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Bambini lasciati in auto: come evitarlo

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Obbligo di installazione di dispositivi antiabbandono per non dimenticare i bambini in auto. La proposta di legge è stata approvata dalla Commissione Trasporti della Camera. Per diventare legge il provvedimento dovrà adesso essere approvato anche dal Senato. Dopodiché andrà a integrare l’articolo 172 del Codice della Strada che regola l’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini in auto. Il Governo è fiducioso sui tempi: la legge potrebbe entrare in vigore già dal 1 gennaio 2019 o, al massimo, dal 1 luglio 2019. Da una di queste due date sarà dunque valido l’obbligo di montare sulle auto i seggiolini salva bebè, equipaggiati con dispositivi acustici e luminosi che segnalano la presenza a bordo dei bambini.

Chi deve rispettare l’obbligo

I seggiolini salva bebè dovranno essere acquistati per obbligo da chiunque trasporti in auto bambino di età compresa tra 0 e 4 anni, pena una sanzione di 81 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Se il reato viene commesso con recidiva nell’arco di due anni, scatta la sospensione della patente da un minimo di 1 giorno a un massimo di 2 mesi. Queste sanzioni valgono anche nel caso in cui il seggiolino salva bebè è stato posizionato a bordo del veicolo ma non è stato attivato.

Bambini lasciati soli in auto, cosa prevede la legge

Purtroppo anche in Italia sono frequenti casi di bambini lasciati soli in auto dai propri genitori che si concludono in tragedie. Queste situazioni sono dovute soprattutto allo stress, ai ritmi forsennati e alle routine consolidate della vita quotidiana. Stati psicho-fisici che durante la giornata portano i genitori a compiere una serie di azioni in “automatico”, compreso il gesto di slacciare il seggiolone su cui è seduto il proprio figlio e farlo scendere dalla macchina. Non sempre, però, questi automatismi funzionano. L’abbandono di un bambino in auto è normato dall’articolo 591 del Codice penale. L’articolo stabilisce che il responsabile commette un reato punibile con la reclusione che va da sei mesi a cinque anni. Se in seguito all’abbandono il piccolo subisce una lesione personale, la reclusione va da uno a sei anni. Nel caso di morte accertata per abbandono di minore, gli anni di reclusione passano da tre a un massimo di otto.

Seggiolini salva bebé: come funzionano

In linea di massima i seggiolini antiabbandono hanno tutti un funzionamento simile. All’interno del seggiolino viene installato un dispositivo che tramite bluetooth si collega allo smartphone grazie a un’app. Dunque, quando si sale in auto telefono e seggiolino si collegano automaticamente. In questo modo appositi sensori di pressione riescono a rilevare se il seggiolino è occupato oppure no. Se i sensori percepiscono che il bambino è rimasto a bordo del veicolo scattano due allarmi: il primo parte quando lo smartphone si allontana di qualche metro dall’auto e al telefono arriva una apposita notifica. Se a questo allarme non segue nessuna reazione da parte del genitore, l’app fa partire una serie di sms ai numeri di emergenza che erano stati preimpostati. In certi casi, grazie al collegamento gps, è anche indicata l’ubicazione della macchina.

Ci sono in commercio molti altri dispositivi antiabbandono. C’è un’app, ad esempio, che fa abbassare i finestrini quando scatta l’allarme in caso di abbandono. Un altro dispositivo tramite un allarme sonoro avvisa il conducente se allo spegnimento dell’auto il bambino è ancora in macchina. Il costo di questi apparati va dai 150 ai 350 euro. Una volta entrata in vigore la legge, sarà chiaro quale di questi dispositivi è ritenuto idoneo e quale invece no. Il Governo ha assicurato che introdurrà degli incentivi per fare in modo che l’acquisto di questi dispositivi sia sostenibile da tutte le famiglie.

Consigli utili da seguire

Negli Stati Uniti, Paese in cui muoiono in media circa 37 bambini ogni anno perché sono stati abbandonati in auto dai loro genitori, l’associazione KidsAndCars.org ha lanciato una guida che si chiama “Look before you lock”, il cui significato è “Guarda prima di chiudere”. Le regole indicate a prima vista potrebbero sembrare banali per ogni genitore. In realtà leggerle e fissarle il più possibile nella mente è una cosa utile da fare. La speranza è che non accada mai a nessuno, ma avere un vuoto totale di concentrazione durante una normale giornata potrebbe capitare a chiunque e a pagarne le conseguenze, purtroppo, potrebbero esserne anche i più piccoli. Tra i consigli contenuti in questa guida, ve ne se sono in particolare tre che non vanno assolutamente dimenticati quando si viaggia in auto con dei bambini: una volta entrati in macchina poggiate sul sedile posteriore qualcosa di cui avete bisogno (ad esempio il cellulare), in questo modo sarete “costretti” ad aprire lo sportello posteriore una volta che avete parcheggiato o a tornare in macchina per prenderlo se lo avete dimenticato; chiedete al personale della scuola dell’infanzia frequentata da vostro figlio di chiamare se il bambino non è arrivato come previsto; mettete un gioco di vostro figlio sul sedile del passeggero anteriore, è un modo anche questo per non farvi dimenticare che in auto non siete da soli.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 19 settembre 2018

Panino a scuola: sì del Consiglio di Stato

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A scuola gli alunni potranno portare da casa il pasto da consumare a pranzo, sia che si tratti di un panino, di un piatto freddo o caldo. Lo ha stabilito a inizio settembre una sentenza del Consiglio di Stato confermando un pronunciamento attraverso cui il Tar della Campania si era opposto al divieto imposto dal Comune di Benevento. L’amministrazione del comune campano aveva respinto la proposta di circa 50 famiglie che avevano chiesto di far mangiare ai loro figli a scuola un pasto preparato a casa e non quello servito dalla mensa.

