Istat: spesa famiglie, differenza tra nord e isole

I livelli più elevati si registrano nel Nord (2.875 euro al mese nel Nord-ovest e 2.844 nel Nord-est), seguono il Centro (2.679 euro), il Sud (2.071 euro) e le Isole (1.983 euro). Il divario tra il valore più elevato del Nord-ovest e quello più basso delle Isole è pari a poco meno di 900 euro, il 45% in più in termini relativi. Lo rileva l’Istat.

Rispetto al 17,8% di media nazionale, la quota per la spesa alimentare è il 22,5% nel Sud e il 21,6% nelle Isole, e ha il valore minimo nel Nord-est (15,7%); nel Nord-ovest è il 16,5% e nel Centro il 16,9%. Nelle spese delle famiglie con minori disponibilità economiche, come medimente nel Sud e nelle Isole, pesano di più quelle destinate al soddisfacimento dei bisogni primari, quali appunto quelle per i beni alimentari.

Lombardia, Trentino-Alto Adige (entrambe con 3.051 euro) ed Emilia-Romagna (2.958 euro) sono le regioni con la spesa media mensile più elevata. Al contrario, la Calabria è ancora la regione con la spesa più contenuta, pari a 1.807 euro, circa 1.250 euro meno della spesa più elevata, seguita dalla Sicilia con 1.943 euro.

Rispetto alla tipologia di comune, in quel-li centro di area metropolitana si spende di più, mediamente 2.829 euro, 206 euro in più rispetto alle famiglie residenti nei comuni periferici delle aree metropolitane e in quelli con almeno 50mila abitanti (che hanno registrato la maggiore crescita, +4% nel 2017) e 375 euro in più rispetto agli altri comuni fino a 50mila abitanti. Cambia anche la composizione: nei comuni centro di area metropolitana, la più bassa quota destinata ai beni alimentari (15% contro il 17,8% e il 18,8% delle altre due tipologie di comuni). In questi stessi comuni, le spese per l’abitazione pesano sul bilancio familiare per il 41%, rispetto al minimo di 33,1% nei comuni fino a 50 mila abitanti. Scorporando gli affitti figurativi, la differenza è molto più contenuta: 13,9% contro l’11,1% dei comuni più piccoli.

Nei piccoli centri è più alta la quota di spesa destinata ai Trasporti, dove raggiunge il 12,3% (301 euro mensili), mentre è il 9% nei comuni centro delle aree metropolitane (255 euro). Sembrano invece indipendenti dalla tipologia comunale le quote di spesa per Sanità, Mobili, articoli e servizi per la casa (di poco superiori al 4%), Comunicazioni, Ricreazione, spettacoli e cultura e Servizi ricettivi e di ristorazione (intorno al 5% in tutte e tre le tipologie comunali).

In Italia, il 17,2% delle famiglie paga un affitto per l’abitazione in cui vive. La percentuale è più bassa nelle Isole (13,2%) e più alta nel Nord-ovest (18,7%), mentre vivono in affitto il 16,4% delle famiglie nel Nord-est, il 18% nel Centro e il 17% nel Sud.

La spesa media per le famiglie che pagano un affitto è di 400 euro mensili a livello nazionale, ed è più elevata nel Centro (474 euro) e nel Nord (415 euro nel Nord-ovest e 438 euro nel Nord-est) che nel Sud (301 euro) e nelle Isole (309 euro). Nei comuni centro di area metropolitana si paga mediamente un affitto pari a 480 euro mensili, 73 euro in più della media osservata nei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti e 129 euro in più dei comuni fino a 50 mila abitanti.

Il 19,6% delle famiglie che vivono in abitazioni di proprietà (quasi 3,7 milioni di famiglie) paga un mutuo. E’ maggiore la percentuale di famiglie proprietarie che paga un mutuo nel Nord (26,0% nel Nord-ovest e 22,0% nel Nord-est) e nel Centro (20%) che nel Sud (13,1%) e nelle Isole (10%). Questa voce di bilancio, essendo un investimento, non rientra nel computo del-la spesa per consumi, anche se, per le famiglie che lo sostengono, rappresenta un esborso molto consistente, pari, in media, a 574 euro mensili.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 20 luglio 2018

 

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