Energia e vendite aggressive: come difendersi

venditore aggressivo

Sono decine le segnalazioni che gestisce ogni settimana il nostro sportello energia riguardanti venditori porta a porta o telefonici che propongono contratti di luce e gas con modalità a dir poco fraudolente, sfruttando la scarsa consapevolezza dei consumatori, soprattutto anziani. Nell’ambito del progetto Quello che le persone non dicono – un’inclusione possibile”, realizzato da UNC e U.Di.Con approfondiamo quali sono queste “tecniche”, cosa è importante sapere e come difendersi.

Una modalità sempre più frequente è quella di presentarsi alla porta di casa o telefonare al consumatore affermando che il mercato di tutela è finito e quindi è obbligatorio sottoscrivere un contratto nel mercato libero: questa informazione è assolutamente falsa! In questo caso i venditori sfruttano il fatto che, questo sì, il legislatore ha stabilito la fine dei mercati di tutela di luce e gas dal 1° luglio del 2020 ma, ad oggi, non c’è alcun obbligo di passaggio al mercato libero.

Altra tecnica è invece quella che sfrutta il fatto che ogni trimestre ed esclusivamente per i clienti del servizio di tutela, l’ARERA (l’Autorità di regolazione del settore) aggiorni i prezzi di riferimento. In questo caso i venditori cercano fraudolentemente di far sottoscrivere un nuovo contratto presentandosi nelle case con la scusa di dover verificare l’applicazione dell’aggiornamento delle tariffe e chiedendo di visionare le fatture. Ovviamente, anche in questo caso, si tratta di una vera e propria truffa: l’aggiornamento è automatico e non è necessario sottoscrivere alcuna documentazione.

A volte la tecnica per “agganciare” il consumatore è quella di spacciarsi per rappresentanti delle imprese di distribuzione, che sono i soggetti che hanno il compito di eseguire gli interventi tecnici (installazione e sostituzione dei contatori, rilevamento delle letture, interventi tecnici a seguito di guasti). È bene sapere che i tecnici della distribuzione non chiedono dati relativi alle utenze (anche perché gestendo le anagrafiche già li conoscono) né chiedono di sottoscrivere alcun tipo di contratto!

Purtroppo, le vittime privilegiate di queste truffe sono spesso gli anziani ecco perché è importante che, proprio questi ultimi, vengano informati di questi pericoli e che seguano questi semplici accorgimenti:

–   non mostrare mai le proprie bollette o fornire i propri dati sia a chi si presenta a casa sia a chi chiama al telefono;

–   non firmare mai documenti che non si è certi di aver capito;

–   se si è in dubbio di aver sottoscritto involontariamente un contratto rivolgersi all’UNC per richiedere l’applicazione del diritto di ripensamento e attivare le azioni del caso;

–   in caso un venditore porta a porta continui ad essere troppo insistente chiamare un proprio caro o i carabinieri.

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Autore: Marco Vignola
Data: 11 luglio 2019

 

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Angelo Scalese

Il problema vero non sono le tecniche per aggredire il consumatore, quello che vi sfugge è il danno notevole che queste persone arrecano al sistema produttivo italiano. Considerate che a me arrivano 2-3 telefonate al giorno con queste offerte, che interrompono il mio lavoro e mi fanno perdere nel migliore dei casi almeno un quarto d’ora al giorno. Per ogni quarto d’ora di lavoro perso, io perdo 5 euro che moltiplicato per i milioni di italiani ai quali questi fannulloni rompono le scatole, fate voi il conto di quale danno viene arrecato al pil nazionale e voi cosa fate? vi preoccupate delle tecniche di convincimento?


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