Borracce: i dubbi dei consumatori su sicurezza e igiene

Il 78,3 per cento degli italiani sceglie la borraccia perché è salutare. E’ questo il dato più significativo che emerge dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori (realizzata da Euromedia Research*) sull’utilizzo delle borracce. Se a questo aggiungiamo che il 17% degli intervistati crede che non sia necessaria una manutenzione o pulizia particolare e il 9% sembra non essersi neanche mai posto il problema, appare evidente che sul tema i consumatori non hanno le idee molto chiare.

Ci troviamo davanti, infatti, ad una sorta di schizofrenia del consumatore che si dichiara molto attento ai temi legati alla salute, ma non sempre adotta i comportamenti corretti per tutelarsi.

Manutenzione e pulizia sono i due aspetti su cui i consumatori hanno le idee meno chiare, non solo per quanto emerge dal sondaggio, ma anche sui social di Unc sui quali abbiamo lanciato il tema, le opinioni sono numerose e spesso in contrasto tra di loro.

Tra quelli, infatti, che dichiarano di pulire accuratamente la borraccia ad ogni utilizzo non è facile trovare un accordo sulla modalità: c’è chi la sciacqua semplicemente con acqua calda, chi la mette in lavastoviglie, qualcuno utilizza detersivo o candeggina, altri  bicarbonato.

Non mancano poi le discussioni sul materiale: plastica, acciaio, alluminio… ognuno ha la sua preferita. Qualcuno cita anche il fatto che si tratti di prodotti per alimenti e che dunque devono sottostare alle leggi vigenti.

Questo altro punto focale: quando acquistate una borraccia controllate se ha il simbolo del bicchiere e della forchetta che indica che il prodotto è conforme alle regole europee? In pochi lo fanno; è ancora una volta ci stupisce che anche marchi di borracce che sembrano adatti ai bambini non hanno il simbolo corretto.

Ma come fa un prodotto del genere, che va a contatto con la bocca, usato dai più piccoli e non solo, ad essere commercializzato senza adeguati controlli?

Proprio in queste settimane abbiamo sentito parlare più volte dell’importanza di certificazioni per i presidi sanitari utilizzati nel corso della pandemia Covid 19: è sacrosanto, ma non dovrebbe valere per tutti quei prodotti che in qualche maniera sono a stretto contatto con il nostro corpo?

C’è poi un altro tema che emerge proprio dai social: che tipo di acqua mettere nella borraccia? Quella del rubinetto, dicono in molti, ma c’è anche chi la riempie con l’acqua minerale in bottiglia, in barba a qualsiasi logica antispreco.

Insomma, gli italiani prediligono le borracce per rispetto all’ambiente (90,8%), per moda (81,7%) e per tutela della salute (78,3%). Ma qualcosa a quanto pare non torna!

Cosa ne pensate?

Seguiteci sui social di UNC (UNConsumatori su Facebook e @consumatori su Twitter utilizzando l’hashtag #occhioallaborraccia) e dite la vostra, noi continueremo ad indagare e intanto vi lasciamo con 5 consigli per usare la borraccia in sicurezza:

  1. Comprare solo in negozi ufficiali e non su canali improvvisati.
  2. Occhio al prezzo: non è l’unico fattore che conta ma se costa troppo poco un motivo ci sarà!
  3. Leggete l’etichetta. Deve esserci il simbolo europeo di conformità o l’indicazione specifica di legge. Inoltre le istruzioni devono essere in italiano.
  4. Per la pulizia, poche gocce di detersivo diluito in acqua e un abbondante risciacquo sono più che sufficienti per garantire la sicurezza microbiologia
  5. Può sembrare banale ma la borraccia deve essere personale: non scambiatela in famiglia e soprattutto tra amici o compagni di squadra. Ancor di più in questo periodo!

*METODOLOGIA Campione L’indagine è stata realizzata attraverso l’utilizzo di interviste con metodologia C.A.W.I. e C.A.T.I./C.A.M.I. effettuate somministrando il questionario ad un campione rappresentativo dei cittadini italiani maggiori di 18 anni. Campione: 1.000 unità (Universo di riferimento: 50.680.412 maggiorenni – Fonte: ISTAT 2019 – Errore statistico: 3.1%): 700 casi rappresentativi di consumatori con meno di 55 anni reperiti tramite metodologia C.A.W.I.; le rimanenti 300 interviste agli over 55enni sono effettuate con metodologia C.A.T.I./C.A.M.I.

Autore: Simona Volpe
Data: 13 maggio 2020

 

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Giova

Articolo di piacevole lettura e scientificamente corretto, specialmente per la nota sulla metodologia della ricerca.
1) effettivamente molte borracce sono vendute senza il simbolo “forchetta-bicchiere”
2)mi colpisce sfavorevolmente che ci sia una % così alta di … “modaioli”
3)se a questa elevata percentuale di modaioli unisco la percentuale altrettanto elevata di chi usa acqua in bottiglia mi vengono dei brividi alla schiena
4)pur essendo cresciuto in un’epoca in cui bere dalla stessa bottiglia/borraccia faceva parte del rituale che indicava “l’appartenenza al gruppo” mi sono accorto che, da molti anni, questo rito nn è più praticato. Non so dire però se anche tra i ragazzi è così.
Concludo: a) un pò di educazione ambientale non guasterebbe; b) un pò di educazione alimentare permetterebbe di sapere che l’uso di acqua frizzante non è il miglior dono che possiamo fare al nostro organismo; c) sarebbe infine da determinare il tipo e il livello di compatibilità chimico/fisica tra l’acqua frizzante e le leghe di alluminio/metallo usate per le borracce.


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