Chiamate indesiderate, ok al prefisso unico e ora?

 

Novità sui call center: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha individuato il prefisso unico per i call center, ossia il prefisso che distinguerà le telefonate di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale dalle altre. Sarà lo 0844. Per le telefonate finalizzate, invece, ad attività statistiche sarà lo 0843.

In realtà la questione non è del tutto risolta, in quanto la legge n. 5 dell’11 gennaio 2018, entrata in vigore il 4 febbraio all’art. 2, prescrive che i call center debbano provvedere ad adeguare tutte le loro numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ma poi consente un’alternativa: “oppure presentano l’identità  della linea  a  cui  possono  essere  contattati“.“ Il timore più che fondato, insomma, è che l’alternativa, diventi la regola generale!

COSA PREVEDE LA LEGGE

Il 4 febbraio è entrata in vigore la norma sulle chiamate indesiderate, anche se gli effetti previsti dalla legge non si sono ancora concretizzati. Vediamo intanto che cosa prevede questo testo che, con tutti i suoi limiti, dovrebbe mettere comunque un freno al telemarketing aggressivo:

  • potenziamento del registro delle opposizioni grazie all’introduzione di numeri di telefonia mobile (in precedenza era possibile scrivere solo i numeri fissi) e anche quelli assenti dagli elenchi pubblici;
  • una volta iscritti al registro, tutti i consensi dati in precedenza (sia online che offline) sono cancellati;
  • gli operatori dei call center devono indicare all’utente come hanno ottenuto i suoi dati personali (da elenchi pubblici o dall’acquisto di banche dati).

Una primissima parte della normativa con l’identificazione dei prefissi da parte dell’Agcom, dunque, è stata realizzata, adesso non ci resta che aspettare che i call center si adeguino alle nuove numerazioni. Inoltre siamo sempre in attesa di avere il  nuovo registro delle opposizioni, così come previsto dalla legge.

IL NOSTRO COMMENTO 

Come più volte denunciato dall’Unione Nazionale Consumatori (anche nell’ambito della campagna #NONDISTURBARMI), non esistevano fino a questa legge delle regole efficaci per contrastare l’aggressività dei call center per evitare le chiamate indesiderate; anche se la lobby dei call center ha fatto di tutto per affossare il provvedimento, riuscendo ad ottenere, con il solito ricatto occupazionale, un peggioramento del testo, resta comunque un passo avanti rispetto al precedente regime: la riforma è importante per ridurre le telefonate moleste. Per un giudizio definitivo dovremmo verificare la sua concreta attuazione.

Per questo motivo, l’Unione Nazionale Consumatori continuerà a vigilare sulla situazione e a raccogliere le segnalazioni di quanti riscontrassero pratiche scorrette rispetto a quanto previsto dalla legge.

Autore: Simona Volpe
Data: 30 ottobre 2018

 

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Claudio

Ho provato a iscrivere il mio numero di cellulare al Registro delle Opposizioni, sul quale ricevo spesso telefonate da SKY senza MAI aver dato il mio consenso, e mi è stato risposto che tutt’ora sono in attesa del decreto attuativo per renderlo definitivo. Pertanto non essendoci una tempistica circa l’attuazione della legge, i cellulari restano ancora fuori.
Riporto con il “copia/incolla” la risposta ricevuta.
Cordiali saluti
Claudio Pagnani

Gentile utente,
Per quanto riguarda l’estensione del Registro Pubblico delle Opposizioni ai numeri riservati, prevista dalla Legge n. 5/2018, posso anticiparle solo che
attualmente è in corso l’iter di approvazione del Regolamento attuativo (ovvero l’aggiornamento del D.P.R. n. 178/2010), in cui saranno definite le modalità
tecniche di iscrizione degli abbonati al nuovo Registro e gli obblighi di consultazione degli operatori di telemarketing. Di conseguenza i cittadini potranno
esercitare il diritto di opposizione alle chiamate pubblicitarie indesiderate verso i cellulari e i numeri fissi non presenti negli elenchi telefonici
pubblici in seguito all’emanazione del Regolamento attuativo, che definirà anche i tempi di implementazione del nuovo servizio, che sono necessari per
il Gestore per realizzare tecnicamente ed operativamente il Registro esteso a tutte le numerazioni telefoniche.

