Luce e gas in ribasso, è una buona notizia?

Come ogni trimestre, l’ARERA (l’Autorità di regolazione di settore) ha aggiornato i prezzi di riferimento di luce e gas. Quello che si è registrato è un calo record rispetto al trimestre precedente: dal 1° aprile al 31 luglio, infatti, avremo una diminuzione del costo dell’elettricità di -18,3% e del gas di -13,5%.

Come consumatori non possiamo che essere contenti quando ci arrivano notizie come questa ma è davvero tutto oro quello che luccica? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Innanzi tutto è necessario fare una premessa: questi valori sono relativi alla “famiglia tipo” come definita dall’ARERA, cioè a coloro che hanno un contratto luce e/o gas nel mercato di tutela con consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno con una potenza impegnata di 3 kW e, per il gas, di 1.400 metri cubi annui. Se non si rientra in questa specifica categoria (immaginate ad esempio le utenze non domestiche, o le utenze per le seconde case, o nel caso di consumi molto più alti o bassi rispetto a quelli di riferimento) le variazioni possono essere diverse: per questo, da tempo ormai, abbiamo chiesto ad ARERA, per consentire di dare un’informazione completa e rendere sempre più consapevoli i consumatori, che gli aggiornamenti fossero fatti anche rispetto a più tipologie di utenze e di scaglioni di consumo, in modo da poter fare un confronto con la propria effettiva condizione contrattuale.

Altro aspetto fondamentale è legato al fatto che le variazioni di prezzo totali (in questo caso quindi il -18,3% per l’elettricità e il -13,5% per il gas) sono la somma delle variazioni percentuali delle molteplici voci che compongono il prezzo finale e che sono accorpate in quattro macrovoci: materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri generali di sistema e imposte, ognuna delle quali composta a sua volta da una miriade di sottovoci che possono variare in rialzo o in ribasso.

Quanto “pesa” ognuna di queste quattro macrovoci è facilmente visibile nei grafici a torta che la stessa ARERA fornisce con gli aggiornamenti trimestrali e da cui si nota chiaramente come la quota energia rappresenti una percentuale minoritaria sul totale rispetto alla somma delle altre voci. In particolare per l’elettricità è ancora importante la quota degli Oneri di sistem (arrivata al 26%) e per il gas quella relativa ad IVA e imposte (ben il 42% del totale).

 Fonte ARERA

 

Fonte ARERA

Tornando ai dati trimestrali la forte diminuzione è stata determinata esclusivamente dal sensibile calo dei prezzi all’ingrosso della materia prima energia (elettricità e gas) determinati da una pesante contrazione dei consumi avvenuta sia nell’ultimo mese di marzo che, come previsione, nel prossimo trimestre. Possiamo essere felici come consumatori di questo? Solo in parte e per diversi motivi!

Innanzi tutto la contrazione dei consumi è stata determinata soprattutto a causa dell’emergenza COVID-19 per effetto delle misure stringenti adottate dalla maggior parte dei Paesi in relazione alla pandemia (con riduzione dell’operatività delle filiere produttive, chiusura delle attività non essenziali, limitazione degli spostamenti interni e internazionali)”. Quindi la riduzione non è stata determinata da un efficientamento dei mercati strutturale ma da una situazione emergenziale che rappresenta un problema economico enorme per il nostro Paese.

Quando, si spera il prima possibile, questa emergenza cesserà non possiamo che apsettarci il cosidetto “effetto rimbalzo” cioè un repentino aumento dei prezzi all’ingrosso determinato dalla ripresa dei consumi, soprattutto industriali, e, quindi, dall’aumento della domanda e dei prezzi.

Un mercato così instabile e fluttuante di certo non può essere un vantaggio per i piccoli consumatori che dovrebbero, frequentemente, rincorrere i prezzi e fare scelte di consumo sulla base di un mercato e una regolazione del settore molto complicati e, spesso, dipendenti da scelte di politica industriale e di contingenze internazionali assolutamente imprevedibili, come ad esempio la pandemia che stiamo attraversando.

Ecco perchè siamo sempre stati molto preoccupati, come Unione Nazionale Consumatori, sulle modalità di uscita dal mercato di tutela che finirà il 1° gennaio 2022 (ne parlavamo già a inizio 2019 in “Luci (poche) e ombre (molte) della fine dei mercati di tutela”).

E’ ormai chiaro, come diciamo da tempo, che in un mercato di questo tipo il prezzo non è più l’elemento principale di cui tener conto nella scelta del proprio fornitore, ma sono anche altri gli aspetti che è fondamentale considerare: la solidità economica e strutturale dell’azienda da cui ci riforniamo, una customer care in grado di soddisfare le esigenze diverse di ognuno, una prospettiva di lungo periodo che ci sleghi dalla necessità di inseguire le offerte e le fluttuazioni di prezzo (in rialzo ed in ribasso come nel caso di questo aggiornamento trimestrale), la possibilità di accedere facilmente a servizi aggiuntivi.

Per raggiungere questi obiettivi come Unione Nazionale Consumatori abbiamo deciso quindi di sviluppare il Gruppo di Acquisto SicurInsieme con quelle caratteristiche peculiari studiate per offrire una customer journey la più possibile sicura, completa e conveniente per il consumatore.

Per approfondirne obiettivi e caratteristiche leggi:

SicurInsieme: aderisci al nostro gruppo d’acquisto per luce e gas.

FAQ

Più saremo e più riusciremo a contrattare prezzi, condizioni e servizi migliori: aderite e fate aderire!

 

Autore: Marco Vignola
Data: 1 aprile 2020

 

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gaetano

avete visto ci accontentano sempre con le sue proposte, ma non si sanno mai tutte le voci segnate, sono soldi in piu usciti sotto altra forma, accumulano milioni, quindi non le conviene farli presente,

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