Archivio dell'autore: Unione Nazionale Consumatori

La “nuova pubblicità” protagonista a Cose da non credere

La nuova pubblicità è stata protagonista di “Cose da non credere”, l’evento dell’Unione Nazionale Consumatori che si è tenuto il 24 maggio al Museo MAXXI di Roma. Un pomeriggio di lavoro, a partire dalle ore 15 durante il quale, dopo la relazione introduttiva del Presidente Massimiliano Dona, oltre duecento rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle aziende, della comunicazione si sono riuniti in vari micro tavoli di lavoro per tre turni, confrontandosi su pubblicità, neuromarketing, biomarketing, influencer, nuove regole, privacy e molto altro.

“La nuova pubblicità è il tema dell’anno -ha dichiarato il Presidente Dona- e questo è un momento di grande cambiamento. La convergenza tra televisione e internet cambierà radicalmente il modo in cui tutti noi riceviamo le sollecitazioni della pubblicità. Quindi come consumatori dobbiamo conoscere questi cambiamenti e contemporaneamente essere un po’ gelosi dei nostri dati, non consegnarli troppo liberamente per rimanere padroni delle nostre scelte. Dobbiamo far maturare il nostro spirito critico e continuare a consumare felicemente, ma in modo più consapevole”.

La formula scelta per animare il dibattito dei numerosi ospiti in sala è quella del world cafè: semplice ed efficace, è stato pensato appositamente per dar vita a conversazioni informalivivaci e costruttive. Quattro o cinque persone siedono attorno a un tavolo simile a quelli dei bar, per ragionare su temi e questioni su cui pensare insieme può fare la differenza. Vicino a loro, altre persone stanno conversando in piccoli gruppi di quelle stesse cose e mentre lo fanno prendono nota delle idee più significative e dei diversi punti di vista; dopo un po’ di tempo passano ad un altro gruppo, unendosi ad un altro tavolo.

Cosa intendiamo per nuova pubblicità? Quanto conta la variabile tecnologica? Guardando al futuro, come tenere il consumatore al centro? Queste le domande che hanno guidato  le discussioni di ciascuno dei tre turni di lavoro, intervallati dalle relazioni di Federico Luperi, Direttore Innovazione e Nuovi Media
Gruppo Adnkronos e Giuliano Noci Professore ordinario di Strategia & Marketing, Politecnico di Milano

A chiudere la serata la sound designer Chiara Luzzana: cosa sarebbe d’altronde la pubblicità senza i suoni?

Per saperne di più, vedere le foto e i video dell’evento vai sul sito cosedanoncredere.it

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 25 maggio 2018

CONTRAFFAZIONE: proseguono le iniziative di “Io sono Originale”

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Nuova tappa in Veneto per i flash mob realizzati nell’ambito del progetto  “Io sono originale”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ma non solo: è ancora possibile partecipare al concorso sulla contraffazione.

Roma, 23 maggio 2018 –  “Io sono originale” fa tappa a Padova: sabato 26 maggio in piazza delle Erbe di Padova si terrà uno dei flash mob del progetto dedicato alla lotta alla contraffazione (finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM) e realizzato dalle associazioni dei consumatori (ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Asso-consum, Assoutenti, Altroconsumo, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Utenti Radio Televisivi).

L’appuntamento è alle 10,30 nella centralissima piazza di Padova per uno spettacolo di giocoleria realizzato da Ludica Circo (un collettivo di artisti ed insegnanti fondato nel 2010 da Stefania Garaccioni, artista di circo, regista e direttrice artistica pedagogica).

Ma non solo! Proseguono le iniziative per promuovere la lotta alla contraffazione con il concorso a premi “Vinci originale”: dal 2 maggio, infatti, ha avuto inizio la terza ed ultima sessione del concorso che si concluderà il 31 luglio 2018. In palio: smarthphone di ultima generazione. Partecipare è facile: basta scaricare l’app “Vinci originale” per iphone e ipad su Apple store, mentre per i dispositivi Android su Play store e rispondere a dieci semplici domande sul fenomeno della contraffazione misurando il proprio grado di consapevolezza.

Fake news: da UE pacchetto da 2 miliardi in 2 anni

Dall’e-health alla guida automatica, dalla playlist preferita di canzoni alla caccia ai falsi profili sui social network.

Sono solo alcune delle migliaia di applicazioni concrete su cui l’Ue ha deciso di puntare massicciamente presentando oggi un maxipacchetto da 2 miliardi di fondi per i prossimi 2 anni e investendo sul riutilizzo dei grandi dati.

