Il significato psicologico di Halloween

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1115 (Sdc – ott. 2015) – Fino a poco tempo fa, ci si mascherava solo a carnevale: i più piccoli giravano per le strade, travestiti da super eroi o principesse, lanciando coriandoli e stelle filanti. Da qualche anno, invece, è  sbarcata anche in Italia la festa di halloween. La notte del 31 ottobre, quindi, grandi e piccini, si travestono da spaventosi fantasmi, streghe cattive, vampiri assetati di sangue, clown assassini, mummie o zombie. Tutti questi costumi rappresentano personaggi immaginari, ma spaventosi che durante tutto l’anno vengono “dimenticati” ma che per l’occasione diventano accessibili a tutti. Come ogni festa popolare, anche quella di halloween ha un significato psicologico, infatti nasconde il desiderio di esorcizzare ciò che l’uomo teme da sempre, la morte. Il giorno successivo, infatti, si svolge la  ricorrenza cristiana della commemorazione dei defunti. Perciò scherzare sulla morte risulta essere un modo per sottrarsi all’angoscia della fine e perdita della vita. Tale festa ci permette un approccio più gioioso e meno drammatico attraverso il quale ci possiamo avvicinare a ciò di cui abbiamo paura provando ad affrontarla.

Halloween è quindi una festa che a livello psicologico è positiva sia per i grandi sia per i più piccoli. Ai primi, infatti, ricorda che la la morte non è una dimensione opposta, ma speculare alla vita e che come tale, spaventa e ha bisogno di essere in qualche modo controllata anche attraverso un  finto cappello da strega. Ai più piccoli, invece, insegna ad avvicinarsi ad essa in modo graduale e giocoso, insomma in una modalità che per loro è possibile comprendere.

 

Autore: Eleonora Iacobelli
Data: 28 ottobre 2015

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cesare

Non credo che sia plausibile la teoria del significato psicologico. Halloween è semplicemente un’altra festa, un’altra occasione di gioia. E peraltro di importazione, del tutto scollegata dalla cultura italiana. Insomma, un’altra occasione consumistica.

M.T. Navazio

Ennesima americanata consumistica estranea alla nostra cultura. I bambini di oggi non sanno cosa significhi in realtà. Per loro è solo un modo per mascherarsi e farsi regalare dei dolciumi. Per i due scopi abbiamo già il Carnevale e la Befana. Il carnevale risale addirittura al nostro paganesimo. La Befana è una interpretazione della festa cristiana dell’Epifania. Non si sa bene perché i Re Magi siano stati sostituiti dalla Vecchia che ama i bambini e porta loro dei regali. Probabilmente è un’altra contaminazione con qualche rito pagano.

lidia

NON sono affatto d’accordo su questo articolo!1° motivo prettamente consumistico 2° banalizzare la morte (non bastano già videogiochi vari??)3° la concomitanza con la ricorrenza cristiana non è un caso, si vuole portare soprattutto i piccoli a non approfondire che con la morte non finisce tutto e che c’è un’altra Vita e che il messaggio cristiano è tutt’altro che drammatico e cupo,basterebbe ogni tanto leggere il Vangelo, scusate se è poco..Se poi qualcuno ha bisogno di carnevalate e di frasi prendere dalle mode o peggio..faccia pure!

Piero

Sono d’ accordo con Te Lidia.
Oltretutto non ci sono abbastanza mostrosità nella vita quotidiana !!!!!?.
E poi dedichiamoci un poco di più ad una sana riflessione spirituale, forse farebbe meglio alle nostre angosce, che schernire, (per paura) quello che “è la natura”.
E TANTO ALTRO ANCORA.

Luciano

Perfettamente d’accordo

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