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Cartella esattoriale: ecco cosa fare

cartella esattoriale

Cosa fare quando si riceve una cartella esattoriale? È sempre necessario pagare o si può fare ricorso ottenendo l’annullamento? Sono queste fra le domande più frequenti che ci rivolgono i consumatori.

Ecco allora qualche consiglio per capire, analizzando la cartella esattoriale ricevuta dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione se c’è una possibilità di opporsi o se non resta che pagare.

Cos’è una cartella esattoriale

La cartella esattoriale è l’atto con il quale l’Ente Esattore agisce per recuperare un credito, nella fattispecie derivante da multe non pagate, dei Comuni o del Ministero dell’Interno.

Se si riceve una cartella esattoriale, è possibile fare Ricorso al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica, per vizi di notifica del verbale di contravvenzione (o dei verbali di contravvenzione) sottesi all’emissione della cartella medesima: in pratica, se il cittadino non ha mai ricevuto il verbale (o i verbali) dell’epoca, può richiedere al Giudice di annullare la cartella. Altri motivi di contestazione riguardano la prescrizione del diritto a riscuotere, l’illegittima applicazione della maggiorazione per ritardato pagamento, l’illegittima duplicazione della sanzione.

Il suggerimento, quindi, è quello di analizzare sempre molto attentamente il contenuto della cartella notificata anche perché spesso le indicazioni ivi contenute e la descrizione dei pagamenti risultano difficilmente comprensibili ad un’analisi sommaria. Frequentemente, infatti, non sono allegati alla cartella i verbali di contravvenzione o gli atti successivi e risulta necessaria un’attenta lettura della data di tali provvedimenti, della data della notificazione, della relata di notificazione, degli importi, delle maggiorazioni e delle spese del procedimento, della data di iscrizione a ruolo delle somme pretese.

Le verifiche da effettuare sulla cartella esattoriale

La prima verifica è quella sui termini: infatti, la cartella esattoriale deve essere notificata entro 5 anni dalla data di ricevimento dei verbali di contravvenzione. Se riceviamo una cartella oltre tale termine, gli importi richiesti risultano prescritti e, pertanto, il Giudice non potrà fare altro che dichiarare tale prescrizione, accogliere il ricorso e annullare la cartella di pagamento.

La seconda analisi da effettuare è più semplice ed è relativa all’effettiva notificazione dei verbali dell’epoca. Purtroppo, infatti, l’Ente Esattore notifica ai cittadini cartelle esattoriali per multe mai consegnate: anche in tal caso la cartella sarà nulla perché le multe devono essere notificate entro 90 giorni dall’infrazione (e non a distanza di anni!).

Casi di nullità delle cartelle esattoriali

Bisogna prestare attenzione, quindi, alla relazione di notifica dei verbali dell’epoca contenuti nella cartella esattoriale. Anche perché, si può verificare l’ipotesi di una cartella esattoriale emessa in relazione a verbali di contestazione la cui notificazione sia irregolare.

L’atto potrebbe essere consegnato a persona non abilitata alla ricezione dello stesso e, quindi, la notificazione risultare nulla ai sensi di legge. Ipotesi frequente, specie nelle città, è quella della consegna dell’atto al portiere dello stabile. L’art. 139, 3° co., c.p.c. consente la consegna del documento da notificare al portiere soltanto nell’ipotesi in cui né il destinatario stesso né una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda siano state reperite. Tale infruttuosa ricerca deve essere verbalizzata nella relata. Spesso accade che l’incaricato della notifica ometta di effettuare tale verifica limitandosi (per comodità) a lasciare gli atti nelle mani del portiere.

Secondo pacifica giurisprudenza della Suprema Corte la mancata ricerca delle persone ulteriormente abilitate a ricevere l’atto indicate nel comma 2° dell’art. 139 c.p.c. unitamente alla relativa certificazione nella relata di notifica, al fine di giustificare la consegna dell’atto al portiere dello stabile, determinano la nullità della notificazione. Inoltre, per la regolarità della notifica del verbale in questione, la legge prevede che l’organo notificatore dia notizia al destinatario dell’avvenuta notifica mediante l’invio di lettera raccomandata, così come prescritto dal comma 4° dell’art. 139 c.p.c. Quindi, se i verbali inseriti nella cartella esattoriale sono stati, all’epoca, lasciati al portiere, l’Amministrazione dovrà dimostrare di aver inviato la seconda raccomandata: in caso contrario, tutta la cartella sarà nulla.

