Umidificatori, deumidificatori e condizionatori in casa: come regolarli?

Contro i malanni di stagione è importante limitare l’umidità degli ambienti regolando nel giusto modo umidificatori, deumidificatori e condizionatori, come abbiamo già spiegato in questo articolo. È una regola che vale soprattutto se si hanno dei bambini a casa.

Abbiamo chiesto qualche consiglio utile alla dottoressa Adima Lamborghini, componente del Comitato scientifico della FIMP, la Federazione italiana medici pediatri.

 

Troppa umidità in casa cosa può provocare?

Nel periodo invernale l’abbassarsi delle temperature favorisce la diffusione dei virus stagionali. In particolare, esistono degli standard stabiliti dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che precisano come livelli di umidità relativa maggiore al 50% incrementano il livello di acari della polvere, mentre valori maggiori al 60% favoriscono anche l’aumento di funghi e batteri. L’umidità relativa di un ambiente dipende, oltre che dalle condizioni esterne ambientali, dal microambiente domestico: isolamento, piccole perdite idriche, stato delle mura, numero delle persone conviventi. Essa, inoltre, può variare considerevolmente nell’arco della stessa giornata. Si calcola che nei Paesi occidentali una percentuale variabile tra il 10 e il 50% delle abitazioni sia caratterizzata da umidità eccessiva. Essa è associata a un maggiore rischio di sintomi respiratori, infezioni e riesacerbazioni dell’asma.

L'immagine di un deumidificatore

Quali sono i consigli da seguire per utilizzare correttamente umidificatori e deumidificatori?

L’utilizzo dei dispositivi per modificare l’umidità ambientale, sia che si tratti di umidificatori che di deumidificatori, deve essere regolato dal contemporaneo monitoraggio dell’umidità relativa attraverso l’uso dei misuratori. È molto importante prestare attenzione alla comparsa di muffe che indicano la presenza di eccessiva umidità all’interno di un ambiente. Queste muffe solitamente tendono a comparire nelle zone più fredde dove si forma la condensa.

Come ci si può proteggere dall’inquinamento domestico?

L’inquinamento domestico è la risultante di molti fattori, tra cui l’umidità eccessiva, la scarsa ventilazione e la crescita di acari e funghi, con una conseguente maggiore esposizione ad allergeni, tossine e irritanti. Soprattutto gli attacchi fungini sui materiali utilizzati per arredi e costruzioni ne aumentano la degradazione chimica e producono la liberazione di composti volatili organici, tra cui la formaldeide, costringendo spesso all’utilizzo – anche improprio – di altri composti chimici tra cui i pesticidi. Un’adeguata ventilazione rimuove e diluisce i contaminanti e l’umidità prodotti all’interno dell’ambiente e aumenta la variabilità della flora microbica presente internamente, contrastando l’eccessiva crescita di singole specie di germi.

Con l’arrivo delle stagioni più calde, come occorre utilizzare il condizionatore se si ha un bambino in casa?

Nella stagione calda l’umidità relativa elevata è un fattore negativo perché il processo di raffreddamento provoca la produzione di aria secca che, se non adeguatamente regolata, dà irritazione cutanea e delle mucose. Inoltre, in presenza di alte temperature l’acqua dispersa nell’aria aumenta di quantità. I sistemi di condizionamento provocano la formazione di condensa che precipita sui sistemi di raffreddamento. L’esposizione ai contaminanti indoor prodotti dalle attività domestiche e dai sistemi di ventilazione – con o senza condizionamento – può produrre una serie di sintomi di varia gravità, che vanno dalla percezione di odori sgradevoli fino a malattie vere e proprie – ad esempio la cosiddetta ‘malattia dei legionari’ – e che oggi vengono ricondotti a una sindrome detta della ‘sick building’. Soprattutto se si hanno bambini in casa, è necessario mantenere una buona disinfezione delle superfici che vengono a contatto con l’acqua, per il rischio di proliferazione di funghi e batteri, anche se questo espone all’immissione nell’aria delle sostanze ad azione disinfettante e di altri contaminanti, se non effettuata correttamente. È inoltre indispensabile assicurare un ricambio di aria che viene calcolato in almeno 20-25 l/sec per persona, per evitare l’insorgenza di sintomi di malessere. È poi opportuno non ridurre eccessivamente la temperatura, ma utilizzare soprattutto la funzione deumidificazione per evitare di ridurre eccessivamente il contenuto di acqua dell’aria dell’ambiente.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 19 febbraio 2019

 

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