BANCHE: depositata la denuncia-querela su Banca Popolare di Vicenza

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I legali dell’Unione Nazionale Consumatori hanno depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma la prima denuncia-querela di un risparmiatore vittima della maxi svalutazione operata da Banca Popolare di Vicenza.

Roma, 9 luglio 2015 – “Uno dei primi risparmiatori che si è rivolto all’Unc per segnalare il notevole danno economico subito in conseguenza della maxi svalutazione delle azioni operata da Banca Popolare di Vicenza lo scorso Aprile, ha depositato, per il tramite dei legali dell’Associazione, una denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nella quale ha esposto di essere stato ampiamente ‘sollecitato’ dai funzionari dell’Istituto all’acquisto delle azioni per poter beneficiare di altri servizi bancari e finanziari (quali ad esempio, la concessione di finanziamenti), di non essere stato informato dell’alto rischio che si correva acquistandole, trattandosi di titoli illiquidi e di aver tentato, invano, per ben due volte di venderle”, è quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it), in merito alla vicenda di Banca Popolare di Vicenza.

“Abbiamo chiesto al Pubblico Ministero di accertare e valutare se nei fatti, atti e comportamenti sopra riportati siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti, con particolare riferimento ai reati di false comunicazioni sociali, infedeltà patrimoniale, operazioni in pregiudizio dei creditori e truffa, procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili”, aggiunge Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori, che sta seguendo il caso.

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Roberto

volevo condividere la mia posizione da correntista con partita iva. Tempo fa mi chiamò il direttore della filiale della banca popolare di Vicenza dove ho il conto corrente e mi fece capire che se volevo mantenere il fido cassa di 5.000€ presso la popolare dovevo sottoscrivere e nonché acquistare le loro azioni che comunque erano un prodotto sicuro. Alche io risposi al direttore che non potevo permettermi di acquistarle perché come vede ho un fido di 5.000€ (ad un tasso dell’oltre 12%) che uso quasi sempre visto che è un periodo che si lavora poco. Il direttore mi disse di non preoccuparmi che visto che sarei diventato azionista mi avrebbe fatto fare un finanziamento pari per l’acquisto delle azioni per circa 6.000€ e con la stessa motivazione lo fece fare anche alla mia compagna che ha partita iva.

Maria

Quando nell’estate del 2014 sono andata in banca pop Vicenza a dire che non avrei comperato le azioni che mi erano state proposte perché la banca stessa nella nota informativa (pag. 2) asseriva che il valore di 62,50 € era stato gonfiato dall’assemblea dei soci su proposta dei consiglio di amm..ne (valore reale su patrimonio al 31.12.2013 di 43,66), l’impiegato ha cercato di convincermi del contrario sottoponendo alla mia attenzione una perizia di stima che trovate ancora sul sito della banca redatta da un economista della Bocconi. La spiegazione per fortuna non mi ha convinta …… quei poveracci di Stefanel, Rosso (Diesel) ed altri imprenditori indigenti che avevano comperato le azioni ad es. a 53 €(nel 2010) sono i pochi ad essere riusciti a rivenderle a 62,50…ecco dove sono andati (azioni) o andranno a finire (obbligazioni) i risparmi di noi fortunati nababbi…… Bisogna avere amici che contano o quote massicce di azioni della società per poter contare su un aggiustamento del prezzo prima di scappare chiudendosi le porte alle spalle. Che le banche non siano enti benefici è noto, ma tutto DEVE assolutamente avere un limite!! Amarezza….no gesti sconsiderati, ciao.

luciano

che fine faranno i miei soldi delle azioni della banca popolare di vicenza …

Mauro fabbri

Sono nella stessa situazione , nn so che fare , e purtroppo conosco decine di persone col medesimo problema

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