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PAY TV: maxi operazione antipirateria della Polizia Postale

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Polizia postale oscura 5 mln di utenti che usufruivano illegalmente di canali satellitari a pagamento. Bene, serve salto culturale.

Roma, 18 settembre 2019 – La Polizia Postale sta eseguendo la più vasta operazione antipirateria mai condotta nel settore delle Iptv (web tv) illegali, che consentono di usufruire gratuitamente di canali satellitari a pagamento. In Italia sono coinvolti 5 milioni di utenti, che saranno ora oscurati.

“Bene, ottima notizia! Ben vengano operazioni come queste della Polizia Postale che mettono in luce quanto il fenomeno della pirateria sia radicato non solo tra chi diffonde illegalmente i contenuti protetti dal diritto d’autore ma tra gli stessi fruitori.  E’ fondamentale un salto culturale affinché i consumatori prendano atto che non si tratta di un innocuo tentativo di risparmiare qualche euro ma di un vero e proprio reato gestito da organizzazioni sofisticate e ampie, che danneggia lo sport ma anche gli stessi consumatori che non sempre sono consapevoli di quello che rischiano” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Da tempo siamo in prima linea per promuovere questa cultura della legalità con campagne di informazione in collaborazione con la stessa Polizia Postale, con l’obiettivo di fornire ai consumatori le corrette informazioni per riconoscere i siti illegali e le indicazioni su come comportarsi in caso di problemi” conclude Dona.

Di seguito alcuni consigli per gli utenti:

  • Verifica che la connessione sia sicura controllando nella URL che il sito utilizzi il protocollo HTTPS.
  • Assicurati che il sito sia legale cercando recensioni che lo riguardano e controllando le informazioni di registrazione (nome dell’azienda, ubicazione del server, indirizzo fisico e data di creazione).

Installa un antivirus sul tuo pc: se ti imbatti in contenuti pirata online il tuo dispositivo rischia di essere “infettato”.

OCSE: Italia, nel 2050 più pensionati che lavoratori

In Italia, entro il 2050 ci saranno più pensionati che lavoratori. Lo sostiene il rapporto dell’Ocse sul mercato del lavoro “Working Better with Age”. Sulla base degli attuali schemi pensionistici, il numero di persone over-50 inattive o pensionate che dovranno essere sostenute dai lavoratori potrebbe aumentare di circa il 40%, arrivando nell’aera Ocse a 58 su 100.

In Italia, Grecia e Polonia, entro il 2050 il rischio è di un rapporto uno a uno o addirittura di più over-50 fuori dal mondo del lavoro che lavoratori.

Di fronte al rapido invecchiamento della popolazione, l’Ocse invita i governi a promuovere maggiori e migliori opportunità di lavoro in età avanzata per proteggere gli standard di vita e la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Ritardando l’età media in cui i lavoratori più anziani lasciano la forza lavoro e riducendo il divario di genere nella partecipazione della forza lavoro in età più giovane, l’aumento medio per l’area Ocse potrebbe infatti essere ridotto al 9%.

Il fatto che le persone vivano più a lungo e in una salute migliore è un risultato da celebrare.

Ma un rapido invecchiamento della popolazione richiederà un’azione politica concertata per promuovere l’invecchiamento attivo in modo da compensare le sue conseguenze potenzialmente gravi per gli standard di vita e le finanze pubbliche.

Sono stati compiuti molti progressi per incoraggiare i lavoratori più anziani a continuare a lavorare fino all’età di 65 anni.

Tuttavia, praticamente in tutti i Paesi Ocse, l’età effettiva in cui gli anziani escono dal mercato del lavoro è ancora più bassa oggi rispetto a 30 anni fa, nonostante un numero maggiore di anni rimanenti di vita. Ciò è spiegato da una combinazione di scarsi incentivi a continuare a lavorare in età avanzata, riluttanza dei datori di lavoro ad assumere e trattenere lavoratori più anziani e investimenti insufficienti nell’occupabilità per tutta la vita lavorativa.

Il rapporto giudica necessarie una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro e migliori condizioni di lavoro in generale per promuovere più partecipazione a tutte le età. Ad esempio, un lungo orario di lavoro può dissuadere alcune persone anziane dal lavorare più a lungo e impedire ad alcune donne, che tornano dalle pause di educazione dei figli, di perseguire carriere lavorative più lunghe.