La sentenza del Consiglio di Stato ha dunque fatto valere la libertà delle famiglie nel fare le scelte alimentari che ritengono più opportune per i loro figli. Una decisione in linea con la circolare n. 348 del 3 marzo 2017 del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in cui però viene anche specificato che nel caso in cui ci siano studenti che portano il cibo da casa è compito dei dirigenti scolastici dettare determinate “regole igieniche da seguire” e “adottare una serie di consequenziali cautele e precauzioni”.

La situazione in Italia

La sentenza del Consiglio di Stato ha una valenza nazionale, il che significa che d’ora in avanti le famiglie che non ritengono valida l’offerta alimentare della mensa della scuola frequentata dai loro figli, o che non possono permettersi il costo di questo servizio, potranno optare per il pranzo fai-da-te. Finora, invece, c’era l’obbligo di far uscire il figlio da scuola durante la pausa mensa e farlo poi rientrare prima della ripresa delle lezioni pomeridiane. Una situazione complicata da gestire, specie per quei genitori che lavorano a tempo pieno. Oltre che nelle scuole di Benevento, ad oggi possono pranzare con il cibo portato da casa anche gli alunni delle scuole di Torino, Milano, Venezia, Verona, Ferrara, Genova, Guidonia e Lucca.

In Italia il servizio mensa nelle scuole varia a livello regionale sia per ciò che concerne l’offerta alimentare che per quanto riguarda il prezzo. Nell’ultimo anno scolastico 2.900 istituti hanno aderito al progetto governativo “Frutta nelle scuole”, il cui obiettivo è incentivare un maggior consumo di frutta e verdura durante la pausa pranzo a scuola. Mentre per il periodo 2017-2023 l’Unione Europea ha stanziato 25,8 milioni per sostenere il consumo di più frutta e verdura nelle scuole primarie.

Il pasto portato da casa è più sano?

La notizia della sentenza del Consiglio di Stato contraria al Comune di Benevento ha aperto un dibattito su quanto effettivamente un pasto portato da casa sia più sano rispetto dal cibo offerto dalla mensa scolastica. Per le famiglie che optano per il fai-da-te il consiglio che danno i nutrizionisti è far seguire ai propri figli una dieta bilanciata. Un panino ripieno, ad esempio, potrebbe essere un buon sostituto del pasto ma solo se alternato ad altre pietanze. In generale, per ogni pasto dovrebbero essere previsti dei carboidrati (pasta, pane, riso, farro, orzo, patate), delle proteine (formaggio, pesce, carne, uova, legumi), fibre (come la verdura di stagione), vitamine (frutta) e olio extravergine d’oliva.

Come si trasportano i cibi a scuola?

Altro aspetto importante da considerare, infine, riguarda i problemi igienico-sanitari legati ai panini portati da casa e, in particolare, il pericolo di tossinfezioni alimentari. In tal senso i genitori devono prestare la dovuta attenzione a come i cibi vengono conservati e trasportati a scuola. La soluzione migliore è utilizzare dei contenitori in vetro. Possono essere usati anche contenitori in plastica, alluminio o altri materiali purché non rilascino nessun materiale che potrebbe contaminare i cibi. Per l’estate l’ideale è usare una borsa frigo con all’interno del ghiaccio sintetico in modo da far mantenere agli alimenti una temperatura di 4 gradi fino alla consumazione. Nei mesi freddi, invece, le pietanze andrebbero riscaldate a una temperatura adeguata.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 11 settembre 2018

Bambini in moto: come viaggiare in sicurezza

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D’estate sono in tanti a lasciare l’auto in garage per spostarsi in moto. Per chi si muove sulle due ruote l’attenzione deve essere sempre altissima tra buche e rischi di tamponamenti sempre dietro l’angolo. Un accorgimento che deve valere, ancor di più, se si fa salire in sella un bambino. Ecco cinque cose da sapere per viaggiare nella massima sicurezza insieme ai più piccoli.

A quale età i bambini possono essere trasportati in moto?

Secondo quanto stabilito dalle ultime modifiche apportate all’art. 170 del Codice della strada, possono essere trasportati su ciclomotori e motocicli bambini di età superiore ai 5 anni. I bambini che hanno meno di cinque anni non possono viaggiare neanche su un dispositivo di adattamento del sedile della moto, come un seggiolino. Chi non rispetta la legge va incontro a multe che vanno da 161 euro a 647 euro, mentre non è prevista la decurtazione dei punti dalla patente.

Come si trasportano i bambini in moto?

Durante il trasporto in moto, i bambini non devono mai essere posizionati davanti al conducente, dunque né sulla sella né in piedi sulla pedana. In queste posizioni un bambino potrebbe infatti ostacolare i movimenti del conducente provocando, ad esempio, un sbandamento del veicolo. Inoltre, stando sulla pedana il bambino non sarebbe protetto da possibili urti frontali del veicolo e, in caso di impatto, potrebbe venire schiacciato tra il corpo dell’adulto e il mezzo.

Si può fissare un seggiolino sulla moto?

