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Medicine per il viaggio: cosa non dimenticare prima di partire

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Se siete in procinto di partire per un viaggio all’estero, non dimenticate di pensare anche alla vostra salute. Oltre a esservi informati preventivamente sulle precauzioni sanitarie da prendere prima di partire (ad esempio sulle vaccinazioni da fare e sulle norme igieniche da seguire durante il soggiorno) e sull’opportunità di stipulare assicurazioni sanitarie specifiche, è bene ricordarsi di mettere in valigia un beauty case con all’interno una serie di farmaci che potrebbero tornare utili. Quando si è in viaggio, infatti, possono capitare inconvenienti di ogni genere che potrebbero rovinare la vacanza: dai più comuni come il mal d’aereo o il mal d’auto, intossicazioni alimentari o scottature causate dal sole, a situazioni o infortuni più gravi.

Consigli generali

Tutte le informazioni utili su come preparare in massima sicurezza un viaggio sono disponibili sul sito della Farnesina viaggiaresicuri.it. In generale, spiega il sito, “la scelta dei farmaci dovrebbe essere sempre discussa con il medico curante e i viaggiatori dovrebbero avere familiarità con le caratteristiche, le indicazioni e le controindicazioni dei prodotti”. Fatta questa premessa, è importante ricordarsi di verificare la data di scadenza dei farmaci, essersi accertati tramite il farmacista del modo in cui devono essere conservati (dunque a che temperatura possono stare), che le istruzioni per l’uso siano all’interno della confezione e di tenerli sempre nel bagaglio a mano.

Se portate con voi cani o gatti ricordatevi anche della loro salute. Di fondamentale importanza è la vaccinazione contro la rabbia. In alcuni Paesi gli animali non vaccinati contro questa malattia non possono entrare.

Organizzate un kit di pronto soccorso di base

Soprattutto se la meta delle proprie vacanze è un’isola in mezzo all’Oceano Indiano o un Paese in via di sviluppo in Centro e Sud America, Africa o Asia, durante il soggiorno è consigliabile avere sempre a portata di mano un kit di pronto soccorso. Al suo interno devono esserci i farmaci da banco che si portano generalmente in viaggio: semplici analgesici come paracetamolo, pomate o compresse anti-istaminiche, antipiretici, pomate oftalmiche antibiotiche, farmaci per problemi gastro-intestinali (come la diarrea o la dissenteria), antiacidi, farmaci contro il mal d’auto o il mal d’aria, pomate per contusioni e scottature, repellenti, spray contro punture di zanzare o altri insetti, protezione solare, per viso e corpo, stick per la protezione delle labbra, un termometro.

Inoltre, è bene portare con sé gli strumenti di base per eventuali automedicazioni: disinfettante per ferite, cerotti, bende, garze, acqua ossigenata, gel disinfettante per mani. Per mete esotiche o in cui le condizioni igienico-sanitarie sono nettamente arretrate rispetto a quelle dei Paesi occidentali, ricordarsi di avere in valigia una zanzariera, disinfettanti per l’acqua, farmaci antimalarici, siringhe sterili e aghi.

Medicine che si prendono abitualmente

Non va dimenticato, infine, di mettere in valigia le medicine che si prendono abitualmente, accompagnate dalla prescrizione medica. Potrebbe infatti capitare di avere difficoltà nel trovare questi medicinali, soprattutto se si visitano località esotiche o situate in Paesi in via di sviluppo e si si tratta di farmaci particolari come farmaci salvavita (ad esempio l’insulina per i diabetici), per la pressione e per il cuore.

Cosa fare in caso di morsi di animali?

Fate attenzione ai morsi di animali selvatici e/o randagi e in particolare ai cani. In molti Paesi è ancora abbastanza diffusa la rabbia. Nella malaugurata ipotesi di un morso è di fondamentale importanza ricorrere a una vaccinazione nel più breve tempo possibile.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 20 luglio 2018

Passaporto: tutto quello che c’è da sapere

passaporto_richiestaAvete in programma un viaggio all’estero in una località fuori dall’Europa? Se non siete muniti di passaporto, o se il vostro passaporto è scaduto, non andate in confusione. Ecco una guida con alcuni consigli utili da seguire per presentare correttamente la richiesta e i documenti necessari.

Da chi viene rilasciato il passaporto?

Ci sono diversi siti istituzionali, come quelli del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Polizia di Stato, sui quali è possibile consultare tutte le informazioni per presentare correttamente la richiesta e i documenti necessari per il rilascio del passaporto. Il passaporto viene rilasciato in Italia da tutte le Questure e all’estero dalle rappresentanze diplomatiche e consolari. Dal 2010 viene rilasciato il passaporto elettronico: un libretto di 48 pagine dotato di un microchip in copertina che contiene le informazioni relative ai dati anagrafici, la foto e le impronte digitali del titolare. Dopo la scadenza del passaporto (la cui validità è di dieci anni), occorre avviare la richiesta per ottenere il rilascio di un nuovo passaporto.