Cattive condizioni di lavoro in giovane età possono portare a cattive condizioni di salute e al pensionamento anticipato in età avanzata.

È anche importante investire nelle competenze dei lavoratori più anziani. Molti mostrano infatti livelli più bassi di prontezza digitale rispetto ai loro figli e nipoti (l’Italia è agli ultimi posti) e partecipano molto meno alla formazione professionale rispetto ai lavoratori più giovani.

Ad avviso dell’UNC, l’Italia, dopo la riforma Fornero, ha già dato abbastanza sul fronte dell’innalzamento dell’età pensionabile. Serve, quindi, affrontare il problema dell’invecchiamento della popolazione italiana, non risolvibile con bonus bebè una tantum. Condivisibili le proposte Ocse sul fronte della promozione dell’invecchiamento attivo e sul miglioramento delle condizioni di lavoro.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 17 settembre 2019

L’esperto risponde su… aumento IVA patente

Paolo Colangelo

L’aumento dell’Iva al 22% inciderà sul costo della patente?

 

La risposta di Paolo Colangelo, presidente Confarca – Confederazione Autoscuola Riunite e Consulenti Automobilistici

L’aumento dell’Iva al 22% comporterà una spesa aggiuntiva di circa 300-400 euro per l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della patente di guida. Si tratta di un rincaro di circa un quarto rispetto al costo complessivo dei corsi. Ma non solo. Con la risoluzione 79 del 2 settembre l’Agenzia delle Entrate ha stabilito non solo che l’Iva del 22% dovrà essere applicata a tutte le lezioni, sia teoriche sia pratiche, eseguite nelle autoscuole, ma anche che il provvedimento dovrà avere effetto retroattivo.

Ciò significa che le autoscuole dovranno rintracciare tutti i loro corsisti e farsi dare da loro il corrispettivo dell’Iva non versata dal 2014. È una cosa impossibile da fare semplicemente perché le autoscuole, che fino a pochi giorni fa erano soggetti esenti dall’Iva, non erano tenute a rilasciare ai clienti una ricevuta fiscale. Non avendo la possibilità concreta di rivalersi sui clienti, spetterà pertanto alle autoscuole farsi carico di questi mancati versamenti. C’è poi un altro aspetto di cui si è parlato poco in merito a questa vicenda e che riguarda la sicurezza stradale.

L’aumento del costo della patente non peserà solo sulle tasche degli italiani. Tanti utenti saranno infatti costretti a risparmiare riducendo le guide al minimo sindacale, vale a dire 6. Tradotto, vuol meno prove in strada prima di fare l’esame e meno garanzia sulla preparazione e l’affidabilità dei neopatentati

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “Auto e moto”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

Alimentazione e menopausa: gli integratori sono d’aiuto?

Gli estrogeni, durante la vita fertile, hanno un ruolo fondamentale nel modificare la sintesi, la liberazione e il metabolismo di numerosi neurotrasmettitori, tra i quali la dopamina e la melatonina. Il decremento dei livelli di estrogeni fino alla menopausa conclamata si accompagna a numerose alterazioni, ad esempio in ambito vasomotorio e urogenitale, o nel sonno, con impatto anche sulla percezione della qualità di vita. In questo contesto, la medicina ha proposto nuovi strumenti di indagine e conoscenza per valutare lo stato di salute della donna e stimare meglio i potenziali benefici di terapie sostitutive. Negli ultimi anni si sono affermati i fitoestrogeni, sostanze che, oltre a rappresentare una buona alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, si sono dimostrate in grado di esercitare una spiccata attività antiossidante e antinfiammatoria.

Gli integratori che contengono, oltre ai fitoestrogeni, anche la vitamina D e calcio sono indicati nella prevenzione dell’osteoporosi poiché, grazie alla loro azione combinata, sono in grado di aumentare l’assorbimento di calcio a livello intestinale e quindi rendere meno fragile l’osso.

