L’esperto risponde su… fibra ottica

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Ho cambiato operatore telefonico per avere la fibra a casa sperando in una connessione migliore ma il risultato è stato peggiore del previsto! Mi sono lamentato più volte con il call center e sulle pagine social degli operatori ma nulla… adesso voglio recedere e chiedere il rimborso,  è possibile?

Ormai la parola fibra è diventata una sorta di tormentone in tutti gli spot della telefonia che promettono connessioni velocissime senza dare però le corrette informazioni al consumatore: nella maggior parte dei casi, infatti il collegamento con la fibra arriva solo alla cabina stradale o al distributore del quartiere quindi a una distanza di almeno 200 metri dall’abitazione da servire. Il fatto che l’ultimo tratto, dalla cabina all’abitazione, avvenga attraverso il normale doppino di rame finisce per abbassare moltissimo la velocità di trasmissione effettiva. Per questo nel mese di marzo l’Autorità Antitrust ha sanzionato per pubblicità ingannevole gli operatori scorretti che usavano impropriamente il termine “fibra”; senza contare che nel Dl Fisco (decreto legge n. 148/2017, convertito dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172), si è previsto che costituisce pratica commerciale scorretta ogni comunicazione al pubblico di servizi che non rispettino le caratteristiche tecniche definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), tra le quali proprio il necessario collegamento in fibra fino all’unità immobiliare del cliente.

Nel caso del consumatore che ci scrive, è bene prima di tutto verificare l’effettiva velocità della propria connessione attraverso alcune app disponibili gratuitamente sui nostri smartphone, ma soprattutto con il “Misura internet” presente sul sito dell’Agcom con il quale si ottiene un certificato che ha valore legale e può essere usato per reclamare contro il mancato rispetto delle condizioni stabilite nel contratto. Nel momento in cui si ha la prova che la velocità di connessione è minore rispetto a quanto previsto dal contratto, si puó presentare un reclamo scritto nel quale descrivere il problema ed elencare le varie segnalazioni fatte, allegando il risultato del test eseguito.  Trascorsi 40 giorni senza che l’azienda risponda (o se risponde in modo non soddisfacente) allora il passo successivo, sarà di avviare una procedura di conciliazione davanti al Corecom. Naturalmente i nostri esperti sono a disposizione per prestare assistenza attraverso lo sportello Telefonia sulla nostra home page. Insomma, il cliente ha tutto il diritto di recedere dal contratto e di chiedere anche lo storno delle fatture pagate, in quanto ha corrisposto somme per un servizio di cui non ha goduto appieno. E in questo caso, naturalmente, non vanno addebitate penali al consumatore, anzi è possibile ottenere un indennizzo per il disagio subito.

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Autore: Massimiliano Dona
Data: 3 aprile 2018

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