Per rendere il trasporto in moto del bambino più sicuro e stabile, è possibile fissare sul mezzo un seggiolino in plastica con delle cinghie. Questo dispositivo è dotato di staffe regolabili a seconda dell’età del bambino ed è adattabile in base al tipo di moto. Nonostante sia un ottimo strumento per garantire una guida sicura, non è però obbligatorio per legge.

La scelta del casco

Al pari del casco per gli adulti, il casco per i bambini deve calzare in modo che non possa essere mosso una volta allacciato. È dunque importante non far indossare ai bambini i caschi da adulto per “praticità” o acquistare modelli più grandi che durerebbero più a lungo. Il casco integrale è sicuramente più sicuro rispetto al modello jet, che invece è più semplice da indossare. In caso di incidente o di caduta, il casco integrale protegge infatti sia la testa che il viso. Occorre inoltre prestare attenzione anche al peso del casco: se si acquistano modelli troppo pesanti rispetto alle proporzioni del bambino, ciò potrebbe sollecitare eccessivamente la muscolatura del collo del piccolo sia in caso di incidente che di frenata. Infine, è bene sempre far indossare al bambino abbigliamento tecnico imbottito. Facile a dirsi ma non a farsi, specie d’estate. Ma in caso di caduta, è una protezione in più che può fare la differenza in senso positivo.

Altri accorgimenti

Infine, prima di mettere in moto è importante accertarsi di altre due cose: il bambino deve essere seduto in posizione corretta e non deve addormentarsi, altrimenti non sarà in grado di controllare eventuali movimenti improvvisi del mezzo.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 5 settembre 2018

Giocattoli in spiaggia: non comprateli da venditori ambulanti

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Paletta e secchiello, pistole d’acqua, braccioli, materassini, aquiloni di carta, bolle di sapone colorate. Se durante le vacanze in spiaggia, alla vista di un venditore ambulante vostro figlio vi chiederà di comprargli un giocattolo, ricordatevi che se non lo accontenterete è per il bene della sua salute. Acquistare giocattoli da persone non autorizzate, infatti, può presentare molti rischi, e non solo perché si va incontro a multe salate previste dal piano “Spiagge Sicure”. Vediamo perché.

Da dove provengono questi giocattoli?

Sui giocattoli venduti in spiaggia dagli ambulanti, il primo aspetto da chiarire è dove vengono fabbricati e secondo quali criteri. Si tratta, quasi sempre, di merce contraffatta fabbricata in Cina o in altri Paesi asiatici. Sono dunque giocattoli che non sono stati prodotti seguendo tutte le norme di sicurezza previste dall’Unione Europea. Questo è già un motivo più che sufficiente per non farsi convincere dai prezzi bassissimi proposti dagli ambulanti. Di conseguenza, se non leggete da nessuna parte il marchio CE (Comunità Europea), diffidate delle offerte che vi vengono fatte. La qualità di questi prodotti non è certificata, il che significa che non esiste nessuna garanzia né sulla qualità dei materiali con cui sono stati realizzati né sul fatto che siano sicuri.

I rischi per la salute

Comprare un giocattolo contraffatto comporta, ovviamente, anche dei rischi per la salute dei bambini. Questi giocattoli potrebbero contenere sostanze tossiche. A rischiare di più sono i bambini da 1 a 3 anni. In questa fascia d’età, infatti, i piccoli tendono a portarsi i giochi alla bocca ed è per questo che, per loro, aumentano le possibilità di soffocamento per l’inalazione di corpi estranei per le vie respiratorie. Frequenti sono anche i casi di ingestione di oggetti molto piccoli. Può succedere, ad esempio, con le pile a bottone – facilmente staccabili nei giochi di bassa qualità venduti in spiaggia – o delle perline. Quest’ultime potrebbero finire facilmente nell’orecchio o nel naso dei bambini. Per un genitore il consiglio da seguire è di comprare sempre giocattoli adatti all’età dei propri figli. Sotto i 36 mesi i bambini non devono maneggiare oggetti del diametro di 37 mm (quasi 4 cm), dunque mai più piccoli di una pallina da ‘ping pong”. Lo dicono le stesse indicazioni poste sui giocattoli a norma.

Involucri e liquidi

Anche contenitori e involucri dei giocattoli venduti in spiaggia possono creare dei problemi. Il più delle volte si tratta di buste o fogli di plastica o di corde. Se un bambino prende in mano oggetti di questo tipo, potrebbe avvicinarli immediatamente alla bocca e soffocarsi. Attenzione va prestata anche a liquidi come le bolle di sapone o ai gel che sono contenuti in diversi pupazzi. Anche in questo caso, se su questi giocattoli non vi è alcuna etichetta di conformità alle norme UE, per i bambini il rischio di entrare in contatto con sostanze nocive è alto.  

Quali giocattoli comprare?

In generale, è dunque sempre meglio acquistare i giocattoli in negozi e canali di vendita sicuri e certificati. Sono posti in cui la merce, se danneggiata, può essere restituita purché si presenti lo scontrino di acquisto. Se si è in spiaggia o meno, per i neonati sono preferibili peluche morbidi, mentre per i più grandi oggetti realizzati con materiali naturali come il legno: in questo modo avranno giochi per la loro età, capaci non solo di intrattenerli ma anche di stimolare la loro creatività.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 29 agosto 2018

Sky: la nuova offerta calcio non convince

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Nella stagione 2018/2019 guardare su Sky la Serie A e le altre più importanti manifestazioni calcistiche d’Europa costerà di più. A far lievitare i prezzi, e a innescare una pioggia di critiche sul web e sui social network, è stato l’accordo annunciato lo scorso 23 luglio dalla piattaforma televisiva a pagamento con Perform, società internazionale di media sportivi con sede nel Regno Unito. Lamentele da parte dei consumatori sono arrivate anche ai nostri sportelli, motivo per cui abbiamo scritto a Sky chiedendo chiarimenti in merito a questa vicenda.

