Occhio alle fake food news, anche d’estate!

Con l’arrivo della stagione estiva per molti italiani si avvicina il momento di fare i conti con il proprio peso forma. Iscrizioni last minute in palestra e sessioni serrate di jogging scandiscono il conto alla rovescia che ci separa dalle vacanze al mare. E un occhio di riguardo, ovviamente, viene rivolto anche alla tavola.

Per i tanti che hanno rimandato per tutto l’anno diete e attività sportive e adesso sperano di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, il rischio principale è di imbattersi nelle “fabbriche” di fake food news. Si tratta di siti web acchiappa click o di pagine create ad hoc su Facebook e sugli altri social network che diffondono notizie false su cosa è bene mangiare per mantenere la giusta linea e affrontare con l’adeguata tonicità la prova costume.

In questa “abbuffata” di disinformazione, dietro cui spesso ci celano subdole strategie di marketing, soluzioni miracolose e falsi miti si sprecano.

Per tenersi alla larga da questo flusso incontrollato di notizie false, che minacciano non solo di influenzare il nostro comportamento a tavola ma anche di avere ricadute negative sulla nostra salute, la prima cosa da fare è diffidare da qualsiasi tipo di indicazione che non proviene da fonti medico-scientifiche certificate e, nel dubbio, affidarsi sempre ai consigli di un esperto. Tra questi c’è il professore Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo (oltre ad esperto per la nostra associazione), che della battaglia alle fake news alimentari ha fatto una vera e propria missione. È suo il libro uscito a inizio 2018 intitolato Miraggi alimentari. 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo, un volume che smonta con agilità e competenza tutte le false credenze che abbiamo sulle proprietà degli alimenti.

Con la bella stagione alle porte, su Internet spopolano i consigli per digerire bene ed evitare di sentirsi appesantiti. C’è chi sostiene che basta un cono gelato per riempirsi lo stomaco e affrontare senza patemi le ore in cui l’afa si fa asfissiante. «È vero che nella stagione calda le nostre necessità di calorie diminuiscono leggermente, il senso di fame è in genere meno spiccato e l’apparato digerente lavora con maggiore difficoltà – spiega il professor Ticca – ma le regole da seguire per evitare problemi sono altre e molto più semplici: suddividere l’alimentazione quotidiana in pasti ridotti e più numerosi, evitare piatti troppo ricchi ed elaborati, limitare fritti, insaccati e superalcolici, privilegiare minestre di verdura, pasta o riso conditi con odori e pomodoro fresco, puntare sull’ottima frutta estiva, ortaggi e legumi, pesce, latte e latticini. È poi importantissimo non dimenticare di reintegrare con regolarità i liquidi e i minerali persi con l’abbondante sudorazione, ricorrendo a frequenti assunzioni di acqua e anche a succhi di frutta, spremute di agrumi, latte e frullati con latte».

Dunque, la soluzione per mangiare il giusto e mantenersi leggeri, evitando di accumulare inutilmente appetito, non solo è semplice, ma fa parte del nostro dna e si chiama dieta mediterranea. Il problema è che finiamo spesso per dimenticarcene. “Gran parte della nostra popolazione – conferma Ticca – ha ampiamente tradito, e da anni, le regole auree del modello alimentare mediterraneo, come confermato dai dati sull’aumento progressivo della incidenza delle malattie “da benessere” legate anche agli eccessi e agli squilibri della alimentazione abituale. Mangiamo troppo e male: troppe proteine e troppi grassi, e, sembra incredibile, troppo pochi carboidrati, dato che questi ultimi ci forniscono attualmente appena il 40-45% delle calorie alimentari invece di quel 55-60% che sarebbe corretto. E poi siamo più sedentari dei nostri nonni e bisnonni. Ebbene, molte delle culture alimentari mediorientali, orientali e nordafricane presentano un profilo nutrizionale simile a quello del modello mediterraneo originale, sia pure con alimenti differenti, ad esempio riso più che frumento. Quindi una ragionevole contaminazione per una maggiore varietà di scelte va vista con favore”.

Altra questione di cui tra le fake food news non c’è minima traccia è quella dell’igiene. Ed è qui che entrano in gioco i cibi freddi così come quelli crudi, pietanze quest’ultime che in Italia stanno registrando un gradimento sempre più esteso. Con il pesce a farla da padrone d’estate, accertarsi della provenienza di carpacci, ostriche, cozze, vongole, gamberi e ricci di mare è fondamentale se si vogliono evitare infezioni alimentari che possono colpire soprattutto i bambini. “Attenzione quindi agli aspetti igienici del consumo di frutti di mare, ma anche verdura e latte – puntualizza Ticca -. Le elevate temperature moltiplicano i germi presenti in questi cibi che prepariamo o conserviamo. E ricordiamoci che un cibo contaminato può anche mantenere subdolamente le stesse caratteristiche di uno “sano” in termini di odore, sapore e colore”.

Buon senso, informazioni corrette, dieta mediterranea, sport e i consigli di un esperto rappresentano dunque l’abc per scansare le notizie false e vivere un’estate serena anche a tavola. Per contrastare la diffusa mentalità antiscientifica che domina sul web, e che trova nell’argomento cibo un megafono particolarmente efficace, l’Istituto Superiore di Sanità ha inserito nel suo sito www.iss.it un canale anti-fake news. A lanciare l’allarme contro le bufale è stato anche il Ministero della Salute, mentre la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri ha redatto un decalogo che oggi si trova affisso negli ambulatori pubblici. Ma perché il messaggio arrivi a tutti e l’educazione alimentare prevalga sulla disinformazione, servono più iniziative di comunicazione e sensibilizzazione nelle scuole di ogni livello così come nelle università. È una sfida importante che l’UNC ha deciso di affrontare in prima linea ospitando nella sua newsletter una rubrica dedicata all’alimentazione, in cui il professor Ticca scioglie i dubbi dei lettori smascherando i tanti inganni in cui ognuno di noi sarà incappato almeno una volta.

L’importanza di iniziative del genere, che possono dare frutti solo in un periodo medio-lungo, è inestimabile – conclude il nutrizionista -. La loro influenza positiva può rafforzare la tutela della salute e del benessere di tutti ed evitare, o almeno rendere meno probabile, che attecchiscano fenomeni clamorosi di alterazione delle verità scientifiche quali quelli cui abbiamo purtroppo assistito negli ultimi anni, dalle false cure del cancro ai movimenti anti-vaccini e ai casi Stamina. In sostanza, si tratterebbe di un enorme passo avanti in termini di civiltà e di tutela della salute pubblica”.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 12 luglio 2018

 

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