Bankitalia: sale a 90,90 costo conto corrente

La Banca d’Italia ha pubblicato i risultati dell’indagine sulla spesa dei conti correnti delle famiglie condotta nel 2021 e relativa al 2020. Nel 2020 la spesa per la gestione di un conto corrente è stata pari a 90,90 euro, un valore in rialzo rispetto all’anno precedente (90,70 euro, +0,22%).

Si tratta del quinto aumento consecutivo della spesa (era 86,90 nel 2018).

La variazione della spesa è il risultato di due tendenze opposte, le spese fisse che crescono di 4,3 euro e quelle variabili che diminuiscono di 4,1 euro a causa di una riduzione pressoché generalizzata dell’operatività, da mettere in relazione con l’epidemia di Covid-19.

Ad avviso dell’Unc, significa che le banche hanno aumentato le loro entrate rincarando le spese fisse e se il costo di gestione complessivo è rimasto quasi stabile per il singolo correntista è solo grazie alle minori operazioni effettuate per via della pandemia, non certo perché le banche hanno ridotto le loro commissioni.

In particolare, le spese fisse, che ammontano a 64,1 euro e rappresentano circa i due terzi della spesa complessiva, sono cresciute di 4,3 euro soprattutto per il maggior canone (da 53,2 euro del 2019 a 56,26 euro). E’ rimasta pressoché stabile la quota di clienti tenuti al pagamento del canone (dal 69 al 70 per cento). Altri aumenti significativi hanno interessato le “altre spese fisse” (1,3 euro) e le spese per l’emissione delle carte di credito (0,7 euro), entrambi da mettere in relazione con la crescita delle commissioni.

La diminuzione delle spese variabili, pari a 4,1 euro, riflette una pressoché generalizzata contrazione dell’operatività.

La maggiore variazione si deve ai prelievi di contante presso gli ATM (-2,5 euro), alle minori spese di scritturazione delle operazioni (-3,2 euro), ai bonifici presso gli sportelli. Ad aumentare è stata soltanto la spesa per i bonifici on line per effetto del maggior numero di operazioni effettuate; l’unico aumento delle commissioni, rinvenibile nelle “altre spese variabili”, è stato bilanciato dalla minore operatività.

Nel 2020 la spesa per il pagamento dell’imposta di bollo è stata di 17 euro (17,2 euro nel 2019); includendo questa imposta, la spesa di gestione sale a 107,9 euro.

Nel 2020 la spesa di gestione di un conto on line è stata pari a 21,4 euro, 1,2 euro in meno rispetto all’anno precedente: analogamente a quanto rilevato per i conti correnti ordinari, sono osservabili due movimenti contrapposti, con aumento delle spese fisse meno pronunciato della corrispondente flessione delle spese variabili.

La spesa dei conti on line si attesta su un livello significativamente inferiore a quello dei conti bancari convenzionali: il divario di spesa, pari a 69,4 euro, deriva principalmente da una struttura tariffaria più conveniente, piuttosto che dalla diversa composizione del paniere di servizi fruiti.

Nel 2020 la spesa di gestione di un conto postale è diminuita di 1,2 euro, attestandosi a 53,0 euro. Le dinamiche sono sostanzialmente coerenti con quelle descritte per le altre tipologie di conto e sono incardinate sulla riduzione generalizzata dell’operatività, con l’unica eccezione rappresentata, anche in questo caso, dai bonifici on line. Il divario tra i conti postali e quelli ordinari, pari a 37,8 euro, è attribuibile sia alla particolare composizione del paniere di servizi e operazioni sia alla struttura tariffaria. La clientela postale, infatti, fruisce saltuariamente di servizi come la tenuta di dossier titoli che alimentano le “altre spese fisse” (poco più dell’un per cento dei clienti postali contro il 20 per cento dei clienti bancari); anche la percentuale di clienti titolari di almeno una carta di credito è molto più bassa tra i conti postali (il 9 contro il 37 per cento). Persistono, inoltre, apprezzabili differenze anche sotto il profilo tariffario, con riferimento ai canoni di base. Relativamente alle spese variabili, le maggiori differenze sono attribuibili alle spese di scrittura delle operazioni effettuate allo sportello, sostanzialmente gratuite per i conti postali, alle minori spese per i pagamenti automatici e per i prelievi ATM.

La commissione per la messa a disposizione dei fondi (MDF) applicata nei contratti di apertura di credito in conto corrente è risultata stabile e pari all’1,8 per cento del credito accordato; la commissione unitaria di istruttoria veloce (CIV), applicata sugli sconfinamenti e sugli scoperti di conto corrente, è cresciuta da 17,9 a 18,9 euro. La percentuale di clienti esentati dal pagamento della CIV è rimasta stabile attorno all’89 per cento; è diminuita, invece, la quota di clienti esentati dalla MDF (dal 42 al 36 per cento).

L’85 per cento dei clienti, che non ha registrato scoperti di conto o sconfinamenti nel corso del 2020, ha detenuto una giacenza media di 5.879 euro (220 euro in meno rispetto all’anno precedente); il relativo tasso di remunerazione è stato pari allo 0,2 per cento (0,6 nel 2019).

L’indagine raccoglie informazioni analitiche sulle spese di gestione effettivamente sostenute dalle famiglie nel corso del 2020 e documentate negli estratti conto di fine anno. Per ciascun conto e per ciascuna tipologia di servizio ad esso associato sono rilevati il numero di operazioni svolte nel corso dell’anno e la spesa corrispondente, consentendo così di calcolarne il relativo costo unitario. La stima della spesa riflette da un lato gli effettivi comportamenti dei correntisti e dall’altro le condizioni concretamente applicate dagli intermediari; queste ultime possono essere influenzate da un insieme di fattori, che include le scelte commerciali di ciascuna banca e il tono concorrenziale del mercato.

Dal primo gennaio 2020 sono entrate in vigore le nuove disposizioni di trasparenza per i conti correnti e i conti di pagamento offerti ai consumatori; esse richiedono di indicare nei documenti informativi trasmessi alla clientela l’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) che sostituisce l’ISC. Il calcolo del nuovo indicatore avviene sulla base di profili di operatività analoghi a quelli utilizzati per l’ISC, pur includendo spese in passato non considerate come le spese per l’emissione delle carte di pagamento.

Nell’indagine, come di consueto, sono inoltre acquisite le informazioni sulle commissioni applicate e sugli interessi connessi ad eventuali scoperti e affidamenti in conto corrente.

La rilevazione svolta nel 2021 è stata condotta su quasi 13.000 conti correnti bancari e 1.000 conti correnti postali, selezionati a partire rispettivamente da 605 sportelli bancari e 49 sportelli postali; il dato dei conti bancari include quasi 1.000 conti on line non riferibili a sportelli.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 11 gennaio 2022

 

 

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