Cosa prevede la nuova offerta di Sky

In base all’intesa raggiunta da Sky e Perform, gli abbonati potranno vedere oltre che le 7 partite di Serie A per ogni giornata di campionato, la Champions League, l’Europa League e la Premier League, anche le partite trasmesse dal canale smart DAZN in streaming (3 match di Seria A per ogni turno e tutta la Serie B). Si potrà usufruire del nuovo servizio sui device connessi all’abbonamento a Sky (tablet, smartphone, computer, smart tv e console per videogiochi). Ma a breve la app di DAZN verrà integrata anche direttamente sulla home di Sky Q (l’ultima piattaforma di visione proposta da Sky) e in questo modo si potranno vedere le partite in più utilizzando normalmente il proprio televisore, il quale dovrà però essere collegato a internet.

I costi

Il servizio aggiuntivo sarà a pagamento, come comunicato dalla stessa Sky. Le offerte commerciali verranno comunicate entro metà agosto (il fischio di inizio della Serie A sarà il 19 agosto). Per il momento Sky ha anticipato che ogni mese l’utente dovrà pagare un ticket che per i clienti abbonati da più di un anno sarà di 7.99 euro anziché 9.99 euro.

Perché tante lamentele

Le reazioni scocciate dei consumatori soprattutto sul web e sui social network non si sono fatte attendere. La sostanza della nuova offerta, infatti, è che in cambio di alcune partite in più da poter vedere gli abbonati dovranno pagare di più. “Capisco l’entusiasmo di #SkySport – ha scritto un abbonato a Sky Sport su Twitter – ma presentare l’accordo con @DAZN_IT come conveniente per il cliente mi sembra davvero troppo”. “@SkySport vorrei essere ricontattata in quanto vorrei disdire il mio abbonamento – ha chiesto un’altra utente – Pago troppo per il servizio che uso. Inoltre l’offerta sportiva di quest’anno è minore e il prezzo più alto. Sono cliente da quasi 4 anni e gli sconti sono solo per i nuovi clienti”. “#SkySport può vantarsi quanto vuole della programmazione calcistica per la prossima stagione: sarà un’offerta riservata a pochi privilegiati” ha sentenziato un altro abbonato.

La nostra richiesta di chiarimenti

Tante lamentele sono arrivate anche ai nostri sportelli di assistenza. Sono molti gli utenti scontenti per questo aumento dei prezzi degli abbonamenti che, a detti della maggior parte degli abbonati, non sarebbe giustificato dai servizi aggiuntivi offerti. Ed è per questo che abbiamo immediatamente scritto a Sky chiedendo delucidazioni sulla questione. Vi terremo aggiornati sulle risposte che riceveremo.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 1 agosto 2018

“Spiagge sicure”: multe per chi compra da venditori abusivi

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Se per le vacanze estive avete scelto una meta in riva al mare, non dimenticatevi che quando si è in spiaggia ci sono una serie di regole da seguire. Alcune di queste sono state indicate in una recente direttiva del Ministero dell’Interno chiamata “Spiagge Sicure”. Il piano prevede azioni di controllo e contrasto di ogni forma di abusivismo commerciale nelle spiagge del nostro Paese. Multe salate sono previste sia per chi acquista oggetti contraffatti, sia per chi li vende senza autorizzazione.

Piano “Spiagge Sicure”: cosa prevede

Il piano “Spiagge Sicure” è un’operazione attraverso cui il ministero dell’Interno punta a contrastare contraffazione, illegalità e abusivismo commerciale nelle spiagge d’Italia. Un fenomeno che, secondo le ultime stime di Confesercenti, genera nel nostro Paese un volume d’affari sommerso pari a 22 miliardi di euro. Il piano prevede il coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali delle località di villeggiatura situate sul mare, le quali riceveranno dal Fondo Unico Giustizia (Fug) i soldi necessari per pagare gli straordinari agli agenti delle polizie locali per la sorveglianza delle spiagge. Obiettivo del piano è impedire ai bagnanti di comprare qualsiasi merce contraffatta – ad esempio teli da mare, vestiti, borse, occhiali da sole – che venga proposta loro da venditori ambulanti che operano senza autorizzazione.

L’importanza dell’aspetto sanitario

Acquistare merce falsa da venditori ambulanti privi di autorizzazione non è solo illegale ma presenta dei rischi anche per la salute. Basti pensare ai giocattoli – come paletta e secchiello o le pistole d’acqua – che spesso si comprano in spiaggia per far contenti i propri figli ma che, trattandosi di merce fabbricata senza alcun rispetto delle norme, potrebbero nuocere gravemente alla loro salute. Sempre in tal senso, il Ministero dell’Interno ha inoltre lanciato inoltre un altro appello ai bagnanti affinché evitino di farsi fare massaggi o tatuaggi da persone che non posseggono né alcuna licenza né alcun titolo professionale per fornire questo tipo di servizi. Anche in questi casi, il rischio di incorrere in infezioni – considerato lo scarso o inesistente rispetto delle norme igieniche in spiaggia e la mancanza di garanzie sui prodotti che vengono utilizzati – è altissimo.

Chi può effettuare i controlli?

