Tutto sul canone Rai

Canone-raiChe cosa cambia con il canone Rai  in bolletta? Di seguito tutte le nuove regole ed i suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori.

NOVITA’: è entrato finalmente in vigore il decreto 16 febbraio 2018 del ministero dell’Economia e delle finanze che ha innalzato la fascia di reddito di esenzione del canone RAI per gli over 75 da 6.713,98 euro a 8000 euro (reddito complessivo familiare).
Gli esentati, secondo le stime del Governo, passeranno così da 115.000 a 350.000.

Purtroppo il decreto (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2018)  prevede l’innalzamento della soglia di esenzione fino ad 8.000 euro SOLO “per l’anno 2018”,  ossia per il canone Rai del 2018 e NON anche per gli anni 2016 e 2017, come era invece previsto dalla Legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) che, all’art. 1 comma 160, prevedeva che le eventuali maggiori entrate per gli anni dal 2016 al 2018 fossero destinate all’ampliamento sino ad 8.000 euro della soglia reddituale prevista dall’art. 1, comma 132 della  legge  24  dicembre 2007, n. 244, ai fini dell’esenzione del pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore dei soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni.
Se, quindi, nel 2017, ossia con riferimento all’anno di imposta 2017, avevate un reddito familiare (proprio e del coniuge/soggetto unito civilmente) complessivamente non superiore a 8.000 euro, potete chiedere l’esenzione del canone Rai 2018, ossia per l’anno 2018.
Nessuna possibilità di rimborso, invece, come da noi richiesto, per chi, in precedenza, aveva una soglia di reddito superiore a 6.713,98 euro ma inferiore a 8.000 euro e che, quindi, è stato costretto a pagare il canone Rai del 2016 e del 2017 per colpa della ritardata emanazione di questo decreto attuativo.

Per l’anno 2017 e per gli anni precedenti, quindi, la soglia resta quella di 6.713,98 euro. Il reddito da considerare è sempre quello relativo all’anno precedente a quello per cui si chiede l’esenzione.
Se, ad esempio, la dichiarazione sostitutiva viene presentata per il canone dell’anno 2017, il reddito di riferimento che deve essere inferiore a 6.713,98 euro è quello relativo all’anno di imposta 2016.

Il nuovo modello per richiedere l’esenzione è reperibile sui siti www.agenziaentrate.gov.it e www.canone.rai.it.
Se, pur avendo diritto all’esenzione, il canone tv è già stato versato, è possibile richiedere il rimborso utilizzando l’apposito modulo. Con la stessa istanza può essere richiesta contestualmente anche l’esenzione dal canone.
L’istanza va presentata, insieme alla copia di un valido documento di riconoscimento, tramite raccomandata senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.
La dichiarazione sostitutiva e la richiesta di rimborso possono essere trasmesse anche tramite posta elettronica certificata, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it purché i documenti siano firmati digitalmente. Infine, tali richieste possono essere consegnate dall’interessato presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

ATTENZIONE! Entro il 31 gennaio di ogni anno ci sono due importanti scadenze per quanto riguarda il canone Rai. E’ il termine ultimo, infatti, sia per dichiarare di non avere la tv che per pagare il canone con modello F24.

In particolare:

A) DICHIARAZIONE DI NON POSSESSO DELLA TV. I titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che non hanno la tv devono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione dell’apparecchio televisivo entro il 31 gennaio di ogni anno, altrimenti saranno costretti a pagare come minimo il canone del primo semestre, pari a 45,94 euro (il canone annuale è passato nel 2017 da 100 a 90 euro).

Ricordiamo che, per il canone Rai, a partire dal 2017, ossia a regime, l’unica dichiarazione che va ripetuta è quella nella quale si dichiara di non detenere una tv, ossia il quadro A del modellino (“Dichiarazione sostitutiva di non detenzione” della televisione), cioè quando nessun componente della famiglia anagrafica ha una tv in alcuna casa. Questa dichiarazione, infatti, secondo la Legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) “ha validità per l’anno in cui è stata presentata”. Quindi va ripresentata ogni anno, per sempre. Non ha alcuna importanza, insomma, se avete già dichiarato di non avere una tv per il canone 2016 o negli anni successivi.