L’attenzione delle aziende si è focalizzata su alcuni prodotti come la magnolia e i lattobacilli, che contrastano quanto più possibile i disturbi neurovegetativi, come le vampate, causa di ansia e prostrazione psicologica. L’estratto di magnolia presenta spiccate proprietà tranquillanti e rasserenanti, senza però provocare sonnolenza nelle ore diurne.

Inoltre, poiché in post-menopausa l’aumento di peso rappresenta una condizione clinica che interessa molte donne e nella maggior parte dei casi è legato all’ansia, questo circolo vizioso si trasforma in un maggior senso di fame con predilezione per i cibi contenenti carboidrati e zuccheri semplici che danno un senso di appagamento psico-fisico.

L’utilizzo di sostanze naturali come i fitoestrogeni rappresenta un ottimo rimedio per questi sintomi e non interferisce con l’apparato genitale e con il rischio di sviluppare un tumore mammario.

L’integrazione alla terapia ormonale risulta ancor più utile durante la menopausa e la post-menopausa, quando il decremento cronico dei livelli estrogenici riduce il trofismo vaginale, peggiorando la qualità della vita di relazione.

Sotto il profilo anatomico, l’aspetto più importante è la riduzione della superficie dell’ambiente vaginale che spesso conduce a vaginiti acute. In queste condizioni è evidente l’importanza di un intervento che tenda a ristabilire la condizione vaginale tipica della maturità sessuale femminile. La terapia locale a base di estrogeni può essere utile, ma non è facile da far utilizzare alle donne: per questo sono state messe a punto soluzioni più naturali. L’utilizzo della vit. D presente in preparati con lubrificanti vaginali potrebbe avere un effetto protettivo sulla atrofia, così come i preparati a base di fitoestrogeni di soia in associazione a vari tipi di vitamine

Inoltre, recentemente, sono stati messi a punto preparati a base di lattobacilli, come il Lactobacillo Plantarum, o in associazione con Lattoferrina in grado di ripristinare un equilibrio in termini di flora vaginale con significativi miglioramenti dei sintomi e prevenzione degli stessi.

Per essere aggiornato sul tema Scarica la Guida “L’uso corretto degli integratori” e guarda i video della campagna “LA SFIDA DELL’INFORMAZIONE CORRETTA NELL’ERA DIGITALE”, promossa dall’Unione Nazionale Consumatori con il supporto di Integratori Italia–UIF

Guarda tutti i video su “L’uso corretto degli integratori”

Autore: Prof. Vincenzo de Leo, Dipartimento di Medicina Molecolare e Dello Sviluppo, Sezione di Ginecologia e Ostetricia, Università degli Studi di Siena
Data: 17 settembre 2019

IVA: Italia prima in UE per evasione

Nel 2017 l’Italia si conferma, per l’ottavo anno consecutivo, prima nell’Unione Europea per l’evasione Iva in valore nominale, con perdite per lo Stato di 33,6 miliardi, mentre è quarta per il maggior divario tra gettito previsto e riscosso con il 24%, dietro solo a Romania (35,5%), Grecia (33,6%), e Lituania (25,3%).

E’ quanto emerge dal rapporto sull’Iva della Commissione Ue.

Rispetto al 2016 c’è stato un lieve miglioramento: nel 2017 l’evasione si è ridotta di 2,8 punti percentuali, e, in termini nominali è scesa da 37 miliardi a 33,6 miliardi. Nel complesso, dal 2013 al 2017 l’Italia è riuscita a ridurre l’evasione di 5 punti percentuali, con un divario calato dal 30% al 24%.

Nel suo insieme, l’Ue ha registrato nel 2017 perdite di introiti sull’Iva per 137 miliardi di euro, ovvero l’11,2% del totale degli introiti stimati sull’Iva. In calo di 10 miliardi rispetto all’anno precedente.

La situazione ancora varia in modo significativo a seconda del paese. I Paesi Ue in cui l’evasione dell’Iva è la più bassa sono Cipro (0,6%), Lussemburgo (0,7%) e Svezia (1,5%). Il gap Iva è sceso in 25 Stati membri e salito in tre nell’ultimo anno. Malta (-7 punti), Polonia (-6 punti) e Cipro (-4 punti) hanno registrato forti performance, con ampi cali nelle loro perdite. Anche altri sette, cioè Slovenia, Italia, Lussemburgo, Slovacchia, Portogallo, Cechia e Francia hanno avuto risultati robusti con riduzioni del gap superiori ai 2 punti. Invece è in aumento considerevole in Grecia (2,6 punti) e Lettonia (1,9 punti) e marginalmente in Germania (0,2 punti).