Quali sono i documenti da presentare?

Per la richiesta di rilascio del passaporto vanno presentati i seguenti documenti:

– il modulo stampato della richiesta passaporto;

– un documento di riconoscimento valido (si consiglia di portare con sé, oltre all’originale, anche un fotocopia del documento);

– due foto formato tessera identiche e recenti (lo sfondo della foto deve essere bianco, mentre chi indossa occhiali da vista può tenerli purché le lenti siano non colorate e la montatura non alteri la fisionomia del volto);

– la ricevuta del pagamento di 42.50 euro per il passaporto ordinario (il versamento va effettuato esclusivamente mediante bollettino di conto corrente n. 67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro; la causale è: “importo per il rilascio del passaporto elettronico”; si consiglia di utilizzare i bollettini pre-compilati distribuiti dagli uffici postali);

– un contrassegno amministrativo da 73,50 euro (da richiedere in una rivendita di valori bollati o tabaccaio);

Dove si presenta la domanda?

La domanda per il rilascio del passaporto può essere presentata presso:

– la Questura;

– l’ufficio passaporti del commissariato di Pubblica Sicurezza;

– la stazione dei Carabinieri (per le impronte digitali occorrerò recarsi il cittadino in Questura o in commissariato);

Sul sito Agenda Passaporto della Polizia di Stato si può inviare la richiesta online prenotando ora, data e luogo in cui presentare la domanda. Attenzione, però: nelle grandi città come Roma ad esempio, il rischio è di trovare un giorno disponibile anche a diversi mesi di distanza dal momento in cui si avvia la richiesta.

Nel caso di minori quali sono i documenti da presentare?

Dal 27 giugno 2012 i minori possono viaggiare all’estero solo se muniti di un documento di viaggio individuale (dunque passaporto o carta d’identità per i viaggi all’interno dell’Ue). Per i minori da 0 a 3 anni il passaporto ha una durata triennale, mentre per i minori da 3 a 18 anni la durata è quinquennale. Per richiedere il passaporto per il figlio minore è necessario l’assenso di entrambi i genitori (coniugati, conviventi, separati, divorziati o genitori naturali) e che il minore sia cittadino italiano.

Questi i documenti da presentare:

– il modulo stampato della richiesta passaporto per minorenni firmato dai genitori;

– un documento di riconoscimento valido del minore (portare con sé, oltre all’originale, anche un fotocopia del documento);

– due foto formato tessera identiche e recenti (lo sfondo della foto deve essere bianco, mentre chi indossa occhiali da vista può tenerli purché le lenti siano non colorate e la montatura non alteri la fisionomia del volto);

– un contributo amministrativo da 73,50 euro (sotto forma di valore bollato da richiedere in una rivendita di valori bollati o dal tabaccaio) da acquistare prima di presentarsi con la documentazione;

– la ricevuta di pagamento con c/c di 42,50 euro (il versamento a nome del minore va effettuato esclusivamente mediante bollettino di conto corrente n. 67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro; la causale è: “importo per il rilascio del passaporto elettronico”; il consiglio è di utilizzare i bollettini pre-compilati distribuiti dagli uffici postali);

Cosa cambia se a fare la richiesta del passaporto è un genitore di un minore?

Se si è genitori di figli minori per richiedere il proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. Ciò vale sia se la coppia è coniugata, convivente, separata o divorziata. La misura è mirata a tutelare il figlio.

Cosa va fatto in caso di furto o smarrimento del passaporto?

Chi ha subito furto, smarrimento, deterioramento o distruzione del proprio passaporto, può fare la richiesta del duplicato. Nel caso di furto o smarrimento, occorre però prima presentare una denuncia ai carabinieri, alla polizia o alla Questura. Se per i suddetti motivi ad avere necessità del duplicato del proprio passaporto è un cittadino italiano che si trova all’estero, qualora si trovi in una situazione di emergenza, “la rappresentanza consolare italiana – spiega il sito del Ministero degli Esteri – rilascia un documento di viaggio provvisorio chiamato anche E.T.D. (Emergency Travel Document), con validità per il solo viaggio di rientro in Italia, nel Paese di stabile residenza all’estero o, in casi eccezionali, per una diversa destinazione”.

È possibile far ritirare il passaporto da un’altra persona?

Sì. Il delegato deve essere maggiorenne, deve essere munito del proprio documento di identità, avere una fotocopia del documento del titolare del passaporto e una delega legalizzata da un notaio o da un ufficiale dell’anagrafe, scritta in carta semplice.

Si può ricevere il passaporto al proprio domicilio?

