Trolley sull’aereo: per Antitrust è un diritto dei consumatori

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È scontro tra Antitrust, Ryanair e Wizz Air. Il 7 novembre l’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha avviato dei procedimenti di inottemperanza a carico delle due compagnie aree low coast in quanto non hanno rispettato i provvedimenti cautelari emessi nei loro confronti lo scorso 31 ottobre. Se Ryanair e Wizz Air decideranno di non cambiare le proprie regole potrebbero andare incontro a una sanzione che va da 10.000 euro a 5 milioni di euro. Ma andiamo per ordine ricostruendo quanto successo negli ultimi giorni.  

Cosa prevede la nuova policy di Ryan Air e Wizz Air

La nuova policy sui bagagli a mano introdotta a partire dall’1 novembre da Ryanair e Wizz Air prevede il trasporto gratuito di una sola borsa piccola o di uno zainetto di piccole dimensioni da collocare nello spazio sotto ai sedili. Per il trasporto di un secondo bagaglio a mano (dunque di un trolley che invece le altre compagnie consentono di norma di imbarcare gratuitamente), invece, si dovrà pagare un supplemento di prezzo che varia tra gli 8 e i 10 euro. Ryanair ha motivato queste regole più stringenti dichiarando che avrebbero reso l’imbarco di passeggeri e bagagli più rapido e diminuito così i ritardi dei loro voli. La compagnia ha inoltre stimato che il 60% dei suoi passeggeri non sarebbe stato interessato da queste modifiche.

Il perché del blocco imposto da Antitrust

Le nuove regole introdotte da Ryanair e Wizz Air sono state bocciate da Antitrust, che lo scorso 31 ottobre ha emesso dei provvedimenti cautelari nei confronti delle due compagnie. Un’azione forte, motivata fondamentalmente da quattro ragioni:  

1) Antitrust considera irregolare l’imposizione ai clienti di una spesa extra per il trasporto di un bagaglio a mano in quanto esso rappresenta “un onere non eventuale e prevedibile per il consumatore che dovrebbe essere ricompreso nella tariffa standard”.

2) Secondo l’Autorità scorporare il costo per imbarcare un trolley dal biglietto standard “fornisce una falsa rappresentazione del reale prezzo del biglietto e vizia il confronto con le tariffe delle altre compagnie, inducendo in errore il consumatore”.

3) Antitrust contesta inoltre a Ryanair di aver “ridotto di oltre il 60% lo spazio disponibile per il trasporto del bagaglio a mano”, visto che la dimensione massima consentita per l’imbarco gratuito passa da 55cm x 40cm x 20cm a 40cm x 20cm x 25cm.

4) Infine, secondo Antitrust non è vero – come sostiene invece Ryanair – che queste restrizioni imposte ai clienti si inseriscano nel trend commerciale seguito da altre compagnie. “Da un esame comparativo – replica in proposito l’Autorità – emerge che le altre compagnie consentono di trasportare un bagaglio ben più grande della borsa piccola”.

Definita l’irregolarità delle nuove policy introdotte da Ryanair e Wizz Air, l’Antitrust ha chiesto alle due aziende di ritirare con effetto immediato la richiesta ai consumatori di un supplemento di prezzo rispetto alla tariffa standard per il trasporto del trolley e di mettere gratuitamente a loro disposizione uno spazio a bordo dell’aereo dove depositare il bagaglio, vale a dire all’interno delle cappelliere. Per adeguarsi al richiamo, che ha validità esclusivamente nel territorio italiano, alle due compagnie sono stati dati 5 giorni di tempo.

Gli ultimi sviluppi

Sei giorni dopo lo stop dell’Autorità, le due aziende hanno continuato a vendere i biglietti chiedendo ai clienti un extra per imbarcare un bagaglio oltre a una borsa o uno zainetto di piccole dimensioni. Per questo motivo il 7 novembre Antitrust ha deliberato l’avvio di due procedimenti di inottemperanza nei confronti delle due compagnie. Un mancato rispetto delle direttive dimostrato, si legge in un comunicato stampa diffuso dall’Autorità, “dalle rilevazioni effettuate sui siti delle due compagnie, dalle relazioni da esse depositate e dalle segnalazioni pervenute da parte dei consumatori”. Lo scontro potrebbe andare avanti a lungo, considerato che le due aziende già nei giorni scorsi avevano annunciato che avrebbero fatto ricorso al Tar del Lazio. I disagi per i consumatori potrebbero però essere immediati. Questo iter legale, infatti, potrebbe portare all’interruzione dei voli fino a un mese.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 13 novembre 2018

 

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carbas

questo è quello che succede dare dei contributi ad aziende straniere o Italiane che si pappano il malloppo ma non rispettano quanto a loro viene intimato, per loro conta solo il max profitto a discapito dei dipendenti vedi i continui scioperi e dei passeggeri che vengono spennati a loro piacere.

Giuseppe Tordonato

Esempio di come Ryanair rispetta la puntualità, con le nuove norme sui bagagli. Orario di partenza previsto, da Catania a Siviglia ore 19,20 arrivo ore 22,20. Imbarco ultimato alle 19,40, partenza alle ore 20,00, arrivo ore 23,00. In ritardo è arrivato l’aereo, in ritardo è partito, in ritardo è arrivato, non guadagnando nulla, sulla tratta. A questo punto, cosa c’entra la velocizzazione nell’imbarco? Questi, cercano solo di incrementare gli incassi, non toccando, ad arte, le tariffe e spaccando il resto, con una efficienza maggiore, smentita, fra l’altro dai fatti!

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