Il compito di vigilare sulle spiagge spetta agli agenti della polizia urbana che dovranno verificare non solo che in spiaggia non operino venditori ambulanti privi di autorizzazione, ma anche che nei pressi delle spiagge non vengano affittati abusivamente magazzini o alloggi per custodire la merce contraffatta.

Quali multe sono previste?

Per chi acquista merce contraffatta da venditori ambulanti irregolari le multe variano da 100 a 7.000 euro. Oltre alla sanzione amministrativa, possono scattare anche il reato e la sanzione per ricettazione se la merce acquistata è rubata e se l’acquirente ne è consapevole. Per i venditori irregolari, sono previste multe che vanno da 2.582 euro a 15.493 euro più la confisca della merce e delle attrezzature.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 26 luglio 2018

Airbnb nel mirino dell’UE. E in Italia cosa succederà?

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“Allineare i termini e le condizioni alle norme dell’UE in materia di tutela dei consumatori” ed “essere trasparente in merito alla presentazione dei prezzi”. Sono queste le condizioni poste a metà luglio ad Airbnb dalla Commissione europea e dalle autorità responsabili della tutela dei consumatori nei Paesi membri dell’Unione. La società ha tempo sino alle fine di agosto per conformarsi alle leggi europee. In caso contrario, andrà incontro a misure coercitive. Sul caso siamo intervenuti anche noi con una richiesta di chiarimenti inviata ad Airbnb Italy. Ma andiamo per ordine.

Quali sono le pratiche scorrette di Airbnb segnalate dall’UE?

Secondo l’UE Airbnb, il noto portale online attraverso cui è possibile prendere in affitto appartamenti e case anche per brevissimi periodi, non è sufficientemente trasparente sui prezzi che presenta agli utenti. Alla società sono state inoltre riscontrate da Bruxelles altre pratiche commerciali sleali. Tra queste, la più comune è quella di non consentire ai visitatori del sito di distinguere in maniera chiara e inequivocabile tra attività di accoglienza privata e professionale, dunque se l’offerta viene fatta da un privato o da un professionista. Si tratta di una differenza sostanziale poiché, in base al profilo di chi propone l’offerta, cambiano le norme relative alla protezione dei consumatori. L’UE ha inoltre chiesto ad Airbnb di attenersi alla direttiva sulle clausole contrattuali abusive: ciò significa che, al momento dell’accettazione dell’offerta, i consumatori devono essere informati dei loro diritti in modo chiaro e comprensibile così come vengono messi a conoscenza degli obblighi che hanno nei confronti della società e di chi dà loro in affitto l’appartamento. L’UE, infine, ha intimato alla società di fornire sul proprio sito un link facilmente accessibile per la risoluzione online delle controversie in linea con quanto previsto dal regolamento ODR (Regolamento UE n. 514/2013, Online Dispute Resolution).

Quali sono le condizioni poste dall’UE?

A fronte di queste osservazioni, l’UE ha chiesto ad Airbnb di parametrarsi nel più breve tempo possibile alle norme previste dall’Unione per la tutela dei consumatori. Tra gli interventi più urgenti richiesti da Bruxelles, come detto, c’è una maggiore trasparenza sui prezzi presentati ai consumatori: in pratica, da ora in avanti Airbnb dovrà presentare il prezzo totale dell’affitto di un immobile, comprese dunque tutte le tasse e le tariffe obbligatorie applicabili (ad esempio servizio e pulizia). E se il prezzo finale non potrà essere calcolato in anticipo, la società dovrà comunicare al consumatore in modo chiaro che potrebbero essere applicati altri costi aggiuntivi. Entro la fine di agosto Airbnb dovrà proporre soluzioni dettagliate su come si conformerà alla legislazione UE, e se le sue proposte non saranno considerate soddisfacenti potrebbero scattare misure coercitive a carico della società.

La lettera inviata dall’UNC

Da parte nostra non si è fatta attendere una presa di posizione netta a tutela dei consumatori. Abbiamo inviato una richiesta di chiarimenti ad Airbnb Italy, chiedendo di essere informati sulle eventuali iniziative che la società intende attuare per adeguare le sue pratiche commerciali alle vigenti normative europee in materia di consumo. La nostra è un’iniziativa per rispondere alle tante segnalazioni pervenute ai nostri sportelli di assistenza da parte di consumatori che lamentano principalmente la mancata trasparenza sull’identità dell’offerente (privato o professionista), sul prezzo complessivo del servizio e sul foro da adire nel caso in cui si intendano intraprendere azioni giudiziarie nei confronti di Airbnb. Prezzi totali ben visualizzati da subito, indicazione di eventuali spese addizionali, distinzione netta tra le tipologie di offerte (dunque se arrivano da privati o da professionisti), informazioni chiare su come rescindere un contratto o su come denunciare un disservizio. Sono questi i motivi della nostra lettera inviata ad Airbnb. Questi gli elementi rispetto ai quali chiediamo maggiore trasparenza e più rispetto nei confronti dei consumatori. In attesa di essere informati sugli interventi di compliance che la società intende adottare, ci riserviamo l’opzione di sottoporre le pratiche commerciali sleali segnalate dagli organismi UE all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’accertamento di eventuali violazioni del Codice del Consumo. Un’azione decisa per tenere alta l’attenzione sulla vicenda, creare da subito le basi per un confronto vero e fare un ulteriore passo in avanti verso i consumatori.

