Carta clonata? La banca paga

Per ottenere il rimborso delle somme sottratte a seguito della clonazione della carta di credito o del bancomat, il consumatore può rivalersi sulla banca o sul circuito della carta di credito, che sono da ritenersi obbligati alla restituzione della cifra non autorizzata.

Nel caso in cui la banca disponga di una copertura assicurativa, è più facile ottenere la restituzione del denaro, ma anche in caso contrario e di fronte al rifiuto della banca si consiglia di insistere nella richiesta, eventualmente coinvolgendo la nostra organizzazione. (Per i consumatori che avessero bisogno di assistenza nel contenzioso con la banca e l’attivazione della pratica di rimborso, possono rivolgersi ai nostri esperti, scrivendo un’email a banche@consumatori.it).

Nel caso ci si accorga di movimenti non autorizzati sul proprio conto, la prima cosa da fare è bloccare istantaneamente la carta e contestare l’addebito per ottenere la restituzione di quanto indebitamente sottratto. Per fare queste operazioni bisognerà chiamare il numero apposito, che nella maggior parte dei casi è un numero verde gratuito, che può variare da banca a banca. E’ inoltre consigliabile di sporgere una regolare denuncia presso qualunque Stazione di Carabinieri o Commissariato di Polizia.

La domanda di rimborso, corredata dalla copia della denuncia dovrà essere inviata alla propia banca e/o al circuito emittente la carta di credito con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

La clonazione della carta di credito e del bancomat è un fenomeno molto insidioso perché solitamente il titolare della carta non si accorge immediatamente di aver subito una truffa. Per questo motivo occorre predisporre sempre un controllo periodico delle proprie movimentazioni o attivare servizi di notifica sms per ogni operazione, in modo da poter prendere subito precauzioni in caso di operazioni anomale.

Leggi a riguardo anche “Carte di credito: consigli antifrode”
Phishing: cosa fare

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 26 gennaio 2015

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Marco

Ho fatto tutto quanto sopra descritto, ma a 10gg di distanza la pratica di gestione del rimborso è ancora in corso e non sanno dirmi una data. Quanto tempo ci vuole in media?

La Redazione UNC
La Redazione UNC

I tempi di rimborso possono variare a seconda della banca coinvolta (quelle on-line solitamente impiegano più tempo); fino a 60 giorni è una tempistica di prassi, ma a volte è sufficiente anche meno tempo. Se il reclamo è fatto per iscritto con raccomandata AR o pec, la banca ha l’obbligo di legge di rispondere entro 30 giorni dal ricevimento decorsi inutilmente i quali si potrò ricorrere all’ABF. In ogni caso se ha bisogno di assistenza personalizzata può contattarci attraverso lo sportello Banche sul nostro sito. Grazie.

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