Infine, bisogna citare il caso di cartella esattoriale emessa in relazione a verbali di accertamento contro i quali era stato proposto tempestivo ricorso al prefetto. In questi casi il motivo di ricorso avverso la cartella sarà  la mancanza del provvedimento prefettizio previsto a pena di nullità dalla legge.

Inutile sottolineare quanto sia importante conservare tutti i documenti e i dati relativi ai ricorsi presentati per un tempo di almeno 5 anni dalla presentazione degli stessi.

Se hai ricevuto una cartella esattoriale e vuoi essere sicuro di muoverti con il piede giusto, chiedi assistenza all’Unione Nazionale Consumatori. Sapremo supportarti e risolvere il tuo problema.

Leggi anche: Ho ricevuto una cartella esattoriale riguardante verbali che non mi sono mai stati notificati. Posso oppormi al pagamento? Risposta sul verbale di una multa non notificato

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 19 settembre 2018

Truffe anziani, l’inchiesta

Abili seduttori, capaci di scegliere tempi e modi per far cadere nella trappola l’anziano: questo l’identikit dei truffatori che sempre più spesso scelgono tra le loro vittime anche le persone anziane.

Arrivano nelle case soprattutto di mattina, quando è più facile trovare l’anziano da solo, si presentano spesso con la scusa di conoscere un familiare e talvolta riescono a far firmare contratti capestro o a carpire informazioni sensibili come le coordinate bancarie.

Frequente il caso di persone che si spacciano per impiegati che lavorano per enti di recupero crediti e richiedono somme di denaro. A tal proposito, è bene sapere che nessuno (né una banca, né un ente  di riscossione) manda un funzionario presso la nostra abitazione. Non apriamo dunque la porta e se proprio abbiamo un dubbio, facciamo una telefonata alla nostra banca per le opportune verifiche.

O ancora i truffatori fermano il malcapitato di turno per strada offrendosi di accompagnarlo alla posta o in banca con l’unico intento di reperire informazioni utili a truffarlo.

Seppur molti anziani sanno difendersi benissimo da soli, può essere utile dare qualche consiglio per non cadere nella trappola:

• Non aprite la porta a sconosciuti: può sembrare questo un consiglio negativo che suggerisce un atteggiamento di chiusura all’anziano il quale già troppo spesso vive condizioni di  solitudine. Purtroppo però l’esperienza ci insegna che aprire la porta può far prendere coraggio a chi vuole importunarci (sia esso un venditore insistente o anche un vero e proprio truffatore) e a far cadere le difese psicologiche della persona anziana che avrà più remore a liberarsi bruscamente di chi lo sta importunando rispetto a quanto potrebbe fare un giovane.

• Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o alla posta, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.

• Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.

• Se qualcuno vi importuna, fingete di ricevere una telefonata o chiamate una persona cara magari facendo credere che vi raggiungerà di lì a poco.

• Non firmate nessun modulo o contratto, in ogni caso fatevi lasciare una copia per farla visionare a un vostro familiare.

• Siete sempre in tempo per ripensarci! il diritto di recesso si può esercitare entro 14 giorni dalla stipula del contratto (per i contratti di fornitura di servizi) e dalla consegna dei beni (se avete acquistato dei prodotti). Se invece non siete stati informati sul diritto di recesso, il termine sarà di 12 mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi, in totale, 14 giorni più 12 mesi) e per farlo potete sempre contare sull’aiuto dei nostri esperti. 

• Un consiglio che poi può sembrare bizzarro ma è molto utile è poi quello di avere cura della propria spazzatura e della buca postale da cui si possono carpire informazioni sulla famiglia, indirizzi…

Utili consigli possono essere poi dati anche alle persone care:

• Non lasciate sole le persone anziane, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problemi quotidiani.

• Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti, dimostratevi disponibili in caso si necessità, invitate gli anziani a chiedere aiuto a voi o  ad un vicino di casa, oppure spiegate loro che in caso di problemi è bene contattare il 113.

• Create una rete di solidarietà: non fate sentire soli i vostri cari.

Anche gli impiegati di banca o degli uffici postali possono aiutare le persone anziane:

• Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta spropositata di denaro contante, dedicate un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma.

• Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessuna persona è autorizzata a chiedere informazioni.

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Autore: Sonia Galardo
Data: 20 luglio 2018

Benzina: 10 mosse per risparmiare

Come viaggiare in automobile risparmiando carburante? Ecco alcuni preziosi accorgimenti:

1) GOMME SEMPRE GONFIE: viaggiare con le gomme sgonfie può comportare aumenti di consumo anche del 10 per cento perché la vettura fa più fatica ad avanzare; la pressione (quella ottimale è indicata sul libretto dell’auto), dunque, andrebbe controllata almeno una volta al mese. Per un vantaggio extra andrebbe aumentata di un paio di decimi di bar.

2) CLIMATIZZATORE E FINESTRINI: è vero che il climatizzatore consuma parecchio e andrebbe usato con cautela, ma anche tenere i finestrini aperti compromette l’aerodinamica della vettura; meglio, dunque, viaggiare con i finestrini chiusi e affidarsi al ricircolo ed al climatizzatore.

3) NON APPESANTIRE IL BAGAGLIAIO: il peso superfluo aumenta i consumi, oltre a peggiorare la stabilità dell’auto e gli spazi di frenata.

4) FRENATE E RIPARTENZE: è importante cercare di far scorrere la vettura il più possibile evitando continue frenate e ripartenze.

5) ACCELERARE GRADUALMENTE E NON TIRARE LE MARCE: ogni auto ha il suo regime ottimale per cambiare che coincide con quello di “coppia massima”, riportato dal libretto di uso e manutenzione (più alto nei motori a benzina, molto più basso nei motori diesel). A questo serve il contagiri: mantenere il regime di coppia massima in ogni circostanza; con il cambio automatico è consigliabile scegliere l’opzione “economy”, poi basta accelerare dolcemente.

6) DISCESA A FOLLE: è un mito da sfatare perché anche in folle c’è un afflusso di carburante. Mai spegnare il motore, perché non funzionerebbe il servofreno ed il servosterzo, con evidenti rischi molto severi.

7) “FARLA SCORRERE IN CURVA”: l’automobile in curva consuma di più perché c’è più resistenza da parte dei pneumatici; per questo motivo, quando è possibile, sarebbe meglio fare traiettorie “rotonde”.

8) USARE IL “CUT OFF”: quando si rallenta è meglio innestare la marcia più alta e rilasciare la frizione: la centralina del motore interromperà il flusso di benzina (si chiama appunto cut off).

9) REGOLATORE DI VELOCITA’: se la vettura è dotata di cruise control, la sua missione è di mantenere la velocità impostata su tutte le pendenze evita sprechi, ma attenti a usarlo solo nelle condizioni corrette: strada aperta, pro traffico.

10) EVITATE L’ANSIA DA FILA SULLE TANGENZIALI E SULLE AUTOSTRADE: la guida a cavalletta saltando da una corsia all’altra è inutile, tanto la fila che scorre è sempre quella che avete appena lasciato, e il consumo di carburante insieme al logorio del veicolo raddoppiano.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 11 luglio 2018

Vacanza sicura: i nostri consigli

vacanze rovinate consumatori

Stai programmando le tue vacanze e quest’anno hai deciso di acquistare un pacchetto turistico? Ecco a cosa bisogna stare attenti per evitare brutte sorprese e godersi a pieno il proprio relax!

PRIMA DI PARTIRE

• richiedere copia del contratto che si sottoscrive, accertando che faccia chiaro riferimento alle offerte contenute nel catalogo informativo (in questo caso le indicazioni fornite da depliants e brochures saranno vincolanti per l’organizzatore);
• se si sottoscrive una polizza di assicurazione, leggere attentamente le condizioni contrattuali (attenzione alla previsione di franchigie, spese non rimborsabili, etc.);
• qualora la destinazione sia un paese straniero, verificare la necessità di adempimenti burocratici o sanitari (documenti di espatrio, visto di ingresso, vaccinazioni, etc.);
• opporsi, per iscritto, ad eventuali richieste di ulteriori esborsi da parte dell’agenzia quando mancano meno di venti giorni alla partenza (entro tale termine la legge vieta qualsiasi maggiorazione del prezzo e se l’aumento eccede il 10% del costo complessivo del pacchetto, il consumatore potrà comunque recedere dal contratto);

DURANTE LA VACANZA

• il soggiorno deve svolgersi esattamente come previsto (ogni modifica del programma o della sistemazione alberghiera legittimano il consumatore al rimborso del prezzo per la prestazione non goduta oltre al risarcimento del danno);
• rivolgersi ai rappresentanti dell’organizzazione sul posto per segnalare ogni difformità rispetto al contratto di viaggio (è utile precostituire la prova scritta delle lamentele inoltrate);
• documentare gli eventuali disagi tramite fotografie, dichiarazioni sottoscritte da altri turisti, fatture di spesa (saranno indispensabili per ottenere dal Giudice il risarcimento dei danni).

