Come leggere l’etichetta energetica dell’aspirapolvere?

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etichetta energia aspirapolvere

Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta di oltre 250 categorie di prodotti.

L’etichetta energetica è oggi obbligatoria su numerosissimi elettrodomestici, dal frigorifero, al forno, alla lavatrice e alle TV e serve a dare un’idea dei consumi e delle prestazioni di quel determinato modello.

Si tratta di informazioni di cui i consumatori non possono e non devono essere all’oscuro e che i produttori sono infatti tenuti ad esporre per obbligo.

Tra i consumatori l’interesse verso la questione è molto diffuso: l’85% di essi, infatti, legge le etichette energetiche al momento dell’acquisto, anche se a volte fatica a recepire completamente tutte le informazioni riportate perché risultano di difficile comprensione oppure fuorvianti.

Per tale motivo, l’Unione Europea ha introdotto nel corso del tempo specifiche norme di redazione sempre più dettagliate, per rendere l’etichetta energetica più leggibile e trasparente, oltre che uniforme in tutti i paesi dell’Unione.  

Si tratta di norme che vengono revisionate regolarmente e le cui più recenti modifiche verranno applicate durante quest’anno e nel 2019, anno in cui l’etichetta come la conosciamo ora sarà un po’ diversa perché corredata di un QR code collegato ad un enorme database virtuale in cui tutte le etichette dei prodotti verranno registrate.

Nei paragrafi a seguire indicheremo quali sono le aree di lettura di un’etichetta energetica, ponendo in particolare l’attenzione su quella relativa all’aspirapolvere (che è uguale anche per le scope elettriche).

L’etichetta energetica dell’aspirapolvere non è da sottovalutare

Un prodotto che spesso non viene nominato quando si parla di etichette energetiche è l’aspirapolvere, la cui etichetta è in realtà altrettanto importante da leggere per diversi motivi.

Si tratta infatti dell’elettrodomestico più utilizzato e diffuso nelle case degli italiani e che, recentemente, è stato protagonista di una riforma da parte dell’UE che ha deciso di mettere al bando, a partire da settembre 2017, quei modelli che consumavano troppo e, introducendo, di conseguenza, un nuovo regolamento per l’etichetta energetica di questi prodotti.

consumo medio aspirapolvere

Abbiamo calcolato il consumo che implica l’utilizzo dell’aspirapolvere, supponendo di utilizzarlo solo per un’ora al mese, in una piccola abitazione: si tratta di stime relative e verosimilmente più basse dei casi reali in cui i consumi possono raddoppiare o triplicare in base alla metratura della propria abitazione, alla frequenza con cui le pulizie vengono effettuate ed altre variabili quali, ad esempio, la presenza di animali domestici.

Aspirapolvere: l’etichetta ci dice qual è il modello più adatto alle esigenze personali

Non solo per tagliare i consumi, ma anche per essere certi di non restare delusi dalle prestazioni di pulizia di un prodotto, è dunque opportuno comprendere come leggere l’etichetta energetica prima di scegliere quale aspirapolvere o scopa elettrica acquistare.

Vediamo insieme nell’immagine di seguito quali sono le aree di lettura di ogni etichetta energetica e come interpretarle.

etichetta energetica aspirapolvere

  1. Classe energetica: è il primo elemento che troviamo partendo dall’alto. Si tratta di una scala che va da A a G e che descrive la classe complessiva di efficienza del prodotto. Più vicina la lettera riportata sarà alla lettera A, migliore sarà l’efficienza dell’aspirapolvere in termini di prestazioni e di consumo.  Si tratta di un’informazione fondamentale da analizzare quando si sceglie un aspirapolvere perché permette un risparmio reale dal punto di vista economico e delle emissioni. Per essere sicuri di acquistare un modello che non consumi troppo, meglio considerare modelli dalle classe B in su.
  2.  Consumo medio annuo: subito sotto l’area della classe energetica troviamo il consumo espresso in kWh/anno. Il kilowattora (kWh) quantifica l’energia elettrica utilizzata da un elettrodomestico in un’ora di lavoro e il valore indicato in questo campo è quindi una stima approssimativa ma plausibile del numero di kWh assorbiti dall’aspirapolvere in un anno. Il costo varierà in base al gestore scelto e, solitamente, la tariffa varia da 15 a 40 centesimi per 1 kWh.
  3.  Rumorosità: iniziano con la rumorosità le informazioni relative alle caratteristiche tecniche e capacità reali dell’aspirapolvere. Sebbene non incida sui costi né sulle prestazioni dell’apparecchio, la rumorosità è un valore che deve essere indicato per legge perché incide su quello che viene definito “benessere acustico”, oltre che essere determinante nella scelta di acquisto se si hanno particolari esigenze di limitazione del rumore. In media, un aspirapolvere ha dagli 85 ai 90 dB anche se negli ultimi anni la tendenza è di immettere in commercio modelli sempre più silenziosi, con emissioni sonore inferiori ad 80 dB.
  4.  Efficacia di aspirazione su superfici dure: per esprimere la performance dell’aspirapolvere nell’aspirazione su superfici dure quali pavimenti o parquet, si utilizza una scala di valutazione che va da A a G dove, la lettera A corrisponde ai modelli le cui prestazioni di pulizia sono le migliori in assoluto. Il valore è dato da fattori come la potenza di aspirazione del modello e le spazzole di cui è dotato.
  5.  Efficacia di aspirazione su tappeti: questo dato è molto simile al precedente ma fa riferimento alle prestazioni dell’aspirapolvere su superfici morbide quali tappeti e moquette. Di nuovo, la valutazione viene espressa mediante un giudizio che va dalla A alla G ma non sono così comuni i modelli che hanno una classificazione superiore alla C perché la pulizia sui tappeti è più complessa visto che i tessuti trattengono particelle di polvere e altra sporcizia che da una superficie liscia vengono rimossi con maggior facilità.
  6. Classe di reimmissione delle polveri: l’ultimo elemento è molto importante perché esprime l’efficacia di filtrazione dell’apparecchio, ossia la capacità di trattenere ciò che è stato aspirato senza che la polvere più sottile venga reimmessa nell’ambiente. La prestazione è indicata ancora una volta con le lettere dalla A alla G, dove A rispecchia l’apparecchio migliore in termini di filtrazione, ideale soprattutto per chi soffre di allergia alla polvere e, in generale, per chi vuole un prodotto che sia il massimo dell’affidabilità.

Autore: Unione Nazionale Consumatori (in collaborazione con Qualescegliere.it)
Data: 27 ottobre 2017

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