Scheda carburante addio: si passa alla fatturazione elettronica

Scheda carburante addio: si passa alla fatturazione elettronica

A partire dal primo gennaio 2019 per l’acquisto di benzina e gasolio i titolari di partita Iva e le aziende non potranno più usare la scheda carburante ma dovranno adeguarsi al nuovo regime della fatturazione elettronica. È quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018 (art.1, comma 920, L.205/2017), un provvedimento varato dal passato governo per prevenire e contrastare più efficacemente l’evasione fiscale e le frodi dell’Iva. Dal 10 luglio del 2018 per detrarre l’Iva e dedurre il costo sugli acquisti di carburanti era già necessario che il pagamento avvenisse sempre con mezzi tracciabili, dunque tramite carte di credito, di debito e prepagate. Dal primo gennaio di quest’anno, invece, la scheda carburante va definitivamente in pensione per essere sostituita dalle fatture elettroniche. L’obbligo non riguarda però i consumatori che non posseggono partita Iva, i quali potranno continuare ad acquistare carburante anche pagando in contanti e non dovranno richiedere la fatturazione elettronica.

Le novità

Nella fattura elettronica non sono indicati espliciti riferimenti sul veicolo al quale si sta facendo il pieno, vale a dire marca, targa e modello. Il possessore del veicolo, titolare di partita Iva, dovrà soltanto comunicare i propri dati fiscali e il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) al quale verrà recapitata la fattura elettronica. Nel caso in cui dovesse essere effettuato più di acquisto in un’area di servizio, la fattura dovrà documentare tutte le spese oltre al rifornimento di carburante. Nel caso in cui dovessero essere effettuati più acquisti nella stessa area di servizio durante lo stesso mese, cliente e benzinaio possono accordarsi per l’emissione di un’unica fattura elettronica cumulativa entro il quindicesimo giorno del mese successivo. In generale, come in passato rimane fondamentale conservare gli scontrini rilasciati sia dall’operatore del distributore che da un’attrezzatura automatica.

Le percentuali di deducibilità dell’Iva sull’acquisto di carburante

In base alla norma vigente, società e ditte individuali per autocarri (a partire dai 35 quintali) e per veicoli strumentali all’attività svolta possono dedurre e detrarre totalmente l’Iva sull’acquisto di carburante. La detrazione è pari al 40% negli altri casi. È dell’80% nel caso di agenti e rappresentanti di commercio, del 70% se il veicolo è affidato a un dipendente della società, del 20% per i liberi professionisti e per le ditte individuali.

Le opzioni

Per offrire più opzioni a ditte e titolari di partita Iva, le società che gestiscono i distributori di carburante hanno puntato su diversi servizi. Uno di questi è il Qr code: può essere stampato o memorizzato sullo smartphone dal titolare di partita Iva, viene attivato su richiesta dall’Agenzia delle Entrate e consente al distributore di acquisire tutti i dati in pochi secondi al momento del pagamento. È un sistema innovativo, anche se per legge i distributori non hanno l’obbligo di essere muniti di lettore di Qr code. Un’altra opzione è quella delle carte petrolifere. Permettono l’acquisto di carburante, sono disponibili sia in versione classica che prepagata e consentono di ricevere in automatico la fatturazione elettronica. Ci sono poi app che consentono di avere saldato sul proprio smartphone il conto del rifornimento. I dati necessari per gestire la fatturazione elettronica vengono inseriti nell’applicazione al momento della registrazione e per i rifornimenti successivi vengono utilizzati in automatico. In questo modo si evita così di fornire i propri dati al benzinaio per ogni pieno, una pratica che comporta sempre dei rischi.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 14 gennaio 2019

 

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