AL RIENTRO

• entro 10 giorni dal rientro, nel caso di difformità o disservizi, formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a.r. indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza all’Unione Nazionale Consumatori;
• conservare, in ogni caso, il catalogo, la documentazione di viaggio e la documentazione comprovante l’eventuale inadempimento del tour operator.
L’Unione Nazionale Consumatori offre ogni anno assistenza a migliaia di consumatori che ci segnalano danni da vacanza rovinata.

Se vuoi ricevere assistenza personalizzata, vai allo sportello Turismo-Viaggi

Da luglio 2018 entreranno in vigore nuove norme in materia di turismo, per approfondire  Viaggi: cosa cambia con la nuova normativa europea

Autore: Anna Antico
Data: 28 maggio 2018

Congelatore: come sceglierlo

Il primo dubbio quando si sceglie il congelatore è se è meglio preferire quello orizzontale (a pozzetto) o quello verticale (ad armadio, come il frigorifero).

  • Il congelatore orizzontale occupa più spazio ed è meno facile l’accessibilità e la ricerca dei prodotti, ma ha il duplice vantaggio che può essere spostato facilmente (ha le rotelle) e spreca meno energia perché l’apertura orizzontale limita lo scambio fra l’aria fredda e l’aria calda, con perdite di freddo minime. Ha una capacità che può raggiungere i 500 litri e per regolarsi nell’acquistdo bisogna tenere presente che in genere occorrono 40 litri a persona.
  • Il congelatore verticale è dotato di cassetti estraibili dove si possono suddividere meglio gli alimenti, che sono ben visibili e accessibili, ma i cassetti limitano lo sfruttamento dello spazio interno e allungano il tempo di apertura, con maggiore dispersione del freddo e consumo di energia. Ha anche una capacità netta inferiore, che può arrivare a 260 litri.

In ogni caso, è meglio scegliere congelatori con il simbolo 4 stelle, che raggiungono i 30 gradi sotto zero; solo a queste temperature è possibile congelare i cibi freschi in modo rapido e ottimale, in quanto l’acqua organica in essi contenuta forma piccoli cristalli di ghiaccio che non ne alterano la qualità e che durante lo scongelamento non provocano la fuoriuscita di molta acqua. Tali apparecchi dispongono di un vano per la congelazione rapida dei cibi freschi. Non è opportuno inserire nel vano più del 10 per cento della sua capacità, ai fini di un buon congelamento. Nei congelatori a 3 stelle, invece, la temperatura raggiunge i 18 gradi sotto zero, sufficiente per conservare i surgelati, ma non indicata per congelare.

Alcuni modelli di congelatori sono “no frost”, termine inglese che significa niente brina: nell’apparecchio c’è un ventilatore sempre funzionante (tranne quando si apre la porta) che fa circolare bene l’aria fredda all’interno, più alcune resistenze, dette di sbrinamento, che funzionano per alcuni minuti secondo cicli stabiliti da un timer; questi accessori eliminano l’umidità e riducono drasticamente la formazione di brina sulle pareti e sulle confezioni dei prodotti.

Nella scelta dell’apparecchio c’è da considerare ovviamente anche il consumo di energia elettrica, che deve essere indicato obbligatoriamente in etichetta tramite una lettera dalla A alla G. Le prime tre lettere, cioè A, B e C, garantiscono il miglior isolamento termico e quindi consumi più bassi fino al 50 per cento. Bisogna tenere presente anche se si abita in una zona fredda o calda e scegliere l’apparecchio secondo la “classe climatica”. La classe “T” indica che l’apparecchio funziona perfettamente con temperature esterne fino a 43 gradi, “ST” fino a 38 gradi e le classi “SN” o “N” fino a 32 gradi.

