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Assistenza fiscale, rivolgiti a noi!

730_modello_precompilato

Quest’anno per l’assistenza fiscale rivolgiti all’Unione Nazionale Consumatori! Dal mese di aprile sarà attivo il nostro servizio di assistenza fiscale (compilazione 730, UNICO persone fisiche, ISEE, IMU e TASI).

Per informazioni e appuntamento puoi chiamare il numero 06 32600239 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30) oppure scrivere via mail a: caf@consumatori.it.

Ti ricordiamo che hai tempo fino al 17 giugno per il calcolo IMU e TASI, fino al 23 luglio per la compilazione del 730 e fino al 30 settembre per la compilazione dell’UNICO.

730 precompilato

Per chi invece preferisce fare da sé la dichiarazione dei redditi può essere presentata anche utilizzando il modello 730 precompilato a cui si può accedere dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Il modello contiene già tutte le informazioni sul reddito di ogni cittadino, sulle imposte che ha pagato e sulle spese che ha effettuato e che può detrarre.

Al modello precompilato possono accedere le stesse categorie di persone che finora avevano sempre presentato la dichiarazione dei redditi tramite il 730: lavoratori dipendentipensionati, coloro che ricevono un’indennità sostitutiva da lavoro dipendente come la cassa integrazione, lavoratori con contratto a tempo determinato che duri meno di un anno, lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, parlamentari, cariche elettive, sacerdoti della Chiesa cattolica, alcuni soci di cooperative di produzione e lavoro. I lavori autonomi, invece, continueranno a usare il modello UNICO (Redditi Persone Fisiche).

Le novità rispetto al vecchio 730

Rispetto alla vecchia versione, nel nuovo modello 730 precompilato sono stati inseriti altri dati come le spese per gli asili nido e le donazioni versate a società di mutuo soccorso, Onlus, associazioni di promozione sociale e fondazioni. Non sono state inserite, invece, altre spese comuni per i cittadini come quelle per l’affitto sostenute dagli inquilini o dagli studenti fuori sede e quelle per le attività sportive dei ragazzi.

Come si accede al modello precompilato?

Il modello 730 precompilato si può scaricare sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso si può effettuare nei seguenti modi consultabili a questa pagina:

  • tramite lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
  • tramite la sezione Fisconline con password e pin ottenuti dalll’Agenzia delle Entrate;
  • tramite la sezione NoiPa se si è dipendenti della pubblica amministrazione;
  • tramite la sezione INPS se si è in possesso del pin dispositivo dedicato;
  • come tutore genitore e come erede con utenza Entratel o Fisconline;

Una volta effettuato l’accesso al proprio modello tramite le proprie credenziali, si presentano due possibilità. Dopo aver controllato che tutti i dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate siano corretti, l’utente dà la propria conferma e, successivamente, deve indicare i dati del sostituto d’imposta e la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille. Se invece alcuni dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate risultano non corretti o mancano, il 730 può essere modificato. Le modifiche o integrazioni possono essere inserite in modo autonomo tramite la compilazione assistita accedendo al quadro E della dichiarazione.

In alternativa si può delegare l’operazione al CAF (Centro di assistenza fiscale) e quindi rivolgersi alla nostra associazione che offre assistenza fiscale agli iscritti.

Il CAF apporta il “visto di conformità” sul modello, assumendosi così la responsabilità dell’invio della dichiarazione. Responsabilità che torna invece al contribuente nel caso di “dichiarazione infedele”. In questo caso spetterà al contribuente pagare sia la maggiore imposta non versata che le sanzioni più gli interessi. 

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 21 marzo 2019

 

Manutenzione dell’auto: non perdere la nostra guida

Tra le migliaia di reclami che giungono ogni anno agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori, quelli che riguardano gli autoveicoli rappresentano una fetta importante, non solo perché l’acquisto dell’auto è una spesa importante da ponderare nel bilancio familiare, ma anche perché una volta acquistata l’auto necessita di una manutenzione continua. Per questo motivo l’Unione Nazionale Consumatori ha realizzato, in collaborazione con Ad Italia –Giadi Group e Autodis Italia, una guida dal titolo “Un tagliando a regola d’arte” per fornire ai consumatori indicazioni sui propri diritti legati alla manutenzione dell’automobile.