E’ infatti l’ultimo treno per cercare di agganciare Usa e Cina nella corsa allo sviluppo dell’economia digitale dei prossimi anni, legata all’Internet delle cose e che spazierà dall’industria ai trasporti sino all’energia e alla cybersicurezza.

A ricercatori e imprese arriveranno 1,5 miliardi dal programma Horizon 2020 e 500 milioni dal Piano Juncker.

Il nuovo pacchetto Ue sull’intelligenza artificiale prevede misure di tre tipi. Primo, quelle economiche, con investimenti Ue pari a 2 miliardi in meno di due anni e l’intenzione di dedicare risorse molto più consistenti nel prossimo bilancio Ue post 2020, con l’obiettivo di spingere anche stati membri e privati a contribuire in modo sostanzioso.

Viene inoltre proposta una legislazione amica dell’economia dei dati che facilita l’accesso e il riutilizzo a basso costo dei grandi dati (non quelli personali) nei settori scientifico, industriale, dei trasporti, energetico e sanitario. In quest’ultimo settore, l’obiettivo è facilitare anche la vita del paziente, non solo fornendogli la possibilità di cure più personalizzate ma anche di accedere alla propria cartella clinica online e anche da un altro Paese Ue, così come alle ricette mediche.

Secondo, misure di tipo sociale: la parola d’ordine è formazione, per assicurare la transizione di lavoratori già occupati e preparare allo stesso tempo le nuove figure professionali, con il lancio di programmi di tirocinio ad hoc in partenariato con le imprese e finanziati dal Fondo sociale europeo. I primi 6 mila stage all’estero sono disponibili per i neolaureati nel settore delle nuove tecnologie già dall’estate di quest’anno.

Terzo, fornire un quadro legale che assicuri lo sviluppo e l’utilizzo etico dell’intelligenza artificiale dei grandi dati, con la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc e nuove norme anche a tutela dei consumatori che arriveranno entro metà 2019. La privacy è già garantita dalle nuove rigide norme Ue, in vigore dal 25 maggio.

Le cifre sulla corsa all’intelligenza artificiale, infatti, parlano chiaro: gli investimenti privati in Europa (2,4-3,2 miliardi) sono 5-6 volte inferiori a quelli negli Usa (12,1-18,6 miliardi) e tre volte in meno che in Asia (6,5-9,7 miliardi), mentre a livello pubblico gli Usa hanno già investito 1 miliardo nel 2016 solo in progetti non classificati e la Cina 1,7 miliardi in un unico parco tecnologico.

I costi fiscali del proprietario di un’abitazione


 

La domanda dei consumatori: quali sono i costi fiscali che incontra il proprietario di un’abitazione?

 

La risposta di Gianluca Timpone, dottore commercialista.

Quando si è proprietari di beni immobili e, dunque ci si riferisce sia a terreni che fabbricati, è opportuno sapere che gli stessi sono soggetti alle seguenti imposizioni fiscali:

– Il loro reddito (Irpef e addizionali regionali e comunali).

– Il loro possesso in quanto beni patrimoniali (IMU, TASI, TARI).

– Il loro trasferimento mediante atto tra vivi (donazione o compravendita) o attraverso la successione ereditaria.

Irpef ed addizionali sono dovuti sugli immobili non tassati tramite IMU (ma solo in proporzione alla rendita catastale) e sul reddito derivante dalla concessione in locazione.

Sugli immobili detenuti da cittadini italiani all’estero, si paga l’IVIE – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero ed è pari allo 0,76% del valore immobiliare.

L’IMU – Imposta municipale propria è dovuta sugli immobili di proprietà o su cui si vanta altro diritto reale (usufrutto, uso, enfiteusi, diritto di abitazione o di superficie). Le “prime case” non sono assoggettate ad IMU tranne per quelle di lusso (categoria catastale A/1, A/8 e A/9). L’aliquota dell’IMU è pari allo 0,76% , ma ogni Comune con propria delibera può decidere se aumentare o diminuire tale aliquota fino a 0,3 punti percentuali.

Altre tasse che colpiscono l’immobile sono la TASI – Tassa sui servizi indivisibili e la TARI – Tassa Rifiuti. La prima, istituita con la Legge di stabilità 2014 ha lo scopo di remunerare i servizi comunali risolti alla collettività (la manutenzione stradale, l’illuminazione comunale).

La legge stabilisce un massimo dello 0,6% tra l’aliquota IMU e quella della TASI. Sono esclusi dal pagamento della TASI le prime case non di lusso. Nel caso di immobili locati, anche sul conduttore grava una parte della Tasi pari ad una percentuale decisa dal singolo Comune e varia dal 10 al 30%.