Dal 27 ottobre 2014 Polizia di Stato e Poste Italiane hanno attivato un servizio per la consegna del passaporto a domicilio. La richiesta va presentata in Questura al momento della presentazione della domanda per il rilascio del passaporto. Il documento verrà poi recapitato all’indirizzo indicato con un costo di € 8,20 da pagare in contrassegno al momento della consegna.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 20 luglio 2018

Vacanze estive: come lasciare casa in ordine ed evitare sprechi

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Pronti a lasciarvi alle spalle la porta di casa per le vacanze estive? Prima di esservi assicurati che l’allarme di sicurezza funzioni e di aver chiuso bene a chiave la porta del vostro appartamento, ci sono una serie di cose che è importante non dimenticare. Tenerle a mente vi permetterà di evitare inutili sprechi domestici nel periodo in cui sarete fuori, di fare un rientro dalle ferie più sereno e, perché no, di riuscire anche a risparmiare qualcosa in bolletta.

Pulite e staccate frigorifero, lavastoviglie e lavatrice

Una delle cose più importanti da fare poco prima di lasciare casa è pulire gli elettrodomestici e staccarli dalle prese della corrente. Svuotate il frigorifero, sbrinate il freezer, staccate la spina e lasciate aperti gli sportelli di entrambi gli elettrodomestici. In questo modo non farete andare a male gli ultimi alimenti che avevate comprato e, al vostro rientro dalle vacanze, non sarete “accolti” da cattivi odori causati dalla formazione di muffe. Lo stesso procedimento va seguito per lavatrice e lavastoviglie: dopo averle svuotate, lasciate aperti gli sportelli.

Consumate il cibo fresco e in scadenza

Oltre ad aver mangiato gli ultimi cibi freschi che tenevate in frigorifero, non dimenticate di consumare anche gli altri prodotti in scadenza che conservate in credenza. Se ci sono confezioni aperte, chiudetele bene per evitare che entrino in cucina formiche e scarafaggi. Un altro buon consiglio è di tenere qualcosa che si conservi senza problemi e che sia veloce da cucinare per quando sarete tornati dalle vacanze, come della pasta e del sugo di pomodoro.

Controllate acqua e gas

Chiudete la valvola del gas e il tubo dell’acqua. In questo modo eviterete il rischio di perdite o di allagamento se il lavandino o la doccia dovessero essere ostruiti. Spegnete lo scaldabagno e la caldaia.

Staccate le spine

Se non potete disattivare l’impianto elettrico perché avete attivato un allarme o un sistema di irrigazione in giardino, staccate comunque tutte le spine degli elettrodomestici e il cavo dell’antenna TV. Anche in caso di forti temporali, sarete certi che all’interno del vostro appartamento non potranno verificarsi né guasti tecnici o cortocircuiti che potrebbero danneggiare ad esempio televisori o computer, né tantomeno incendi. Inoltre, in questo modo eviterete sprechi di energia dovuti alla modalità in stand-by degli apparecchi.

Chiudete gli scarichi di lavandini e bidet

Spruzzate un prodotto disinfettante sugli scarichi di lavandini e bidet e chiudeteli con gli appositi tappi. In questo modo eviterete che gli insetti risalgano le tubature del vostro bagno e invadano tutta la casa.

Pulite casa

Date una pulita generale alla vostra casa prima di partire, ne beneficerete quando sarete rientrati dalle vacanze. Rinfrescate il bagno con un prodotto disinfettante, lavate e sistemate in credenza piatti e stoviglie, buttate la spazzatura e sciacquate i contenitori in modo da non lasciare tracce di cattivi odori, coprite letti, poltrone e divani con lenzuola per impedire che si crei troppa polvere. 

Fate il bucato e non dimenticatevi delle vostre piante

Sempre per garantirvi un rientro a casa il meno traumatico possibile, nei giorni che anticipano la vostra partenza svuotate la cesta dei panni sporchi e fate tutte le lavatrici necessarie. Non dimenticatevi, infine, della salute delle vostre piante. Collocate all’esterno e al riparo dal sole quelle d’appartamento e, se potete, acquistate un sistema di innaffiamento automatico. Anche se la soluzione migliore rimane comunque quella di lasciare le chiavi di casa a una persona di cui vi fidate: sarà lei a “sorvegliare” le vostre piante e tutta la vostra casa.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 8 luglio 2018

Cosa cercano i ragazzi sul web?

bimbi smartphone

Con l’entrata in vigore, lo scorso 25 maggio, del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR, General Data Protection Regulation), un’attenzione particolare è stata posta alla tutela degli utenti più giovani del web. In tal senso per tutti quei genitori che sono in cerca di consigli su come seguire i propri figli quando navigano su Internet, alcune informazioni utili arrivano da una recente indagine condotta da Kaspersky Lab, azienda di sicurezza informatica che opera a livello globale da oltre vent’anni. I risultati emersi dalla ricerca riguardano il periodo compreso tra novembre 2017 e maggio 2018. In questo lasso di tempo sono stati analizzati in forma anonima le ricerche effettuate sul web da ragazzini di età compresa tra i 6 e i 14 anni e che parlano le dieci lingue più popolari al mondo. I dati scaturiti dal monitoraggio sono stati rilevati dai sistemi di ‘parental control’ (‘controllo genitori’) installati sui computer dei genitori dei ragazzi.