Se vuoi ricevere assistenza personalizzata, vai allo sportello Turismo-Viaggi

Autore: Rocco Bellantone
Data: 26 luglio 2018

Medicine per il viaggio: cosa ricordare prima di partire

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Se siete in procinto di partire per un viaggio all’estero, non dimenticate di pensare anche alla vostra salute. Oltre a esservi informati preventivamente sulle precauzioni sanitarie da prendere prima di partire (ad esempio sulle vaccinazioni da fare e sulle norme igieniche da seguire durante il soggiorno) e sull’opportunità di stipulare assicurazioni sanitarie specifiche, è bene ricordarsi di mettere in valigia un beauty case con all’interno una serie di farmaci che potrebbero tornare utili. Quando si è in viaggio, infatti, possono capitare inconvenienti di ogni genere che potrebbero rovinare la vacanza: dai più comuni come il mal d’aereo o il mal d’auto, intossicazioni alimentari o scottature causate dal sole, a situazioni o infortuni più gravi.

Consigli generali

Tutte le informazioni utili su come preparare in massima sicurezza un viaggio sono disponibili sul sito della Farnesina viaggiaresicuri.it. In generale, spiega il sito, “la scelta dei farmaci dovrebbe essere sempre discussa con il medico curante e i viaggiatori dovrebbero avere familiarità con le caratteristiche, le indicazioni e le controindicazioni dei prodotti”. Fatta questa premessa, è importante ricordarsi di verificare la data di scadenza dei farmaci, essersi accertati tramite il farmacista del modo in cui devono essere conservati (dunque a che temperatura possono stare), che le istruzioni per l’uso siano all’interno della confezione e di tenerli sempre nel bagaglio a mano.

Se portate con voi cani o gatti ricordatevi anche della loro salute. Di fondamentale importanza è la vaccinazione contro la rabbia. In alcuni Paesi gli animali non vaccinati contro questa malattia non possono entrare.

Organizzate un kit di pronto soccorso di base

Soprattutto se la meta delle proprie vacanze è un’isola in mezzo all’Oceano Indiano o un Paese in via di sviluppo in Centro e Sud America, Africa o Asia, durante il soggiorno è consigliabile avere sempre a portata di mano un kit di pronto soccorso. Al suo interno devono esserci i farmaci da banco che si portano generalmente in viaggio: semplici analgesici come paracetamolo, pomate o compresse anti-istaminiche, antipiretici, pomate oftalmiche antibiotiche, farmaci per problemi gastro-intestinali (come la diarrea o la dissenteria), antiacidi, farmaci contro il mal d’auto o il mal d’aria, pomate per contusioni e scottature, repellenti, spray contro punture di zanzare o altri insetti, protezione solare, per viso e corpo, stick per la protezione delle labbra, un termometro.

Inoltre, è bene portare con sé gli strumenti di base per eventuali automedicazioni: disinfettante per ferite, cerotti, bende, garze, acqua ossigenata, gel disinfettante per mani. Per mete esotiche o in cui le condizioni igienico-sanitarie sono nettamente arretrate rispetto a quelle dei Paesi occidentali, ricordarsi di avere in valigia una zanzariera, disinfettanti per l’acqua, farmaci antimalarici, siringhe sterili e aghi.

Come conservare i medicinali

Quando d’estate si soggiorna in posti particolarmente caldi, è necessario prestare la dovuta attenzione anche a come si trasportano e si conservano i farmaci. L’esposizione dei medicinali al sole e ad alte temperature, infatti, potrebbe ridurne la qualità e comprometterne l’utilizzo in sicurezza. A fornire alcuni utili consigli da seguire per la giusta conservazione dei medicinali durante l’estate è Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che anche quest’anno a fine luglio ha rinnovato la campagna “Farmaci & Estate”. Ecco cinque indicazioni che è importante tenere a mente prima e durante un viaggio:   

  1. Usare formulazioni solide: rispetto alle formulazioni liquide contenenti acqua sono infatti meno suscettibili alle alte temperature;
  2. Conservare sempre i farmaci nella confezione originale: in questo modo si avranno sempre a portata di mano la data di scadenza e il foglietto illustrativo. Inoltre, è sconsigliato inserire farmaci sfusi in una sola confezione: soprattutto se si tratta di pillole, potrebbero contaminarsi a vicenda;
  3. Conservare i farmaci in luoghi freschi e asciutti, a temperature mai superiori a 25 gradi e in luoghi che non siano troppo umidi. Per sapere a quale temperatura va conservato un farmaco, basta consultare il foglietto illustrativo all’interno della sua confezione. Se non si rispetta l’indicazione riportata nel foglietto, l’assunzione del farmaco potrebbe essere dannosa alla salute. È un rischio a cui si va incontro specie se si assumono antibiotici, insulina, analgesici, adrenergici e sedativi. Anche gli spray vanno conservati in contenitori termici. Attenzione, inoltre, all’aspetto del farmaco: se presenta dei difetti (come ad esempio il colore alterato), è bene consultare il proprio medico prima di assumerlo;
  4. Con l’esposizione al sole alcuni farmaci, una volta assunti, potrebbero indurre reazioni cutanee. Pertanto, prima di preparare il proprio kit di pronto soccorso per un viaggio, è consigliabile farsi spiegare dal proprio medico quali sono i medicinali da evitare per evitare situazioni di questo tipo. Specie dopo l’uso di medicinali contro le punture di insetti o per le allergie cutanee (creme, gel, spray o cerotti), l’esposizione al sole in spiaggia o l’ingresso nei solarium vanno evitati;
  5. Se si viaggia in macchina, i medicinali devono essere trasportati in un contenitore termico all’interno dell’abitacolo (possibilmente condizionato) e non nel bagagliaio. Se invece si viaggia in aereo, i farmaci vanno tenuti nel bagaglio a mano: in stiva, infatti, le temperature scendono di molti gradi sotto lo zero e ciò potrebbe danneggiare i farmaci.