Il periodo di presentazione della dichiarazione, per essere esonerati dall’intero canone di un determinato anno, va dal 1° luglio dell’anno precedente al 31 gennaio dell’anno in cui dovreste pagare l’imposta.
Ad es., per essere esonerati dal canone Rai 2018, dovete presentare la dichiarazione dal 1° luglio 2017 al 31 gennaio 2018.

Se la dichiarazione non è stata inviata con un certo anticipo (20 dicembre per l’invio con plico raccomandato), le prime rate del canone, con tutta probabilità sia quella di gennaio che di febbraio, pari a 9 euro al mese, saranno nel frattempo addebitate dalla compagnia elettrica.

In tal caso, il consumatore ha una doppia possibilità:
1) effettuare il pagamento parziale della fattura, saldando la sola quota energia, secondo le modalità definite da ciascuna impresa elettrica, indicando nella causale di versamento l’imputazione del pagamento (leggete la Precisazione riportata in fondo alla pagina).
2) effettuare il pagamento integrale della bolletta e poi presentare domanda di rimborso.

Per quanto riguarda, invece, la dichiarazione di addebito su altra utenza (ossia il quadro B del modellino), ossia quando si deve indicare la presenza di un’altra utenza elettrica per l’addebito del canone, se nel 2016 ed in quelli successivi è andato tutto a buon fine e non sono nel frattempo intercorse modifiche, non dovrete ripresentarla.

B) PAGAMENTO CON MODELLO F24. In alcuni casi particolari è previsto il pagamento del canone con modello F24. Mentre nella fase transitoria, ossia nel 2016, questa modalità di versamento andava effettuata entro il 31 ottobre, a regime, ossia dal 2017 in poi, il pagamento va effettuato entro il 31 gennaio.

Di seguito i principali casi di chi deve versare entro il 31 gennaio con modello F24:

1) Quando nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al versamento del canone, è titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale.

Ad esempio:
a) Case multifamiliari dove c’è un solo contatore e abitano più famiglie (genitori e figli sposati oppure fratelli vari). In questo caso la famiglia titolare di contratto elettrico paga mediante bolletta, le altre famiglie versano il canone, se dovuto, mediante modello F24.
b) Inquilino, con luce intestata al proprietario. Gli inquilini che risiedono in una casa in affitto e l’utenza elettrica risulta ancora intestata al proprietario. Ricordiamo che gli inquilini devono pagare il canone anche se la tv è del proprietario dell’appartamento. Conta, infatti, la detenzione dell’apparecchio tv, non la proprietà.
c) Moglie che non ha la residenza anagrafica con il marito. In tal caso, essendo due distinte famiglie anagrafiche, il canone è dovuto sia dal marito che dalla moglie. Se, però, le utenze elettriche delle due case sono entrambe intestate al marito, o quella intestata alla moglie è utenza elettrica non residenziale, la moglie dovrà pagare con modello F24.
d) Bidelli che vivono nelle scuole, titolari dell’utenza elettrica.
e) Portieri che risiedono nella casa data a disposizione dal condominio, titolare dell’utenza elettrica.
f) Figli che abitano nella seconda casa dei genitori e hanno lì la residenza, ma la luce è intestata ad uno dei genitori. I figli, avendo la residenza anagrafica nella seconda casa dei genitori, costituiscono un’autonoma famiglia anagrafica e sono, quindi, tenuti al pagamento del canone. Ma essendo la luce intestata ai genitori, devono pagare con modello F24.

2) Chi abita nelle isole non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale, ossia: Ustica, Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filucudi, Capraia, Ventotene.

