MUTUI: rialzo tassi Bce, stangata da 19,50 euro al mese

Redazione UNC
10 Settembre 2026
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rialzo tassi Bce, scelta giusta anche se dolorosa. Per chi ha un mutuo a tasso variabile sono in media  224 euro all’anno

Roma, 10 settembre 2026 – “Scelta giusta, anche se dolorosa. L’inflazione è la malattia più grave, che colpisce il potere d’acquisto delle famiglie e riduce i consumi, per questo deve restare il faro che guida la Bce. Certo, se i Paesi dell’Ue avessero fatto la loro parte, abbassando seriamente i prezzi di carburanti, intervenendo sui prezzi di luce e gas, la Bce non sarebbe stata costretta a intervenire con la politica monetaria. È evidente, infatti, che quella che stiamo subendo è un’inflazione importata, che deriva da problemi dal lato dell’offerta, non della domanda, dovuta al caro beni energetici, e la via maestra per affrontare questa crisi non è la politica monetaria ma quella fiscale” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori commentando la decisione della Bce di alzare i tassi di riferimento.

“Certo è una pessima notizia per chi ha un mutuo a tasso variabile e per le famiglie e le imprese che devono chiedere un prestito. Considerando l’ultimo Taeg comunicato da Bankitalia, 3,81 per cento, l’importo e la durata media di un mutuo, un rialzo dei tassi di 25 punti percentuali corrisponde, nel caso di un pieno trasferimento sull’Euribor, ad un aumento della rata, per chi sottoscrive ora un mutuo a tasso variabile, pari a 19,50 euro al mese. Una stangata annua pari in media a 234 euro. Un rincaro che, considerato che in Italia i piani di ammortamento sono alla francese, vale per chi ha sottoscritto da poco il contratto e ha ancora una quota di interessi molto alta, ma che ovviamente va diminuendo man mano che il mutuo si avvicina alla sua scadenza e si paga quasi soltanto la quota capitale” conclude Dona.

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