SCARICA LA GUIDA

Non tutti sanno, ad esempio, che tutte le operazioni di manutenzione e riparazione dell’auto possono essere svolte sia dalle officine autorizzate che da quelle indipendenti, il che significa che il consumatore può rivolgersi all’officina di fiducia o a quella che ritiene più conveniente nel rispetto dei propri diritti di garanzia sulla vettura.

E’ proprio il rispetto della garanzia uno degli aspetti sui quali i nostri esperti sono chiamati in causa più spesso dai consumatori e grazie a questa guida mettiamo loro a disposizione uno strumento per capire a cosa si ha diritto e cose invece si è tenuti a fare per la propria sicurezza e per preservare l’utilizzo dell’auto.

Alla fine della guida, un rapido vademecum riassume le dieci cose da sapere sulla manutenzione: dal tagliando alle garanzie; dalla scelta dei ricambi alla documentazione necessaria.

In caso di problemi ricordiamo che è possibile contattare i nostri esperti attraverso lo sportello Auto-Moto in home page.

Autore: Simona Volpe
Data: 20 marzo 2019

EBA: più banchieri con stipendi sopra 1 milione

Salgono in Italia, nel 2017, i manager delle banche che guadagnano oltre 1 milione di euro. Secondo il rapporto annuale dell’Eba (European Banking Authority), l’Autorità bancaria europea, a fronte di un lieve aumento in Europa, da 4597 del 2016 a 4859 del 2017 (+5,69%), nel nostro Paese sono saliti da 172 a 201 (+16,86%).

Come d’abitudine la maggior parte dei banchieri è situata nel Regno Unito, con 3.567 unità (73,27% del totale) che sconta anche nella classifica, sebbene in forma minore, l’effetto del tasso di cambio sterlina/euro. Il rapporto fra remunerazione variabile e fissa nel Continente è continuato a scendere da 104 del 2016 a 101,08%.  In Italia la remunerazione variabile si ferma al 73% della fissa.

In media la retribuzione di questi banchieri ammonta a 1 milione 966 mila euro l’anno, mentre in Italia si attesta a 1 milione 699 mila euro l’anno.

#SalviamoInternet: ecco la petizione europea su change.org

#savetheinternet

Si chiama Dominic Kis, ha 22 anni, è tedesco e il 15 giugno 2018 ha lanciato su Change.org una campagna internazionale per salvare internet: sono oltre 4 milioni e 900 mila i cittadini europei che si sono mobilitati per fermare la nuova direttiva europea sul diritto d’autore che metterebbe a rischio la libertà d’espressione di quanti ogni giorno utilizzano la Rete.

Ricordate? Ce ne eravamo già occupati con l’Unione Nazionale Consumatori lanciando la campagna “#PocheParole”

Adesso questa petizione su charge.org vede l’Italia al terzo posto per firme raccolte insieme a Francia e Germania.

Si solleva in particolare il problema legato all’articolo 13 della nuova direttiva sul diritto d’autore. Se approvato, infatti, il nuovo testo obbligherà le piattaforme digitali ad applicare dei filtri sui contenuti pubblicati dagli utenti.

Questi filtri potrebbero diventare “una scusa” per filtrare i contenuti dal punto di vista ideologico. Dobbiamo impedire che ciò accada: non possiamo correre il rischio di censurare internet.

Con l’approvazione della nuova normativa, correremmo il rischio che piattaforme come Youtube, Google, Wikipedia e Facebook non dovranno più aspettare, come accade adesso, di ricevere una lamentela per la violazione del diritto d’autore per poi fare le dovute verifiche, ma dovrebbero monitorare in maniera massiccia i contenuti per rilevare possibili violazioni. Nel dubbio, per tutelarsi, bloccheranno continuamente anche i contenuti che non violano le regole. Perché se non lo facessero, rischierebbero di essere sanzionati, e logicamente preferiranno prevenire piuttosto che curare. Questo vorrà dire censurare migliaia di contenuti che non dovrebbero essere bloccati ma che non saranno più disponibili. Sarà la fine di internet come lo conosciamo.