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n.53/E del 7 luglio 2016, ha istituito i codici con i quali i contribuenti, tramite il modello F24, dovranno pagare il canone Rai nei casi in cui non è stato possibile l’addebito sulla bolletta della luce.
I codici sono:
-TVRI per chi deve rinnovare l’abbonamento
-TVNA per i nuovi abbonamenti

 *   *   *

RIMBORSI: l’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento sui rimborsi (Provv. del 2-08-2016, Prot. n. 125604/2016), ossia le istruzioni per richiedere il rimborso del canone tv già pagato, ma non dovuto.
Si può chiedere in tutti i casi si pensi che il canone sia stato erroneamente addebitato, ossia quando:

1) si è in possesso dei requisiti di esenzione (over 75 con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro, per l’anno 2018 è stata innalzata a 8.000 euro) ed è stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva;
2) il richiedente è esentato per convenzioni internazionali (diplomatici e militari stranieri);
3) si è già versato il canone con modalità diverse dall’addebito in bolletta (ad esempio con addebito sulla pensione).
4) se è stato addebitato due volte, ossia anche sull’utenza elettrica intestata ad altro componente della famiglia anagrafica. In questo caso, la domanda vale anche come dichiarazione sostitutiva per richiedere il non addebito sulla propria utenza elettrica e comunicare il codice fiscale del familiare che già paga il canone mediante la sua fornitura elettrica. L’istanza di rimborso può essere presentata anche da un erede in relazione al canone tv addebitato sulla bolletta elettrica intestata ad un soggetto deceduto. Attenti a come compilate il campo “data fine”.

Una buona notizia. Abbiamo rivolto all’Agenzia delle entrate questo quesito: si può ugualmente presentare nel 2017 la domanda di rimborso per l’anno 2016, anche se lo scorso anno non si era presentata la dichiarazione? La risposta è stata SI. 
Chi, quindi, nel 2016 non aveva presentato la dichiarazione di addebito su altra utenza (il quadro B del modellino), ossia si era dimenticato di indicare la presenza di un’altra utenza elettrica per l’addebito del canone, e si era ritrovato, perciò, a pagare un secondo canone Rai, pur non potendo più presentare la dichiarazione, essendo scaduti i termini, può ancora presentare la domanda di rimborso, anche se non siamo più nel 2016. Gli effetti saranno analoghi. Va presentata la richiesta di rimborso con codice 4 e “data inizio” 1/1/2016 (non va, invece, compilato il campo “data fine”). In tal caso, la domanda di rimborso avrà gli stessi effetti della dichiarazione non fatta e si potrà ottenere la restituzione del secondo canone ingiustamente pagato nel 2016.

5) il richiedente ha presentato la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchi televisivi da parte propria e dei componenti della sua famiglia anagrafica.
6) altri motivi diversi dai precedenti.
I numeri dall’1) al 6) sopra riportati corrispondono ai codici che vanno inseriti nella richiesta di rimborso.

Come per la dichiarazione, anche la richiesta di rimborso può essere presentata in 4 modi:

1) Tramite l’applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it), utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel;

2) Tramite i Caf, ossia gli intermediari abilitati di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, appositamente delegati dal contribuente.

3) A mezzo del servizio postale mediante raccomandata al seguente indirizzo:

Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale 1 di Torino – Ufficio Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

La richiesta di rimborso si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale. In quest’ultima ipotesi il modello deve essere presentato unitamente alla copia di un valido documento di riconoscimento.

4) Tramite Pec, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it. In questo caso, se l’istanza è firmata digitalmente, non è necessario allegare copia del documento.