A questo punto è doveroso guardare se l’apparecchio ha il marchio “IMQ”, l’istituto delegato per legge a certificare la sicurezza e la qualità dei prodotti elettrici costruiti secondo la “regola dell’arte”. Il marchio viene rilasciato dopo numerose e opportune prove di laboratorio, ma i fabbricanti non sono obbligati a richiederlo, perché è facoltativo. E’ chiaro comunque che un fabbricante lo richiede quando è certo della qualità e della sicurezza dei suoi modelli. L’IMQ ha fornito anche alcuni consigli per l’acquisto e l’uso del congelatore.

• E’ consigliabile scegliere modelli a sbrinamento automatico o semiautomatico: evitano l’inconveniente di dover interrompere il funzionamento dell’apparecchio che, riavviandosi, consuma più energia.

• Controllare lo spessore delle pareti e della porta o del coperchio, evitando di acquistare apparecchi troppo leggeri, perché disperdono maggiormente il freddo e, quindi, consumano di più.

• Prestare attenzione alla rumorosità. Il congelatore sta acceso continuamente, quindi è importante che sia silenzioso.

• Preferire i modelli dotati di tasto per il congelamento rapido degli alimenti.

Collocare il congelatore nel punto più fresco della cucina e, comunque, lontano dalle fonti di calore o dalle finestre, facendo attenzione a lasciare uno spazio di almeno 10 cm tra la parete e il retro dell’apparecchio. Questi apparecchi possono essere collocati anche in cantina.

• Fare attenzione che la superficie sulla quale viene collocato il congelatore sia perfettamente in piano. Ciò vale, in particolare, per i congelatori verticali. In caso contrario, con il passare del tempo, la porta non si chiuderebbe più perfettamente.

• Se l’apparecchio non è dotato di sbrinamento automatico, sbrinare le pareti interne quando lo strato di ghiaccio è di circa 5 mm di spessore. Uno spessore maggiore sottrae maggiore freddo all’interno (oltre a ridurre il volume disponibile).

• Almeno una volta l’anno, pulire il condensatore che si trova nella parte posteriore del congelatore e che serve a disperdere il calore prodotto dall’apparecchio. Ciò consente di conservare al meglio l’efficienza del congelatore e di non far aumentare i consumi. Questa operazione va effettuata dopo aver staccato la spina.

Controllare periodicamente che le guarnizioni di gomma della porta o del coperchio siano sempre in buono stato, avendo cura di sostituirle qualora appaiano consumate o schiacciate.

• Per la pulizia interna ed esterna, usare solo i prodotti consigliati nel libretto di istruzioni in quanto ogni materiale richiede detergenti specifici.

Una volta l’anno, spegnere l’apparecchio, svuotarlo completamente e pulirlo con cura.

 

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 8 maggio 2018

Carnevale in sicurezza

UNC Carnevale

Per un Carnevale in sicurezza, soprattutto per i più piccoli è necessario seguire qualche accorgimento. Innanzitutto, nell’acquistare le maschere di Carnevale è bene controllare che non abbiano bordi taglienti e parti acuminate e che lascino un’apertura sul volto tale da evitare il rischio di soffocamento; se poi si sceglie di indossare parrucche, costumi o barbe finte bisogna sempre leggere con attenzione le etichette per controllare che non vi sia il rischio di infiammabilità.

Per quanto riguarda l’utilizzo di bombolette spray di schiume colorate e stelle filanti ricordiamo che, seppur attraggono tanto i più piccoli, non sono adatte a loro. Anche se spesso al supermercato le troviamo sugli scaffali insieme a maschere e coriandoli, non si tratta infatti di giocattoli perché solitamente non hanno superato le prove di sicurezza riguardanti l’assenza di sostanze che possono irritare gli occhi. E’ dunque fondamentale una costante supervisione dei genitori non solo per evitare il contatto con gli occhi, ma anche che la schiuma venga spruzzata su persone e vestiti, perché potrebbe comunque raggiungere il volto.

Attenzione anche ai classici “trucchi” usati nel mascheramento, come fondotinta e rossetti: in particolare, diffidiamo di cosmetici di bassa qualità, magari acquistati sulle bancarelle, perché potrebbero provocare allergie e irritazioni alla pelle, soprattutto se si considera che quella dei bambini è particolarmente delicata. Insomma seguendo alcune precauzioni e un po’ di buon senso, a Carnevale ci si può divertire in sicurezza!

