Eurostat: per il 28,9% degli italiani curarsi costa troppo

Se per oltre la metà della popolazione dell’Unione europea (il 54,9%) le spese mediche non sono un peso, in Italia il 28,9% dei cittadini dichiara che spendere per curarsi incide decisamente troppo sul budget familiare, percentuale che sale fino al 38,8% quando arriva il momento di aprire il portafoglio per pagare le cure dentistiche e al 19,2% per l’acquisto delle medicine.

Secondo i dati Eurostat, riferiti all’anno 2017, per il 33,9% dei 508 milioni di abitanti dei Paesi Ue la spesa sanitaria è stata in qualche modo onerosa, per l’11,2% molto onerosa, per il 54,9% per niente onerosa.

Cipro è il Paese in cui il maggior numero di persone (39,4%) ha dichiarato che il costo delle cure rappresenta un fardello. A seguire la Bulgaria (32%), l’Italia (28,9%), al terzo posto, e la Lettonia (27,9%). La percentuale più alta di persone che invece ha dichiarato che i costi della sanità non hanno pesato sul budget familiare è stata registrata in Danimarca (86,3%), Slovenia (86,3%), Svezia (86,1%), Norvegia (85,4%), Estonia (84,8%) e Francia (84,1%), mentre in Italia sono solo il 2,5% (per l’68,6% degli italiani è in parte un fardello).

Per quanto riguarda le cure dentistiche, circa metà della popolazione europea (Ue a 28), il 48,1%, non ha riferito particolari problemi ad affrontare esami e terapie. Un altro 35% invece ha sottolineato che andare dal dentista ha avuto un qualche peso economico, mentre il 16,9% si è detto in sofferenza per questa spesa. Cipro è il Paese dove la spesa dentistica è stata percepita come un forte esborso (46,5%), seguito, al secondo posto, dall’Italia (38,8%), la Lettonia (35,5%) e dalla Spagna (33,5%). Invece il 79% dei danesi, il 77,3% degli olandesi ed il 76,9% degli svedesi ritengono che andare dal dentista non sia un problema per il portafoglio (in Italia solo il 2,1%, mentre per il 59% degli italiani si tratta di una spesa che crea qualche problema).

Un altro capitolo riguarda i costi dei farmaci: secondo il 48,7% degli europei (Ue a 28) non ci sono problemi a comprare le medicine, per il 38,7% invece i costi sono consistenti, il restante 12,6% lo considera insostenibile. I Paesi dove la spesa farmaceutica incide maggiormente sono risultati essere la Polonia (39,7%), seguita da Cipro (33,7%), Bulgaria (32,6%) e Lettonia (30,3%). Per l’Italia, al 7° posto, l’acquisto è altamente problematico per il 19,2%, crea qualche problema per il 70,7%, nessun problema per il 10,2%. Nessuna ripercussione per il 90,1% del francesi, 83,8% dei danesi ed il 78,3% degli svedesi.

 

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