Il modulo da utilizzare per il rimborso va scaricato dal sito dell’Agenzia delle entrate

 *  *  *

PRECISAZIONE: L’Agenzia delle entrate, sul suo sito, nelle Faq, ha risposto alla seguente domanda:
Ritengo che l’addebito del canone nella fattura elettrica non sia corretto. Cosa devo fare?
Risposta dell’Agenzia: Se si ritiene che l’addebito del canone nella fattura elettrica non sia corretto è possibile il pagamento della sola quota energia: il pagamento parziale della fattura va effettuato secondo le modalità definite da ciascuna impresa elettrica per i pagamenti parziali, indicando nella causale di versamento l’imputazione del pagamento (in questo caso, quota energia elettrica). In mancanza di tale indicazione, la somma versata è comunque attribuita prioritariamente alla fornitura elettrica. L’Agenzia delle entrate effettuerà successivamente riscontri sulle singole posizioni. Se, invece, è stato già effettuato il pagamento della fattura, si potrà richiedere il rimborso del canone TV con le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 agosto 2016.

ATTENZIONE: L’art.  1 comma 157 della legge di stabilità effettivamente prevede, per la domiciliazione della bolletta della luce,  “la  facoltà  di revoca dell’autorizzazione nel suo complesso da parte dell’ utente” (ossia, per revocare la domiciliazione del canone, si deve revocare anche quella della luce).
Tuttavia, la soluzione di sospendere il pagamento del canone, ad avviso dell’UNC, è più rischiosa (per quanto più equa e giusta) rispetto a quella di pagare e poi presentare richiesta di rimborso secondo le modalità qui sopra definite, ossia quelle previste dal provv del 2-8-2016. L’Agenzia delle entrate, infatti, non ha ancora chiarito, ad esempio, che succede se poi ritiene che il contribuente abbia torto. Sarà considerato pagamento tardivo? Ci saranno da pagare sanzioni? Cosa deve fare il consumatore una volta sospeso il pagamento? Al momento non si sa.
La frase inserita nelle Faq del sito dell’Agenzia (“L’Agenzia delle entrate effettuerà successivamente riscontri sulle singole posizioni”) non chiarisce cosa succederà se, a seguito del riscontro, l’Agenzia darà poi torto al consumatore, ossia se riterrà che il pagamento fosse invece dovuto. Saranno applicate sanzioni? Quali?
Il decreto n. 94 del 13/5/2016 stabilisce:  “Nei  casi  in  cui  la  tardivita’ (ndr. del pagamento del canone) non  dipenda  da  cause imputabili all’utente non si procede all’applicazione di  sanzioni  e interessi a suo carico“. Non è ancora chiaro, però, quali sono le cause imputabili. Il rischio è che la sospensione del pagamento nella fattura per ragioni o autocertificazioni che poi si rivelano sbagliate o inesatte o non congrue con i dati in possesso dell’Agenzia, dia luogo all’applicazione di interessi e sanzioni.

Ricordiamo che per assistenza sul canone Rai è attivo il nostro sportello “Canone tv in bolletta. Assistenza ai consumatori”, nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 388/2000 art. 148 e realizzato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori insieme a Udicon. Per contattare i nostri esperti scrivi un’email all’indirizzo canonetv@consumatori.it

 

CHI – Chi deve presentare l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate?
Canone Rai: CHI deve presentare la dichiarazione

COME – Come si deve presentare l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate?
Canone Rai: COME presentare la dichiarazione

QUANDO – Quando si deve presentare l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate?
Canone Rai: QUANDO presentare l’autocertificazione

ESEMPI DI COMPILAZIONE – Riportiamo gli esempi pratici di come va compilata la dichiarazione sostitutiva relativa al canone (l’autocertificazione) chiariti dall’Agenzia delle entrate in Canone Rai: esempi di compilazione

DECRETO – Le novità previste dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico n. 94 del 13 maggio 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4-6-2016

 LE NOVITÀ – Le novità introdotte dalla Legge di stabilità 2016

ALTRE REGOLE – Per approfondire le vecchie regole e la definizione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione dei programmi televisivi

Autore: Mauro Antonelli
Data: 5 aprile 2018
Aggiornamenti: 9 aprile 2018

 

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Già Luca usai

Salve mi sono scordato di pagare il canone relativo all’anno 2018… Quanto è l’importo? C’è pure la Sanzione? Pago sanzione più canone in un unico f24? Grazie

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