichiarazione rettificativa richiesta dall’Autorità.

In particolare, con tale decisione, l’Autorità, aveva accertato che Facebook induceva ingannevolmente gli utenti a registrarsi sulla sua piattaforma non informandoli subito e in modo adeguato – durante l’attivazione dell’account – dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, enfatizzandone viceversa la gratuità. 

Le informazioni fornite da Facebook risultavano generiche e incomplete e non fornivano una adeguata distinzione tra l’utilizzo dei dati necessario per la personalizzazione del servizio (con l’obiettivo di facilitare la socializzazione con altri utenti) e l’utilizzo dei dati per realizzare campagne pubblicitarie mirate.

Oltre a sanzionare Facebook per 5 milioni di euro, l’Autorità aveva vietato l’ulteriore diffusione della pratica ingannevole e disposto la pubblicazione di una dichiarazione rettificativa sulla homepage del sito internet aziendale per l’Italia, sull’app Facebook e sulla pagina personale di ciascun utente italiano registrato.

La presente istruttoria ha permesso di accertare che le due società non hanno pubblicato la dichiarazione rettificativa e non hanno cessato la pratica scorretta accertata: pur avendo eliminato il claim di gratuità in sede di registrazione alla piattaforma, ancora non si fornisce un’immediata e chiara informazione sulla raccolta e sull’utilizzo a fini commerciali dei dati degli utenti. Secondo l’Autorità, si tratta di informazioni di cui il consumatore necessita per decidere se aderire al servizio, alla luce del valore economico assunto per Facebook dai dati ceduti dall’utente, che costituiscono il corrispettivo stesso per l’utilizzo del servizio.

Ad avviso dell’Unc, si conferma il diritto dell’utente di avere, fin dal suo primo accesso, un’informazione chiara e completa, immediatamente accessibile che dia evidente richiamo ad eventuali usi per fini commerciali dei dati forniti in fase di registrazione. Questo anche quando il servizio è gratuito. Il consumatore deve essere sempre libero di scegliere e di esprimere il suo consenso alla raccolta dei dati e per esserlo realmente, deve essere adeguatamente informato. I nostri dati sono preziosi.

L’esperto risponde su… risparmio lavaggi

lavatrice lavastoviglie elettrodomestici

Le lavatrici e le lavastoviglie consumano meno con lavaggi ECO o con i programmi brevi?

I programmi ECO sono quelli meno energivori, che consumano, cioè, meno energia, perché, pur durando di più, riscaldano l’acqua a temperature più basse. In generale, il consumo degli elettrodomestici che, per il loro funzionamento, devono riscaldare l’acqua, come ad esempio lavatrice e lavastoviglie, dipende soprattutto dalla temperatura a cui si deve portare l’acqua, più è alta e più si consuma energia. I programmi ECO servono quindi a ridurre il consumo energetico.

I programmi brevi, invece, servono più che altro per una questione di fretta, quando abbiamo urgenza di fare un lavaggio e, quindi, potrebbero essere più dispendiosi da un punto di vista energetico. Nelle istruzioni degli elettrodomestici è riportato il consumo nominale per tipo di programma, quindi è fondamentale leggere bene il manuale di istruzioni perché, ovviamente, marche ed elettrodomestici diversi hanno programmi diversi con consumi differenti.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO ENERGIA

Autore: Marco Vignola
Data: 24 febbraio 2021

Come trovare l’offerta più conveniente con i comparatori di prezzo

Il comparatore di prezzi online rappresenta un ottimo strumento per districarsi nelle molte offerte disponibili del mercato. Il suo utilizzo può permettere un risparmio significativo quando si cerca un nuovo fornitore energetico o quando si vuole prenotare un viaggio (non appena si potrà tornare a farlo) o per assicurare la propria automobile.

Proviamo a capire quali sono le caratteristiche di affidabilità che deve rispettare un buon comparatore di prezzo online.

