Copyright, rinviata la riforma

pocheparole

 

La Plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha votato il rinvio della riforma del copyright, una normativa atta a disciplinare l’esistenza delle testate giornalistiche sul web e a regolamentarne i rapporti economici con aggregatori di notizie, motori di ricerca e social network. Adesso, la speranza è che si riesca a trovare una strada  equilibrata per coniugare la tutela del diritto d’autore e l’informazione di qualità con la facilità di accesso alle news, salvaguardando la libertà della rete ed il diritto dei consumatori ad un’informazione libera ed accessibile.

Noi dell’Unione Nazionale Consumatori abbiamo espresso vari dubbi sulla riforma in questione, scrivendo anche ai parlamentari europei, denunciando che la direttiva avrebbe finito per limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online: le preoccupazioni maggiori riguardano nello specifico gli articoli 11 e 13 , i quali rischiano di comportare la chiusura degli aggregatori (come già avvenuto in Spagna con Google News, ma anche con realtà come Planeta Ludico, NiagaRank, InfoAliment, e Multifriki), andando paradossalmente a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, nonché (con l’articolo 13) di obbligare le piattaforme di condivisione online di filtri preventivi, trasformandole in censori. Si genererebbe, in definitiva, un forte impatto in negativo sulla libera circolazione di notizie e il loro accesso per i consumatori, nonché una pericolosa limitazione ai diritti fondamentali di quest’ultimi, in primis il diritto di espressione e l’accesso all’informazione

Nonostante l’importanza della questione, la maggiori parte dei consumatori non ha idea della battaglia che si sta tenendo a Bruxelles, da quanto emerge dall’indagine realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori nell’ambito della campagna “Poche parole”:  l’86% dei consumatori digitali non ha mai sentito parlare della Direttiva o comunque non ne conosce neanche vagamente i contenuti.

Interrogati nel merito, 85 su 100 hanno sostenuto di non essere d’accordo con il sistema di controllo automatico dei contenuti caricati su piattaforme accessibili al pubblico, così come previsto dall’articolo 13. L’articolo 11 non incontra invece il favore di una percentuale oscillante tra il 54 ed il 57% di essi.

Le ragioni di questi dati sono immediatamente comprensibili: il 93% dei consumatori italiani ritiene internet un canale fondamentale di informazione e un italiano su due (il 49%) lo riconosce come il proprio strumento di informazione principale. Un dato, questo, che da solo dovrebbe bastare a confermare l’importanza che la Rete continui a fungere da canale di informazione libero e accessibile come lo è adesso ma che diventa ancora più evidente nell’esame delle modalità di fruizione del web come strumento informativo. Interrogati a riguardo, infatti, il 76% dei consumatori ha dichiarato di accedere alle notizie in maniera intermediata (attraverso aggregatori, social, motori di ricerca): questo dato interessa soprattutto giovani e giovanissimi, che si informano sui social network nel 52% dei casi. A condividere le notizie sono però le fasce più mature della società (lo fa il 54% dei consumatori): conferma, questa, di un modello di trasmissione che vede i più anziani utilizzare il web per includere i ragazzi all’interno di quel circuito informativo dal quale, altrimenti, rischierebbero di essere tagliati fuori. SCARICA IL REPORT COMPLETO

L’affezione dei consumatori al web come fonte di informazione è confermato anche dalla video inchiesta che abbiamo realizzato per indagare sulle abitudini di reperimento e condivisione delle informazioni dei consumatori ai quali abbiamo anche chiesto di fare un appello ai deputati europei. GUARDA IL VIDEO DELL’APPELLO

GUARDA LA VIDEO INCHIESTA

Alla luce di questi dati, emerge chiaramente l’importanza del web come strumento di informazione, unitamente alla necessità degli utenti di poter accedere alle notizie in forma intermediata e di poterle condividere per restare aggiornati.

Continua a seguirci per essere sempre aggiornato in materia di copyright sul sito pocheparole.consumatori.it e sui social attraverso gli hashtag #saveyourinternet #fixcopyright.

Autore: Simona Volpe
Data: 6 luglio 2018

 

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Calogero

La gente non sa perché non se ne parla. Oggi è il 22/06, giorno successivo a quello della votazione: qualcuno conosce l’esito? Mi piacerebbe sapere com’é andata a finire, purtroppo le ricerche che ho effettuato non hanno fornito alcun riscontro.

Sandro Frabetti

Sono completamente d’accordo per la più ampia libertà d’informazione, ma a mio parere e so che è il parere di tanti altri, vorremmo tutti una normativa seria contro le ” fake news”.Occorre perciò tutelare la veridicità di quanto gira in rete e sopratutto la lotta a coloro che o per motivi commerciali, politici o altro, spacciano notizie false per vere.

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