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CosmesiAmo, non perdere le foto dell’evento

Grande successo di pubblico sabato 15 settembre a Roma per cosmesiAmo, l’evento, organizzato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia, dedicato alla bellezza, ai profumi, alla cura della pelle e dei capelli con un occhio sempre rivolto al consumo consapevole.

Nell’elegante cornice del Due Ponti Sporting club, che ha ospitato l’evento, numerosissimi consumatori hanno testato i trattamenti a disposizione nei corner esperienziali avvalendosi della professionalità degli esperti presenti: dall’estetica del viso e del corpo alla cura dei capelli, dai prodotti per un sorriso perfetto a quelli per barba e capelli.

In contemporanea, nella sala lobby del Circolo si sono svolti alcuni talk show che hanno incontrato il favore del pubblico presente: la cura delle pelle al rientro dalle vacanze (e non solo), è stato l’argomento centrale della discussione con il dermatologo Leonardo Celleno che non ha mancato di dare consigli su alcuni prodotti in commercio, smascherando molti luoghi comuni sulla salute e la bellezza.

Roberta Scagnolari, la beauty blogger tanto amata sul web con il nome Robyberta, ha poi tenuto una vera e propria lezione di trucco con i suoi consigli per un make up adatto a tutte le occasioni. 

Anche in questa edizione di CosmesiAmo, la terza dopo gli appuntamenti di Milano e Bara, non è mancato il momento dedicato alla solidarietà con “La forza e il sorriso onlus”, l’associazione che si occupa di aiutare le donne in trattamento oncologico attraverso la cosmesi; grande interesse ha suscitato poi lo spazio dedicato alla salute e bellezza dei denti, a cura di Zendium nel quale non sono mancate le domande dei partecipanti all’odontoiatra e protesista dentale Silvia D’Agostino.

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A conclusione della giornata, i presenti hanno messo alla prova il proprio olfatto con il “naso” professionista Marianna Villa che ha portato i presenti in un viaggio sensoriale nel mondo dei profumi.

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Autore: Simona Volpe
Data: 19 settembre 2018

L’esperto risponde su… data di scadenza!

Al supermercato dove vado abitualmente a fare spesa ho notato che alcune date di scadenza sono state modificate. Mi sembra assurdo, cosa posso fare? 

In via preliminare, per inquadrare meglio la situazione, bisognerebbe sapere se si tratta di un singolo episodio di disattenzione da parte del supermercato oppure di un fatto che si ripete frequentemente. Inoltre, si può segnalare la vicenda alla ASL più vicina o ai NAS o ancora al Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 19 settembre 2018

Mense: Save the children, non per tutti

In Italia la metà degli alunni (il 49%) delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ossia le vecchie elementari e medie, non ha accesso alla mensa scolastica.  

È la fotografia scattata dal nuovo rapporto “(Non) Tutti a Mensa 2018”, di Save the Children, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. 

L’erogazione del servizio è molto disomogenea sul territorio e le modalità di accesso o di esenzione spesso contribuiscono ad aumentare le disuguaglianze, a scapito delle famiglie più svantaggiate.  

Un altro fattore di discriminazione la scelta di 11 comuni monitorati di prevedere la sospensione del servizio per i figli di genitori che non hanno pagato la retta della refezione scolastica regolarmente. Ad un anno dall’ultimo monitoraggio, sono ancora molte le scuole che non assicurano ai bambini e alle loro famiglie di usufruire della mensa scolastica che, non solo rappresenta un sostegno all’inclusione e all’educazione alimentare, ma è uno strumento fondamentale per il contrasto della povertà e della dispersione scolastica. In un contesto come quello dell’Italia nel quale si registrano oltre 1 milione e 200 mila bambini e ragazzi, il 12,1% del totale (più di 1 su 10), in povertà assoluta e 2 milioni e 156 mila in povertà relativa, la refezione scolastica dovrebbe garantire a tutti i minori almeno un pasto proteico al giorno, aiutando le tante famiglie in difficoltà, in particolare quel 3,9% dei bambini che ancora oggi non consuma un pasto proteico al giorno.