Un esempio? L’articolo 13 è stato anche definito “ammazza-meme”, poiché, paradossalmente, renderà impossibile agli utenti caricare una foto scherzosa creata a partire da un’immagine protetta da copyright. 

L’obbligo di applicazione di tale “filtro” e l’eventuale acquisto di licenze da parte delle piattaforme online per evitare di incappare nelle violazioni, inoltre, metterebbe in seria difficoltà le piattaforme online di medie e piccole dimensioni, che non hanno la disponibilità economica per sostenere tali costi. 

L’altro limite alla libertà d’espressione è rappresentato dall’articolo 11, che riduce la possibilità di utilizzare testi e parole provenienti da articoli e altre fonti d’informazione da parte degli utenti sul web: la libertà dei cittadini di commentare gli eventi di attualità e confrontarsi liberamente su tematiche e notizie di vario genere verrebbe così confinata.

“Grazie al numero di firme che abbiamo raccolto con questa petizione”, continua Dominic Kris, “siamo riusciti a creare consapevolezza tra molti Parlamentari europei dei seri rischi che questa riforma comporterebbe, ma oggi più di sempre noi cittadini europei dobbiamo insistere perché il nuovo voto è imminente” (26 marzo). Siamo già quasi a 5 milioni di firme.

È urgente firmare per fermare questa legge. 

FIRMA LA PETIZIONE A QUESTO LINK

Sito ufficiale di Save the Internet

Sito della campagna #PocheParole

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 20 marzo 2019

L’esperto risponde su… Canone Rai

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Ho dimenticato di inviare la dichiarazione di non possesso di tv entro il 31 Gennaio 2019 e mi trovo sulla bolletta accreditati i primi tre mesi del canone. Posso presentare ora il modulo di “non detenzione”?

Ci sono due notizie, una buona e una meno! Quella buona è che si può presentare il “modulo di non detenzione”, ossia compilare il quadro A del modellino (“Dichiarazione sostitutiva di non detenzione” della televisione), in base al quale i titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale dichiarano che in nessuna delle abitazioni è detenuto un apparecchio tv da parte di alcun componente della famiglia anagrafica. Questa dichiarazione si può presentare in qualunque momento.
La notizia brutta è che essendo in ritardo (andava fatta entro il 31 gennaio), le toccherà comunque pagare il primo semestre del canone (45 euro e 94 cent) e sarà esentato, sempre se la fa entro il 30 giugno, per il secondo semestre, da luglio a dicembre.
Insomma, si può fare quando vuole, ma purtroppo gli effetti cambiano a seconda della data di presentazione:
• dal 1° luglio 2018 al 31 gennaio 2019 esonera dal pagamento per l’intero anno 2019
• dal 1° febbraio al 30 giugno 2019 esonera dal pagamento per il secondo semestre (luglio-dicembre 2019)
Ricordiamo che, a differenza delle altre dichiarazioni, quella di non detenzione della tv (Quadro A) va ripresentata ogni anno, per sempre.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 20 marzo 2019

Il notaio risponde su… testamento

Dopo la riforma del 2012 è cambiato qualcosa nella possibilità di un genitore di diseredare il proprio figlio unico o uno di due o più figli?

No. Il genitore poteva e può escludere di fatto uno dei figli dal proprio testamento, lasciando i propri beni a un altro parente o a estraneo; in tal caso però il testamento resterà impugnabile dal figlio escluso con l’azione di riduzione.

Si ritiene invece che il genitore non possa diseredare in modo esplicito il figlio limitandosi a scrivere “diseredo mio figlio Tizio”, ma debba, come sopra, escluderlo in modo tacito attribuendo tutto a soggetti diversi da Tizio (diseredazione “implicita”). La riforma della Filiazione introduce invece l’ipotesi di diseredazione all’inverso il figlio, nei confronti del quale il genitore sia decaduto dalla potestà genitoriale, potrà diseredare nel proprio testamento il padre o la madre in modo esplicito, senza motivazione alcuna e senza temere che il suo testamento con la clausola di diseredazione possa essere impugnato, né con l’azione di nullità, né con l’azione di riduzione.

