Frodi e truffe bancarie: gli ultimi trend

Massimiliano Dona
12 Agosto 2025
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E voi lo sapevate quali sono gli ultimi trend in tema di frodi e truffe bancarie?

Il vero bersaglio delle truffe bancarie: l’essere umano

Cosa c’è dietro le truffe bancarie di oggi? Non solo tecnologia, ma soprattutto psicologia. Davanti a sistemi informatici sempre più perfezionati, i criminali digitali hanno compreso perfettamente che l’anello debole, il più facile da violare è proprio il fattore umano: ecco perché stanno diventando sempre più abili nello sfruttare le nostre emozioni. Costa troppo mettere in campo un attacco cyber ed allora, sempre più spesso, si limitano a mettere in piedi veri e propri copioni studiati per farci crollare le difese. Giocando sulla nostra psicologia, approfittando della nostra fragilità personale ed emotiva..

Frodi, truffe e money mule: i pericoli da conoscere

E’ proprio questo aspetto a caratterizzare i principali pericoli del momento, che possiamo suddividere in 2 grandi categorie (più una terza): si chiamano frode, truffa e money mule… Partiamo dalla frode: qui il criminale, utilizzando le credenziali bancarie cedute dal cliente grazie a tecniche come il phishing o i malware, entra nel nostro conto ed esegue direttamente operazioni a suo nome (bonifici o acquisizioni non autorizzate) senza che ce ne accorgiamo. Per fortuna, la normativa attuale (PSD2) prevede il rimborso da parte della banca, salvo casi di grave negligenza da parte nostra.

Quando siamo noi a fare il bonifico: la truffa vera e propria

Ma le cose si complicano con le truffe. In questo caso, siamo noi (cioè il cliente) a fare l’operazione, convinti che sia la cosa giusta da fare (magari pensiamo di investire in qualcosa di sicuro, oppure di pagare un servizio urgente). In realtà stiamo trasferendo soldi al truffatore. E qui, al momento, la banca non è tenuta al rimborso…. anche se, attenzione, dal 2026 questo cambierà: con la nuova Payment Service Regulation, le banche dovranno risarcire anche queste situazioni.

Money mule: il pericolo dei facili guadagni online

E poi c’è il money mule: ne ho già parlato in un episodio di Scontrini di qualche tempo fa: qui il cliente, spesso inconsapevolmente, riceve o movimenta soldi provenienti da truffe. Capita più spesso di quanto pensiamo, soprattutto tra i giovani attratti da facili guadagni online (il truffatore ci chiede di appoggiare somme su un nostro conto e poi di girarle trattenendo un parte a titolo di compenso per il “lavoro”).

Come agiscono i truffatori: il potere della persuasione

Ma il problema non finisce qui: a queste fughe di dati si aggiunge anche la nostra leggerezza. Quanti di noi condividono online informazioni personali? Dal biglietto aereo al selfie nella struttura alberghiera, dal numero di telefono lasciato sui siti di ecommerce ai nomi dei componenti della famiglia esposti negli adesivi attaccati sul vetro posteriore dell’auto. Tutti dettagli che, messi insieme, fanno di ciascuno di noi un bersaglio perfetto.

Truffe digitali: come ci identifichiamo senza accorgercene

Come dicevo, tutte queste situazioni fanno leva sulla persuasione della vittima: iniziano quasi sempre con un contatto, una telefonata, un messaggio su WhatsApp, magari da un numero che sembra quello della banca. E da lì parte la trappola. Ci convincono che c’è un problema urgente, magari un bonifico sospetto, e ci spingono a fare qualcosa in fretta: cliccare un link, autorizzare un pagamento, persino andare in filiale per trasferire i nostri soldi “in sicurezza”.
Ed è proprio questo il trucco: sfruttano l’emotività, la fretta, la paura. In alcuni casi, le vittime arrivano a ripetere i pagamenti, sempre più ingenti, perché ormai sono dentro una dinamica psicologica di dipendenza. Nel frattempo, i truffatori utilizzano tutte le leve possibili: il numero del mittente che sembra quello reale della banca (spoofing), i messaggi con l’alias ufficiale, le piattaforme social senza controllo.

Come difendersi dalle truffe bancarie: le regole d’oro

Cosa possono fare le banche? Molto, ma non tutto. Certo, possono sensibilizzare i clienti, rafforzare i controlli, collaborare con le autorità, ma dobbiamo dirlo: la prima difesa… siamo noi.
Ecco allora i miei consigli su come comportarsi (repetita iuvant):
• Diffidare da richieste urgenti che mettono pressione (anche se sembrano arrivare dalla banca o da un familiare).
• Non fidarsi solo del mittente: il numero o l’alias possono essere falsificati.
• La banca non ti chiederà mai di installare app, fare simulazioni o storni di pagamento.
• Se ricevi un link sospetto, non cliccare (difficile che te lo abbia mandato la tua banca)
• Se ricevi una telefonata sospetta, chiudi la telefonata e chiama tu la banca al numero ufficiale.
Sono piccoli accorgimenti, ma possono fare una grande differenza.

Per saperne di più ascolta il podcast Scontrini

E voi lo sapevate? 

Autore: Massimiliano Dona
Data: 12 agosto 2025

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