A confronto i siti di prodotti rigenerati-ricondizionati

Dalle numerose segnalazioni giunte agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori nasce l’indagine svolta dall’associazione tra gennaio-aprile del 2019 sui 14 siti internet che promuovono e/o vendono elettrodomestici rigenerati/ricondizionati.

Dalla ricerca è emerso “un quadro informativo tra luci e ombre -commenta il Presidente Massimiliano Dona- con alcuni significativi punti deboli nella trasparenza verso i consumatori”.

PRODOTTO RIGENERATO/RICONDIZIONATO: COSA DICE LA LEGGE

vediamo di delineare prima di tutto cosa si intende per prodotto rigenerato/ricondizionato:

Per “prodotto ricondizionato” si intende un “bene che dopo essere stato sottoposto ad un processo di riparazione e manutenzione, sia di tipo estetico che meccanico-funzionale viene immesso sul mercato” (Art. 2 comma 1, lett. c) del Regolamento recante criteri e modalità per favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di AEE di attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Per “rigenerato” secondo la Cassazione si deve intendere un prodotto usato che, pur rimanendo tale, viene riportato allo stato di origine: il bene usato viene sottoposto a controlli di funzionalità e le componenti usurate o difettose vengono sostituite ricorrendo a ricambi originali (Cass. Pen. Sez. II, sent. n. 9133/2012: «rigenerati, ossia usati e ripristinati con l’integrazione di parti originali»).

Elementi caratterizzanti il fenomeno della rigenerazione secondo la giurisprudenza sono:
•  rimessa a nuovo del prodotto: il prodotto non è nuovo nel senso che non è immesso per la prima volta sul mercato, ma è rimesso a nuovo dal punto di vista della funzionalità e, quindi, garantisce le stesse prestazioni di un prodotto nuovo a tutti gli effetti;
•  ricorso a ricambi originali: il prodotto continua anche a seguito della rigenerazione a garantire lo stesso standard qualitativo del prodotto originale.
Se la rigenerazione avviene ricorrendo a ricambi originali, il prodotto è lecitamente commerciabile (Corte d’appello di Milano, sez. IV penale, sent. n. 1226/2011, confermata da Cass. Pen. Sez. II, sent. n. 9133/2012). Mentre, se la rigenerazione avviene ricorrendo a ricambi non originali, il prodotto potrebbe non essere conforme al modello offerto dalla società che aveva immesso sul mercato il bene e la condotta può essere penalmente rilevante.

Se a questo aggiungiamo che con un prodotto rigenerato/ricondizionato si può risparmiare dal 30 al 50 per cento del prezzo intero è ben comprensibile perché sempre più consumatori scelgano questo tipo di soluzione per acquistare prodotti hi-tech–smartphone, tablet, computer ma anche elettrodomestici.

Leggi a riguardo Prodotti rigenerati, convengono davvero?

L’INDAGINE DI UNC

L’indagine realizzata da UNC, in collaborazione con APPLiA Italia, ha interessato piccoli e grandi elettrodomestici, apparecchi d’informatica e di high-tech. Sono stati oggetto dell’indagine i seguenti 14 siti internet: Amazon Renewed, Astelav, Back Market, Centro Elettrodomestici Ricondizionati, Cycleon-Recare – Returne to Value, Elettro Discount, Ebay, Eprice, Evoluzione Casa, Mediamarket, Mondo Affari, Solo Stocks, Subito.it, WireShop.

Si precisa, inoltre, che alcuni operatori (come Back Market, Ebay e Subito.it) operano come intermediari; Elettro Discount opera come drop shipping; 

L’analisi, muovendo dalle segnalazioni pervenute agli sportelli di assistenza dell’Unione Nazionale Consumatori, si è focalizzata esclusivamente sulla relazione di consumo, cioè quella “business to consumer” (c.d. “B2C”), per cui non sono stati presi in considerazione gli operatori del mercato B2B (Cycleon-Recare – Returne to Value e Solo Stocks).

UN MERCATO TRA LUCI E OMBRE

Dall’analisi realizzata da UNC sono emerse per alcuni siti criticità che i legali dell’associazione riassumono così:

  • mancata e/o generica indicazione del soggetto ricondizionatore, degli interventi effettuati e delle caratteristiche delle componenti utilizzate nel processo di ricondizionamento
  • mancata e/o generica indicazione di eventuali difetti estetici
  • presenza di clausole vessatorie come quelle inerenti al foro del consumatore o il diritto applicabile
  • mancata e/o generica informativa riguardante l’applicazione di garanzie post vendita
  • ostacoli al legittimo esercizio del diritto di recesso del consumatore
  • esclusione di responsabilità in caso di danni al prodotto intervenuti durante il trasporto
  • mancata indicazione delle informazioni circa la piattaforma ODR (Online Despute Regulation) e delle modalità di risoluzione alternativa delle controversie ai sensi del Regolamento UE n. 524/2013 e il D.Lgs. n. 130/

PER LEGGERE QUANTO EMERSO DALL’INDAGINE SCARICA L’INFOGRAFICA

I COMMENTI DELLE ASSOCIAZIONI

Secondo l’avvocato Dona: “sono particolarmente allarmanti alcune carenze informative sull’identità del soggetto che ha effettuato gli interventi sui prodotti o sui canali per ottenere un contatto con il venditore; solo una parte dei siti internet esaminati risulta sufficientemente trasparente e rispettosa della normativa di consumo. In particolare, notiamo una certa riluttanza degli operatori ad illustrare ai consumatori cosa si intende per prodotto ricondizionato/rigenerato (ad esempio, non è quasi mai spiegata la natura dell’intervento al quale è sottoposto il prodotto e questa circostanza può incidere sulla sicurezza stessa del prodotto oltre che sulla classe energetica). I casi più gravi riscontrati dai nostri legali saranno oggetto di una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.”

“Le criticità emerse dall’indagine realizzata in collaborazione con UNC non ci sorprendono” afferma Manuela Soffientini Presidente APPLiA Italia. “La legislazione in materia è carente e confusa: il DM 140/2016 infatti non regolamenta in modo chiaro ed esaustivo il tema del ricondizionamento a discapito della sicurezza del consumatore e della trasparenza del mercato. È necessario certificare innanzitutto l’identità dei soggetti ricondizionatori, definire le regole secondo cui operano e le loro responsabilità sugli interventi effettuati. Il tema delle garanzie post vendita ed una effettiva sorveglianza del mercato sono ulteriori aspetti fondamentali”.

APPLiA Italia è da tempo impegnata sulla corretta applicazione dei principi dell’economia circolare; anche per questo ha ripetutamente richiesto agli organi competenti di fare chiarezza sul tema del ricondizionato affinché tale processo possa essere attuato nel pieno rispetto delle norme di prodotto e ambientali.

Autore: Simona Volpe
Data: 27 maggio 2019

 

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