Quali sono i contenuti più ricercati?

Dallo studio è emerso che video e audio sono i contenuti più ricercati su internet dai ragazzi (17%). La categoria comprende servizi di streaming, video blogger, serie tv e film. Al secondo posto si classificano i siti di traduzione (14%), seguiti da social network, servizi di messaggistica ed email (10%). ‘Solo’ quarto posto, invece, per i siti di giochi (9%). Quello relativo all’uso dei social network è un dato che deve far riflettere. Nonostante l’entrata in vigore del GDPR abbia spinto alcuni Paesi europei a introdurre una serie di limitazioni per gli adolescenti che accedono a canali social come ad esempio Facebook, quanto emerso dallo studio di Kaspersky Lab dimostra che le nuove restrizioni sono estremamente facili da aggirare.

Quali sono i siti potenzialmente dannosi?

Per quanto riguarda la classifica delle categorie che possono presentare maggiori rischi durante la navigazione, proponendo ad esempio contenuti inappropriati per l’età dei ragazzi, al primo posto tra i siti visitati dai PC con il ‘controllo genitori’ attivato ci sono social media, servizi di messaggistica ed email (60% dei casi), seguiti da software, audio e video (22%, +16% rispetto allo scorso anno, cercati soprattutto digitando parole in inglese). Novità al terzo posto, con la categoria “alcol, tabacco e siti web sulle droghe” (6%), altro dato che deve invitare i genitori a prendere sempre più sul serio l’importanza di monitorare, con le dovute maniere, cosa fanno e cosa cercano i loro figli quando navigano sul web.

Cresce l’uso di internet su smartphone

Una delle tendenze che emerge maggiormente dallo studio è l’uso, anche da parte dei più piccoli, di dispositivi mobile per connettersi a Internet. Con lo smartphone i ragazzini cercano soprattutto siti di giochi, che invece compaiono in sempre meno ricerche sui computer.

A quali rischi devono stare attenti i genitori?

In generale, sebbene molti dei contenuti monitorati dalla ricerca siano risultati innocui, considerato il tempo sempre più esteso che i ragazzini passano sul web, il rischio che si imbattano in immagini o video non adatti alla loro età (come ad esempio contenuti violenti o pornografici) è sempre più elevato. E ciò vale soprattutto d’estate. Con la chiusura delle scuole, infatti, i bambini hanno più occasioni per chattare con lo smartphone o cercare in rete un nuovo videogame. Motivo per cui l’attenzione che devono prestare loro i genitori non può assolutamente andare in vacanza.

Leggi anche Accesso dei minori a internet: le dieci regole da seguire

Autore: Rocco Bellantone
Data: 10 luglio 2018

Dichiarazione dei Redditi: come detrarre l’assicurazione auto

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Considerati i costi necessari per la gestione dell’auto spesso i consumatori ci chiedono come risparmiare e anche come usufruire di qualche agevolazione o di detrazioni fiscali sui premi versati. Per capire se e come è possibile detrarre l’assicurazione auto è necessario fare riferimento alle leggi in materia, che negli ultimi anni  sono state modificate con l’introduzione di procedure specifiche. 

Le detrazioni sulla polizza auto sono state possibili fino al 2014, relativamente alla quota garantita e versata al Servizio Sanitario Nazionale. La detrazione di questa voce si applicava solo ed esclusivamente agli importi superiori ai 40 euro, sulla cifra eccedente, mentre per importi inferiori non era prevista alcuna detrazione. Dal primo gennaio 2014 la deducibilità Irpef/Ires/Irap su questa voce di spesa non è più possibile, secondo quanto previsto dal decreto n° 102/2013.

Le spese detraibili dell’assicurazione auto a questo punto restano solo quelle relative a un’eventuale polizza per gli infortuni del conducente, stipulata parallelamente alla RCA obbligatoria. Una polizza infortuni, rischio morte o invalidità permanente, anche se non obbligatoria per circolare, è consigliabile tenendo presente che la sola garanzia di Responsabilità Civile fa sì che l’assicurazione risarcisca i danni causati dall’assicurato alla controparte nell’incidente, in caso di responsabilità dell’accaduto, ma non interviene sui danni materiali e fisici riportati dall’assicurato.

Dal punto di vista fiscale, è prevista una detrazione del 19% sulle polizze vita e invalidità permanente, sulle polizze infortuni del conducente e sulle assicurazioni contro il rischio di non autosufficienza. Per usufruirne, però, è necessario rispettare alcuni criteri.