Autore: Simona Volpe
Data: 8 febbraio 2018

Auto: occhio ai ricambi taroccati

ricambi taroccatiLa contraffazione nei ricambi auto non ha ancora dimensioni dilaganti, ma è molto pericolosa. In questo campo è doveroso distinguere tra diverse aree di problemi:

•    Ricambi contraffatti: è il caso di pastiglie e dischi freno marcati Brembo, prodotti in area asiatica; lubrificante minerale addittivato presentato nelle confezioni con il marchio Mobil 1 o Shell prodotto da raffinerie anche di grandi dimensioni, venduto in fusti da 10 galloni (~ 45 litri) per usi industriali, e trasformato in lattine o manichette da 4,5 litri, con i marchi suddetti, da “imbottigliatori”. Acquisire i marchi e riprodurli, con l’aiuto di tipografie compiacenti è gioco da ragazzi.

•    Ricambi spacciati per “qualità conforme”, come definita dal Regolamento Europeo 1400/2002 (Direttiva Monti), e ripresa dal Regolamento Europeo 461/2010, cioè “ricambi non della Casa o del fornitore di primo equipaggiamento, ma rispondenti alle specifiche costruttive e funzionali del Costruttore”; secondo  questi Regolamenti l’utilizzo di questo tipo di ricambi non pregiudica la Garanzia e del lubrificante è da considerarsi un ricambio a tutti gli effetti.

•    Compatibili: sono ricambi compatibili che possono essere montati senza modifiche all’auto, ma le cui caratteristiche non è detto che siano quelle prescritte; nel gergo corrente tale tipologia è definita “ricambio commerciale”, ed è particolarmente diffusa nei filtri (olio, aria) e nella carrozzeria. Un fenomeno emergente è quello dei turbocompressori, organi particolarmente delicati e costosi, del costo, come ricambio, tra i € 600 E € 1.500, la cui produzione, cosiddetta OEM, è generalmente affidata a industrie operanti in Cina, che in spregio ai vincoli contrattuali non esitano a offrire turbine compatibili, con marchio diverso, intercambiabili con le originali ad una frazione del prezzo (tra $ 100 e $ 200). Quello che non si sa, è ovviamente quanto siano paragonabili con le originali, sottoposte a severi controlli di qualità, in termini di affidabilità, tenendo conto della sollecitazione estrema cui sono sottoposte in esercizio (160.000 giri/minuto, temperatura 800°C).

•    Di recupero, revisionati o  rettificati: provengono dal processo di demolizione di autoveicoli o dalla lavorazione di componenti recuperati da riparazioni precedenti, che potrebbero essere, in origine di una qualsiasi delle tre categorie suddette, ma in sostanza “Usati”, sia pure con diversi livelli di affidabilità e quindi di vita residua. In questa categoria abbondano componenti critici  per la sicurezza, come pompa del servofreno, dei freni, dell’acqua, del carburante e simili.

La chiave del possibile inganno al consumatore è nelle mani dell’officina, che si procura i ricambi come meglio crede e può dichiarare al cliente quello che crede, perché le possibilità di controllo puntuale sono oggi pressoché zero.

Le turbine “compatibili” sopra descritte sono largamente usate nell’applicazione della Garanzia convenzionale per veicoli usati, dove, grazie alla nota di chiarimento al D.Lgs. 24 dell’allora Ministro Bersani, basta un orizzonte di durata di mediamente di 6 mesi, per terminare il periodo di garanzia, dopo di che liberi tutti.

La chiave del contrasto al fenomeno nella sua interezza è l’etichettatura del ricambio, di qualsiasi specie esso sia con indicazioni inequivocabili sulla sua identificazione rispetto al codice originale della casa, mediante etichetta autoadesiva, con codice a barre, da incollare sulla fattura per evidenza anche ai fini della garanzia legale. Dal Maggio 2018 con il recepimento della direttiva Europea 2014/45 il consumatone è direttamente responsabile di mantenere il veicolo i condizione di conformità alle caratteristiche di produzione, e accettare o permettere l’impiego di ricambi più economici ma non tracciabili  potrebbe tradursi  anche in pesanti sanzioni economiche.