La complessità tecnica della riforma ha portato il MiSE a istituire un tavolo tecnico inter-istituzionale, composto – oltre che dal Ministero – dall’Autorità
per la protezione dei dati personali, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dal gestore del Registro (Fondazione Ugo Bordoni), dall’ISTAT
e dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative. Il gruppo di lavoro ha affrontato nei mesi scorsi diverse criticità legate ad alcuni passaggi
contenuti nella Legge n. 5/2018 che fornivano delle interpretazioni non univoche, riuscendo a fornire un importante contributo per la finalizzazione della
riforma del telemarketing in Italia.

La Legge n. 5/2018 estende il diritto di opposizione a tutte le numerazioni fisse e cellulari. Una volta che il Registro Pubblico delle Opposizioni esteso
sarà realizzato i cittadini attraverso l’iscrizione potranno revocare i consensi al trattamento dei dati personali forniti per finalità commerciali e ricerche
di mercato. La platea di aventi diritto passerà dagli attuali 13 milioni di numeri presenti negli elenchi telefonici pubblici alle circa 120 milioni di
numerazioni attive in Italia.

Ad ogni modo, ad oggi non siamo in grado di fornire una stima dei tempi dell’iter di approvazione del provvedimento.

Cordiali saluti

Gestore del registro pubblico delle opposizioni “abbonati.rpo@fub.it

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Nick

Adesso i veri molestatori si chiamano “BFI società intermediaria” o qualsivoglia telemarketer che propone forme di guadagno attraverso il trading online. Inutile sottolineare che le società di questi banditi hanno sede legale a Cipro o in luoghi estranei alla giurisdizione italiana, così come è inutile sottolineare che chiamano attraverso numerazioni voip che cambiano continuamente e rendono quasi impossibile l’identificazione del call center e della sede di partenza delle chiamate.
In barba alla nostra legge sulla privacy e sulle chiamate indesiderate.

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Caterina

Non è cambiato assolutamente nulla e nessun operatore si sottomette alla nuova legge. Io vengo molestata almeno 4 volte al giorno da telefonate indesiderate! È un inferno!

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CIRO CHIAIESE

Si continua a perpetrare questa presa in giro di aver fatto qualcosa contro i molestatori telefonici (che principalmente portano un nome ben preciso, almeno è quello sotto cui si presentano la maggior parte dei molestatori: TELECOM). Io sono iscritto al registro delle pubbliche opposizioni dal 2013 e, in questi cinque anni, ho continuato a ricevere sistematicamente molestie quasi esclusivamente da Telecom. Ciò dimostra che questo registro è l’ennesima farsa che serve per fingere di far qualcosa contro queste lobby. Nel registro risulta scritto ben chiaro di cosa bisogna assicurarsi se si continuano a ricevere telefonate di telemarketing e la terza eventualità recita questo:
assicurarsi che “non sia stato dato il consenso al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing a soggetti terzi che effettuano chiamate pubblicitarie da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici. Tale consenso potrebbe essere stato raccolto, per esempio, durante la stipula di contratti con le aziende dalle quali sono stati acquistati prodotti o servizi oppure durante la sottoscrizione di tessere di fidelizzazione cliente, raccolta punti, eccetera.”
Questa cosa è praticamente impossibile da effettuare perché oggi ci sono un’infinità di situazioni che possono averti portato a dare un consenso a terzi di cui l’utente non può aver traccia. Non capisco (in senso provocatorio) perché non si possa semplicemente includere che l’iscrizione al registro annulla TUTTI i consensi diretti ed indiretti dati precedentemente a fini commerciali!
Se le vere battaglie si vogliono fare gli obiettivi da perseguire sono spesso semplici e chiari e basta rendere trasparente da quali parti governative sono ostacolati o rigettati!

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Paolo

Credo che l’unica risposta sia solo una: denaro!
Le nostre proteste hanno valore pari a zero e qualsiasi atto che si possa fare trova un muro di gomma.

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Daniela

Mi sembra di elementare Buon senso ridurre la legge ad un solo articolo: se non do specifica richiesta scritta è ILLEGALE CONTATTARMI. Anzi devo essere io a cercare e chiamare un’Azienda di qualunque tipo e CHIEDERE IL PRODOTTO O SERVIZIO CHE MI SERVE. I livalli occupazionali,tra l’altro con compensi da fame, potrebbero tenerli per rispondere anziché chiamare o chiamare solo utenti che lo hanno esplicitamente consentito. MA siccome le Lobby esistono perché hanno complici, il buon senso non può essere attuato e si continua facendo finta di provvedere in realtà si complicano diritti

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