E voi lo sapevate cosa significa davvero la decisione del tribunale per Chiara Ferragni?
Perché nel caso Chiara Ferragni non si può parlare di assoluzione
Non è corretto santificare Chiara Ferragni, anche perché non è stata neppure assolta. È importante chiarirlo fin da subito: il tribunale non ha pronunciato una sentenza di assoluzione all’esito di un dibattimento nel quale si è discusso se le condotte costituissero o meno il reato di truffa. Non c’è stato un processo nel merito e non si è arrivati a una valutazione finale delle responsabilità penali. Proprio per questo parlare di assoluzione è scorretto.
La decisione del tribunale: cosa significa “non luogo a procedere”
Il provvedimento di oggi è una sentenza di non luogo a procedere per remissione della querela. Questa distinzione è fondamentale per capire davvero cosa è accaduto. Non siamo davanti a una pronuncia che scagiona l’imputata, ma a una decisione che prende atto di una condizione procedurale venuta meno.
Reato procedibile a querela: il ruolo delle rinunce
Cosa vuol dire tutto questo? Che essendo il reato procedibile a querela di parte, il procedimento può andare avanti solo se esiste una querela valida. In questo caso, avendo i denuncianti, a cominciare da un’associazione che aveva cavalcato questo caso, tutti rinunciato all’azione, il procedimento non ha più potuto proseguire.
La remissione della querela e la fine del procedimento
I denuncianti hanno rinunciato all’azione perché hanno preso dei soldini fino alle ultime settimane, con la rinuncia all’azione e la remissione degli ultimi consumatori. Venendo meno tutte le querele, un procedimento relativo a un reato procedibile a querela non può più procedere. Di qui, appunto, la sentenza di non luogo a procedere.
Cosa resta del caso Ferragni: la pratica commerciale scorretta
E allora che cosa ci resta da tutta questa storia? Resta un punto fermo: la pratica commerciale scorretta sancita dall’autorità antitrust. L’influencer non è stata trasparente nei confronti dei consumatori. Questo accertamento resta, indipendentemente dall’esito penale del procedimento..
Le nuove regole dopo il Pandoro-gate e il cambio di consapevolezza
A tutela di tutti noi restano anche delle nuove norme scaturite proprio da questo scandalo. Oggi un creator non può più mischiare iniziative commerciali con iniziative di beneficenza. Questo salto di qualità nella normativa è sicuramente un esito positivo, così come il fatto che forse la maggior parte di noi non credono più alle favole di quel mondo dell’influencer marketing che era in grande auge prima dello scandalo del Pandoro-gate.
Autore: Massimiliano Dona
Data: 21 gennaio 2026