Rispetto allo scorso anno, il quadro che emerge sottolinea alcuni peggioramenti: in 9 regioni italiane (una in più rispetto al 2017), oltre il 50% degli alunni non ha la possibilità di accedere al servizio mensa; e la forbice tra Nord e Sud si distanzia sempre più. Sono infatti sei le regioni insulari e del Meridione che registrano il numero più alto di alunni che non usufruiscono della refezione scolastica: Sicilia (81,05%), Molise (80,29%), Puglia (74,11%), Campania (66,64%), Calabria (63,78%), Abruzzo (60,81%) e Sardegna (51,96%). Nei comuni esaminati, poi, le tariffe massime variano dai 2,5 euro (Perugia) ai 7,2 euro (Ravenna), le tariffe minime passano da 0,30 euro (Palermo) a 6 euro (Rimini).

Il risultato di queste differenze è che una famiglia con un figlio in disagio economico (Isee 5.000 euro), sarebbe esentata dal pagamento solo in 10 comuni, mentre tra i restanti comuni le tariffe applicate variano da 0,35 euro a pasto di Salerno ai 6 euro di Rimini.

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Autore: Mauro Antonelli
Data: 18 settembre 2018

Pensione di reversibilità


 

La domanda dei consumatori: chi ha diritto alla pensione di reversibilità e quali sono gli importi?

 

La risposta di Gianluca Timpone, dottore commercialista.

Hanno diritto alla pensione di reversibilità nel caso in cui ricorrano determinate condizioni i familiari superstiti, in caso di morte dell’assicurato o pensionato iscritto presso una delle gestioni dell’INPS.

Nel caso in cui il dante causa (persona deceduta), sia titolare di pensione diretta ovvero avendone diritto, ne abbia in corso la liquidazione, i superstiti in questo caso avranno diritto alla pensione di reversibilità.

Stesso diritto spetta nella situazione in cui il lavoratore deceduto abbia maturato 15 anni di assicurazione e di contribuzione (oppure 780 contributi settimanali) ovvero cinque anni di assicurazione e contribuzione (oppure 260 contributi settimanali), di cui almeno tre anni (oppure 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso. In questo caso, infatti, i superstiti avranno diritto alla pensione indiretta.

Hanno diritto al trattamento pensionistico in quanto superstiti:

  • il coniuge, anche se separato legalmente;
  • il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno periodico divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • il coniuge che passa a nuove nozze perde il diritto alla pensione ai superstiti, ma ha diritto a un assegno una-tantum pari a due annualità (articolo 3, decreto legislativo 18 gennaio 1945, n. 39) della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale.

Con l’entrata in vigore della legge del 20 maggio 2016, n. 76, a decorrere dal 5 giugno 2016, il diritto alla pensione ai superstiti è riconosciuta anche in favore del componente superstite dell’unione civile.

Hanno inoltre diritto i figli ed equiparati che alla data di decesso dell’assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall’età, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo. Per i figli ed equiparati studenti che non prestino lavoro retribuito e siano a carico del genitore defunto al momento della morte, il limite di 18 anni è elevato a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale e a tutta la durata del corso di laurea, ma non oltre al 26° anno di età, in caso di frequenza dell’università.

I figli ed equiparati studenti che, alla data della morte del  dante causa, prestino lavoro retribuito dal quale derivi un reddito annuo inferiore al trattamento minimo annuo di pensione previsto dall’Assicurazione Generale Obbligatoria maggiorato del 30% e riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Sono considerati figli ed equiparati:

  • i figli adottivi e affiliati del lavoratore deceduto;
  • i figli del deceduto riconosciuti o giudizialmente dichiarati;
  • i figli non riconoscibili dal deceduto per i quali questi era tenuto al mantenimento o agli alimenti in virtù di sentenza, nei casi previsti dall’articolo 279 del codice civile;
  • i figli non riconoscibili dal deceduto che nella successione del genitore hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’assegno vitalizio, ai sensi degli articoli 580 e 594 del codice civile;
  • i figli nati dal precedente matrimonio del coniuge del deceduto;
  • i figli riconosciuti, o giudizialmente dichiarati, dal coniuge del deceduto;
  • i minori regolarmente affidati dagli organi competenti a norme di legge;
  • i nipoti minori, anche se non formalmente affidati, dei quali risulti provata la vivenza a carico degli ascendenti;
  • i figli postumi, nati entro il 13° giorno dalla data di decesso del padre (in tale fattispecie la decorrenza della contitolarità è il primo giorno del mese successivo alla nascita del figlio postumo).

In assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto.

In assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano  inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell’assicurato e spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato. Le aliquote di reversibilità sono stabilite nelle seguenti misure:

  • 60% per il coniuge senza figli;
  • 80% per il coniuge con un figlio;
  • 100% per il coniuge con due o più figli.

