#NonSiVedeLaRAI: un diritto negato?

Ogni anno in questo periodo gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori sono presi d’assalto dalle richieste d’aiuto dei consumatori che non riescono a vedere i canali Rai. Non si tratta di una coincidenza stagionale, ma semplicemente il disservizio è più comune nelle località di villeggiatura (mare  e montagna) dove, a quanto pare, il segnale è più debole se non addirittura assente.

A questi naturalmente si aggiungono tutti coloro che con questo problema convivono tutto l’anno… e non sono pochi considerando le lamentele ai nostri sportelli e il proliferare di gruppi Facebook e Twitter sul tema.

Per fornire risposte a questi consumatori nasce la campagna #NonSiVedeLaRAI con la quale Unc chiede all’azienda di adottare le misure idonee per consentire la visione di tutti i suoi canali, ma anche alle autorità competenti di vigilare affinché il servizio sia garantito al 100 per cento della popolazione.

Aderisci alla campagna #NonSiVedeLaRAI

Questo tipo di disservizio oltre a causare la rabbia dei consumatori (che ricordiamo pagano il canone TV per usufruire del servizio pubblico) contravviene al contratto nazionale di servizio stipulato tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Rai-Radiotelevisione Italiana s.p.a. L’articolo 1, infatti, ribadisce che l’offerta televisiva va diffusa “attraverso le diverse piattaforme in tutte le modalità”, impiegando la “capacità trasmissiva necessaria”.

L’articolo 2 prevede, inoltre, che la Rai debba assicurare di rendere disponibile e comprensibile una pluralità di contenuti “su differenti piattaforme”, quindi non solo sul satellite. Così, nonostante l’impegno di “avere cura di raggiungere le diverse componenti della società”, che spesso risiedono in zone montane o disagiate è spesso disatteso.

Per questo abbiamo inviato questa diffida alla Rai (e al Ministero dello sviluppo Economico e AGCOM) per chiedere soluzioni rapide che garantiscano all’utenza di godere del servizio pubblico: si pensi che la Rai deve garantire notiziari regionali con programmazione quotidiana (art. 3, comma 2, lettera a), ma chi è costretto a vedere la Rai solo via satellite, non può vedere i Tg3 Regione del proprio territorio, con l’unica eccezione del Friuli Venezia Giulia.

Insomma, sembra difficile rispettare l’impegno di diversificare l’offerta, dai programmi di servizio a quelli culturali, da quelli sportivi a quelli per minori, se mancano all’appello alcuni reti: si pensi che, secondo il contratto, la Rai dovrebbe dedicare appositi programmi all’infanzia e all’adolescenza, ma come può farlo se non rende visibile a tutti gli italiani canali come Rai Gulp e Rai yoyo?

Senza contare che la situazione lede la stessa Rai, in termini di mancato introito pubblicitario, considerato che i contratti di diffusione pubblicitaria sono direttamente collegati all’audience e allo share del programma e della rete televisiva.

Ma soprattutto: come si fa a parlare di digitalizzazione, data economy, 5G  e inclusione digitale se ancora attendiamo (dopo 7 anni dallo switch off da analogico a digitale) di ridurre queste discriminazioni in un settore come la televisione che storicamente ha unito il Paese fin dalla sua nascita?

Aderisci alla campagna #NonSiVedeLaRAI

Autore: Simona Volpe
Data: 10 giugno 2019

 

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attilio

è evidente il disagio dell’utente che si vede interrotti programmi sportivi e non anche in momenti topici. Resta comunque la ferma convinzione che la vs pseudo crociata non avrà risultati apprezzabili ,stanti i problemi politici e soprattutto economici della nazione .

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attilio rontani

Cara Simona,con la RAI è tempo sprecato.Sarebbe cosa degna e giusta (più utile) promuovere una ricerca di maggiore chiarezza nei “reclami) con le varie Vodafone Sky Wind Tim Kena……dove il cliente è suddito ,ha difficoltà di contatto dopo una esasperanta ricerca,viene a volte contattato viaSms via chat Facebook Messanger da individui diversi mai al corrente della situazione,con richiesta di esporla per l’ennesima volta.Sky in particolare tel solo a pagamento (anche altri se non sei cliente)

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Renato

ormai il canone di abbonamento lo ritengo un “pizzo” da pagare si riceve oppure no il segnale non importa. come non importa il quantitativo abnorme di pubblicità trasmessa (ogni 15 minuti un interruzione per la durata di 10 minuti per spot pubblicitari. oltre l’occulto che propinano come sponsor in ogni programma o sceneggiato oppure trasmissioni da studio ! mi domando se è lecito tutto questo visto l’obbligo di un canone ormai assicurato.provate a registrare 24 ore di trasmissione sulle reti Rai è vi accorgerete che è più la pubblicità che i programmi quello che trasmette! altro che servizio pubblico ! ma ci credono un popolo di idioti? che decidano se pagare il canone oppure propinarci mediamente 10 ore di pubblicità su 24H di trasmissione! moltiplicato per il numero delle reti ma mi dite chi è preposto al controllo dei contenuti trasmessi? non si accorge dello schifo un telefilm di 30 minuti viene interrotto circa 6/7 volte per la durata di 10 minuti! è uno schifo un scandaloso sopruso legalizzato!

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Michele Metallo

Condivido pienamente l’iniziativa, anzi se è possibile trovare soluzioni più forti sicuramente tanti cittadini le seguiranno. E’ incomprensibile che le piattaformi televisive degli altri operatori (meno qualificati) si vedono tutti bene in tutte le situazioni, mentre dei 15? canali RAI ne vediamo solo 4 ed anche male, almeno nelle zone interne del nostro Appennino. Inoltre è incomprensibile ora che tutti pagano il canone, che la RAI per i suoi eventi in esclusiva ne blocchi la visione sulla piattaforma SKY sulla quale la visione è certamente migliore e sulla quale possiamo accedere anche ai canali che la RAI non ci fa vedere che però sono compresi nel suo canone. La migliore e più produttiva operazione sarebbe quella che il canone da pagare dovrebbe essere proporzionato ai canali visibili nella zona di abitazione. E’ possibile? Si spera che la vostra ottima iniziativa abbia un minimo di successo. Grazie e buon lavoro Michele Metallo

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Bardellotto fabio

Tutti i canali in estate si vedono a singhiozzo,fortuna k col digitale si sarebbe dovuto vedere meglio;era meglio prima .
E nessuno fa niente x migliorare la situazione.Ho rif spesso a Rai ed è sempre colpa nostra antenna,cavo,alberi.Ho speso 300 € x nuovo impianto:quasi identica la situazione:problema spesso estivo.Non sarebbe giusto pagare canone x questo pessimo servizio,ma tanto siamo solo vacche da mungere. Povera Italia

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