La TARI, cioè l’imposta sui rifiuti, è dovuta chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali idonei a produrre rifiuti urbani.

Ultima considerazione riguarda l’esenzione pari al 50% dell’IMU o della TASI qualora si è proprietari di immobili considerati di interesse storico o artistico oppure perché il nostro fabbricato risulta inagibile..
 
 

TimponeVuoi saperne di più sui temi fiscali? Ti chiedi cosa può fare un cittadino in vista di un pignoramento, di un fermo amministrativo di un suo bene o del sequestro di un immobile? Scopri di più nel libro di Gianluca Timpone: “Dammi tregua – In un sistema economico in continua evoluzione non vi è nulla di sicuro… tranne le tasse

 

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “commercialista”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

 

 

 

 

 

L’azienda risponde su… scegliere il pollo

Che differenza c’è tra pollo biologico, convenzionale e ruspante?

Per essere certificato “bio” un pollo deve rispettare determinati parametri, tra cui: età alla macellazione non inferiore a 81 giorni; densità ridotte; possibilità per gli animali di accedere a parchetti all’aperto per almeno un terzo della loro vita; mangimi derivati da coltivazioni certificate biologiche e trattate solo con una lista di prodotti e pratiche tradizionali che escludono i pesticidi.

L’alimentazione dei polli, da allevamento convenzionale, all’aperto o bio, è sempre composta da materie prime naturali. Come il pollo allevato in modo convenzionale, il pollo biologico viene nutrito con mangimi prevalentemente a base di cereali e soia. La differenza è che, nel caso dei polli bio, i mangimi sono derivati da coltivazioni certificate biologiche e trattate solo con una lista di prodotti e pratiche tradizionali che escludono i pesticidi.

Il pollo ruspante è una definizione di uso comune, non regolamentata, legata a piccole produzioni rurali di nicchia che utilizzano razze adatte a cicli di vita più lunghi.

Fonte: Unaitalia (Unione Nazionale Filiere Agroalimentari delle Carni e delle Uova)
Data: 23 maggio 2018

Quanto ne sai di copyright digitale?

 

pocheparole

Si annunciano settimane decisive per la libertà di  informazione e condivisione dei consumatori italiani (e non solo!). In Europa  infatti, sta per essere approvata una importante riforma del Copyright  che, tra gli altri, potrebbe avere l’effetto di prevedere un compenso economico in favore degli editori ogni volta che un contenuto viene annunciato attraverso i motori di ricerca. Ciò significa che trovare e condividere le informazioni, come facciamo adesso sui social o su altri aggregatori del web, potrebbe diventare più complicato se non impossibile!

Già da qualche mese l’Unione Nazionale Consumatori ha iniziato ad occuparsi del problema con la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione di descrivere il contenuto): il tema è capire se gli strumenti proposti da Bruxelles segnano una strada giusta  per garantire, da una parte, una informazione di qualità e, dall’altra, la facilità di accesso alle news. La nostra preoccupazione è che questa proposta non solo non salverà i bilanci dei grandi editori (dai quali, invece, sarebbe forse lecito aspettarsi un cambiamento dei modelli di business che venga incontro alle esigenze dell’utenza), ma anche che possa limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online soprattutto a discapito dei consumatori (oltre che dei piccoli editori indipendenti e delle start up).

Lo scorso mese di ottobre per approfondire il tema abbiamo organizzato il convegno “#PocheParole tra copyright e consumatori” per fare il punto sulla riforma del copyright attualmente allo studio a Bruxelles.

A distanza di diversi mesi corriamo il rischio di vedere approvato un provvedimento che probabilmente i principali interessati, i consumatori, non possono condividere.

Per indagare sul grado di consapevolezza dei consumatori sul tema del copyright digitale e sulle abitudine di informazione abbiamo diffuso un test scaricabile sul sito http://pocheparole.consumatori.it/. Bastano pochi seconde per rispondere a 5 semplici domande e aderire alla campagna #pocheparole

Autore: Simona Volpe
Data: 21 maggio 2018

Nuova denuncia agli influencer: sotto accusa Belen e Co. per Fitvia

Tè, tisane, barrette, muesli, ma anche guide e accessori: di prodotti Fitvia ce ne sono per tutti i gusti e da quanto appare sui social network, sono tantissimi i personaggi più o meno noti al grande pubblico che ne fanno uso. Eppure da nessuna parte, soprattutto sul social Instagram, compare l’indicazione che non si tratta di consigli “spontanei”, diciamo così, ma di vera e propria pubblicità. Per questo motivo l’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato l’azienda e alcuni dei più popolari influencer (da Belen e Cecilia Rodriguez a Guendalina Tavassi, Beatrice Valli, Serena Garitta per fare qualche nome) all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) per questa attività promozionale sui social network.

