ISTAT: gli italiani durante il lockdown

L’obbligo di restare a casa ha stravolto la quotidianità dei cittadini e ha avuto un forte impatto sulla loro giornata e sul loro modo di passare il tempo. E’ quanto emerge dal Focus dell’Istat sul lockdown.

Il 98,3% della popolazione è riuscita a dedicarsi ad attività di tempo libero, il 76,9% ha svolto lavoro familiare (pulizia della casa, cura dei conviventi, ecc.). Solo il 28% è uscito per vari motivi (passeggiata, andare a lavoro, a fare la spesa). Ha lavorato il 16,7% della popolazione e studiato l’8% (quota che sale al 61,9% tra gli studenti di 18 anni e più).

Un terzo dei cittadini si è svegliato più tardi rispetto a prima del lockdown e un quinto ha dormito di più. Soprattutto gli uomini rispetto alle donne hanno approfittato della possibilità di riposare di più (23% contro 17,6%) e di prendersela più comoda al risveglio (36,8% contro 30,8%).

Per quanto riguarda il consumo dei pasti, anche se oltre i due terzi dei rispondenti non hanno riscontrato variazioni nel tempo dedicato, più di un cittadino su quattro (27%) ritiene invece di avere impiegato più tempo per fare colazione, pranzo o cena. I pasti sono diventati momenti conviviali anche nei giorni feriali. Un quarto della popolazione ha dichiarato di aver mangiato maggiori quantità di cibo e sono proprio i più giovani ad averlo fatto di più (39,5%).

Situazione analoga sul fronte della cura della persona (lavarsi, pettinarsi, truccarsi, ecc.), alle quali il 20% dei rispondenti ha dedicato più tempo: la quota è più alta tra le donne (23,6%) rispetto agli uomini (16,2%).

Tra le attività di lavoro familiare la preparazione dei pasti ha coinvolto il 63,6% dei cittadini (l’82,9% delle donne, il 42,9% degli uomini). Un terzo dei rispondenti ha dichiarato di aver dedicato più tempo a nuove ricette.

Le attività di pulizia della casa sono state svolte da più di un cittadino su due (54,4%). La spesa, come tutte le attività che richiedono uno spostamento, ha riguardato meno persone: è uscito per fare a spesa poco più di un cittadino su 10.

La cura dei figli, che occupa il 7,9% dei cittadini, è l’attività che più frequentemente delle altre ha fatto registrare un incremento del tempo dedicato, in particolare per il 67,2% di coloro che l’hanno svolta, mentre per il restante 29,5% non ci sono state variazioni.

In una giornata della Fase 1 dell’emergenza Covid-19 hanno lavorato circa 8 milioni e 400 mila persone: meno di due su dieci. Il 44,0% di chi ha lavorato lo ha fatto da casa. La connessione a Internet come strumento di lavoro è stata utilizzata dalla quasi totalità degli home workers (95,8%). Il tempo di lavoro è rimasto invariato rispetto a una giornata simile del periodo pre-Covid per il 60,2% del totale di chi ha lavorato, è diminuito per il 26% ed è cresciuto per il 13,7%.

Passando a considerare le attività di tempo libero, quella che ha coinvolto il maggior numero di cittadini riguarda l’uso della TV e della radio (93,6%). Il 62,9% ha sentito telefonicamente o tramite videochiamate i propri parenti: lo hanno fatto soprattutto le donne (68,4% rispetto al 57% degli uomini). Anche i rapporti con gli amici sono stati curati attraverso questi due canali: lo ha fatto un cittadino su due. Il 63,5% di chi ha sentito amici vi ha dedicato più tempo del solito. Analogamente il 59,6% di chi ha sentito i parenti ha dedicato a questa attività più tempo di quanto accadeva prima.

Al terzo posto tra le attività di tempo libero, si colloca la lettura (libri, riviste, quotidiani) cui si è dedicata il 62,6% della popolazione: più uomini (64,5%) che donne (60,8%). Il 39,7% ha letto libri, quotidiani o altro on line o su supporto digitale, il 34,6% su supporto cartaceo. Tra i lettori il 18,8% ha letto sia su supporto digitale sia cartaceo, il 44,7% solo online/digitale e, infine, il 36,6% solo su cartaceo.

Al quarto posto delle attività di tempo libero, lo sport. È stato svolto, nonostante le difficoltà del lockdown e la chiusura delle palestre, da quasi un quarto dei cittadini (22,7%). Il 37,3% di quanti hanno praticato sport gli ha dedicato più tempo del solito. Le donne sono riuscite a incrementare il tempo dedicato all’attività fisica più degli uomini (45,6% contro il 29%). Chi ha praticato attività fisica o sportiva durante il lockdown – 11 milioni e 400 mila persone – si è organizzato prevalentemente presso la propria abitazione, sfruttando anche gli eventuali spazi aperti disponibili. Solo il 7,3% dei praticanti riferisce di aver svolto l’attività fisica all’aperto in uno spazio non pertinente l’abitazione.

Le persone che vivono in abitazioni dotate di un terrazzo/balcone, di un giardino privato o spazio condominiale esterno (giardino o terrazzo) hanno praticato maggiormente l’attività fisico sportiva rispetto a chi, invece, vive in abitazioni senza alcun spazio esterno (23,4% contro 11%).

Analizzando la frequenza con cui sono state svolte alcune attività, il 53% della popolazione di 18 anni e più durante il periodo di lockdown si è dedicata alla preparazione di pane, pizza, dolci, più le donne (69,6%), per il 42,1% almeno una volta a settimana, il 41% della popolazione si è occupata della manutenzione della casa, quasi un terzo si è dedicato al giardinaggio o alla cura dell’orto, il 17,3% ha cucito, ricamato o fatto la maglia, il 12,8% si è dedicato al restauro di mobili o oggetti per la casa, il 42,2% si è dedicata a cantare (24,6%), suonare, ascoltare musica o alle arti figurative (disegno, pittura scultura).

Autore: Mauro Antonelli
Data: 16 giugno 2020

 

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