In generale la situazione è positiva perché il gap dell’Iva è sceso, di anno in anno, ma non è ancora abbastanza. Per l’Italia, caso persistente di elevata evasione, la colpa è da ricercare come per gli altri nel sistema di raccolta. Per questo dalla Commissione Ue si auspica una riforma complessiva.

Ad avviso dell’UNC, nonostante i dati siano superati, considerato l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati entrato in vigore dall’inizio dell’anno in Italia, si tratta di cifre inaccettabili che dimostrano quanto ancora si debba fare nella lotta all’evasione e che il tema sarebbe bene rientrasse nell’agenda politica.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 17 settembre 2019

PUBBLICITA’: lo IAP interviene sui post di Diletta Leotta

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

A seguito di una segnalazione di Unc, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria invita la show girl a esplicitare in modo chiaro la natura promozionale dei contenuti relativi alla collaborazione con “Facileristrutturare”.

Roma, 17 settembre 2019 – “Un passo avanti per la trasparenza dell’influencer marketing grazie all’intervento dello IAP sui post di Diletta Leotta in collaborazione con Facileristrutturare”. E’ il commento di Massimiliano Dona, Presidente di Unione Nazionale Consumatori sull’intervento dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, chiamato in causa nei mesi scorsi dalla stessa associazione per alcune foto pubblicate su Instagram dalla conduttrice televisiva senza alcuna indicazione pubblicitaria. 

“Nel mese di luglio molti consumatori che seguono la nostra campagna per la trasparenza  dell’influencer marketing  -spiega l’avvocato Dona- ci hanno segnalato alcune fotografie sospette postate dall’account @dilettaleotta.”

La show girl, seguita su Instagram da circa 4,3 milioni di follower, è in posa in un cantiere con gli accessori da lavoro. La didascalia di accompagnamento dell’immagine recita: “La mia casetta nuova sta prendendo forma grazie al prezioso aiuto di @facileristrutturare di @albertovaninarchitetto. Non vedo l’ora di farvi vedere il risultato finale del mio #openspace. Nel frattempo dò il mio contributo nei lavori. #FacileRistrutturare”.

Nessuna “etichetta” avvisa il pubblico che si tratta di un prodotto sponsorizzato, né compaiono tag e/o hashtag che possano far desumere la natura promozionale, in violazione di quanto prescritto dalla DIGITAL CHART dello IAP e dalle Linee Guida dell’AGCM.

“Ma non solo -aggiunge Dona- l’ azienda pubblica la stessa foto della show girl ancora una volta senza alcuna indicazione commerciale!”

“Grazie alla nostra denuncia e all’intervento dello IAP l’’influencer Diletta Leotta ha modificato correttamente i post -conclude il Presidente Massimiliano Dona- il che vale come una sorta di ammissione di colpa che speriamo si traduca in un maggiore impegno alla trasparenza verso i suoi follower”

materasso

Il materasso: come scegliere quello giusto per riposare bene

materasso

La qualità del riposo notturno è influenzata da una miriade di fattori che, sommati, possono farci riposare più o meno bene. Sicuramente uno dei più rilevanti è il materasso, dato che su di esso dobbiamo restare sdraiati per circa 8 ore tutte le notti. È chiaro che, per ciascuno di noi, un materasso non vale l’altro: non è solo questione di comodità, poiché è normale che ci sia chi preferisce un materasso molto morbido e chi invece ne apprezzi di più uno rigido, ma anche di adeguatezza alle nostre caratteristiche fisiche.

Con l’aiuto di QualeScegliere.it abbiamo stilato un breve sommario delle caratteristiche di cui tenere conto in un materasso.

Ergonomia

È innanzitutto fondamentale scegliere un materasso che sia adatto alla nostra altezza, al nostro peso e soprattutto agli eventuali problemi articolari che abbiamo.