I ricambi provenienti da rettifica o demolizione, comunque utilizzati per il “trapianto”) dovrebbero sempre riportare l’indicazione di:

•    Numero di codice originale

•    Data di revisione / rettifica

•    Firma del responsabile tecnico dell’ente di rettifica

•    Numero di telaio dell’auto di provenienza (donatrice).

Per i pneumatici l’etichetta oltre ai dati già noti come categoria di caratteristiche, dovrebbe riportare anche l’identificazione del pneumatico, riportando:

•    Numero di lotto, settimana e anno di produzione (il Dot).

•    Marca

•    Tipo (invernale, M+S, ecc).

Il preventivo del’officina dovrebbe, anche per rispettare il Codice del Consumo, obbligatoriamente riportare analiticamente la tipologia di ricambio su cui si basa l’offerta e le conseguenze della scelta indicata in termini di aspettativa di durata (MTBF) del ricambio installato.

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Autore: Raffaele Caracciolo
Data: 17 ottobre 2017

ABC garanzia auto

La garanzia auto è regolata dal D.Lgs. 206 del 6/9/2005, denominato Codice del Consumo,  periodicamente aggiornato introducendo via via i nuovi provvedimenti che riguardano la protezione del Consumatore, generalmente per iniziativa della CE; oggi vige l’ultimo aggiornamento del 2012 (D.L. 1/2012, che estende la protezione dalle pratiche commerciali scorrette alle micro imprese).

Attenzione al doppio binario che si è creato: chi acquista un’auto come Consumatore ha diritti sanciti dal Codice del Consumo, mentre chi acquista come figura giuridica, cioè con la sua partita IVA esposta in fattura, continua a applicare il codice civile, ma solo se l’auto è stata acquistata per fini d’impresa.

L’acquisto di un’auto usata diventa una decisione consapevole e conveniente, grazie al Codice del Consumo, e chi è interessato potrà contare su diversi livelli di supporto: l’Unione Nazionale Consumatori nelle fase di offerta,  acquisto e pre contenzioso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per i casi di comportamento sleale del Venditore, e infine il Giudice di Pace senza Avvocato per liti fino a € 1.000,00, con Avvocato fino a € 5.000,00 e Giudice ordinario per cifre superiori. Un flusso in realtà semplice, se potete applicare il Codice del Consumo. Basta saperlo.

In sostanza vi potreste trovare in difficoltà, anche perché la maggior parte degli attori, è sostanzialmente ignorante dei propri doveri e spetterà a voi far valere i vostri sacrosanti diritti. La Garanzia Legale prevista dal Codice del Consumo, si applica per un periodo minimo di 24 mesi dalla data di consegna del veicoli nuovi, o percepiti come tali dal Consumatore (importazione parallela di veicoli nuovi, ma già targati); il termine è lo stesso per i veicoli usati, ma in questo caso può essere ridotto fino a non meno di 12 mesi purché con il consenso dell’acquirente, espresso prima della vendita; l’equazione “usato = garanzia 12 mesi” è falsa, e non può essere surrogata da altre circostanze.

Ricordate che, salvo casi molto specifici, rivolgersi al servizio clienti della Casa serve solo a perdere tempo e che la legge vi dà il Venditore come unico referente in materia di Garanzia, e sta a voi evitare il ping pong delle responsabilità tra Concessionario, Officina e Concessionario.

Il Codice del Consumo prevede che il Costruttore possa rilasciare una Garanzia Convenzionale propria, che solleva il Venditore dalla responsabilità di gestire i reclami relativi a inconvenienti di tipo tecnico al veicolo, rimanendo tuttavia il riferimento del Consumatore per gli aspetti contrattuali, ivi compresi gli utilizzi per i quali il veicolo è adeguato. Comprende, ad esempio, la necessità di segnalare se è possibile montare il gancio per traino carrello, se è adatto a percorrere tratti sterrati in pendenza, se deve essere guidato con prudenza maggiore del consueto in curva (ad esempio SUV con baricentro alto), se è alimentato con carburanti che non ammettono il rifornimento self service (GPL /metano), se può essere lavato con impianti a rullo (Spider con tetto in tela); il tutto rientra nel concetto di informazioni precontrattuali adeguate, senza le quali, la firma del consumatore NON lo impegna.

Sarebbe la soluzione ideale, ma, al momento nessun Costruttore la prevede; occhio quindi al contratto di vendita.

