Tasse sul trasporto aereo

biglietto aereo

Il costo di un biglietto aereo può variare, e molto, a seconda dell’ora in cui viene acquistato, del paese da cui lo compriamo e di una serie di altri fattori. Ci sono però costi che restano invariati e che pesano in maniera significativa sulla nostra spesa: le tasse sul trasporto aereo.

Quali sono e quanto ci costano ?

Le compagnie aeree, attraverso una serie di algoritmi, analizzano i flussi di dati, e propongono ai consumatori prezzi diversi per lo stesso volo.

Da sempre, la nostra associazione porta avanti una battaglia per garantire la maggiore trasparenza rispetto ai prezzi dei biglietti aerei.
Nel momento in cui si acquisita un biglietto, però, una costante, non marginale, sono le tasse che il consumatore paga per i vari servizi di cui usufruisce e non solo.

 

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Ecco quali sono le tasse, che ogni consumatore, acquistando un titolo di viaggio, deve pagare:

  • YQ (Carrier-imposed surcharge): tasse per i costi di sicurezza, assicurazione e l’addizionale del Fuel Sarchage (posta a tutela delle compagnie aere nel caso in cui si verifichi un improvviso aumento del costo del carburante);
  • IT (Italy Embarkation Tax): è la tassa che la compagnia aerea gira ai gestori dei servizi aeroportuali che si occupano, ad esempio, della gestione del check-in o dell’imbarco bagagli. Tale tassa può variare, a seconda dell’aeroporto dai 2,46 € fino agli 8,15;
  • VT (Italy Security Charge): somma che viene versata per la sicurezza del passeggero e del suo baglio a mano, va a finanziare i cosiddetti controlli di sicurezza cui siamo sottoposti prima di salire a bordo, tale tassa ammonta a 1,81€;
  • EX: è invece la somma che versiamo per sottoporre i bagagli da stiva ai raggi X, il costo di questo servizio varia da un minimo di 1,10 a un massimo di 3,77€;
  • MJ (Italy Passenger Service Charge Departure): imposta per l’assistenza ai passeggeri disabili o a mobilità ridotta che ammonta a 0,92€;
  • FN (Italy Value Added Tax On IT EX VT HB Domestic): rappresenta invece l’IVA sui diritti aeroportuali che in Italia è pari al 10%;
  • YR (Carrier-imposed surcharge): commissione per il servizio di vendita del biglietto che varia a seconda del canale utilizzato (sito web, biglietteria fisica o agenzia di viaggi);
  • HB (Italy Council City Tax): addizionale del Ministero del lavoro, della salute, delle politiche sociali e del ministero dell’interno;
  • XT: qualora lo spazio dove sono indicate le tasse che paghiamo sul nostro biglietto aereo fosse finito, con questa dicitura vengono indicate le altre imposte.

Alcune informazioni utili

Sul biglietto che acquistiamo per un volo nazionale, quindi, la tariffa aerea vale solo un settimo del costo totale del biglietto.

La situazione è pressoché simile anche sull’acquisto di un volo internazionale e varia a seconda dello scalo in cui atterriamo, in caso invece, di un volo intercontinentale direzione Stati Uniti, alle tasse sopracitate occorre aggiungere le imposte del governo USA.

E’ importante sapere, inoltre, che nell’eventualità in cui non salissimo a bordo, i diritti aeroportuali, oltre all’addizionale comunale e ministeriale (HB, EX, VT, IT, FN) che paghiamo al momento dell’acquisto del nostro biglietto aereo, ci devono essere rimborsate, anche nel caso in cui, le condizioni di volo che abbiamo sottoscritto con la compagnia, non comportino la restituzione della tariffa per la tratta.

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Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 14 ottobre 2019

 

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Iacopo

Mi interessano molto le dinamiche legate all’acquisto di un contratto aereo, chiamato per brevità biglietto. Debbo ribadire, haimè, che le spese che Voi specificate non appaiono MAI sui biglietti aerei, e meno che mai sui biglietti che solitamente, e sempre più spesso, si fanno sulle agenzie nel web. Va anche detto che, da una decina di anni, una certa trasparenza ha diradato alcune nebbie, fornendo all’utente una serie di dati tecnici obbligatori: tipo di velivolo, classe di appartenenza, nome dello scalo, pasti… anche se in alcuni casi di voli intercontinentali quesi ultimi non vengono indicati, oppure, come in un mio caso, il passaggio da economy a business su Air Europe, non mi ha permesso di usufruire dei pasti a bordo. (?) A domanda mi son sentito rispondere che “la politica della nostra compagnia non lo consente”, come se avessi chiesto io di passare alla business. In altri casi non si specificano in maniera corretta le politiche sui bagagli. Le app spesso non lo riportano e si fa una gran fatica ad esercitare i propri diritti. Troppa tecnologia e poca trasparenza secondo me.


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