Censis: 12,2 milioni di italiani rinunciano a cure

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In Italia la sanità non è più per tutti. Così il Censis, nel Rapporto presentato al ”Welfare Day 2017′. Sale a 35,2 miliardi di euro la spesa dei cittadini per la sanità (+4,2% nel periodo 2013-2016). E l’area della sanità negata continua ad espandersi. Nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente). Non si ferma il boom della spesa sanitaria privata. La conseguenza sociale è un gorgo di difficoltà e disuguaglianze crescenti. Sono 13 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno sperimentato difficoltà economiche e una riduzione del tenore di vita per far fronte a spese sanitarie di tasca propria, 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o con le banche e 1,8 milioni sono entrati nell’area della povertà.

Nel pubblico liste di attesa sempre più lunghe. È questa la ragione principale per cui tanti italiani vanno nel privato e pagano a tariffa intera. Per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva a 142 giorni. Per una colonscopia l’attesa media è di 93 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Sud 111 giorni. Per una visita cardiologica l’attesa media è di 67 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (+8 giorni rispetto al 2014), 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (+18 giorni rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.

Le distanze tra le sanità regionali si ampliano, almeno per quello che riguarda quanto viene recepito dai cittadini. Il 64,5% degli italiani è soddisfatto del Servizio sanitario, mentre il 35,5% è insoddisfatto. Al Sud i soddisfatti sono solo il 47,3%, mentre sono il 60,4% al Centro, salgono al 76,4% al Nord-Ovest e arrivano all’80,9% al Nord-Est.

Il 31,8% degli italiani è convinto che nell’ultimo anno il Servizio sanitario sia peggiorato, solo il 12,5% pensa che sia migliorato ed il 55,7% ritiene sia rimasto stabile. Al Sud il 38,9% dei cittadini pensa che la sanità della propria regione sia peggiorata, il 13,3% che sia migliorata ed il 47,9% che sia rimasta uguale. Al Centro il 34,2% ritiene che sia peggiorata, l’11,4% migliorata e il 54,3% rimasta uguale. Al Nord-Ovest il 25,2% la giudica peggiorata, l’11,8% migliorata, il 63% rimasta uguale. Al Nord-Est per il 26,1% è peggiorata, per il 13,1% è migliorata e per il 60,8% è rimasta uguale.

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Francesco

Ecco un altro motivo che determina la rinuncia a curarsi: da anni tutti i medici, a qualsiasi branca essi appartengono, prescrivono “integratori alimentari”, come noto a totale carico del cittadino (quindi un dato non rilevabile dal mod. fiscale), dal costo eccessivo soprattutto in presenza di più patologie, e di dubbia efficacia. Domanda: che fine ha fatto la medicina tradizionale di cui, invece, vengono ribaditi i suoi notevoli e continui progressi?

Raffaele

Solo ora si capisce che la Sanità Pubblica la vogliono eliminare?
Lo sapete che piccoli interventi sono a pagamento?
Un tempo per un pronto soccorso, che necessitava di antitetanica, la effettuavano in sede, oggi ti medicano e l’antitetanica te la fai a casa e se succede di venerdi o te la fai prescrivere dalla Guardia medica (se la trovi) o la compri.
Dire che la Sanità è peggiorata significa fare un complimento per chi tende ad abolirla. Intanto loro, i politici, ministri, ecc. hanno cure immediate per loro e i loro familiari tutto spesato, senza file di attesa, e se necessita anche camere in 1a classe.
E dire che fanno schifo è poco.

Daniela

E’verissimo,con 615 euro al mese,pure io non mi curo come dovrei!!

Adry

Certamente gli italiani stanno pagando a caro prezzo questo peggioramento della sanità. Ho patologie e spendo parecchio in farmacia e mi ritengo fortunata con tanti sacrifici da parte di mio marito anche lui sempre in bilico per la salute. Le ferie me le sogno e ci concediamo le cose essenziali, ma penso a coloro messi veramente male. Non era cosi ma con l’arrivo di tanti stranieri, l’italiano paga tutto. Non mi risulta che all’estero sia la stessa storia!

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