Eppure la questione non è nuova per le stesse autorità: lo Iap ha emanato da tempo una Digital Chart alla quale le aziende devono attenersi nel commissionare campagne tramite gli influencer e l’Antitrust, nel mese di luglio, ha inviato lettere di moral suasion ad alcuni dei principali influencer e alle società titolari dei marchi visualizzati, ricordando “che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, affinché l’intento commerciale di una comunicazione sia percepibile dal consumatore“, evidenziando “il divieto di pubblicità occulta” e chiedendo “l’inserimento di avvertenze, quali, a titolo esemplificativo e alternativo, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio”.

Ma a quanto pare questi interventi soft non bastano ed è forse passato il momento di passare alle sanzioni.

Leggi a riguardo La pubblicità degli influencer: interviene l’Autorità ma non basta

La nostra associazione è stata la prima ad occuparsi del problema dei selfie sponsorizzati e più in generale della pubblicità camuffata sui blog e i social network, chiedendo un intervento legislativo e presentando, nel mese di aprile 2017, un esposto all’Antitrust e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; negli ultimi mesi, un po’ delusi dalle iniziative delle Autorità in un settore che necessiterebbe di ben altri interventi di “moralizzazione” abbiamo continuato a monitorare i profili instagram dei più noti influencer, personaggio più o meno noti al grande pubblico, che vantano migliaia di seguaci social e che con un solo post riescono ad influenzare i consumatori sui più svariati prodotti.

Il problema (e questo è bene chiarirlo), non è la pubblicità che naturalmente si rinnova e utilizza nuovi canali seguendo il progresso e le mode,  ma in molti casi non si dichiara che il prodotto “consigliato”, è sponsorizzato dall’azienda, il che significa che quel personaggio è pagato per utilizzarlo. (Leggi a riguardo l’intervista alla giovane influencer Nicol: I segreti dell’influencer marketing)

Quanto sta accadendo con Fitvia è davvero inquietante, sia per la portata del fenomeno con centinaia di post degli influencer (che offrono persino ai followers dei codici sconto per l’acquisto online dei prodotti così da tracciare il grado della rispettiva “influenza” sui consumatori), sia per i contenuti divulgati dall’azienda, sui quali infatti abbiamo chiesto di fare verifiche visto che hanno a che fare con l’alimentazione e quindi con la salute

In attesa del giudizio dell’Autorità continuiamo a tenere alta l’attenzione dei consumatori sul fenomeno, lanciando sui social l’hashtag #operazionetisana, ma anche dedicando “Cose da non credere”, l’evento di network dell’Unione Nazionale Consumatori fissato per il 24 maggio al museo MAXXI, alla nuova pubblicità e appunto all’influencer marketing.

“Cose da non credere” (#cosedanoncredere) è un pomeriggio di confronto tra rappresentanti di aziende, istituzioni, giornalisti, esperti divisi in tavoli di cinque o sei persone che discutono attraverso lo schema del world cafè. Per maggiori informazioni vai sul sito www.cosedanoncredere.it (si ricorda che l’evento è a porte chiuse e per accreditarsi è necessario scrivere  un’email a eventi@consumatori.it).

Autore: Simona Volpe
Data: 22 maggio 2018

Conto online: 10 mosse per proteggersi dalle truffe

Temete che la sicurezza del vostro conto corrente online possa essere messa a repentaglio? Ecco alcuni consigli preziosi: innanzitutto, è bene sapere che le informazioni e gli strumenti con cui accediamo ai servizi della banca (password, codici, carte, ecc…) sono strettamente personali e vanno custoditi con cura. E’ bene poi tenere presente che per darci informazioni la banca può contattarci telefonicamente, via e-mail o sms, ma non ci chiederà mai di fornirle direttamente i nostri codici di accesso ai servizi quando ci contatta.