Sono detraibili le assicurazioni sulla vita e le assicurazioni infortuni del conducente che siano state stipulate e/o rinnovate entro il 31 dicembre 2000, a condizione che:

  • il contratto abbia una durata non inferiore ai 5 anni
  • il contratto non preveda la concessione di prestiti sul periodo di durata minima

Sono detraibili le assicurazioni rischio morte e invalidità permanente non inferiore al 5%, derivante da qualsiasi causa, stipulate a partire dal 2001; sono detraibili le polizze stipulate per il rischio di perdita dell’autosufficienza nello svolgere azioni della vita quotidiana, a condizione che il contratto riporti in forma esplicita che la compagnia assicuratrice non può recedere dallo stesso

La detrazione, che come si è detto è prevista nella misura del 19%, si applica a limiti di spesa così definiti dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n°7/E del 27 aprile 2018:

  • 530 euro (per le assicurazioni vita, infortuni, invalidità permanente non inferiore al 5%)
  • 1291,14 euro (per le assicurazioni contro il rischio di non autosufficienza).

È inoltre prevista dalla stessa tabella una detrazione su un limite di spesa di 750 euro per le assicurazioni stipulate o rinnovate a partire dal primo gennaio 2016 contro il rischio morte che abbiano come finalità la tutela di una persona affetta da grave disabilità.

Ai fini dell’agevolazione va precisato che la somma degli importi da detrarre in caso di sottoscrizione di più contratti assicurativi non può comunque superare i limiti massimi prefissati (di 750 euro o di 1291,14 euro), a seconda dei codici onere coinvolti.

Facendo riferimento sempre alla circolare dell’Agenzia delle Entrate di aprile 2018 si evince anche che la detrazione delle polizze è possibile quando:

  • contraente e assicurato coincidono nella persona del contribuente
  • il contribuente è il contraente della polizza e l’assicurato è un suo familiare a carico
  • il familiare a carico del contribuente è sia il contraente che l’assicurato
  • il contribuente è assicurato e il familiare a carico è il contraente
  • il contraente è un familiare a carico del contribuente e l’assicurato è un altro familiare, sempre a carico.

Queste specifiche risultano importanti perché non in tutti i contratti assicurativi è possibile stabilire chiaramente questi rapporti e ciò potrebbe rendere impossibile applicare la detrazione. Si legge nella circolare dell’Agenzia delle Entrate che: “nel caso di polizze assicurative stipulate dal contraente relative all’autovettura, a copertura del rischio morte e invalidità del conducente terzo, la detrazione non spetta per il relativo premio in quanto il soggetto assicurato non è individuato e può essere un qualsiasi conducente del veicolo“.

In generale quindi, le difficoltà nell’individuare se esistono i requisiti per la detrazione, può portare o alla mancata detraibilità o alla possibilità di detrarre solo la quota che fa riferimento al contraente assicurato.

Per quanto riguarda le tempistiche per richiedere la detrazione, è necessario che il contribuente faccia riferimento all’anno d’imposta in cui ha versato il premio della polizza. Questo significa che la data di decorrenza della polizza non è rilevante, e se un premio è stato pagato nel 2017 andrà dichiarato sul modello consegnato nel 2018, relativo all’anno 2017.
Per i lavoratori dipendenti ed i pensionati che presentano la dichiarazione dei redditi tramite modello 730/2018, la scadenza è prevista per il 23 luglio 2018; per coloro che invece presentano il modello redditi precompilato o il modello redditi correttivo, l’ultima data per inviarlo è il 31 ottobre 2018. I documenti da presentare per richiedere la detrazione sono la quietanza di pagamento dell’assicurazione e una copia del contratto assicurativo, contenente i dati del contraente e dell’assicurato e quindi la possibilità di verificare i requisiti necessari.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con Facile.it, il sito di comparazione che mette a confronto le offerte assicurative e finanziarie. 

Autore: Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Facile.it
Data: 3 luglio 2018

Viaggi in auto: 5 consigli da seguire prima di partire per le vacanze

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Se avete in programma un lungo viaggio in auto per raggiungere la località dove trascorrerete le vacanze estive, prima di mettervi al volante spendete il tempo necessario per verificare lo stato del vostro veicolo. Se non siete “pratici”, fate fare un controllo generale dell’auto nella vostra officina di fiducia. Nel caso in cui preferiate invece il fai da te, ecco cinque consigli utili da seguire.

1) Controllare i documenti dell’auto

Per prima cosa, assicuratevi che tutti i documenti di circolazione della vostra auto siano in regola. Per quanto riguarda la revisione, ricordatevi che la prima va effettuata dopo quattro anni dall’immatricolazione del veicolo ed entro la fine del mese in cui è stata targata l’auto. Le successive revisioni vanno invece fatte entro due anni dalla revisione precedente ed entro la fine del mese in cui era stata effettuata. Dal 20 maggio 2018 sono entrate in vigore una serie di novità per la revisione dell’auto, la principale delle quali riguarda l’introduzione del certificato di revisione. Non dimenticatevi, inoltre, di bollo e assicurazione: verificate che entrambi non siano scaduti.