Qualora abbiano diritto a pensione i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote di reversibilità sono le seguenti:

Aliquote di reversibilità
Soggetti superstiti Percentuale
un figlio 70%
due figli 80%
tre o più figli 100%
un genitore 15%
due genitori 30%
un fratello o sorella 15%
due fratelli o sorelle 30%
tre fratelli o sorelle 45%
quattro fratelli o sorelle 60%
cinque fratelli o sorelle 75%
sei fratelli o sorelle 90%
sette fratelli o sorelle 100%

La domanda deve essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa si può fare domanda tramite patronato ossia Caf oppure contattando direttamente il dal call center inps raggiungibile al numero 803164.

 

 

TimponeVuoi saperne di più sui temi fiscali? Ti chiedi cosa può fare un cittadino in vista di un pignoramento, di un fermo amministrativo di un suo bene o del sequestro di un immobile? Scopri di più nel libro di Gianluca Timpone: “Dammi tregua – In un sistema economico in continua evoluzione non vi è nulla di sicuro… tranne le tasse

 

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “commercialista”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

 

 

 

 

 

ENERGIA: al via seconda fase Portale Offerte, chiuso il vecchio Trova Offerte

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ottima notizia! Ora si possono confrontare offerte placet con mercato tutelato e le vecchie offerte del Trova offerte.

Roma, 18 settembre 2018 – Da ieri 17 settembre il Trova Offerte, il comparatore che confrontava il mercato libero con le condizioni dei servizi di tutela di luce e gas sul sito dell’Authority, non è più attivo ed è stato definitivamente sostituito con il “Portale Offerte” (www.prezzoenergia.it).

“Bene, ottima notizia! Finalmente, come richiesto dall’Unione Nazionale Consumatori fin dal mese di luglio, il “Portale Offerte ora non include solo le offerte placet, ossia le offerte in cui le condizioni contrattuali sono uguali per tutti i fornitori ed a variare è solo il prezzo, ma anche quelle del mercato tutelato e quelle del mercato libero che erano presenti liberamente sul vecchio Trova Offerte” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ora aspettiamo la versione definitiva prevista per il 1° dicembre 2018, in cui saranno presenti tutte le offerte disponibili sul mercato. Inoltre speriamo che le nostre richieste, inoltrate all’Authority, siano per allora accolte, come ad esempio quella di consentire al consumatore, attraverso un sistema di filtri, di poter scegliere anche cosa confrontare tra le diverse tipologie di offerta (tutela, libero e placet) sulla base delle proprie esigenze” conclude Vignola.

Un approfondimento su questo argomento si può trovare su Il Portale Offerte per l’energia aiuterà i consumatori?

COMMERCIO: non è chiudendo i negozi la domenica che si salva la famiglia

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il Governo tuteli i lavoratori e faccia rispettare art. 36 della Costituzione per una busta paga dignitosa.

Roma, 17 settembre 2018 – Il ministro dello sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, ha dichiarato oggi, in tema di chiusure domenicali dei negozi, che l’intenzione del Governo è assicurare dei turni di riposo sia per gli esercenti sia per i dipendenti dei centri commerciali e che mettere in competizione esercenti sta impoverendo dal punto di vista delle relazioni e anche della tenuta delle famiglie.

“I turni di riposo si garantiscono attraverso le leggi sul lavoro, non chiudendo negozi e fabbriche” risponde Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Oggi chi lavora la domenica in un centro commerciale ha come minimo il 30% in più di stipendio, salvo la contrattazione locale non abbia stabilito una maggiorazione ulteriore. Ecco perché ci sono molti lavoratori che chiedono di lavorare la domenica” prosegue Dona.

“Se il ministro vuole davvero tutelare la famiglia, faccia in modo, come prescrive l’art. 36 della Costituzione, che tutti ricevano una paga sufficiente per assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa senza bisogno di essere costretti a fare straordinari per poter arrivare alla fine del mese. Non è chiudendo i negozi per una decina di domeniche che salverà la tenuta delle famiglie o la Patria” conclude Dona.

SALUTE E BELLEZZA: appuntamento domani a Roma con cosmesiAmo

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Corner esperienziali gratuiti, momenti di confronto e informazione: tutto questo è cosmesiAmo, l’evento promosso da Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia, che si terrà domani al Due Ponti Sporting Club.

