L’esperto risponde su… prodotto difettoso

Esiste un termine entro il quale posso denunciare la difformità di un bene?

Sì, il consumatore ha due mesi di tempo (e non 8 giorni o 7) dalla data in cui ha scoperto il difetto di conformità (e non dalla data dello scontrino) per denunciarlo al venditore. E’ quanto prevede l‘art. 132 del Codice del Consumo, ossia del Decreto legislativo n. 206 del 2005. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o lo ha occultato. L’azione si prescrive in 26 mesi (ossia i 2 anni di garanzia + i 2 mesi per denunciare il difetto).

Gli 8 giorni di cui all’art. 1495 del codice civile, che comunque sono sempre dalla data della scoperta del vizio e non dalla data dello scontrino, non valgano più per il consumatore (dal 2002) ma solo per il professionista, per il quale la garanzia è un anno solo e non 2.

Se il consumatore non denuncia il difetto entro 2 mesi, decade dai diritti previsti dall’art. 130, ossia riparazione, sostituzione, riduzione del prezzo e risoluzione del contratto.

Vediamo nel dettaglio questi diritti. In caso di difetto di conformità, avete diritto alla riparazione o alla sostituzione. La scelta è del consumatore, salvo che il rimedio richiesto sia impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore rispetto all’altra soluzione (non potete prendere la sostituzione dell’auto solo perché è rotto lo specchietto retrovisore, in tal caso dovete accettare la riparazione). Il bene può ovviamente essere stato usato nel frattempo (altrimenti come potete accorgervi che il telefonino è difettoso?) e la confezione buttata. La pretesa di alcune catene di sostituire il bene solo a chi presenta l’imballaggio originale integro è contraria alla legge.

Se la riparazione e sostituzione sono impossibili (ad esempio perché la taglia giusta non c’è più, oppure il modello di telefonino è finito) o eccessivamente onerose (la riparazione è tecnicamente possibile ma troppo costosa), non sono fatte entro un congruo termine dalla richiesta, oppure la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore (cellulare rimasto per troppo tempo nel centro riparazione), allora potete chiedere, come seconda possibilità, una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, ossia la restituzione dei soldi, sempre a vostra scelta.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 5 febbraio 2020

 

 

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