Sale: sì, ma meglio iodato

Dosi giornaliere e fonti alimentari
Per un adolescente o un adulto, la quantità giornaliera di iodio è di 150 microgrammi, mentre è maggiore per le donne in gravidanza (175 microgrammi) e ancor di più durante l’allattamento (200 microgrammi).Gli alimenti rappresentano la fonte primaria per l’assunzione del minerale, anche se in questi la quantità è molto variabile: i più ricchi di iodio sono i pesci marini e i crostacei, poi carne, uova e latte ed infine frutta e vegetali. Nonostante ciò, la quantità assunta attraverso la dieta, non è sempre sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero. Pertanto per aumentarne l’introito, nel rispetto di un’alimentazione varia ed equilibrata, il modo più semplice ed efficace è quello di consumare sale iodato al posto di quello comune: un grammo di sale arricchito di iodio fornisce trenta microgrammi di iodio in più (circa 1/5 della quantità giornaliera), corrispondente ai cinque grammi di sale raccomandato al giorno.

Carenza e danni alla salute
La carenza di ormoni tiroidei porta alla comparsa di alcuni disturbi, la cui gravità è in funzione sia dell’entità del deficit di iodio sia della fase della vita in cui si manifesta. La patologia più conosciuta e più frequente è il cosiddetto “gozzo” che consiste in un aumento del volume della tiroide mentre le conseguenze più gravi riguardano danni a carico del sistema nervoso centrale e periferico, per il cui sviluppo gli ormoni tiroidei sono essenziali. In particolare, è fondamentale che le fasce più sensibili di consumatori (bambini al di sotto dei tre anni, donne in gravidanza e in allattamento) assumano le quantità necessarie di iodio. Un’elevata carenza di questo minerale durante la vita fetale e neo natale causa danni irreversibili al sistema nervoso centrale e al cervello, con conseguente ritardo mentale persistente.

Consumo eccessivo
In tutti i soggetti normali, e quindi nella gran parte degli individui, dosi di iodio anche superiori a quelle assunte con il consumo di sale iodato, non rappresentano rischi per la salute poiché la tiroide ha un meccanismo naturale di adattamento.

La legge lo difende
Nel mondo, oltre due miliardi di persone sono affette da iodocarenza: per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato l’impiego di sale iodato nella preparazione dei cibi, al fine di scongiurare i disturbi da carenza alimentare di iodio.

In Italia, la Legge n. 55 del 21 marzo 2005 “Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica” definisce, ai fini della iodioprofilassi, le modalità di utilizzo e di vendita del sale alimentare arricchito con iodio, destinato al consumo diretto oppure impiegato come ingrediente nella preparazione e nella conservazione dei prodotti alimentari.

  • Tutti i punti vendita devono assicurare la contestuale disponibilità sia di sale arricchito con iodio sia di sale alimentare comune; quest’ultimo viene fornito solo su specifica richiesta del consumatore.
  • Nella ristorazione pubblica (bar, ristoranti, mense, comunità) deve essere messo a disposizione dei consumatori il sale arricchito con iodio.
  • Anche se non sempre viene applicato, nei punti vendita e in particolare negli espositori di sale alimentare, deve essere presente una locandina diretta ad informare la popolazione su principi ed effetti della iodioprofilassi.

Costi e benefici
Per prevenire l’insorgenza di malattie tiroidee, è raccomandabile consumare sale iodato e, anche se il costo è di poco maggiore, i benefici sulla salute umana, non hanno prezzo.Oltre ciò è anche una questione di informazione trasparente, che non sempre viene fornita in modo puntuale e completo ai consumatori.

Autore: Martina Bernardi
Data: 30 ottobre 2014

 

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prof antonio de carlo

il sale iodato reca danni gravi alla salute l agiunta di iodo chimico e composto di di veleni tra qui cianuro

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