Commissione di massimo scoperto

Nei contratti di conto corrente caratterizzati dalla concessione di un fido (un prestito accordato dalla banca al cliente che permette a quest’ultimo di andare “in rosso” sul conto fino alla cifra concessa) si definisce “commissione di massimo scoperto” la percentuale, calcolata al tasso convenuto, che gli istituti di credito addebitano al cliente sul massimo saldo negativo registrato ogni trimestre e che va ad aggiungersi agli interessi convenzionali.

Per comprendere meglio il meccanismo, si pensi, ad esempio, al caso in cui la banca conceda al cliente un fido di 50 mila euro, sotto forma di scoperto di conto corrente. Ciò vorrà dire che il cliente potrà andare “in rosso” sul conto per una cifra pari all’ammontare del fido (e quindi, nel nostro caso, 50 mila euro). Sullo scoperto, la banca praticherà un tasso d’interesse a debito, ad esempio del 10 per cento l’anno. A ciò, andrà ad aggiungersi la “commissione di massimo scoperto”, giustificata dal fatto che la facoltà di andare in scoperto implica un costo per la banca, poiché quest’ultima si impegna a mettere a disposizione l’importo del fido concesso, utilizzabile senza preavviso.

Autore: Sonia Galardo
Data: 12 gennaio 2009

 

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Penso che è l’ennesima truffa nei confronti dei correntisti perchè la commissione di massimo scoperto è stata superata grazie all’intervento di Bersani: ADESSO SE HAI UN FIDO PAGHI QUANTO CONCORDATO (LO DECIDE SOLO LA BANCA, TU NATURALMENTE PUOI RINUNCIARE AL FIDO) SI PAGA 2% (0,5 OGNI TRE MESI) SULL’AMMONTARE DEL FIDO ANCHE SE NON LO ADOPERI (NON CIOE’ SE NON VAI IN ROSSO).

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