Guida “Filiazione” Consiglio Nazionale del Notariato

Gift card: in regalo anche alcune scocciature?

gift card

Le gift cards rappresentano ormai da diverso tempo una costante nelle idee regalo degli italiani: d’altra parte basta decidere il budget a disposizione, scegliere il negozio adatto ed ecco fatto il regalo con un “buono” da spendere, quasi una sorta di  “busta con i soldi” in formato digitale.

Concretamente si tratta di carte di plastica (simili a delle carte di credito) che possono avere un valore che varia da pochi  a diverse centinaia di euro e che possono essere spese presso negozi o per acquisti on line.

Per farci un’idea del ruolo sempre più centrale ricoperto dalle gift cards basti pensare che è un business che solo in Italia raggiunge numeri davvero importanti: oltre un milione di cards in circolazione e sempre più esercizi commerciali stanno adottando questo tipo di servizio per i propri clienti.

I problemi più frequenti con le gift cards

Non sempre utilizzare le gift cards è semplice come “ricevere un regalo”! Non mancano infatti lamentele e segnalazioni da parte dei consumatori:  alcuni utenti, ad esempio, denunciano di non poter utilizzare la carta perché risulta scaduta (nonostante la scadenza non fosse riportata da nessuna parte!), oppure altri hanno incontrato difficoltà nell’attivare la carta online e non tutti  ci sono riusciti per via di procedure poco chiare o molto complesse.

A cosa fare attenzione

Quando si ha a che fare con le gift cards occorre dunque fare attenzione ad alcuni elementi per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese:

  • sulla card (o sul regolamento che lo accompagna) deve essere indicata l’eventuale data di scadenza;
  • deve essere chiaro il periodo di validità (se inizia con l’acquisto della card o con la sua eventuale attivazione online);
  • deve essere specificato se la card può essere utilizzata in più tranche o  necessariamente tutta in una volta sola;
  • dobbiamo sincerarci del fatto che la nostra card possa essere ricaricata o, invece, terminato il suo plafond, cessa di essere utilizzabile;
  • ma soprattutto dobbiamo verificare dove e come possiamo spendere il valore della carta (quanti negozi o strutture lo accettano?, se hanno sufficiente disponibilità).

Dati a rischio?

Ma non basta, perché queste cards rappresentano per chi le vende anche una possibilità di marketing. Il marchio dell’azienda viene fatto girare infatti e il cliente viene fidelizzato nell’acquisto. Inoltre molto spesso quando ci viene richiesta l’attivazione online i nostri dati vanno ad accrescere il database dell’azienda e potrebbero essere utilizzati per finalità pubblicitarie.

Quindi, come sempre, nel momento in cui inseriamo i nostri dati su un sito internet facciamo attenzione che questo sito sia affidabile e controlliamo bene prima di dare il consenso nell’utilizzo dei nostri dati personali.

Per informazioni e assistenza è possibile contattare gli esperti della nostra associazione attraverso gli sportelli in home page.

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 19 marzo 2019

Vuoi tu un matrimonio senza fregature? Sì, lo voglio!


Il giorno del matrimonio è tra i più attesi, ma per essere sicuri che tutto nell’organizzazione vada come desiderato è utile seguire qualche accorgimento: agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori non mancano infatti segnalazioni da parte di chi si lamenta di disservizi durante il banchetto, di fotografi che hanno dato forfait o ancora di negozianti che si ostinano a non voler riconoscere la garanzia in caso di prodotti difettosi tra quelli scelti nella propria lista di nozze.

Diciamo subito che il primo consiglio che possiamo dare è quello di confrontare con un certo anticipo le offerte di diversi fornitori prima di procedere con le rispettive prenotazioni, così da avere le idee chiare sulla migliore soluzione che fa per noi, in relazione al nostro budget e ai nostri standard qualitativi.

