Tripadvisor: dalla denuncia alla multa annullata

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Dalla denuncia alla multa annullata per Tripadvisor il passo è breve! Ripercorriamo la storia del sito di recensioni online: dopo numerose segnalazioni giunte ai nostri sportelli sulla poca trasparenza di alcune recensioni di Tripadvisor, la nostra associazione ha denunciato il sito all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ‘per verificare -come si legge nel procedimento- se la società adottasse misure idonee a prevenire e limitare il rischio di pubblicazione di false recensioni, sia sotto il profilo informativo che relativamente alle procedure di registrazione’.

A dicembre 2014 l’Antitrust ha applicato una sanzione esemplare, multando di 500 mila euro Tripadvisor per pratica commerciale scorretta: la veridicità delle recensioni, infatti, è fondamentale sia per tutelare i consumatori, che per la credibilità degli stessi albergatori. Non solo, anche TripAdvisor avrebbe tutto l’interesse a garantire l’attendibilità dei giudizi, pur preservando la libertà della Rete, per evitare che un’idea geniale, nata per sfruttare a pieno lo spirito di condivisone di Internet, imploda su se stessa con il sospetto di essere ispirata a logiche di interesse e magari anche da interessi anticoncorrenziali.

Naturalmente il sito di recensioni online non è d’accordo e ha dunque impugnato la multa che lo scorso luglio (2015) è stata annullata dal Tar; si legge infatti nella sentenza che ‘Tripadvisor non ha mai asserito che tutte le recensioni sono vere, richiamando anzi l’impossibilità di controllo capillare e invitando a considerare le ‘tendenze’ delle recensioni e non i singoli apporti’ .

Controllare la  Rete è forse più complicato rispetto al mercato fisico, ma ancora una volta sembra che la legge e l’attività di controllo rimangano due passi indietro rispetto al progresso.

Bisognerebbe tener presente, infatti, che non tutti i consumatori leggono le recensioni in modo critico, confrontando più commenti , senza contare anche il danno per tutte quelle strutture recensite negativamente da falsi clienti o dal vicino che fa concorrenza sleale! Altro aspetto da non sottovalutare è quello relativo ai commenti negativi magicamente cancellati dal sito: molti consumatori scrivono ai nostri sportelli di aver lasciato sul sito una recensione negativa a seguito di una brutta esperienza in alcune strutture e di aver subito una strana censura (pur non avendo utilizzato termini offensivi) o peggio di essere stati contattati e minacciati dai proprietari dell’albergo e o del ristorante.

Da parte nostra, in attesa del secondo grado di giudizio, ci auguriamo che l’azienda dimostri un po’ di disponibilità a collaborare studiando  sistemi sicuri per tracciare le recensioni, nella convinzione che affinché ci sia la libera concorrenza è fondamentale la trasparenza!

Leggi a riguardi i nostri comunicati:

TRIPADVISOR: ci possiamo fidare?

TRIPADVISOR: soddisfazione dell’Unc

TRIPADVISOR: la giustizia è sorda alle lamentele dei consumatori

Autore: Simona Volpe
Data: 9 settembre 2015

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teresa giacomini

Pongo una questione diversa su cui ho riflettuto molto e continuo a farlo. Propongo una riflessione di fondo perchè penso che diamo per scontate troppe questioni limitandoci alle recensioni false che ne sono il risultato.
TA raccatta in vario modo dati, nomi, strutture ecc. senza alcun consenso degli interessati, la scusa della comunity che agisce autonomamente non regge più da molto: esorbitanti guadagni di TA, indirizzi (a volte telefoni) e “profili” inseriti dalla società TA, comparazione di portali dietro compenso (per esempio booking o bed and brakfast.it) ecc.
Davvero, di fronte a questo, è possibile che quel colosso inserisca strutture senza il loro consenso? Non basta. Si rifiuti di toglierle dietro pressante richiesta?
Non lo trovate inconcepibile? Se devo ritirare i referti di mio marito ho bisogno di una delega e TA massacra e gestisce “locali” più o meno pubblici come le pare? Non esiste.
Credo che l’associazione consumatori dovrebbe tutelare sia i recensori che i recensiti in quanto anch’essi “consumatori” di TA.
Il problema vero non sono le recensioni, ma la prigionia delle strutture vessate da TA che le tiene prigioniere e sotto ricatto.
Qualcosa bisogna fare, credo.

andrea

pure io ho avuto esperienze negative con trip Advisor e mi sono straconvinto che fanno apposite e volute recensioni false.
Ero loro iscritto ora non ho più alcuna intenzione di seguirli. E’ tutto falso e penso sia vero come ho letto che gli esercizi pagano per le recensioni positive

teresa

Tengono prigioniere le attività senza permettere loro la cancellazione, quindi, sotto ricatto, molti fanno azioni illegali per restare a galla e non perdere troppi clienti. Inoltre classificano senza alcun consenso le attività …e nessuno sa in base a cosa…gira la voce che chi paga sale di classifica. Perchè è poco noto, ma TA prende soldi, eh!!! Inoltre ricatta le imprese perchè si facciano un profilo…in caso contrario non possono accedere alla scheda e scendono agli ultimi posti. Non credo che in rete ci sia qualcosa di peggio di tripadvisor, almeno secondo me. Penso che qualcuno li protegga, altrimenti non si spiega. Prendono anche in giro i “recensori” che in realtà non credo contino, ma servano a far entrare soldi…e poche tasse pagate altrove.

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