Ecco poi 10 mosse per proteggersi dalle truffe:

  1. controlliamo regolarmente e frequentemente gli estratti conto dei nostri rapporti bancari. In questo modo possiamo assicurarci che le operazioni riportate siano quelle realmente effettuate.
  2. Nei casi in cui riscontriamo anomalie nei conti riteniamo di essere stati vittime di una frode, rivolgiamoci immediatamente alla banca.
  3. A tale scopo, teniamo sempre a portata di mano i numeri di riferimento della banca, come ad esempio il numero verde del call center, che possiamo chiamare sia da telefono fisso che da cellulare.
  4. Avvaliamoci dei servizi di “notifica movimenti” offerti dalle banche. In questo modo, ogni volta che effettuiamo operazioni online o usiamo il bancomat e la carta di credito la banca ci avvisa praticamente in tempo reale attraverso SMS o e-mail dei movimenti effettuati. Questo è un buon mezzo per accertarci che nessuno effettui operazioni al nostro posto.
  5. Installiamo adeguati software di protezione(anti-virus e antispyware) sui dispositivi che utilizziamo per accedere all’Internet Banking  e ricordiamoci di tenerli sempre aggiornati.
  6. Se il nostro dispositivo (es. computer)  è particolarmente lento o “si comporta” in modo strano avviamo una scansione antivirus: potremmo essere stati contagiati. Nel momento in cui accediamo alla pagina del nostro conto online, controlliamo che non ci siano anomalie nel momento in cui ci vengono richiesti codici o password di accesso.
  7. Modifichiamo con una certa frequenza le password di accesso al servizio di internet banking.
  8. Quando entriamo in un social network, facciamo attenzione a non rendere pubbliche le informazioni più “sensibili” che ci riguardano.
  9. Non rendiamo pubblici indirizzi, password o codici e valutiamo con attenzione le richieste di dati personali da parte di chi non conosciamo, soprattutto quelle connesse a offerte di lavoro, alla proposta di “favolosi” investimenti o alla vincita di un premio “certo”.
  10. Teniamo sempre aggiornate le informazioni personali comunicate alla banca: costituiscono gli elementi di riconoscimento per l’accesso ai servizi che abbiamo sottoscritto.

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Autore: Giuseppe Mermati
Data: 23 novembre 2016
Aggiornamento: 22 maggio 2018

L’esperto risponde su… distacco energia

La Società che mi fornisce l’elettricità mi ha comunicato che nei prossimi giorni procederà al distacco della fornitura perché sostiene che non ho pagato alcune bollette. Cosa devo fare per evitare che mi stacchino la corrente per morosità?

Prima di procedere al distacco della fornitura per morosità del cliente, le Società devono seguire una precisa procedura (lettera di messa in mora, lettera di preavviso, ecc.) per consentire ai clienti di verificare che effettivamente ci siano importi scoperti.

Come primo atto conviene, quindi, inviare un reclamo scritto formale alla Società ai canali corretti previsti che devono essere riportati nelle fatture.

Inoltre, è bene farsi assistere da un nostro consulente per verificare che la Società abbia seguito puntualmente la procedura prevista, per verificare se effettivamente quanto richiesto dalla società è corretto, o comunque per concordare una eventuale rateizzazione del debito, al fine di evitare il distacco della fornitura.

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Autore: Marco Vignola
Data: 22 maggio 2018

Il notaio risponde su… mantenimento dei figli

Il mio ex marito, nonostante disponga di un discreto reddito, non adempie mensilmente ai suoi doveri di mantenimento nei confronti di nostro figlio, cosa posso fare?

La violazione degli obblighi di mantenimento, educazione e istruzione dei figli è sanzionata:
• penalmente (art. 570 c.p.);
• civilisticamente

– attraverso provvedimenti cautelari di distrazione dei redditi (una sorta di pignoramento dello stipendio presso terzi): l’attuale art. 316 bis c.c. prevede infatti che i genitori debbano adempiere ai loro obblighi di mantenimento dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo le loro capacità di lavoro professionale o casalingo. In caso di inadempimento, il presidente del tribunale (ordinario) può ordinare con decreto che una quota dei redditi o dello stipendio del genitore obbli- gato sia versata direttamente all’altro genitore o a chi (ascendente o tutore) sopporta materialmente le spese per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei gli;

  • attraverso provvedimenti cautelari tradizionali di sequestro conservativo dei beni del debitore inadempiente (art. 671 c.p.c.);

fino ad arrivare alle misure più gravi, ovvero:
la decadenza dalla responsabilità genitoriale(art.330c.c.); – i provvedimenti discrezionali a tutela del minore (art. 333 c.c.);
la rimozione di un genitore dall’amministrazione (art. 334 c.c.).

Fonte: Guida “Genitori e figli, la legge oltre gli affetti” Consiglio Nazionale del Notariato