Youtube e privacy: quali rischi per i più giovani?

YouTube dovrà pagare una multa da 170 milioni di dollari poiché, la società che fa capo a Google, avrebbe raccolto dati di minori per fini pubblicitari senza il consenso dei genitori.

L’accusa

L’accusa che viene mossa al colosso dei video in streaming è quella di aver raccolto dati di bambini al di sotto dei 13 anni (in Italia il limite è 14 anni) contravvenendo così al Children’s Online Privacy Protection Act: regolamento che disciplina la raccolta di dati di minori a fini pubblicitari.

Risulta infatti obbligatorio in Nord America, dove il regolamento è in vigore, avere il consenso dei genitori per poter raccogliere i preziosi dati relativi alle ricerche, e quindi agli interessi, dei bambini.

La multinazionale con sede in California dovrà, oltre a pagare la cifra pattuita, smettere entro gennaio di mostrare pubblicità targhettizzata ai bambini.

Nonostante YouTube nel 2015 abbia provato ad aumentare le garanzie a tutela della privacy dei minori con l’avvio di YouTube Kids (piattaforma interamente dedicata ai più piccoli), questa non è la prima volta che il colosso del multimediale ha problemi nella gestione degli utenti più giovani, infatti negli scorsi mesi la società è stata costretta a bloccare i commenti ai filmati nei quali si trovano dei bambini dopo che erano stati scoperti commenti da parte di pedofili.

Una multa salata

C’è chi sostiene che il valore della multa sia irrisorio alla luce del fatturato di Google che, solo lo scorso anno, si è aggirato attorno ai 131 miliardi.
Dall’analisi dei precedenti, la sanzione a YouTube è la più alta mai comminata ad una società per violazione delle norme sulla tutela della privacy dei minori.

Nel febbraio di quest’anno a musical.ly, colosso dell’intrattenimento tra i giovanissimi di tutto il mondo, è stata inflitta una sanzione da 5,7 milioni di dollari, poiché per tre anni non aveva richiesto l’età degli utenti che si registravano al servizio.

Privacy dei minori (e non solo) da tutelare

L’età in cui i bambini iniziano ad approcciarsi alla rete è sempre più bassa: secondo i dati diffusi da Unicef nel mondo ogni giorno sono circa 175.000 i bambini che si connettono alla Rete per la prima volta, in media uno ogni mezzo secondo. I ragazzi sono la fetta di popolazione che trascorre più tempo sul web, con un tasso del 71%.

I dati spingono ad una riflessione: consapevolezza e responsabilità sono caratteristiche imprescindibili per società, come YouTube, che hanno a che fare con i dati di milioni di utenti, tra cui anche molti bambini ma, posta l’importanza di una legislazione che protegga i consumatori (e soprattutto i più piccoli), è fondamentale che siano gli stessi adulti ad adottare alcune precauzioni.

La Polizia Postale ha stilato una lista di suggerimenti al fine di aiutare le famiglie nell’uso corretto e consapevole di internet, ecco un estratto (per ulteriori consigli consulta il Codice di autoregolamentazione “Internet e Minori”:

  1. controllate i più piccoli affiancandoli nella navigazione in modo da capire quali sono i loro interessi e date loro consigli sui siti da evitare e su quelli da visitare;
  2. insegnate ai bambini più piccoli l’importanza di non rivelare in rete la loro identità. Fategli capire che è importante per la loro sicurezza e per quella di tutta la famiglia non fornire dati personali;
  3. non lasciare troppe ore i bambini e i ragazzi da soli in rete. Stabilite anzi un tempo massimo in cui possono navigare su internet;
  4. dite ai bambini di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo e, allo stesso tempo, insegnategli a non usare a loro volta un linguaggio scurrile o inappropriato in rete (in tempi di hate speech questa può essere una piccola/grande rivoluzione);
  5. usate software “filtri” con un elenco predefinito di siti da evitare

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 18 settembre 2019

 

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