 

Come scegliere un comparatore di prezzi online

Su internet sono centinaia gli operatori presenti sul mercato con a disposizione del consumatore migliaia di offerte tra cui scegliere: i comparatori online possono essere quindi un ottimo strumento ma occorre prestare attenzione perché, in alcuni casi, le classifiche potrebbero essere poco trasparenti.

Ecco allora alcuni consigli per scegliere in maniera consapevole:

  • prima di scegliere l’offerta assicuratevi che sia effettivamente la più adatta alle vostre esigenze confrontandola con altri siti di comparazione;
  • confrontate prezzi e condizioni contrattuali utilizzando anche il sito dell’operatore stesso, talvolta si rivelerà più conveniente stipulare un contratto evitando intermediari;
  • domandate che vi vengano mostrate le condizioni per il recesso o il reclamo, sono informazioni estremamente importanti che a volte vengono “scritte in piccolo”;
  • state attenti ai filtri preimpostati su alcuni comparatori, potrebbero falsare i risultati di ricerca;
  • verificate se vicino alle offerte che vi vengono proposte appaiono diciture come “sponsorizzato” o “annuncio a pagamento” in tal caso la tariffa vi appare in quella posizione a seguito di un accordo fra il sito di comparazione e l’operatore. Si tratta di una pratica più che lecita, ma tenetene in considerazione.

 

Comparatori online a cura dell’Authority

Ricordiamo ai consumatori che esistono comunque dei comparatori online che sono gestiti direttamente dall’Authority e garantiscono maggiore trasparenza.

E’ il caso de “Il Tuo Preventivatore” dell’Ivass consultabile dal sito dove cercare delle tariffe convenienti per la propria assicurazione rc auto.

Per luce e gas esiste invece il “Portale delle Offerte di Arera”, che deve però ancora essere migliorato obbligando tutti gli operatori del mercato ad inserire tutte le offerte disponibili comprese quelle proposte tramite call center o porta a porta.

 

Istruttoria su facile.it

Nei giorni scorsi l’Autorità Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti di Facile.it per pratiche commerciali scorrette.

Secondo l’AGCM si tratterebbe di una violazione del Codice del Consumo nell’attività di comparazione delle offerte presenti sul sito, in particolare: sia per quanto riguarda dei prestiti personali sia per quanto riguarda le polizze rc auto, le informazioni fornite all’utente non indicherebbero o indicherebbero in maniera fuorviante elementi importanti per effettuare una scelta consapevole. Ad esempio, le condizioni economiche dei finanziamenti pubblicizzati o la probabilità di approvazione dell’eventuale richiesta di credito.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO PER UN PROBLEMA DI ACQUISTO SU INTERNET? SCRIVICI ALLO SPORTELLO E-COMMERCE

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 24 febbraio 2021

Bolletta seconda casa, perché è più alta?

bolletta luce casa

La bolletta elettrica per la seconda casa può raggiungere costi esorbitanti, ma il motivo non è legato ai consumi effettivi.

La bolletta elettrica e del gas, infatti, è composta da una serie di voci e non è facile per i consumatori interpretarle: per questi gli esperti della nostra associazione sono a disposizione dei consumatori per  fornire assistenza attraverso il nostro sportello Energia.

Cerchiamo intanto di fare chiarezza sul perché la bolletta per la seconda casa ha costi maggiori.

 

Cosa paghiamo in bolletta

Nella nostra bolletta paghiamo:

  • voci non direttamente connesse al bene (l’elettricità) che stiamo consumando ma anche ai vari servizi (trasmissione, dispacciamento, distribuzione, ecc ecc) che ci consentono che questa arrivi fin nelle nostre case,
  • una lunga serie di oneri parafiscali, i famigerati oneri generali di sistema che servono a finanziare delle vere e proprie politiche industriali non tutte direttamente connesse al sistema elettrico, e quindi, dal nostro punto di vista, da spostare sulla fiscalità generale,
  • diverse voci slegate dal consumo (cioè dai kilowattora effettivamente consumati) e che vengono pagate mensilmente in quota fissa o sulla base del tipo di utenza attiva e delle caratteristiche tecniche della fornitura (come, ad esempio, la potenza impegnata),
  • altre voci assolutamente indipendenti dal servizio elettrico come il canone RAI.