2) Verificare lo stato degli pneumatici

Per il controllo degli pneumatici, non basta assicurarsi che tutte le gomme (compresa l’eventuale ruota di scorta) siano gonfie e in buono stato. A partire dal 16 maggio, e sino al 14 ottobre, non è infatti consentita la circolazione con pneumatici invernali M+S (Mud + Snow, ovvero Fango + Neve) a meno che la carta di circolazione del veicolo specifichi questo tipo di pneumatico come di serie. Il tipo di gomma, cioè se estivo o invernale, si trova sempre sul fianco del pneumatico: se adatto alla stagione invernale troveremo la sigla M+S (Mud + Snow, cioè Fango e Neve), oppure MS o M&S, sul lato opposto a quello del codice; se la carta di circolazione specifica Pneumatici M+S come caratteristica di serie, significa che possono essere utilizzati tutto l’anno. È sempre bene prestare attenzione, inoltre, al DOT, ovvero la data di nascita del pneumatico: è riportato sul fianco del veicolo ed è un numero a 4 cifre (dal 2000, prima era di 3); le seconde due cifre indicano l’anno (10=2010) mentre le prime due cifre indicano la settimana di produzione. In generale, dopo 4-5 anni lo pneumatico va cambiato anche se il battistrada è ancora entro lo spessore di legge (1,6 mm). Chi viaggia con pneumatici che non sono a norma può andare incontro sia a multe (da 419 a 1.682 euro) che al ritiro della carta di circolazione e all’invio in revisione del veicolo. Occhio, infine, alla ruota di scorta: accertatevi che sia in buono stato e di avere nel bagagliaio tutti gli strumenti necessari per un cambio ruota (cric, triangolo segnaletico, gilet catarifrangente).

3) Livello dei liquidi e aria condizionata

Fondamentale è anche un check dei livello dei liquidi, dunque acqua e olio. Per quanto riguarda il liquido di raffreddamento, basta verificare che il livello nella vaschetta sia compreso tra gli indicatori Min e Max. Per l’olio del motore, invece, il controllo del livello si fa seguendo questi semplici passaggi: per prima cosa, accendere il motore per circa 30 secondi e poi spegnerlo; aprire il cofano, estrarre l’astina dal blocco motore, pulirla con un panno o un pezzo di scottex; reinserire l’astina nel blocco motore e rimuoverla nuovamente, controllare che il livello del lubrificante sia compreso fra le due tacche del Min e del Max. Per sicurezza, è bene avere sempre nel bagagliaio una confezione di olio di scorta. Altri controlli vanno fatti sul liquido lavavetri, sullo stato delle spazzole tergicristalli, sulla ricarica del gas dell’impianto di climatizzazione e sul filtro antipolline.

4) Freni e batteria

Fate attenzione allo stato dei freni. Accertatevi che non ci siano anomalie sul pedale e che pastiglie e dischi non siano usurati. Non dimenticate la batteria: dura in media 4-5 anni ma può creare dei problemi sia in condizioni di freddo che di caldo eccessivo. Se volete fare un controllo di persone, spegnete il motore, aprite il cofano e con un multimetro verificare che la batteria abbia una carica compresa tra 12 e 13 volt.

5) Luci e seggiolino

Infine, non scordate di verificare il funzionamento di tutte le lampadine all’interno dell’abitacolo, controllate le luci esterne e l’altezza dei fari. Si tratta di accorgimenti necessari, specie se viaggiate con un’auto particolarmente carica di bagagli. Se ci sono bambini a bordo, assicuratevi che viaggino su un seggiolino omologato e adatto alla loro età.

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Autore: Rocco Bellantone
Data: 3 luglio 2018

Assegno familiare, come si presenta la domanda e le altre novità dal 1 luglio 2018

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Dal 1 luglio 2018 cambiano le modalità per richiedere gli assegni al nucleo familiare (Anf) relativi ai redditi 2017. I nuovi importi e limiti di reddito, definiti dalla circolare 68 del 2018 emanata dall’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), varranno per il periodo di erogazione del nuovo assegno, compreso tra il primo luglio 2018 e il 30 giugno 2019.

Cosa sono gli assegni al nucleo familiare

Il riconoscimento dell’assegno al nucleo familiare dipende dal reddito complessivo dichiarato annualmente da un nucleo familiare. Ai fini della corresponsione dell’assegno, il valore del reddito familiare viene ricalcolato ogni anno in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati registrata dall’Istat. Nel periodo preso a riferimento per l’erogazione del nuovo assegno (dunque dal primo luglio 2017 al 30 giugno 2018) l’inflazione ha registrato un aumento dell’1,1%.

Chi ha diritto all’assegno?

