Fake news: da UE pacchetto da 2 miliardi in 2 anni

Dall’e-health alla guida automatica, dalla playlist preferita di canzoni alla caccia ai falsi profili sui social network.

Sono solo alcune delle migliaia di applicazioni concrete su cui l’Ue ha deciso di puntare massicciamente presentando oggi un maxipacchetto da 2 miliardi di fondi per i prossimi 2 anni e investendo sul riutilizzo dei grandi dati.

E’ infatti l’ultimo treno per cercare di agganciare Usa e Cina nella corsa allo sviluppo dell’economia digitale dei prossimi anni, legata all’Internet delle cose e che spazierà dall’industria ai trasporti sino all’energia e alla cybersicurezza.

A ricercatori e imprese arriveranno 1,5 miliardi dal programma Horizon 2020 e 500 milioni dal Piano Juncker.

Il nuovo pacchetto Ue sull’intelligenza artificiale prevede misure di tre tipi. Primo, quelle economiche, con investimenti Ue pari a 2 miliardi in meno di due anni e l’intenzione di dedicare risorse molto più consistenti nel prossimo bilancio Ue post 2020, con l’obiettivo di spingere anche stati membri e privati a contribuire in modo sostanzioso.

Viene inoltre proposta una legislazione amica dell’economia dei dati che facilita l’accesso e il riutilizzo a basso costo dei grandi dati (non quelli personali) nei settori scientifico, industriale, dei trasporti, energetico e sanitario. In quest’ultimo settore, l’obiettivo è facilitare anche la vita del paziente, non solo fornendogli la possibilità di cure più personalizzate ma anche di accedere alla propria cartella clinica online e anche da un altro Paese Ue, così come alle ricette mediche.

Secondo, misure di tipo sociale: la parola d’ordine è formazione, per assicurare la transizione di lavoratori già occupati e preparare allo stesso tempo le nuove figure professionali, con il lancio di programmi di tirocinio ad hoc in partenariato con le imprese e finanziati dal Fondo sociale europeo. I primi 6 mila stage all’estero sono disponibili per i neolaureati nel settore delle nuove tecnologie già dall’estate di quest’anno.

Terzo, fornire un quadro legale che assicuri lo sviluppo e l’utilizzo etico dell’intelligenza artificiale dei grandi dati, con la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc e nuove norme anche a tutela dei consumatori che arriveranno entro metà 2019. La privacy è già garantita dalle nuove rigide norme Ue, in vigore dal 25 maggio.

Le cifre sulla corsa all’intelligenza artificiale, infatti, parlano chiaro: gli investimenti privati in Europa (2,4-3,2 miliardi) sono 5-6 volte inferiori a quelli negli Usa (12,1-18,6 miliardi) e tre volte in meno che in Asia (6,5-9,7 miliardi), mentre a livello pubblico gli Usa hanno già investito 1 miliardo nel 2016 solo in progetti non classificati e la Cina 1,7 miliardi in un unico parco tecnologico.

 

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