Un materasso cosiddetto “ortopedico”, dotato cioè di zone dalla diversa rigidità in base all’area del corpo, è assolutamente indicato per chi ha problemi di schiena e la necessità di mantenere la colonna vertebrale allineata anche durante il sonno.

Per tutti gli altri materassi la rigidità dipende dal materiale utilizzato, dalla composizione interna e dallo spessore. Indicativamente sono tre i livelli di rigidità che si possono trovare:

  • Materasso rigido (H3)
  • Materasso mediamente rigido (H2)
  • Materasso morbido (H1)

Un materasso rigido è necessario per chiunque pesi più di 80 kg, mentre un materasso mediamente rigido può andare bene per persone che rientrano nel normopeso (tra i 60 e gli 80 kg) ma soffrono di lievi problemi articolari e/o muscolari. Per le persone normopeso o molto magre (fino a 60 kg), senza problemi muscoloscheletrici, va bene invece un materasso morbido.

È pur vero che produttori diversi possono adottare scale della rigidità diverse (alcuni arrivano ad indicare anche 6 livelli), pertanto è sempre bene raccogliere tutte le informazioni possibili direttamente dal rivenditore o produttore del materasso.

Struttura

Per quanto riguarda la struttura interna, dobbiamo dire alcune cose. La prima è che l’interno di un materasso ha una sua struttura pensata sia per sostenere adeguatamente il corpo sia per mantenere il più a lungo possibile la forma, senza deformazioni permanenti.

La struttura interna può essere sostanzialmente di tre tipi:

  • A molle
  • A molle insacchettate
  • A strati

La tipologia a molle, molto diffusa, può essere molto flessibile ma è tra tutte anche la più deformabile, dato che può capitare che le molle si aggroviglino tra di loro creando delle “buche” nel materasso. Va meglio con la variante a molle insacchettate, in cui le molle sono ciascuna isolata nel proprio sacchetto proprio per prevenire gli affossamenti. Tutti i materassi a molle sono per loro natura molto traspiranti e dunque adatti anche ai climi più caldi. La portanza è di solito media o medio-alta, mentre risultano tanto più adattabili al corpo quanto maggiore è il conto delle molle.

L’ultima tipologia di riempimento è quella a strati: i materassi più semplici ed economici sono costituiti da un solo strato del materiale scelto per la realizzazione, mentre quelli più sofisticati avranno uno strato centrale e diversi strati superiori, spesso differenziati sui due lati per adattare il materasso alle diverse stagioni.

Materiali

I materassi possono essere realizzati con un solo materiale, a molle con strati di uno o più materiali, o, molto spesso, presentare strati di materiali diversi.

Tra tutti il più pregiato è il lattice naturale: questo ha ottime caratteristiche a 360°, infatti è molto traspirante e naturalmente rigido, ma al contempo molto elastico per adattarsi al corpo. Quasi sempre il lattice naturale costituisce solamente uno degli strati che compongono il materasso, mentre gli altri strati possono essere realizzati in lattice sintetico o schiume di altro tipo.  

Tra le schiume la più famosa è senza dubbio la schiuma viscoelastica più nota come “Memory Foam”: estremamente flessibile, ha in generale una portanza medio-bassa ed è dunque adatta soprattutto alle persone normopeso. I materassi in Memory Foam sono solitamente piuttosto economici, ma hanno lo svantaggio di essere poco traspiranti e di accumulare di conseguenza il calore: per questo motivo sono particolarmente adatti ai climi freddi.

Rivestimento

Il rivestimento esterno di un materasso merita attenzione in quanto è questa la parte a più diretto contatto con la nostra pelle. La fodera esterna può essere in fibre naturali (cellulosa, lana, puro cotone, cashmere, lyocell/tencell) oppure sintetiche (poliestere, viscosa e schiuma viscoelastica).

Le fibre naturali sono più traspiranti rispetto a quelle sintetiche, che però hanno l’indubbio pregio di essere più economiche. Per ovviare alla minore traspirazione, inoltre, vengono normalmente adottati stratagemmi come l’inserimento, lungo il lato della fodera, di un ampio inserto traspirante proprio allo scopo di mantenere accettabile la temperatura del rivestimento.