 

La riforma della tariffa elettrica

A complicare ulteriormente questo quadro è intervenuta negli scorsi anni la riforma della tariffa elettrica che ha eliminato la progressività nell’applicazione delle componenti tariffarie. Questo da un lato ha introdotto un principio di equità, visto che con la nuova articolazione tariffaria il costo al kilowattora è slegato dai consumi e, quindi, da un lato non sono più presenti i sussidi incrociati tra consumatori e, dall’altro, è diventato più conveniente l’utilizzo di sistemi elettrici più efficienti e meno inquinanti.

 

Gli svantaggi in bolletta per i non residenti

Purtroppo la riforma risulta svantaggiosa per le utenze non residenti (cioè le seconde case per le vacanze ad esempio) a causa dell’applicazione, in quota fissa annuale indipendente dal consumo, di alcune voci che compongono la bolletta.

Questo vale in particolare per quanto riguarda gli oneri generali di sistema che, infatti se per le utenze domestiche residenti (cioè le prime case in cui abbiamo la residenza anagrafica) è applicata in quota energia, cioè calcolata in euro al kilowattora in base ai consumi effettivi del cliente, per le utenze domestiche non residenti è invece applicata anche in quota fissa, questo significa che le utenze non residenti oltre a pagare sulla base dei consumi (che però dovrebbero essere minimi essendo una seconda casa) per coprire il costo degli oneri generali di sistema pagano anche una, importante, quota fissa che arriva a circa 135 euro all’anno e che si pagherà sempre, sia che si consumi elettricità sia che non la si consumi.

Questo è il principale motivo per cui le bollette delle seconde case possono risultarci così alte!

 

Bolletta seconda casa, tre consigli

E’ importante ricordare alcune informazioni utili:

  1. sulle utenze delle seconde case, essendo relative a contratti da non residente, non si deve pagare il canone RAI, che invece viene pagato sulle utenze residenti,
  2. questi costi non dipendono né dal venditore, né dal tipo di mercato (di maggior tutela o libero) perché sono importi che vengono versati nelle casse dello Stato: non fidatevi quindi di quei venditori che, per spingervi a sottoscrivere un contratto con loro, vi dicono che questi costi non sono presenti nelle loro offerte, non è così!
  3. Se la seconda casa è frequentata soltanto il alcuni mesi dell’anno o comunque per poco tempo, è buona prassi staccare l’interruttore generale di energia elettrica: non sarà un grosso risparmio ma è già qualcosa!

Per qualsiasi dubbio, per una verifica approfondita o richiesta di assistenza potete rivolgervi al nostro SPORTELLO ENERGIA

Autore: Marco Vignola
Data: 19 febbraio 2021

BENZINA: quasi 1 euro in più a pieno in 7 giorni

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Da novembre +9,6% per benzina, +10,8% per gasolio. Su base annua +160 euro per benzina, +163 per gasolio.

Roma, 23 febbraio 2021 – “Una stangata! Rincari ingiustificabili! In una sola settimana un pieno da 50 litri è aumentato di quasi 1 euro: 95 cent per la benzina e 90 cent per il gasolio. Da metà novembre ad oggi, c’è stata un’impennata dei prezzi del 9,6% per la benzina e del 10,8% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di 6 euro e 65 cent per la benzina e 6 euro e 78 cent per il gasolio. Su base annua è pari ad una batosta ad autovettura pari a 160 euro all’anno per la benzina e 163 euro per il gasolio” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.