NAVE COSTA – Ecco i numeri dell’accordo sui danni

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 27 gennaio 2012 – “Alcune centinaia di consumatori hanno già dichiarato di volersi avvalere dell’accordo che consentirà rimborsi in tempi strettissimi”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in riferimento all’accordo tra Costa Crociere e le associazioni dei consumatori per i risarcimenti dei passeggeri vittime del naufragio del Costa Concordia.

“L’accordo -precisa Dona- non è vincolante e quindi lascia liberi i consumatori di rivolgersi al giudice. Va ricordato, comunque che quanti accetteranno eviteranno le lungaggini e le incertezze di  una causa civile decennale”.

Facciamo qualche calcolo: i passeggeri della nave crociera erano 3206, di cui 989 italiani (gli altri di 61 nazionalità diverse); la compagnia, che complessivamente ogni anno ospita circa due milioni di passeggeri, ha stabilito per ciascun passeggero del Concordia un indennizzo in denaro di 11 mila euro ai quali si aggiungono rimborsi che possono superare i 3000 euro. Sulla base delle segnalazioni ricevute, vediamo infatti il caso di questa famiglia di quattro persone composta da due adulti e due bambini:

 RIMBORSO FORFETTARIO 

 11.000 euro x 4  persone 

 44.000  euro 

 PREZZO CROCIERA  900 euro x 2  persone 

 1.800 euro
 SPESE VIAGGIO PER L’ARRIVO AL PORTO  DI PARTENZA

 170 euro x 4  persone  680 euro
 SPESE A BORDO  300 euro x 2  persone  600 euro
 SPESE MEDICHE  90 euro x 4  persone  360 euro
 SPESE VIAGGIO PER IL RIENTRO A CASA  170 euro x 4  persone  680 euro
 RIMBORSO BAGAGLIO DA MONDIAL  ASSISTANCE  1.400 euro x 2  persone  2.800  euro
 RESTITUZIONE BENI CASSAFORTE

CABINA  (se non  danneggiati) 

 600 euro x 2  persone  1.200  euro
 CONSULENZA PSICOLOGICA (su richiesta)  200 euro x 4  persone  800 euro
 TOTALE INDENNIZZO + RIMBRORSI  14.830 euro  52.920  euro

"Questi numeri -commenta il Segretario generale- dimostrano la bontà dell’accordo in termini quantitativi e di tempistica: chi critica l’intesa non sa (o preferisce tacere) le difficoltà di un processo nel quale sarà necessario provare dettagliatamente i danni ed attendere i lunghi tempi del giudizio. Poi -conclude l’avvocato Dona- sui media non mancano mai gli speculatori che preferiscono vendere illusioni per un po’ di visibilità alle spalle dei consumatori danneggiati".

 

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