Roma, 14 settembre 2018 – “Siamo alla terza edizione di CosmesiAmo, un appuntamento al quale teniamo molto -afferma il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona– nato per avvicinare i consumatori al mondo della cosmetica, dando loro le corrette informazioni e la possibilità di toccare con mano i trattamenti e le novità del mercato. I consumatori, infatti, mostrano grande interesse nei confronti di tutto ciò che riguarda la bellezza e la cura del corpo, ma non sempre si avvicinano ai vari trattamenti o ai prodotti di bellezza con la giusta consapevolezza, per questo è fondamentale sgombrare il campo dai luoghi comuni e dalle fake news. Noi  da anni cerchiamo di farlo avvalendoci della professionalità di Cosmetica Italia.”

“I cosmetici fanno parte del nostro quotidiano. Nonostante il consumatore sia sempre più attento, spesso non è immediato comprendere la complessità del mondo della bellezza, le variegate professionalità coinvolte e il costante investimento in ricerca e sviluppo della nostra industria -dichiara il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti– La collaborazione che da tre anni ci affianca a Unione Nazionale Consumatori nella realizzazione di CosmesiAmo ci consente di dare concretezza all’obiettivo di incontrare il consumatore e raccontare il valore della cosmesi. CosmesiAmo è infatti l’appuntamento aperto al pubblico che grazie a momenti di confronto con esperti del settore e corner esperienziali permette di toccare con mano le diverse sfaccettature del settore. L’impegno di Cosmetica Italia per promuovere una corretta conoscenza dei cosmetici e del loro utilizzo prosegue poi grazie al sito ABC cosmetici (www.abc-cosmetici.it), voluto dall’Associazione Nazionale delle Imprese Cosmetiche per un consumatore informato e consapevole”.

“Bellezza estetica e benessere psicofisico sono un binomio vincente, soprattutto in questo momento storico in cui siamo sempre più attenti a tutto ciò che ha a che fare con la salute e la bellezza -afferma il Presidente del Due Ponti Sporting Club, Emanuele Tornaboni–  Per questo siamo ben lieti di ospitare al nostro circolo, in cui il wellness è di casa, questa giornata di condivisione ed educazione dei consumatori”.

CosmesiAmo è l’evento promosso dall’Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con Cosmetica Italia (Due Ponti Sporting Club – dalle 10.00 alle 19.00) dedicato alla bellezza, ai profumi, alla cura della pelle e dei capelli con un occhio rivolto al consumo consapevole. Per tutta la giornata saranno a disposizione dei partecipanti diversi corner esperienziali nei quali testare liberamente i trattamenti estetici, le pettinature più trendy e per gli uomini scoprire i segreti per barba e capelli perfetti!

Non mancheranno i momenti di confronto con gli esperti del settore: si inizia alle 11.00 con il dermatologo Leonardo Celleno che risponderà alle domande e alle curiosità dei presenti sulla salute della pelle, messa a dura prova dalla stagione estiva; a mezzogiorno toccherà alla beauty blogger Roberta Scagnolari con i segreti per un make upperfetto.

Il pomeriggio, invece, protagonista la solidarietà con “La forza e il sorriso onlus”, l’associazione che si occupa di aiutare le donne in trattamento oncologico attraverso la cosmesi; alle16.00 parleremo poi di salute e bellezza dei denti, nello spazio a cura di Zendium.

A conclusione della giornata, dopo il successo degli anni precedenti (siamo infatti alla terza edizione di CosmesiAmo), anche quest’anno gli ospiti potranno mettere alla prova il proprio olfatto con il “naso” professionista Marianna Villa che porterà i presenti in un viaggio sensoriale nel mondo dei profumi.

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Copyright: direttiva approvata. Cosa succederà adesso?

pocheparole

Il 12 settembre 2018 l’Europarlamento riunito a Strasburgo ha votato a favore della riforma sul copyright. Con questo voto favorevole potranno adesso partire i negoziati tra Europarlamento, Consiglio e Commissione Europea per trovare un’intesa sulla versione definitiva della riforma. L’ultima scadenza per la votazione definitiva è stata fissata entro il maggio del 2019, dopodiché spetterà ai singoli Stati membri dell’UE recepire la direttiva. Vediamo nello specifico cosa prevede questa riforma e perché noi dell’Unione Nazionale Consumatori continuiamo a opporci alla sua entrata in vigore.