Spesso, inoltre, le fodere esterne sono ormai asportabili e lavabili in lavatrice (se abbastanza grande) oppure in lavanderia, un ulteriore dettaglio a cui fare attenzione per la propria igiene.

Altezza

L’altezza complessiva del materasso, vale a dire lo spessore totale comprensivo della fodera esterna, ha un ruolo nel determinare la qualità di un materasso. Difficilmente, infatti, un materasso sottile avrà una struttura interna di pregio, né particolarmente efficiente nel sorreggere il peso del corpo.

Un buon materasso non dovrebbe mai essere spesso meno di 21 cm: è questa infatti l’altezza minima per qualunque materasso dotato di una buona struttura interna.

I migliori modelli, però, sono ancora più spessi: tra i 23 e i 30 cm di altezza troviamo infatti i materassi dalla migliore struttura interna, ricca di strati di materiali e design diversi o di molle insacchettate circondate da strati di materiali vari.

In sintesi

Per riassumere, gli aspetti a cui fare attenzione nella scelta di un materasso sono i seguenti:

  • La propria salute muscolo-scheletrica, che determina il bisogno di un tipo di materasso o l’altro (ortopedico, rigido, mediamente rigido o morbido)
  • Il proprio peso
  • La struttura interna del materasso
  • I materiali in cui il materasso è realizzato
  • Il tipo di rivestimento
  • L’altezza complessiva

Non bisogna dimenticare che anche il clima della propria regione andrebbe tenuto in considerazione: possiamo avere bisogno di un materasso “a due facce” se la differenza tra stagione calda e stagione fredda è molto marcata (estati molto calde e inverni molto freddi), mentre se la differenza non è così estrema può andare bene un materasso “quattro stagioni”, adatto a tutti i climi.

Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta fra oltre 300 categorie di prodotti.

Vuoi dire la tua sul tema? Commenta nello spazio sottostante oppure scrivici all’indirizzo info@consumatori.it. La tua opinione per noi è importante!

Autore: Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Qualescegliere.it
Data: 17 settembre 2019

Youtube e privacy: quali rischi per i più giovani?

YouTube dovrà pagare una multa da 170 milioni di dollari poiché, la società che fa capo a Google, avrebbe raccolto dati di minori per fini pubblicitari senza il consenso dei genitori.

L’accusa

L’accusa che viene mossa al colosso dei video in streaming è quella di aver raccolto dati di bambini al di sotto dei 13 anni (in Italia il limite è 14 anni) contravvenendo così al Children’s Online Privacy Protection Act: regolamento che disciplina la raccolta di dati di minori a fini pubblicitari.

Risulta infatti obbligatorio in Nord America, dove il regolamento è in vigore, avere il consenso dei genitori per poter raccogliere i preziosi dati relativi alle ricerche, e quindi agli interessi, dei bambini.

La multinazionale con sede in California dovrà, oltre a pagare la cifra pattuita, smettere entro gennaio di mostrare pubblicità targhettizzata ai bambini.

Nonostante YouTube nel 2015 abbia provato ad aumentare le garanzie a tutela della privacy dei minori con l’avvio di YouTube Kids (piattaforma interamente dedicata ai più piccoli), questa non è la prima volta che il colosso del multimediale ha problemi nella gestione degli utenti più giovani, infatti negli scorsi mesi la società è stata costretta a bloccare i commenti ai filmati nei quali si trovano dei bambini dopo che erano stati scoperti commenti da parte di pedofili.

Una multa salata

C’è chi sostiene che il valore della multa sia irrisorio alla luce del fatturato di Google che, solo lo scorso anno, si è aggirato attorno ai 131 miliardi.
Dall’analisi dei precedenti, la sanzione a YouTube è la più alta mai comminata ad una società per violazione delle norme sulla tutela della privacy dei minori.

Nel febbraio di quest’anno a musical.ly, colosso dell’intrattenimento tra i giovanissimi di tutto il mondo, è stata inflitta una sanzione da 5,7 milioni di dollari, poiché per tre anni non aveva richiesto l’età degli utenti che si registravano al servizio.

