ECONOMIA: record storico per la povertà

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Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Una vergogna! Individui poveri salgono del 3,1%, passando da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila

Roma, 13 luglio 2017 – Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 viene battuto il record storico raggiunto nel 2015 degli individui in povertà assoluta, che sale da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005.

“Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco. Per gli individui, l’incidenza passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento. Anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. 

“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato” prosegue Dona.

L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie)  rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.

“Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà, Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minino di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più” conclude Dona.

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