Cosa prevede la riforma

La riforma sul copyright prevede un aggiornamento delle regole sul riconoscimento del diritto d’autore nell’Unione Europea, ferme al 2011. Il suo obiettivo è garantire che determinate categorie professionali che svolgono prestazioni creative – ad esempio musicisti, artisti, interpreti, sceneggiatori, editori e giornalisti – vengano pagati per il loro lavoro quando le loro opere vengono condivise su piattaforme come YouTube o Facebook o riprese da aggregatori di notizie come Google News.

Perché fanno discutere alcuni articoli della riforma

Nonostante all’interno dell’Europarlamento sia generalmente condivisa la necessità di aggiornare le regole sul copyright, la riforma è stata molto criticata specie per i contenuti degli articoli 11 e 13. Secondo chi si oppone alla riforma, questi articoli in particolare una volta attuati potrebbero impedire la libera diffusione delle informazioni sul web. Secondo l’articolo 11 – noto come “link tax” – ogni Stato membro deve far sì che gli editori ricevano compensi “consoni ed equi” per l’uso dei loro materiali da parte dei “fornitori di servizi nella società dell’informazione”, vale a dire piattaforme di condivisione e aggregatori di notizie. Gli editori non devono invece ricevere alcun compenso nel caso in cui i loro contenuti siano utilizzi privatamente o per fini non commerciale, come nel caso di Wikipedia. L’articolo 13 assegna invece alle piattaforme online il compito di monitorare tutto ciò che viene caricato dai loro utenti. In questo modo verrebbe scongiurata la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore.

La nostra posizione 

Alla luce delle animate discussioni che hanno preceduto l’approvazione di questa riforma, è ipotizzabile che questa riforma, nel momento in cui sarà entrata in vigore, difficilmente metterà tutti d’accordo e avrà seri problemi a tutelare allo stesso modo il diritto d’autore, la qualità dell’informazione e, soprattutto, il diritto dei consumatori ad accedere in maniera libera alle notizie.

Noi dell’Unione Nazionale Consumatori abbiamo espresso più volte i nostri dubbi su questa riforma. Abbiamo anche scritto ai parlamentari europei, denunciando che essa finirà per limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online. Le nostre maggiori preoccupazioni riguardano proprio gli articoli 11 e 13, i quali una volta attuati potrebbero essere il preludio alla chiusura degli aggregatori (come già avvenuto in Spagna con Google News, ma anche con realtà come Planeta Ludico, NiagaRank, InfoAliment, e Multifriki), andando così a mettere dei paletti al pluralismo e alla diffusione delle notizie. Inoltre, i filtri preventivi che verranno predisposti dalle piattaforme online, stando a quanto previsto dall’articolo 13, trasformeranno spazi di condivisione in luoghi di censura, mettendo in discussione non solo l’accesso all’informazione ma anche il diritto di espressione di ogni utente del web.

Un altro problema correlato a questa riforma è che sono in pochi a conoscerne davvero i contenuti. Lo dimostrano i risultati della nostra campagna “Poche parole”, secondo cui l’86% dei consumatori digitali interpellati non ha mai sentito parlare di queste direttive o, comunque, non ne conosce neanche vagamente i contenuti. Ma non solo. Su 100 persone intervistate, 85 hanno sostenuto di non essere d’accordo con il sistema di controllo automatico dei contenuti caricati sulle piattaforme online, mentre è d’accordo con quanto indicato nell’articolo 11 una percentuale che oscilla tra il 54 e il 57% degli intervistati.

Reazioni prevedibili, considerato che il 93% dei consumatori italiani ritiene internet un canale fondamentale di informazione e un italiano su due (il 49%) lo riconosce come il proprio strumento di informazione principale. Un dato, questo, che da solo dovrebbe bastare per far sì che internet continui a essere un canale di informazione libero e accessibile a tutti come lo è stato finora.

Anche i canali che mediano tra la fonte delle notizie e i loro fruitori (aggregatori di notizie, social network e motori di ricerca), seppur con tutti i loro limiti, si sono ritagliati soprattutto negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore. Basti pensare che il 76% dei consumatori ha dichiarato di usarli quotidianamente per accedere alle notizie. Si tratta soprattutto di giovani e giovanissimi che nel 52% dei casi si informano direttamente sui social network. Mentre chi condivide di più i contenuti sono i consumatori più maturi (54%). Questi numeri nel complesso dimostrano che una censura applicati su questi mezzi rischia di tagliare fuori dall’informazione un numero altissimo di persone praticamente di ogni fascia d’età. SCARICA IL REPORT COMPLETO

