Le novità sulla telefonia: dal credito residuo alla fatturazione a 28 giorni

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tariffa 28 giorniSempre più frequentemente i consumatori ci chiedono se il gestore telefonico può modificare le condizioni economiche di una offerta già sottoscritta. Ció è certamente dovuto alla crescente frequenza con la quale le imprese di telefonia, dopo aver promesso “mari e monti” negli spot (minuti di conversazione in quantità, giga a profusione e altri vantaggi), decidono di tornare sui propri passi, magari aggiustando al rialzo le condizioni economiche a carico dell’utente.

Per rispondere alla domanda sulla modifica delle condizioni, va detto che -purtroppo- queste sono consentite dalla legge. Al consumatore resta una piccola garanzia: questi deve essere correttamente informato dall’operatore, con un preavviso di almeno 30 giorni utili all’utente consumatore a recedere dal contratto senza alcuna spesa. Notiamo però che, se la compagnia aveva pubblicizzato l’offerta come illimitata nel tempo (“per sempre“), allora si tratta di una pratica commerciale scorretta, sanzionabile dall’Antitrust.

Altro tema di grande attualità nel mondo dei servizi telefonici è la fatturazione a 28 giorni che ha fatto imbestialire i clienti della telefonia mobile. Su questo l’Autorità per le comunicazioni (Agcom) ha recentemente ridefinito le regole dei contratti di telefonia fissa stabilendo che la fatturazione debba essere il mese, mentre per la telefonia mobile la cadenza della fatturazione non può essere inferiore a 28 giorni. Insomma, una (deludente) presa d’atto di quanto deciso dalle società telefoniche che, almeno, speriamo serva a evitare “scherzi” in futuro…

L’Autorità ha altresì stabilito alcune regole per il credito residuo: gli utenti devono conoscere gratuitamente il proprio credito tramite una pagina ad accesso riservato consultabile nel sito web dell’operatore (o tramite applicazioni dedicate) e attraverso un messaggio informativo inviato dal numero telefonico di assistenza clienti o via sms gratuito. Gli operatori avranno 90 giorni (dal 24 marzo) per adeguarsi alle nuove regole.

Noi abbiamo apprezzato che le regole fossero messe nero su bianco dall’Authority, anche se avremmo preferito vincoli ancora più stringenti, ad esempio, sul credito residuo, le compagnie dovrebbero mettere a disposizioni degli utenti tutte le opzioni elencate, dall’sms alle app, così da dare un’ampia gamma di scelta ai clienti. 

Infine, una precisazione, visto che si parla di uno slittamento del roaming che doveva partire da giugno 2017… la fine delle tariffe di roaming è fissata da un regolamento dell’Unione europea, per il 15 giugno. Poi sono apparse le linee guida dell’Autorità Berec (l’organo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche) che sembravano concedere una possibile deroga di 12 mesi. In realtà, la Commissione europea ha chiarito che le linee guida si limitano a fornire indicazioni operative, non vincolanti, su come le Autorità nazionali potranno applicare le nuove norme.

Inoltre la deroga era già prevista dal regolamento, ma è molto improbabile che veda la luce: la compagnia telefonica, infatti, deve dimostrare che le sue perdite ammontano ad almeno il 3% delle entrate e che non può compensarle in nessun modo. In Italia, a decidere su queste deroghe, sarà l’Agcom. Vedremo che succederà….

Autore: Massimiliano Dona
Data
: 18 aprile 2017

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