PREMIO DONA: fiducia e ottimismo su innovazione e sharing economy

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Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Qual è l’atteggiamento dei consumatori rispetto ai temi del nuovo? Quali sono i vantaggi della sharing economy? E quali invece i timori dei consumatori? Ecco come hanno risposto i consumatori al sondaggio dell’Unc.

Roma, 24 novembre 2014 – Un atteggiamento di fiducia e un generale ottimismo nei confronti del nuovo: è quello che emerge dal sondaggio su innovazione e sharing economy, lanciato dall’Unione Nazionale Consumatori sul sito internet e attraverso i canali Facebook (https://www.facebook.com/UNConsumatori) e Twitter (hashtag #premiodona2014 e #consumatorinuovi).

“In vista del nostro Premio Vincenzo Dona (26 novembre, Teatro Argentina, ore 9,00) dedicato alla cultura del nuovo -spiega Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- abbiamo chiesto a chi ci segue di rispondere a sei semplici domande legate ai temi dell’innovazione e della condivisione, per capire qual è il sentiment dei consumatori rispetto a questa fase di cambiamento. E’ il consumatore, infatti, il vero protagonista dell’innovazione economica, sociale e tecnologica e, secondo i nostri dati, sembrerebbe che accetti di buon grado questo ruolo di prosumer: il 60 per cento degli intervistati, infatti, si dichiara ‘entusiasta’ nei confronti del ‘nuovo’ (per il 34 per cento è ‘inevitabile’ accettare nuovi modi di vivere e di acquistare; solo il 6 per cento dei consumatori si dichiara, invece, ‘spaventato’)”.

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Non sorprende, poi, che il mercato percepito come più innovativo sia quello legato al web: oltre il 50 per cento degli intervistati, infatti, alla domanda “qual è il settore che fa più pensare al nuovo?”, risponde “comunicazione, internet e social network”, mentre il 34 per cento “elettrodomestici, hi tech e domotica”; per il 13 per cento degli utenti, infine, il settore più nuovo è relativo a “salute, benessere e food”.

Come suggerisce il messaggio introduttivo del nostro Premio Dona (“nuove imprese per nuovi consumatori”), affinché l’economia del nuovo funzioni è necessario uno sforzo da parte di entrambi i protagonisti del mercato (consumatori ed imprese); abbiamo, dunque, chiesto a chi ci segue: “cosa dovrebbe fare un’azienda per essere nuova?”. Il 42 per cento degli intervistati risponde dovrebbe “essere più sensibile ai temi della sostenibilità” (per il 30 per cento dovrebbe “puntare su sharing economy e social network”, mentre per il 28 per cento dovrebbe “assumere giovani”). Chiedendo, poi, in che modo i consumatori si sentono nuovi, emerge una caratteristica fondamentale della new economy: la condivisione. Il 72 per cento degli intervistati, infatti, risponde “acquisto online e mi piace commentare tutti i miei acquisti per aiutare altri consumatori”.

Un altro elemento da considerare è il rapporto tra risparmio e nuovi paradigmi di consumo: almeno una parte del successo dalla sharing economy è da ricondursi alla crisi (per cui pur di non rinunciare alla vacanza, all’auto o a mangiare fuori siamo disposti a condividere servizi) e la risposta alla domanda sui vantaggi della sharing economy lo dimostra. Circa il 42 per cento dei consumatori considera la possibilità di risparmiare, rispetto al commercio tradizionale, il più grosso vantaggio dell’economia condivisa (il 36% risponde che è vantaggioso “conoscere persone e fare esperienze di consumo innovative con la possibilità di dare un voto ad ogni fornitore”, mentre per il 22 per cento degli intervistati  “potrebbe aiutare a creare posti di lavoro”).

Con la domanda n. 6 abbiamo provato ad indagare le preoccupazioni legate alla sharing economy e le risposte confermano che c’è tanto da lavorare, soprattutto dal punto di vista normativo per rendere più sicuri i nuovi processi economici: quasi la metà dei consumatori (il 47 per cento), infatti, risponde che “il rischio di affidarsi agli sconosciuti” è ciò che più spaventa della sharing economy; il 32 per cento degli intervistati è scettico, considerandolo un “fenomeno di nicchia, riservato a pochi”, mentre il 21 per cento risponde di non accettare che “quello che paga non sia suo fino in fondo”.

“E’ evidente che siamo di fronte ad una sfida soprattutto culturale -conclude il Segretario generale Massimiliano Dona- e proprio di questo parleremo mercoledì in occasione del ‘Premio Vincenzo Dona’ con grandi esperti del settore (come il sociologo Francesco Morace, il professor Carlo Alberto Carnevale Maffè e la relazione video dell’economista Jeremy Rifkin), la testimonianza di aziende sensibili ai temi del nuovo, senza dimenticare l’esigenza di accompagnare il fenomeno con un’evoluzione della normativa e un contesto di legalità, che non può essere messo in secondo piano (e di questo parleremo con il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri)”.

Scarica il programma del Premio Vincenzo Dona 2014

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