Spreco alimentare: LIFE-FOOD.WASTE.STAND.UP. lancia una nuova survey

Immagine di una pattumiera piena di cibo sprecato

Del cibo prodotto nel mondo un terzo finisce nella spazzatura. Il dato è stato diffuso dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, lo scorso 16 ottobre in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione. A contribuire a questo spreco globale sono anche le famiglie italiane. Secondo gli ultimi dati emersi da un’indagine condotta da Coldiretti/Ixè, gli sprechi domestici rappresentano infatti il 54% del totale prodotto nel nostro Paese, superiori a quelli della ristorazione (21%), della distribuzione commerciale (15%), dell’agricoltura (8%) e della trasformazione (2%). Si tratta di una vera e propria emergenza, i cui risvolti non sono solo etici e sociali, considerato che 2,7 milioni di italiani devono fare ricorso alle mense dei poveri o ai pacchi di aiuti alimentari per mangiare, ma anche economici. Tutto questo cibo sprecato vale infatti 16 miliardi di euro ogni anno, e i suoi impatti negativi si riversano sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti.

La nuova survey del Progetto LIFE-FOOD.WASTE.STAND.UP.

Nonostante sempre secondo i dati di Coldiretti/Ixè 7 italiani su 10 abbiano deciso di dare un taglio agli sprechi alimentari, ad esempio facendo più attenzione alla data di scadenza degli alimenti o puntando sulla spesa a chilometro zero per consumare più prodotti freschi, è necessario continuare a fare sensibilizzazione su questo tema.

È questo l’obiettivo del Progetto LIFE-FOOD.WASTE.STAND.UP., co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014 – 2020), e a cui partecipano tutti i soggetti della filiera dell’alimentazione: Federalimentare (capofila), Unione Nazionale Consumatori, Federdistribuizone e Fondazione Banco Alimentare Onlus.

Per dare continuità al suo impegno il Progetto ha lanciato una nuova survey per “tastare il polso” dello spreco alimentare a livello nazionale. Nell’indagine viene chiesto agli italiani in media ogni mese quante porzioni dei prodotti che acquistano gettano nella pattumiera, a quanto ammonta la quantità del cibo sprecato rispetto a quello comprato, per quali motivi buttano il cibo, se lo buttano tutto nella spazzatura o se usano gli avanzi per dare da mangiare ai propri animali domestici, per fare il compost o per donarlo a chi ne ha bisogno.

Attraverso la survey i partner del Progetto cercano anche di capire se i consumatori conoscono realmente il significato delle diciture presenti sulle etichette degli alimenti (come ad esempio la classica formula “da consumare preferibilmente entro”) e se, quando pranzano o cenano fuori casa, sarebbero propensi a portare a casa il cibo avanzato nel piatto. Con queste semplici domande il Progetto punta far capire ai consumatori che, anche con piccoli gesti quotidiani, possono ridurre lo spreco di alimenti tra le mura domestiche e risparmiare sulla spesa. Partecipare è facilissimo, basta cliccare questo link.

Non solo: per aiutare i consumatori a organizzare la spesa e monitorare lo stato dei prodotti alimentari contenuti in dispensa è disponibile l’App Spesa Facile, realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori e scaricabile su Apple store e Play store. Tutte le informazioni sul Progetto LIFE-FOOD.WASTE.STAND.UP. e sul nostro impegno per eliminare gli sprechi alimentari sono disponibili a questo link.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 29 ottobre 2018

 

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