La protezione del consumatore on-line

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Per fornire ai consumatori le informazioni adeguate per acquistare sul web in sicurezza, l’Unione Nazionale Consumatori ha realizzato, nell’ambito del Progetto “E-commerce e tutela del consumatore digitale” (finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi del Dl 383/2000-linee di indirizzo annualità 2013), alcuni focus sulle principali aree di interesse legate agli acquisti on-line. Dopo un primo approfondimento sul rapporto del consumatore con l’e-commerce, parliamo questo mese delle tutele per il consumatore, con particolare riferimento al Decreto legislativo n.21 del 21 Febbraio 2014 (che recepisce la direttiva europea 2011/83).

La nuova direttiva, entrata in vigore lo scorso giugno, garantisce ai consumatori maggiori informazioni e sicurezza nelle vendite a distanza attraverso garanzie sul consenso all’acquisto, sull’oggetto del contratto, sul prezzo e sul diritto di recesso.

Grazie a una regolamentazione più attenta, quindi, i consumatori hanno maggiori garanzie di sicurezza per i servizi apparentemente gratuiti: al momento dell’acquisto devono, infatti, confermare esplicitamente di avere compreso che l’offerta è a pagamento. Se per confermare un ordine, ad esempio, è necessario un click su un pulsante o un link, questi devono indicare chiaramente che con tale conferma il consumatore si obbliga a pagare una somma di danaro (dovrà esserci una scritta del tipo: “ORDINE CON OBBLIGO DI PAGARE”); in caso contrario, il consumatore non è vincolato al contratto o all’ordine e, dunque, non è obbligato a pagare.

Sono vietati, inoltre, quegli antipatici meccanismi delle caselle “prespuntate”, secondo i quali è il consumatore a dover rifiutare espressamente la prestazione che altrimenti si intende tacitamente richiesta o accettata.

Per quanto attiene ai prezzi, secondo la direttiva, devono essere espressi in modo chiaro e completo: i venditori devono chiarire il costo totale del prodotto o servizio offerto, comprensivo di qualsiasi costo aggiuntivo.

Una volta acquistato il bene o il servizio, inoltre, i consumatori hanno 14 giorni per ripensarci ed esercitare il diritto di recesso: nel caso di contratti di vendita il termine decorre dal giorno in cui il consumatore ha ricevuto il bene; per i contratti di servizi, invece, dal giorno della conclusione del contratto. Se il professionista non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il termine per esercitare quest’ultimo si estende a un anno e 14 giorni. In caso di violazione degli obblighi informativi il consumatore non deve sostenere neppure il costo diretto di restituzione dei beni.

Se il consumatore esercita il diritto di recesso, dovrà ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare il bene o il servizio (per esercitare il diritto di recesso, si può utilizzare un modello standard, valido per tutti i paesi europei, ma è valida qualsiasi altra forma di espressione della volontà di recedere).

Il consumatore che recede dal contratto ha l’obbligo di restituire la merce a meno che il professionista abbia offerto di ritirare egli stesso i beni. Il consumatore restituisce i beni o li consegna al professionista entro 14 giorni dalla data della comunicazione contenete la volontà di voler recedere; i costi di restituzione dei beni sono a carico del professionista nel caso in cui lo abbia espressamente concordato o nel caso in cui abbia omesso di informare il consumatore che tale costo è a suo carico.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 23 febbraio 2015

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Anonimo

Segnalo che il sito http://www.caldaiemural.it, che pubblicizza la vendita, tra l’altro, di caldaie di ogni tipo, comprese quelle tradizionali, una volta contattato dall’utente, lo mette in contatto con un collaboratore, l’unico, che comunica prezzi raddoppiati rispetto a quelli indicati nel sito e induce il potenziale acquirente a rivolgersi al solo mercato delle caldaie a condensazione asserendo che siano obbligatorie per legge. Ovviamente, ciò non risponde a verità ed essendo un’informazione tecnica è legittimo ritenere che quella errata sia fornita con dolo.

petra

Buongiorno sono petra di Agrigento sto scrivendo per un problema con girgenti acque volevo sapere per esporre il mio problema di bollette dove mi dovrei rivolgere?

La Redazione UNC
La Redazione UNC

Buonasera, se si tratta di un problema di bollette può scrivere a energia@consumatori.it, i nostri consulenti le daranno una mano. Grazie!

Martina

Con la presente desidero segnalare una truffa on line dove, semplicemente sfiorando qualche banner pubblicitario, ci si abbona ad un servizio chiamato FUNNYWIN, che prosciuga in poghi giorni la scheda. Il servizio risulta gestito da Digital Virgo Italia. Ho risolto il problema, sembra, ma spero che in futuro questo tipo di servizio di abboamento risulti illegale. Cordiali saluti, Martina

Angela

Buonasera,
Ho un problema con L acquisto di una casa. Ho acquistato un appartamento il 5 agosto 2015, e oggi vengono fuori delle vecchie spese condominiali che risalgono al 2011 e altre che partono da 10 anni fa, nel contratto di vendita fatto dal notaio C è il capitolo garanzie che dice: la parte venditrice garantisce di essere al corrente con qualsiasi onere, eventualmente anche condominiale, imposta (diretta o indiretta) e tassa comunque afferente i cespiti in oggetto, ivi inclusi oneri derivanti da contratto di somministrazione, e si impegna a corrispondere quelle eventualmente dovute fino ad oggi anche se accertate od iscritte a ruolo in epoca successiva al presente contratto, ciò anche in deroga all art 63 IV comma disp att. C.C..
Ora il commercialista che si occupa del condominio sostiene che queste spese debba pagarle io, come devo comportarmi?
Grazie in anticipo per L attenzione
Angela

La Redazione UNC
La Redazione UNC

Gentile Angela, ci dispiace ma purtroppo non possiamo aiutarla, non ci occupiamo infatti di casi del genere.
Speriamo di riuscire ad esserle utile in futuro,
grazie e in bocca la lupo!

ANGELA ESPOSITO

con la seguente desidero segnalarti, una truffa subita acquistando un pacchetto vacanza sul sito Volagratis.
Ho prenotato un pacchetto vacanza a dicembre 2015 per Madrid. La partenza era prevista per maggio 2016.
Tre settimane prima della partenza il mio Volo è stato annullato. Mi avevano proposto un volo sostitutivo, ma trascorse 3 settimane e arrivata la data di partenza non ho ricevuto più risposta. Alla fine non solo sono rimasta a casa, ma dopo sentinaia di mail, telefonate e contatti da parte del mio legale, non riesco a ricevere risposte da parte di queste persone. Leggendo recensioni su internet ho capito che hanno l’abitudine a truffare le persone.
Vorrei quanto meno avere una tempistica per il rimborso. Questo sito è molto in voga in Italia, ma è gestito da persone straniere e incompetenti. Le chiamate sono smistate in Polonia o Ucraina. Nessuno da risposte e truffano le persone in modo legale.Cosa posso fare? Grazie per l’attenzione

La Redazione UNC
La Redazione UNC

Buongiorno Angela per poterla aiutare i nostri consulenti dovrebbero avere maggiori informazioni sul suo caso e studiare la documentazione in suo possesso. Ci contatti attraverso lo sportello Turismo_Viaggi http://www.consumatori.it/sportello-turismo-viaggi/

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