Possono usufruire dell’assegno al nucleo familiare le famiglie di: lavoratori dipendenti; pensionati da lavoro dipendente (dunque a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti); pensionati a carico dei Fondi speciali ed ex Enpals (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo); lavoratori iscritti alla gestione separata; titolari di prestazioni previdenziali; lavoratori che ricevono altre tipologie di pagamento diretto; famiglie composte da coppie dello stesso sesso unite civilmente.

Dove si può scaricare il nuovo modulo

Il nuovo modulo per presentare la richiesta dell’assegno per il nucleo familiare si può scaricare sul sito del NoIPA, il portale della Pubblica Amministrazione, accedendo alla sezione “Modulistica” e, successivamente, cliccando sulla voce “Persone”. Il modulo può essere compilato direttamente dal lavoratore o con l’aiuto di un patronato. Sul modulo il richiedente dovrà indicare il reddito familiare complessivo percepito nel 2017 e i redditi a tassazione separata indicati nella Certificazione Unica 2018. Al documento dovranno essere allegate copie del documento di identità del richiedente e del coniuge.

Le nuove tabelle degli importi mensili

Rispetto al 2017, l’Inps ha esteso la soglia di povertà o emergenza a tutte le famiglie il cui reddito arriva a 14.541,49 euro l’anno. Lo scorso anno questa soglia si fermava a 14.383,37 euro l’anno. Non cambia, invece, il valore massimo dell’assegno che può ottenere una famiglia con un solo figlio (137,5 euro). Se invece i figli a carico sono due l’assegno sale a 258,33 euro, ma solo se il reddito complessivo non supera i 14.541,59 euro l’anno. Gli assegni sono ridotti per i nuclei famigliari composti anche da fratelli, sorelle o nipoti. Agevolazioni sono previste per le famiglie con un solo genitore in virtù della presenza di un solo reddito. Ad esempio, se la famiglia ha un solo genitore e almeno tre figli l’assegno mensile è di 458,33 euro. Per ciò che concerne infine le famiglie con figli disabili, esse hanno diritto a un assegno massimo di 168,33 euro al mese se il reddito non supera i 25.660 euro all’anno. Ciò vale anche se il figlio è maggiorenne. 

Autore: Rocco Bellantone
Data: 02 luglio 2018 

Carburante: slitta l’obbligo di fatturazione elettronica

Dopo l’annuncio di uno sciopero da parte dei benzinai dalle 22 di lunedì 25 giugno alle 22 di martedì 26 giugno, è arrivata la proroga della fatturazione elettronica per l’acquisto di carburante nei confronti dei titolari di partita IVA. Dunque l’obbligo non entrerà in vigore dal primo luglio 2018, bensì dal primo gennaio del 2019. Il provvedimento era stato inserito nella Legge di Bilancio 2018 con l’obiettivo di contrastare le frodi nel settore dei carburanti.

La proroga è stata annunciata nel pomeriggio del 25 giugno dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio al termine di un incontro con le sigle sindacali dei gestori di impianti di rifornimento carburanti che erano sul punto di incrociare le braccia. Il ministro ha comunicato che la proroga è stata inserita all’interno del Decreto Dignità, in discussione al Consiglio dei Ministri questa settimana.

Cosa succede adesso?

I titolari di partita IVA avranno dunque la possibilità di usare ancora la tradizionale scheda carburante cartacea fino alla fine dell’anno. “Lo strumento della fattura elettronica è uno strumento valido che dovrà partire quando le categorie saranno pronte” ha però precisato il ministro Di Maio, facendo capire che il passaggio al digitale non dovrà più essere oggetto di ulteriori proroghe oltre la data del primo gennaio 2019.

Lo sciopero del 25 e 26 giugno era stato indetto dalle sigle di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Secondo i sindacati, il passaggio alla fatturazione elettronica a partire dal primo luglio 2018 non era praticabile poiché la maggior parte dei benzinai non è ancora provvista degli strumenti tecnologici necessari per emettere le nuove fatture (applicazioni e software) che erano previsti nella normativa.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 26 giugno 2018

Scheda carburante: cosa cambia per consumatori e distributori

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Il pensionamento della vecchia scheda carburante non entrerà in vigore dal primo luglio 2018. Dopo la minaccia di sciopero dei benzinai tutto è stato rinviato al primo gennaio 2019. Resta quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018: per la detrazione IVA e la deduzione fiscale di queste spese non servirà più compilare la vecchia scheda carburante.

Scheda carburante: cosa cambia rispetto al passato

La scheda carburante, chiamata anche carta carburante, è stata introdotta dall’art. 2 della Legge n. 31 del 21 febbraio 1977. In questi anni il documento ha di fatto sostituito la fattura, attestando gli acquisti di carburante effettuati nei distributori stradali e consentendo a imprese e lavoratori autonomi la detrazione IVA e la deduzione fiscale rispetto alle spese sostenute per il rifornimento dei propri veicoli. Con le novità introdotte con la Legge di Bilancio 2018, decadrà l’obbligo di compilare questo modulo per documentare le spese ma basterà pagare con carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Con la circolare 42/E/2012 l’Agenzia delle Entrate pone però una condizione per usufruire di questa semplificazione: i contribuenti in regime ordinario dovranno effettuare un doppio passaggio nelle scritture contabili, il che significa che dovranno annotare ogni movimento della carta e trascrivere tutte le spese effettuate con pagamento elettronico nel documento di riepilogo mensile.

