Il vademecum per il bon ton in spiaggia

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Che bello! Finalmente possiamo starcene spaparacchiati su una sdraio a prendere il sole, con il solo rumore delle onde che si infrangono sugli scogli. Che pace! Che tranquillità! Ma è così? Oppure dobbiamo sorbirci i vicini di ombrellone che sbraitano, urlano per ore al cellulare ed invadono il nostro spazio vitale? Come si comportano gli italiani in spiaggia? Forse è il caso di fare un breve ripassino sulle regole di buona educazione per chi va al mare. Per questo abbiamo deciso di fare un vademecum del bon ton da spiaggia, che può essere riassunto in un semplice slogan: non dovete arrecare disturbo agli altri. Insomma, non siete i padroni della spiaggia e non potete comportarvi come se gli altri non esistessero!

Di seguito i consigli più utili per evitare di essere considerati dei maleducati:

  • Telefonino. No al cellulare che squilla di continuo. Escludete la suoneria, non siete più in ufficio: non dovete rispondere più velocemente della luce al vostro capo. Non c’è bisogno di urlare, poi, per farsi sentire: le interurbane rispetto al secolo scorso hanno fatto qualche piccolo progresso. Insomma, non gridate, al vicino di ombrellone, che magari sta cercando di fare un meritato riposino, non interessano i fatti vostri. Inoltre, almeno in vacanza, dovreste piantarla di mandare sms (togliete anche i toni della tastiera) e parlare al telefono 24 ore su 24, altrimenti tanto valeva starsene a casa. Al mare potete parlare con persone in carne ed ossa e fare migliaia di cose più divertenti e originali. Godetevi le vacanze.
  • Rumori molesti. Oltre al telefonino, ci sono altri rumori molesti. Urlare al figlio distante 10 km di uscire dall’acqua, non è opportuno. Invece di rimproverarlo a distanza, gridando “Vieni qui!”, “Allora! Mi devo alzare!”, forse è meglio se vi alzate ed andate direttamente a parlargli, almeno non disturberete l’intera popolazione. Le discussioni con figli e coniuge andrebbero fatte in famiglia. Con i vicini di ombrellone fate pure conversazione, a bassa voce, ma non esagerate. Le chiacchiere si fanno in due, non sono un monologo. Volete ascoltare la radio? Fatelo con la cuffia.
  • Spazio vitale. No alle invasioni dello spazio altrui. Non potete allestire un accampamento. Non invadete l’ombrellone del vicino impadronendovi del suo posto, non occupate i corridoi tra le fila d’ombrelloni con la sdraio o i sandali. Ricordate che va consentito il libero accesso e transito per il raggiungimento della battigia. Chi deve arrivare al mare non deve fare un percorso ad ostacoli per evitare le vostre suppellettili.
  • Schizzi e spruzzi. Mentre da ore stanno cercando di adattarsi gradatamente alla temperatura dell’acqua gelata, non apprezzano che arriviate come un treno, tuffandovi vicino a loro e schizzandoli tutti.
  • Giochi. La spiaggia non è un campo di calcio. Insomma, si può anche giocare, ma con moderazione, limitando lo spazio occupato e nel rispetto degli altri. I vicini non sono contenti di prendersi le vostre pallonate, vagonate di sabbia, o di sentire i vostri schiamazzi per un rigore non assegnato. Non potete organizzare i campionati del mondo di calcio. Stesso discorso per gli altri giochi, dal beach volley al frisbee. Non potete invadere la battigia giocando a racchettoni, impedendo agli altri di passare. Va bene fare il classico castello, ma c’è un limite a tutto. Se il bambino vuol fare la pista per le biglie non può occupare mezza spiaggia costringendo gli altri bagnanti a salti mortali per non rovinare la pista. Si alle gallerie, ma no a buche pericolose.
  • Spiagge eco-friendly. Sono sempre di più le spiagge che hanno detto no alla plastica e alle sigarette. In ogni caso, ricordate che spiagge e mare non sono pattumiere. Via la plastica, dalle cannucce ai bicchieri, no alle cicche di sigarette o alla carta del gelato sulla sabbia o peggio ancora in mare. I resti del pranzo non sono graditi tra le dune e non sono cibo per i pesci. Cercate gli appositi cestini e se non ci sono protestate con il titolare dello stabilimento o, per le spiagge libere, con il Comune (ma nel frattempo mettete i rifiuti in un sacchettino e portateli via). Anche laddove è permesso legalmente fumare, sarebbe educato chiedere ai vostri vicini se fumano e se date fastidio.
  • Doccia. Non usate la doccia in spiaggia come se fosse quella di casa vostra, creando code chilometriche. La doccia al mare dovrebbe servire a sciacquarsi e a rinfrescarsi, non a lavarsi. No, quindi, a bagno schiuma e shampoo.
  • Sport acquatici. Non siate spericolati e rispettate le regole di sicurezza in materia.
  • Ambulanti. La merce che vendono non si può dire di qualità, spesso è contraffatta e si sa che sono venditori abusivi. Ma al di là degli “sconsigli” per gli acquisti, se sono insistenti meglio dire un fermo e gentile “No grazie”, piuttosto che inscenare una discussione. Non contestate il prezzo aprendo un’asta al ribasso che dura ore, per poi magari non acquistare nulla.
  • A tavola. Sarebbero da evitare i banchetti anni ’50 con lasagne sulla spiaggia come se fossimo al ristorante.
  • Cane. Laddove è permesso portarlo in spiaggia, ricordatevi di tenerlo sempre vicino a voi, al guinzaglio. Non lasciate che seppellisca zoccoli, lecchi chiunque si avvicini o sollevi valanghe di sabbia. Raccogliete con sacchetto e paletta le deiezioni e prestate particolare cautela in presenza di bambini o di altri cani.
  • Sabbia. Anche laddove non è esplicitamente vietato, non asportate sabbia dal litorale come se fosse un souvenir da riportare a casa. Quando ripiegate il vostro asciugamano, prima di scuoterlo per far cadere la sabbia, allontanatevi dagli altri e verificate la direzione del vento. Inoltre non c’è bisogno di alzare le braccia al cielo per farlo.
  • Privacy. Se proprio non potete fare a meno di postare i vostri selfie sui social, ricordate che non è detto che i vostri vicini di ombrellone vogliano essere inquadrati sullo sfondo e apparire on line sul vostro account, facendo sapere dove e con chi sono in vacanza. Ricordate che postando che siete in vacanza renderete felici i ladri, ben lieti di sapere che la vostra casa è vuota e disponibile. Evitate, quindi, di far sapere sui social informazioni troppo personali, come l’indirizzo o la foto di dove abitate.
  • Non usate la roba d’altri. Arrivate tardi in spiaggia e trovate la vostra sdraio occupata? Non è il massimo…
  • Cartelli esposti. Leggete le avvertenze ed i cartelli esposti. Rispettate i divieti. Violare le ordinanze dei Comuni può costare molto caro. Inoltre, i divieti di balneazione sono posti a tutela dei bagnanti. Sulla cartellonistica si trovano informazioni utili ed importanti.

Buone vacanze a tutti.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 6 agosto 2019

 

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Hendryu

Secondo me il come comportarsi bene in spiaggia equivale alla normale vita quotidiana sia che si stia al mare in condominio o al super mercato, essere persone civili senza aspettare che ci venga imposto di esserlo

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jogger

avete dimenticato il fumare! intollerabile stare ore a poca distanza da fumatori accaniti! si va al mare anche per respirare meglio non per intossicarsi!

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