Medicine che si prendono abitualmente

Non va dimenticato, infine, di mettere in valigia le medicine che si prendono abitualmente, accompagnate dalla prescrizione medica. Potrebbe infatti capitare di avere difficoltà nel trovare questi medicinali, soprattutto se si visitano località esotiche o situate in Paesi in via di sviluppo e si si tratta di farmaci particolari come farmaci salvavita (ad esempio l’insulina per i diabetici), per la pressione e per il cuore.

Cosa fare in caso di morsi di animali?

Fate attenzione ai morsi di animali selvatici e/o randagi e in particolare ai cani. In molti Paesi è ancora abbastanza diffusa la rabbia. Nella malaugurata ipotesi di un morso è di fondamentale importanza ricorrere a una vaccinazione nel più breve tempo possibile.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 20 luglio 2018

Passaporto: tutto quello che c’è da sapere

passaporto_richiestaAvete in programma un viaggio all’estero in una località fuori dall’Europa? Se non siete muniti di passaporto, o se il vostro passaporto è scaduto, non andate in confusione. Ecco una guida con alcuni consigli utili da seguire per presentare correttamente la richiesta e i documenti necessari.

Da chi viene rilasciato il passaporto?

Ci sono diversi siti istituzionali, come quelli del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Polizia di Stato, sui quali è possibile consultare tutte le informazioni per presentare correttamente la richiesta e i documenti necessari per il rilascio del passaporto. Il passaporto viene rilasciato in Italia da tutte le Questure e all’estero dalle rappresentanze diplomatiche e consolari. Dal 2010 viene rilasciato il passaporto elettronico: un libretto di 48 pagine dotato di un microchip in copertina che contiene le informazioni relative ai dati anagrafici, la foto e le impronte digitali del titolare. Dopo la scadenza del passaporto (la cui validità è di dieci anni), occorre avviare la richiesta per ottenere il rilascio di un nuovo passaporto.

Quali sono i documenti da presentare?

Per la richiesta di rilascio del passaporto vanno presentati i seguenti documenti:

– il modulo stampato della richiesta passaporto;

– un documento di riconoscimento valido (si consiglia di portare con sé, oltre all’originale, anche un fotocopia del documento);

– due foto formato tessera identiche e recenti (lo sfondo della foto deve essere bianco, mentre chi indossa occhiali da vista può tenerli purché le lenti siano non colorate e la montatura non alteri la fisionomia del volto);

– la ricevuta del pagamento di 42.50 euro per il passaporto ordinario (il versamento va effettuato esclusivamente mediante bollettino di conto corrente n. 67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro; la causale è: “importo per il rilascio del passaporto elettronico”; si consiglia di utilizzare i bollettini pre-compilati distribuiti dagli uffici postali);

– un contrassegno amministrativo da 73,50 euro (da richiedere in una rivendita di valori bollati o tabaccaio);

Dove si presenta la domanda?

La domanda per il rilascio del passaporto può essere presentata presso:

– la Questura;

– l’ufficio passaporti del commissariato di Pubblica Sicurezza;

– la stazione dei Carabinieri (per le impronte digitali il cittadino dovrà recarsi in Questura o in commissariato);

Sul sito Agenda Passaporto della Polizia di Stato si può inviare la richiesta online prenotando ora, data e luogo in cui presentare la domanda. Attenzione, però: nelle grandi città come Roma ad esempio, il rischio è di trovare un giorno disponibile anche a diversi mesi di distanza dal momento in cui si avvia la richiesta.

Nel caso di minori quali sono i documenti da presentare?

Dal 27 giugno 2012 i minori possono viaggiare all’estero solo se muniti di un documento di viaggio individuale (dunque passaporto o carta d’identità per i viaggi all’interno dell’Ue). Per i minori da 0 a 3 anni il passaporto ha una durata triennale, mentre per i minori da 3 a 18 anni la durata è quinquennale. Per richiedere il passaporto per il figlio minore è necessario l’assenso di entrambi i genitori (coniugati, conviventi, separati, divorziati o genitori naturali) e che il minore sia cittadino italiano.

Questi i documenti da presentare:

– il modulo stampato della richiesta passaporto per minorenni firmato dai genitori;

– un documento di riconoscimento valido del minore (portare con sé, oltre all’originale, anche un fotocopia del documento);

– due foto formato tessera identiche e recenti (lo sfondo della foto deve essere bianco, mentre chi indossa occhiali da vista può tenerli purché le lenti siano non colorate e la montatura non alteri la fisionomia del volto);

– un contributo amministrativo da 73,50 euro (sotto forma di valore bollato da richiedere in una rivendita di valori bollati o dal tabaccaio) da acquistare prima di presentarsi con la documentazione;

– la ricevuta di pagamento con c/c di 42,50 euro (il versamento a nome del minore va effettuato esclusivamente mediante bollettino di conto corrente n. 67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro; la causale è: “importo per il rilascio del passaporto elettronico”; il consiglio è di utilizzare i bollettini pre-compilati distribuiti dagli uffici postali);

Cosa cambia se a fare la richiesta del passaporto è un genitore di un minore?

Se si è genitori di figli minori per richiedere il proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. Ciò vale sia se la coppia è coniugata, convivente, separata o divorziata. La misura è mirata a tutelare il figlio.