Ricordiamo che il Codice del Consumo prevede una vera e propria gerarchia di rimedi ai difetti di conformità, che l’auto sia acquistata nuova o usata:

•    Il primo obbligo è l’eliminazione del difetto, mediante riparazione o sostituzione delle parti difettose senza spese per l’acquirente; qualora la riparazione non fosse possibile, o fosse eccessivamente onerosa, allora si potrà:

•    Negoziare una congrua riduzione del prezzo, pari al valore che il Consumatore avrebbe potuto accettare di pagare se avesse avuto coscienza del difetto prima dell’acquisto; questa è la soluzione tipo per difetti consistenti nella mancanza di equipaggiamenti previsti dal contratto, o comunque per difetti che non impediscono l’uso “normale” del veicolo.

•    Sostituire il veicolo con uno identico, sempre senza spese per il Consumatore, compresi i costi di immatricolazione, IPT e quant’altro. Se la percorrenza prima della scoperta del difetto supera i 1.000 Km, il Venditore potrà richiedere il controvalore della percorrenza, per scaglioni di 1.000 Km, utilizzando un riferimento accettabile

•    Risolvere il contratto, che significa restituire il veicolo e ottenere il rimborso di tutto quanto pagato per l’acquisto, cioè il prezzo del veicolo, immatricolazione e IPT, eventuali spese di istruzione pratica di finanziamento, quota non goduta dell’imposta di proprietà. Il valore della percorrenza prima della scoperta del difetto si valuta come detto sopra. Se l’eventuale finanziamento è stato gestito dal Venditore, allora insieme al contratto d’acquisto si risolve automaticamente anche quello di finanziamento (D.Lgs. 141/2010) e le rate pagate vi dovranno essere restituite dalla Finanziaria.

A riguardo leggi anche ABC auto usate

Scarica il manifesto sulla garanzia legale

Scarica il manifesto sulla tavola dei diritti

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO AUTO E MOTO

Autore: Raffaele Caracciolo
Data: 12 agosto 2017

Allergia: come difendersi

allergie come difendersiL’allergia è una ipersensibilità ad una particolare sostanza, detta allergene, che, quando è inalata, ingerita o toccata, produce una reazione anomala dell’organismo detta reazione allergica.
Uno dei più importanti responsabili della reazione allergica è l’istamina, una sostanza che viene liberata nell’organismo in seguito all’esposizione agli allergeni.
Gli allergeni più diffusi sono: i pollini, gli acari della polvere, la forfora di animali (allergeni da inalazione); gli alimenti, le sostanze chimiche, i farmaci (allergeni da ingestione); punture di insetti (allergeni da puntura); cosmetici, metalli (allergeni da contatto).

Sintomi dell’allergia: ecco come si manifestano

Una reazione allergica può manifestarsi con sintomi a carico dell’apparato respiratorio come starnuti, tosse, gocciolamento e prurito nasale (in questo caso di parla di rinite allergica); a carico degli occhi come lacrimazione, prurito oculare, occhi lucidi; a livello della pelle sotto forma di prurito, orticaria, eritema e irritazione cutanea e a livello gastrointestinale con sintomi come dolore addominale, vomito e/o diarrea.
I sintomi possono apparire all’improvviso o a intervalli diversi a seconda dell’allergene scatenante.

Come curare i sintomi dell’allergia?

I farmaci di automedicazione più comuni per il sollievo dei sintomi allergici sono gli antistaminici.
Gli antistaminici si chiamano così proprio perché bloccano gli effetti dell’istamina, responsabile delle manifestazioni allergiche.
Nel caso di allergie respiratorie, in particolare in caso di rinite allergica che è spesso accompagnata da sintomi di congestione nasale esistono in commercio antistaminici per via orale in combinazione con vasocostrittori (per esempio la pseudoefedrina) in grado di alleviare il fastidio del naso chiuso, riducendo l’insorgenza di sonnolenza, effetto collaterale tra i più comuni legato all’assunzione di antistaminici per via orale.
Tra i farmaci di automedicazione che combattono i sintomi delle reazioni allergiche, sono disponibili anche prodotti per l’uso topico (spray nasali, colliri) a base di vasocostrittori e/o antistaminici.
I farmaci di automedicazione per ridurre i sintomi delle reazioni allergiche possono essere usati per gli attacchi acuti, e in ogni caso per periodi limitati di tempo.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 8 aprile 2016