Privacy dei minori (e non solo) da tutelare

L’età in cui i bambini iniziano ad approcciarsi alla rete è sempre più bassa: secondo i dati diffusi da Unicef nel mondo ogni giorno sono circa 175.000 i bambini che si connettono alla Rete per la prima volta, in media uno ogni mezzo secondo. I ragazzi sono la fetta di popolazione che trascorre più tempo sul web, con un tasso del 71%.

I dati spingono ad una riflessione: consapevolezza e responsabilità sono caratteristiche imprescindibili per società, come YouTube, che hanno a che fare con i dati di milioni di utenti, tra cui anche molti bambini ma, posta l’importanza di una legislazione che protegga i consumatori (e soprattutto i più piccoli), è fondamentale che siano gli stessi adulti ad adottare alcune precauzioni.

La Polizia Postale ha stilato una lista di suggerimenti al fine di aiutare le famiglie nell’uso corretto e consapevole di internet, ecco un estratto (per ulteriori consigli consulta il Codice di autoregolamentazione “Internet e Minori”:

  1. controllate i più piccoli affiancandoli nella navigazione in modo da capire quali sono i loro interessi e date loro consigli sui siti da evitare e su quelli da visitare;
  2. insegnate ai bambini più piccoli l’importanza di non rivelare in rete la loro identità. Fategli capire che è importante per la loro sicurezza e per quella di tutta la famiglia non fornire dati personali;
  3. non lasciare troppe ore i bambini e i ragazzi da soli in rete. Stabilite anzi un tempo massimo in cui possono navigare su internet;
  4. dite ai bambini di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo e, allo stesso tempo, insegnategli a non usare a loro volta un linguaggio scurrile o inappropriato in rete (in tempi di hate speech questa può essere una piccola/grande rivoluzione);
  5. usate software “filtri” con un elenco predefinito di siti da evitare

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 18 settembre 2019

Il notaio risponde su… convivenza

Siamo una coppia di conviventi: è necessario redigere un testamento per riconoscere diritti successori al proprio partner?

Il testamento è l’unico strumento a disposizione del convivente per poter attribuire diritti successori al proprio partner. In mancanza quindi di un testamento, il convivente non potrà vantare alcun diritto sui beni caduti in successione, che si devolveranno a favore dei parenti del defunto sino al sesto grado.

Guida “Convivenza” Consiglio Nazionale del Notariato

Consumatori e Big Data: partecipa al corso di formazione

Come comunicare al consumatore nell’epoca dell’iper-connessione, in cui i Big data sembrano rappresentare la moneta di scambio del mercato digitale? È una domanda che chi fa comunicazione si pone sempre più spesso senza trovare facilmente risposta.

Per farlo, UNC organizza il corso “Consumatori, algoritmi, dati, concorrenza e nuovi mercati”, che si terrà presso Università di Roma Tre, il 1° ottobre 2019 dalle ore 11.45. Il corso vale 3 crediti per la formazione professionale dell’Ordine Nazionale dei giornalisti.

SCARICA IL PROGRAMMA

Attraverso gli interventi di relatori autorevoli nel settore della comunicazione e del marketing si offriranno ai partecipanti spunti di riflessione diversi sul tema dei dati: comunicazione, giornalismo, editoria, devono necessariamente rivedere il proprio approccio per veicolare le notizie in modo corretto verso un’audience che ha aumentato le possibilità di reperire informazioni, ma purtroppo non sempre con il giusto grado di consapevolezza.

Bisogna ammettere, d’altronde, che i dati trasmessi nel flusso dell’informazione sono il “nuovo petrolio” delle organizzazioni: forniscono alle aziende una conoscenza approfondita dei propri stakeholders e dall’altra parte permettono al consumatore di accedere ad un’offerta sempre più tailor made.

Il corso avrà dunque come focus il tema della cessione e gestione dei dati, affrontando la questione da diversi punti di vista: etico, economico, sociale, giuridico; il tutto senza voler demonizzare la data-economy, ma con l’obiettivo di valorizzarla. 

I giornalisti interessati possono iscriversi attraverso la PIATTAFORMA SIGEF; per tutti gli altri è possibile accreditarsi mandando un’email a info@consumatori.it

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Autore: Angela Tassone
Data: 16 settembre 2019