IL BANCHETTO DI NOZZE

Per quanto riguarda il banchetto, è bene scegliere la location con cura (si tratta generalmente della spesa più impegnativa) facendo attenzione a far inserire nel preventivo tutte le voci, ivi comprese quelle per la fornitura dei tavoli e degli altri arredi. Inoltre è bene stabilire regole chiare per eventuali disdette. il Codice del consumo non disciplina la prenotazione, quindi per la disdetta si fa riferimento alle regole generali del Codice Civile. Se il ristorante chiede una caparra secondo gli usi e consuetudini non dovrebbe essere superiore al 25% e per il consumatore è meglio che nella ricevuta sia definita “caparra penitenziale”: in questo caso, infatti, il ristoratore incamera la somma, ma non può agire per ulteriori risarcimenti. Se invece la caparra è “confirmatoria” o se non viene versato alcun acconto, il ristorante può agire per il risarcimento del danno (oltre a incamerare la caparra), ma deve dimostrarlo, per esempio provando che ha già sopportato delle spese o che ha dovuto rifiutare un’altra prenotazione per la data concordata, il che non è facile. In entrambi i casi, è bene ricordare che molti contratti non sono validi perché si prevede una penale per la disdetta solo a carico degli sposi, mentre per legge il contratto deve stabilire che andrà restituito il doppio della caparra se è il ristoratore a rinunciare al servizio: se questa specifica non è riportata, la disdetta sarà gratuita anche per gli sposi.

Molte delle segnalazioni che riceviamo riguardano poi le scarse porzioni delle pietanze: in realtà è bene sapere che se non si concordano preventivamente e per iscritto delle porzioni minime non ci si potrà rivalere su nulla: i ristoranti infatti sono esercizi di somministrazione (e non negozi che devono vendere “a peso”) quindi non sono obbligati a servire delle “giuste” porzioni.

Il preventivo scritto, dove chiedere al ristoratore di indicare tutti i dettagli, ci tornerà utile anche per altri aspetti legati al pranzo: quasi sempre, infatti, i pranzi collettivi non sono “alla carta”, ma si raggiunge un accordo sulle portate, sul servizio e sul prezzo. Non solo: poiché il pranzo non è “alla carta”, cade anche la regola che impone ai ristoranti di specificare nel menù se usano materie prime o ingredienti congelati. Anche nel caso ci si affidi al classico catering, è dunque quanto mai opportuno chiarire questi aspetti per iscritto altrimenti ogni lamentela successiva non avrà fondamento giuridico. Stesso discorso vale per il vino il cui costo può rischiare di essere estremamente salato a fronte di una scarsa qualità: dato che in genere i ristoranti applicano sulle bottiglie un ricarico che è il triplo del prezzo d’acquisto, è consigliabile vedere chi è il produttore (cioè farsi specificare il nome della cantina) e verificare che il ricarico non sia spropositato.

E se al pranzo gli invitati sono molti meno rispetto a quelli inizialmente previsti? Anche in questo caso potremo essere tutelati se nel preventivo scritto avremo previsto una proporzionale riduzione del prezzo in caso di defezioni del numero dei partecipanti, da comunicare al ristoratore con un certo anticipo.

FOTOGRAFO

Le possibili controversie non riguardano però solo il pranzo di nozze, non è infatti raro che nascano discussioni anche con i fotografi: tra le segnalazioni ricevute, la signora Caterina ci ha scritto raccontandoci, con grande delusione, che il giorno del matrimonio il suo fotografo le ha dato forfait!

Senz’altro scegliere il fotografo per il grande giorno non è semplice, perché è un momento unico che vorremmo fosse immortalato per sempre nel migliore dei modi. Ecco allora che anche in questo caso optare per chi ci fornisce un preventivo scritto è un’importante forma di tutela: sul preventivo è bene farsi indicare tutti i dettagli del servizio offerto, i tempi e i costi. Per evitare poi spiacevoli sorprese come quella di cui è rimasta vittima la signora Caterina, è preferibile optare per chi garantisce anche la presenza di un sostituto in caso di impossibilità ad essere presente quel giorno, anche solo per una banale influenza.