L’alto livello di affezione dei consumatori al web come fonte di informazione è confermata anche dalla video inchiesta che abbiamo realizzato per indagare sul modo in cui gli utenti cercano le informazioni sul web e su come le condividono nelle varie piattaforme. Da tanti di loro sono stati lanciati degli appelli ai deputati europei affinché rivedano i contenuti della riforma sul copyright. GUARDA IL VIDEO DELL’APPELLO

GUARDA LA VIDEO INCHIESTA

Osservando tutti questi dati emerge dunque l’importanza del web in tutte le sue declinazioni come strumento di informazione utilizzato in maniera sempre più frequente dai consumatori. Mancano ancora dei mesi alla votazione definitiva: continua a seguirci per essere sempre aggiornato sulla riforma del copyright sul sito pocheparole.consumatori.it e sui social attraverso gli hashtag #pocheparole #saveyourinternet #fixcopyright. Noi continueremo a batterci per la tutela della libertà di informazione.

Autore: Simona Volpe
Data: 13 settembre 2018

COPYRIGHT: pessima notizia, il Parlamento europeo approva la riforma

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

La direttiva limita oltre misura la facilità di accesso alle informazioni. Colpito il pluralismo e la diffusione delle notizie.

Roma, 12 settembre 2018 – Il Parlamento europeo ha approvato oggi la proposta di riforma del Copyright.

“Pessima notizia! La riforma approvata, purtroppo, non riesce a coniugare la sacrosanta tutela del diritto d’autore e l’informazione di qualità con la facilità di accesso alle news, salvaguardando la libertà della rete ed il diritto dei consumatori ad un’informazione libera ed accessibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori,

“Avevamo scritto ai parlamentari europei, denunciando che la direttiva avrebbe finito per limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online, soprattutto a discapito dei consumatori. In particolare gli articoli 11 e 13 rischiano di comportare la chiusura degli aggregatori, andando paradossalmente a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, obbligando le piattaforme di condivisione online ad attivare filtri preventivi, trasformandole in censori” conclude Dona.

L’associazione di consumatori aveva lanciato la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione anticiparne il contenuto).

Ambiente: fermiamo la plastica con #NienteCannuccia

NienteCannuccia

Un nemico dell’ambiente davvero insospettabile: la cannuccia, simbolo di estate e divertimento. Una moda nata negli anni ’60 per accompagnare cocktails, bevande analcoliche e addirittura succhi di frutta per bambini.

Tantissime nel mondo sono ogni anno le campagne “Straw Free” e quest’anno anche noi di Unione Nazionale Consumatori vogliamo lanciare il nostro appello con la campagna #NienteCannuccia, un gesto semplice per migliorare la salute del mondo.

“Niente cannuccia, grazie”: è proprio così che dovremmo rispondere al cameriere che ci porge la bibita appena ordinata. I dati dimostrano che ormai l’inquinamento da plastica ha raggiunto livelli insostenibili e danneggia in modo irreparabile il nostro ecosistema. Ogni giorno in tutto il mondo si utilizzano circa un miliardo di cannucce (a volte anche più di una per bicchiere!). 

Ciò significa che lo stesso numero finisce quotidianamente nella spazzatura: il tempo di finire la nostra bevanda e poi zac, gettata via! Purtroppo senza pensare che una cannuccia impiega anni per essere “assorbita” dall’ambiente mentre circa un miliardo e mezzo di animali marini muoiono ogni anno proprio per aver ingerito della plastica.

La maggior parte delle cannucce in commercio sono fatte di polipropilene, plastica di bassa qualità che viene usata anche per i contenitori di yogurt e vaschette per altri prodotti alimentari. Si tratta di materiali non riciclabili!

Noi dell’Unione Nazionale consumatori speriamo che che dopo aver letto questo articolo decidiate di aderire alla nostra campagna. Con un semplice sacrificio potrete migliorare la salute del mondo: rinunciate alla cannuccia di plastica oppure sostituitela con quelle fatte in bambù o con quelle di carta.

Pensateci: le cannucce rappresentano una delle componenti inquinanti di maggior peso e al tempo stesso sono davvero superflue: ecco perché vi invitiamo tutti a dire #nientecannuccia.

Se siete amanti dei social network fatevi sentire! Postate i vostri selfie con l’hashtag #NienteCannuccia e condividete anche con i vostri follower la vostra scelta: potrete richiederci la TShirt della campagna targata Unione Nazionale Consumatori (come quella che indossa il nostro Presidente Massimiliano Dona in questa foto senza cannuccia).

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 12 settembre 2018