Cosa va fatto in caso di furto o smarrimento del passaporto?

Chi ha subìto furto, smarrimento, deterioramento o distruzione del proprio passaporto, può fare la richiesta del duplicato. Nel caso di furto o smarrimento, occorre però prima presentare una denuncia ai carabinieri, alla polizia o alla Questura. Se per i suddetti motivi ad avere necessità del duplicato del proprio passaporto è un cittadino italiano che si trova all’estero, qualora si trovi in una situazione di emergenza, “la rappresentanza consolare italiana – spiega il sito del Ministero degli Esteri – rilascia un documento di viaggio provvisorio chiamato anche E.T.D. (Emergency Travel Document), con validità per il solo viaggio di rientro in Italia, nel Paese di stabile residenza all’estero o, in casi eccezionali, per una diversa destinazione”.

È possibile far ritirare il passaporto da un’altra persona?

Sì. Il delegato deve essere maggiorenne, deve essere munito del proprio documento di identità, avere una fotocopia del documento del titolare del passaporto e una delega legalizzata da un notaio o da un ufficiale dell’anagrafe, scritta in carta semplice.

Si può ricevere il passaporto al proprio domicilio?

Dal 27 ottobre 2014 Polizia di Stato e Poste Italiane hanno attivato un servizio per la consegna del passaporto a domicilio. La richiesta va presentata in Questura al momento della presentazione della domanda per il rilascio del passaporto. Il documento verrà poi recapitato all’indirizzo indicato con un costo di € 8,20 da pagare in contrassegno al momento della consegna.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 20 luglio 2018

Vacanze estive: come lasciare casa in ordine ed evitare sprechi

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Pronti a lasciarvi alle spalle la porta di casa per le vacanze estive? Prima di esservi assicurati che l’allarme di sicurezza funzioni e di aver chiuso bene a chiave la porta del vostro appartamento, ci sono una serie di cose che è importante non dimenticare. Tenerle a mente vi permetterà di evitare inutili sprechi domestici nel periodo in cui sarete fuori, di fare un rientro dalle ferie più sereno e, perché no, di riuscire anche a risparmiare qualcosa in bolletta.

Pulite e staccate frigorifero, lavastoviglie e lavatrice

Una delle cose più importanti da fare poco prima di lasciare casa è pulire gli elettrodomestici e staccarli dalle prese della corrente. Svuotate il frigorifero, sbrinate il freezer, staccate la spina e lasciate aperti gli sportelli di entrambi gli elettrodomestici. In questo modo non farete andare a male gli ultimi alimenti che avevate comprato e, al vostro rientro dalle vacanze, non sarete “accolti” da cattivi odori causati dalla formazione di muffe. Lo stesso procedimento va seguito per lavatrice e lavastoviglie: dopo averle svuotate, lasciate aperti gli sportelli.

Consumate il cibo fresco e in scadenza

Oltre ad aver mangiato gli ultimi cibi freschi che tenevate in frigorifero, non dimenticate di consumare anche gli altri prodotti in scadenza che conservate in credenza. Se ci sono confezioni aperte, chiudetele bene per evitare che entrino in cucina formiche e scarafaggi. Un altro buon consiglio è di tenere qualcosa che si conservi senza problemi e che sia veloce da cucinare per quando sarete tornati dalle vacanze, come della pasta e del sugo di pomodoro.

Controllate acqua e gas

Chiudete la valvola del gas e il tubo dell’acqua. In questo modo eviterete il rischio di perdite o di allagamento se il lavandino o la doccia dovessero essere ostruiti. Spegnete lo scaldabagno e la caldaia.

Staccate le spine

Se non potete disattivare l’impianto elettrico perché avete attivato un allarme o un sistema di irrigazione in giardino, staccate comunque tutte le spine degli elettrodomestici e il cavo dell’antenna TV. Anche in caso di forti temporali, sarete certi che all’interno del vostro appartamento non potranno verificarsi né guasti tecnici o cortocircuiti che potrebbero danneggiare ad esempio televisori o computer, né tantomeno incendi. Inoltre, in questo modo eviterete sprechi di energia dovuti alla modalità in stand-by degli apparecchi.

Chiudete gli scarichi di lavandini e bidet

Spruzzate un prodotto disinfettante sugli scarichi di lavandini e bidet e chiudeteli con gli appositi tappi. In questo modo eviterete che gli insetti risalgano le tubature del vostro bagno e invadano tutta la casa.

Pulite casa

Date una pulita generale alla vostra casa prima di partire, ne beneficerete quando sarete rientrati dalle vacanze. Rinfrescate il bagno con un prodotto disinfettante, lavate e sistemate in credenza piatti e stoviglie, buttate la spazzatura e sciacquate i contenitori in modo da non lasciare tracce di cattivi odori, coprite letti, poltrone e divani con lenzuola per impedire che si crei troppa polvere. 

Fate il bucato e non dimenticatevi delle vostre piante

Sempre per garantirvi un rientro a casa il meno traumatico possibile, nei giorni che anticipano la vostra partenza svuotate la cesta dei panni sporchi e fate tutte le lavatrici necessarie. Non dimenticatevi, infine, della salute delle vostre piante. Collocate all’esterno e al riparo dal sole quelle d’appartamento e, se potete, acquistate un sistema di innaffiamento automatico. Anche se la soluzione migliore rimane comunque quella di lasciare le chiavi di casa a una persona di cui vi fidate: sarà lei a “sorvegliare” le vostre piante e tutta la vostra casa.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 8 luglio 2018