Scatta la fattura elettronica per i benzinai

La possibilità di fare a meno della scheda carburante non è però l’unica novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018: in ballo c’è anche la fattura elettronica per i benzinai. In pratica dal nuovo anno i distributori di carburante dovrebbero trasmettere telematicamente i corrispettivi dei rifornimenti erogati. L’obbligo dovrebbe riguardare inizialmente solo i gestori di impianti di distribuzione stradale di benzina e gasolio a elevata automazione, vale a dire i distributori in cui il rifornimento si può effettuare esclusivamente in modalità di self service prepagato.

Questi impianti sono stati i primi a essere stati interessati dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in quanto sono muniti di sistemi automatizzati di telerilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatore di banconote, carte di credito, bancomat e carte prepagate, e di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante.

Entro il primo gennaio 2020 tutti gli operatori che vendono carburante saranno obbligati alla memorizzazione e trasmissione telematica delle attività in entrata e uscita. Per semplificare il processo Agenzia delle Entrate, Agenzie delle Dogane e dei Monopoli e Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) hanno previsto che la trasmissione dei dati sarà effettuata con un tracciato unico, da utilizzare sia per l’acquisizione dei corrispettivi delle cessioni di carburanti verso i consumatori finali, sia per la successiva digitalizzazione del registro di carico/scarico. Nel tracciato unico dovranno comparire i corrispettivi giornalieri, mentre la trasmissione del documento dovrà essere effettuata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con scadenza mensile, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento.

Questi provvedimenti, sommati alla dismissione della scheda carburante che verrà gradualmente sostituita dalla traccia dei pagamenti elettronici, contribuiranno a contrastare le frodi nel settore dei carburanti. Ma non è detto che funzioni!

Autore: Rocco Bellantone
Data: 26 giugno 2018

Carta d’identità elettronica difettosa: come risolvere il problema

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Carta d’identità elettronica difettosa: tutta colpa di un chip. Un errore nella programmazione del microchip di oltre 350mila documenti in formato tessera elettronica – emessa dal Poligrafico dello Stato a partire dal 2016 per sostituire la storica carta d’identità in formato cartaceo – ha causato non pochi problemi ai cittadini soprattutto nel momento di varcare i confini nazionali.

La denuncia di Anci

Come denunciato da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), si tratterebbe di un difetto nel microchip a radiofrequenza che memorizza i dati del titolare del documento di identità, dove è stata registrata una data di emissione diversa rispetto a quella riportata “in chiaro” sul fronte del documento stesso.

Cosa fare se il documento risulta difettoso?

Il Poligrafico dello Stato, responsabile della produzione e della spedizione delle carte, ha attivato una sezione apposita sul sito dove “i cittadini – inserendo il proprio codice fiscale ed il numero di serie della propria Carta di Identità Elettronica – possono già verificare in tempo reale se questa rientri tra i documenti che presentano il difetto”. Ai cittadini in possesso di una carta d’identità elettronica con chip errato verrà sostituito il documento senza alcun costo. Per usufruire del servizio occorre recarsi nel proprio Comune di residenza. Nel frattempo, assicurano dal Poligrafico di Stato, il documento rimane valido per l’espatrio. “Nessun cittadino italiano è stato respinto alle frontiere in quanto le circa 350.000 carte, emesse nel periodo ottobre 2017 – febbraio 2018 con dati non riportati correttamente in una parte secondaria del microprocessore, sono perfettamente funzionanti”, spiegano dall’Istituto. “Queste carte mantengono inalterata la loro caratteristica di strumento sicuro di identificazione fisica e digitale, come tutte le altre CIE, dal momento che assicurano la verifica di autenticità dei dati obbligatori normalmente letti durante i controlli”.

Possibili disagi in vista dell’estate?

Nonostante le rassicurazione della Zecca, alla vigilia delle vacanze estive questo disguido rischia comunque di creare qualche disagio. Per i cittadini incappati in questo errore non sarà semplice ottenere un documento d’identità regolare in tempi stretti. In alcuni Comuni, come già denunciato da centinaia di persone, per il rilascio del documento bisogna infatti aspettare mesi. Vale su tutti il caso di Roma. Sarebbe preferibile, dunque, portare sono sé anche un secondo documento valido per l’espatrio. Insomma, le vacanze dovrebbero essere salve, ma la prudenza non è mai troppa!

Autore: Rocco Bellantone
Data: 18 giugno 2018