LISTA DI NOZZE

Quando parliamo di “lista di nozze“, ci riferiamo a quei contratti stipulati con un certo negoziante (generalmente di articoli per la casa) con il quale ci si accorda perché gli invitati possano scegliere il regalo più appropriato recandosi nel negozio, in modo da evitare i doppioni attraverso la consultazione della lista. Per essere certi di non perdere i diritti di garanzia, ci si deve far consegnare dal negoziante una ricevuta che specifichi la data di consegna dei vari articoli (perché è da quel momento che partono i due anni di garanzia).

Nel caso in cui, invece, si scelga come regalo il classico viaggio di nozze, il consiglio è di chiedere agli amici di indicare che il versamento è fatto in favore degli sposi visto che non sono rari i casi di agenzie che poi spariscono nel nulla.

Insomma, sposarsi è un’emozione bellissima e per far sì che resti uno dei giorni più belli della nostra vita, la prima regola fondamentale quando si prendono accordi è sempre quella di mettere tutto per iscritto e di conservare ogni ricevuta, così da essere certi di avere in mano un documento incontrovertibile in caso di controversie. Potrà sembrare una magra consolazione se qualcosa andasse storto, ma almeno eviteremo che oltre al danno ci sia anche la beffa!

VUOI SEGNALARE IL TUO CASO? HAI BISOGNO DI ASSISTENZA? SCRIVI AL NOSTRO SPORTELLO

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 20 marzo 2019

DIAMANTI: 13.300 reclami a Bpm, chiuse 2.570 transazioni

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Troppo poco! Bpm deve accettare, come fanno altre banche, di rimborsare l’intero importo.

Roma, 19 marzo 2019 – Secondo quanto comunicato da Banco Bpm, sono 13.300 i reclami inoltrati dalla clientela per la vicenda diamanti, con la richiesta complessiva di risarcire 430 milioni di euro. A fronte di questa ondata di richieste, le risorse finanziarie complessivamente messe a disposizione per ristorare la clientela ammontano a 318,3 milioni e la banca ha chiuso 2.570 transazioni.

“Troppo poco! Bpm non accetta, come invece fanno altre banche, di rimborsare l’intero importo pagato dal consumatore, previa, ovviamente, restituzione dei diamanti. Invece, questa possibilità andrebbe sempre offerta al cliente, lasciandogli la facoltà di scegliere tra indennizzo parziale e rimborso integrale” afferma l’avv. Valentina Greco, dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Inoltre, Bpm offre risarcimenti troppo bassi, che non risultano essere in rapporto alla differenza tra l’effettivo valore del diamante e l’importo pagato dal cliente” conclude l’avv. Greco.

TASSE: flat tax al posto degli 80 euro?

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

No allo scambio con 80 euro: oltre al solito gioco delle tre carte, Governo diventerebbe Robin Hood, ma al contrario.

Roma, 18 marzo 2019 – Per il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, per finanziare la flat tax familiare, gli 80 euro del governo Renzi non sono un tabù, si possono pure toccare, purché il risultato finale sia l’abbattimento complessivo della pressione fiscale.

“No allo scambio tra 80 euro e flat tax. Sarebbe il solito gioco delle tre carte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. 

“Non solo i due vice premier Salvini e Di Maio hanno più volte promesso che gli 80 euro non li avrebbero toccati, ma sarebbe il colmo se per fare la flat tax chiedessero i soldi a chi percepisce gli 80 euro. In pratica il Governo diventerebbe come Robin Hood all’incontrario, darebbe con una mano quello che ha tolto con l’altra, peccato che gli 80 euro aiutino chi guadagna meno di 24 mila euro all’anno, mentre la flat tax, per definizione, riduce le tasse ai ceti più abbienti” prosegue Dona.

“Oltre ad essere iniquo, è poco logico anche dal punto economico, dato che se vogliamo rilanciare i consumi dobbiamo aiutare chi è più in difficoltà, considerato che chi sta nel primo quintile del reddito netto familiare ha una propensione marginale al consumo doppia rispetto all’ultimo quintile” conclude Dona.